NOTIZIARIO n. 12/2013
del 28.10.2013


SOMMARIO:
1)  AVVOCATURA
1.1) MAI PIU' PRIVAZIONI DI LIBERTA' SENZA AVVOCATO
1.2) NOTIFICHE A MEZZO PEC
1.3) SORVEGLIANZA DEGLI STATI E VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

1.4) APPROVATO IL PROVVEDIMENTO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
1.5) ASPETTANDO LE "SPESE GENERALI"
1.6) DIFENDERE I DIFENSORI DI UFFICIO
1.7) SOSPENSIONE VOLONTARIA DALL'ESERCIZIO PROFESSIONALE e CASSA FORENSE
2) TRASFERIMENTO IN LUOGO LONTANO DEL CONIUGE SEPARATO E INTERESSE DELLA PROLE
3) PROCEDIMENTI CAMERALI DI VOLONTARIA GIURISDIZIONE E LEGITTIMITA' DELLA CONDANNA ALLE SPESE
4) NEL PROCEDIMENTO DI REVOCA DELL'AMMINISTRATORE E' INAMMISSIBILE L'INTERVENTO DEL CONDOMINIO
5) DEDUCIBILITA' DELLA COMPENSAZIONE DEL CONTRO-CREDITO SUB IUDICE
6) AUTOSUFFICIENZA DEL RICORSO PER CASSAZIONE
7) PUBBLICITA' VENDITE IMMOBILIARI: ILLEGITTIMI ACCORDI CHE LIMITANO L'AUTONOMIA DEI SINGOLI GIUDICI
8) LA NOTIFICA DEL RICORSO OLTRE IL TERMINE DI 10 GIORNI
9) IL PRINCIPIO DI ULTRATTIVITA' DEL RITO
10) PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: IL DANNO DA RITARDO
11) PRG E MISURE DI SALVAGUARDIA
12) COLPEVOLE RITARDO DELL'AMMINISTRAZIONE E AMMISSIBILITA' DELL'AZIONE RISARCITORIA
13) CONCORSO NOTARILE ED ESAME DI AVVOCATO: UNA INGIUSTIFICATA DISPARITA'
14) REQUISITI SOGGETTIVI: IL PATTEGGIAMENTO VALE CONDANNA
15) LA MOTIVAZIONE PER RELATIONEM DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO
16) I PROVVEDIMENTI SANZIONATORI IN MATERIA EDILIZIA
17) SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA, NUOVO CONCORSO E OBBLIGO DI MOTIVAZIONE
18) IL RICORSO AVVERSO IL DINIEGO DI ACCESSO AGLI ATTI
19) CARENZE STRUTTURALI E CATTIVO FUNZIONAMENTO: RESPONSABILITA' DIVERSE
20) DANNO NON PATRIMONIALE: IL VALORE UOMO, FRA SOFFERENZA MORALE E ALTERAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANA
21)  EVENTI FORMATIVI (Gratuiti o quasi)
22)  AVVERTENZE
22.1) ERRORI E MANCHEVOLEZZE
22.2) COME RICEVERE / NON RICEVERE IL NOTIZIARIO
22.3) LASCIAMO CHE ALMENO I NOSTRI PENSIERI...
----------------------
1)  AVVOCATURA
1.1) MAI PIU' PRIVAZIONI DI LIBERTA' SENZA AVVOCATOIl 7 ottobre 2013, in Lussemburgo, il Consiglio dell'Unione Europea ha adottato all'unanimita' la direttiva sul diritto di accesso a un avvocato nel giudizio penale (PE-CONS 40/13). Gli Stati membri avranno tre anni di tempo per adeguare la propria legislazione. La direttiva dispone regole minime sul diritto di accesso ad un difensore e sul diritto a comunicare a terze persone e al proprio consolato il proprio stato di privazione della liberta'.
La direttiva prevede inoltre:
- il diritto di accedere a un difensore per le persone accusate o sospettate;
- il principio della natura confidenziale dei colloqui con il difensore;
- il diritto a comunicare a terzi il proprio stato di detenzione
- la possibilita' di derogare temporaneamente ad alcuni diritti, solo in circostanze eccezionali e sotto precise condizioni.
Commento: come sempre, in coda il veleno.
1.2) NOTIFICHE A MEZZO PECIl DL 18.10.2012 n. 179, convertito in legge 24.12.2012 n. 228 ha modificato la legge 21.01.1994 n. 53 concernente la notifica di atti civili, amministrativi e stragiudiziali da parte degli avvocati, aggiungendo alla possibilità di notifica a mezzo posta, anche quella a mezzo PEC. Sicchè, gli avvocati autorizzati alla notifica in proprio, potranno notificare sia tramite il servizio postale, sia in forma elettronica, a mezzo PEC, con le modalita' previste dall'art. 3-bis legge 53/94, prestando attenzione, in particolare, alla relazione di notificazione, che dovra' essere compilata, firmata digitalmente e trasmessa come allegato, unitamente all'atto (v. art. 3-bis) 
1.3) SORVEGLIANZA DEGLI STATI E VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANIIl Consiglio degli avvocati e delle associazioni legali d'Europa (CCBE) (associazione internazionale senza scopo di lucro che rappresenta piu' di un milione di avvocati europei) in data 14.10.2013, preso atto delle sconcertanti notizie recentemente diffuse, ha protestato contro la diffusa pratica degli Stati Uniti d'America e di alcuni Stati europei di acquisizione delle comunicazioni fra i cittadini a scopo di sorveglianza.
Secondo la CCBE, tale pratica di massiva acquisizione dei dati, non solo lede i diritti dei cittadini, violando le garanzie all'uopo apprestate delle norme europee; ma, soprattutto, determina un grave vulnus al diritto alla riservatezza che caratterizza il rapporto cliente-avvocato, ponendo in serio rischio i principi di civilta', i diritti umani e la stessa democrazia.

