Notifica a mezzo PEC - Nel processo amministrativo è inammissibile la notifica del ricorso a mezzo PEC
 
Il TAR Lazio, sede di Roma, Sez. III ter, ha dichiarato che nel processo amministrativo non è ancora consentito agli avvocati notificare l'atto introduttivo del giudizio con modalità telematiche, in mancanza di espressa autorizzazione presidenziale ai sensi dell'art. 52, comma 2, c.p.a.. (T.A.R. Lazio, Roma, Sez. III ter, 13 gennaio 2015, n. 396)

Fonte (Leggi d'Italia)

Nel processo amministrativo è inammissibile la notifica del ricorso a mezzo PEC
Il TAR Lazio, sede di Roma, Sez. III ter, ha dichiarato che nel processo amministrativo non è ancora consentito agli avvocati notificare l'atto introduttivo del giudizio con modalità telematiche, in mancanza di espressa autorizzazione presidenziale ai sensi dell'art. 52, comma 2, c.p.a..
di Giulia Fortuna - Avvocato in Roma
Con la sentenza in rassegna, il TAR Lazio, sede di Roma, Sez. III ter, si è pronunciato sulla vexata quaestio dell'ammissibilità della notificazione a mezzo pec del ricorso, dichiarando che, nel processo amministrativo, non è ancora consentito agli avvocati notificare l'atto introduttivo del giudizio con modalità telematiche, in mancanza di autorizzazione presidenziale ai sensi dell'art.52, comma 2, c.p.a.
Dopo aver operato una ricognizione del quadro normativo di riferimento, il TAR ha anzitutto ricordato come siano ormai pacificamente ammesse le comunicazioni di segreteria a mezzo pec.
A diversa conclusione il TAR è giunto, tuttavia, con riferimento alla notificazione degli atti giudiziari da parte degli avvocati.
È stata scartata, infatti, la tesi che, in forza di quanto disposto dall'art. 1 L. n. 53 del 1994, ritiene ad oggi già possibile la notificazione degli atti giudiziari in via telematica, anche nel processo amministrativo.
Secondo il TAR, all'accoglimento di tale tesi osta, in particolare, la previsione di cui all'art. 16-quater, comma 3-bisD.L. n. 179 del 2012, che esclude l'applicabilità, nell'ambito della giustizia amministrativa, delle disposizioni idonee a consentire l'operatività del meccanismo di notificazione per via telematica.
Il TAR è approdato a tale soluzione interpretativa sulla base di due principali argomenti.
Per un verso, è stata ritenuta determinate la circostanza che il legislatore abbia esteso al giudizio amministrativo, in modo esplicito, soltanto la possibilità di effettuare a mezzo pec comunicazioni di segreteria (art. 16, comma 17-bis D.L. n. 179 del 2012).
È stato rilevato, per altro verso, come per il processo amministrativo manchino ancora le specifiche tecniche -già adottate invece per il processo civile- atte a disciplinare le modalità operative per effettuare le necessarie dichiarazioni di conformità correlate alla notifica per via telematica.
Il TAR ha concluso, dunque, per la nullità nell'ambito del processo amministrativo, ai sensi dell'art. 11 L. n. 53 del 1994, della notificazione a mezzo pec, in assenza di autorizzazione presidenziale ai sensi dell'art. 52, comma 2, c.p.a.
La sentenza in rassegna si pone in aperto contrasto con altre pronunce adottate da altri giudici di prima istanza. Si segnala, in particolare, la sentenza dello stesso TAR Lazio, Sez. III, 25 novembre 2014, n. 11808, che ha ritenuto valida la notifica del ricorso amministrativo a mezzo pec, prescindendo dalla piena attuazione del processo amministrativo telematico, in quanto ammessa da specifiche disposizioni di legge, tra le quali l'art. 3-bis L. n. 53 del 1994.
Dato il contrasto giurisprudenziale registrato, si auspica, dunque, un intervento del legislatore (o del giudice di ultima istanza) in materia, che faccia definitiva chiarezza in un quadro normativo che appare al momento quantomeno incerto.
T.A.R. Lazio, Roma, Sez. III ter, 13 gennaio 2015, n. 396

 
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