1.4) APPROVATO IL PROVVEDIMENTO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNEIl ddl n.1079/2013 di conversione in legge del decreto-legge n.93/2013, sul cosiddetto "femminicidio", e' stato definitivamente approvato dal Senato. Tale provvedimento amplia la tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica, fornendo risorse per finanziare un Piano d'azione antiviolenza e una rete di case-rifugio.
1.5) ASPETTANDO LE "SPESE GENERALI"Come e' noto, gli attuali parametri (d.m. 140/2012) hanno cancellato le spese generali, prima previste nella misura del 12,50%. Tuttavia, dapprima il c.d. decreto Severino (art. 1, comma 2, d.m. 140/2012, poi eliminato) e, successivamente, il nuovo Ordinamento professionale (art. 13, comma 10), hanno reintrodotto il diritto al rimborso, non solo delle spese documentabili, ma anche delle spese forfettarie, nella misura massima da determinarsi col nuovo decreto su parametri. La recente bozza ministeriale sui parametri, prevede all'art. 2 il rimborso delle spese generali nella misura variabile fra il 10 e il 20% del compenso. Non e' chiaro quali saranno, oltre all'arbitrio, i criteri in base ai quali il giudice stabilira' la esatta percentuale di spese effettivamente rimborsabile.
1.6) DIFENDERE I DIFENSORI DI UFFICIO Ho grande simpatia per i difensori di ufficio e tutti quegli avvocati, giovani e meno giovani, impegnati a tutelare i piu' deboli (e, quasi sempre, i piu' poveri). Essi costituiscono oggi un essenziale pilastro dell'avvocatura; quello che consente alla funzione di avvocato di conservare ancora la sua dimensione umana e sociale. Sicche', e' davvero difficile comprendere perche' mai, i colleghi che svolgono questa delicata funzione, sono, da un canto, ingiustamente penalizzati da compensi talvolta ridicoli (se non offensivi) e, dall'altro, totalmente negletti dall'avvocatura istituzionale. Eppure, senza avvocati disponibili alla difesa di ufficio e al patrocinio a spese dello Stato, la nostra gia' traballante democrazia, sprofonderebbe nell'abisso della barbarie.
1.7) SOSPENSIONE VOLONTARIA DALL'ESERCIZIO PROFESSIONALE e CASSA FORENSEIl nuovo Ordinamento professionale ha previsto, fra l'altro, la possibilita' di "sospensione" dall'esercizio professionale, obbligatoria per gli avvocati che ricoprono talune cariche istituzionali (art. 20 comma 1), volontaria, per chi lo richieda. Non vi e' termine, ne' obbligo di motivare la sospensione (art. 20 comma 2), che va solo annotata sull'albo (art. 20 comma 3). Peraltro, proprio in tema di sospensione,la bozza di regolamento della Cassa forense, formulata in attuazione dell'art. 21 commi 8 e 9 legge 247/2012, nel disporre che "l’iscrizione alla Cassa e' obbligatoria per tutti gli avvocati iscritti agli albi professionali forensi a decorrere dal 2 febbraio 2013 o dalla successiva data di iscrizione all’Albo" (art.1 comma 1), espressamente prevede che, nel caso di sospensione volontaria, verra' attuata, di ufficio, la cancellazione dalla Cassa. (v. art. 6: "la cancellazione dalla Cassa viene eseguita d’ufficio nel caso di cancellazione dell’iscritto da tutti gli albi forensi o di sospensione volontaria ex art. 20 L. 247/2012, per qualsiasi causa").
2) TRASFERIMENTO IN LUOGO LONTANO DEL CONIUGE SEPARATO E INTERESSE DELLA PROLEIn un caso in cui, contro la volonta' dell'altro, uno dei genitori (la madre) aveva stabilito la sua residenza in altra regione, portando con se' il figlio minore, la Corte di Cassazione, sez. VI Penale, con sentenza 9 - 23 ottobre 2013, n. 43292, Presidente Garribba, Relatore Lanza, dopo aver rilevato che "il luogo di consumazione del reato di cui all'art. 388 comma 2 cod. pen., coincide con il luogo dell'inottemperanza della stabilita consegna del figlio minore al genitore, anche al fine di evitare di lasciare alla parte inadempiente la scelta del giudice territorialmente competente", ha osservato che "l'elusione dell'esecuzione di un provvedimento del giudice civile che riguardi l'affidamento di minori puo' concretarsi in un qualunque comportamento da cui derivi la "frustrazione" delle legittime pretese altrui, ivi compresi gli atteggiamenti di mero carattere omissivo, quando questi siano finalizzati ad ostacolare ed impedire di fatto l'esercizio del diritto di visita e di frequentazione della prole" (cfr. in termini: Cass. pen. sez.6, 33719/2010 Rv. 248157, fattispecie in cui vi erano stati frequenti e non comunicati spostamenti del luogo di dimora senza preavviso al marito separato non affidatario; massime precedenti Conformi: N. 37118 del 2004 Rv. 230211, N. 32846 del 2009 Rv. 24462). Osserva la Corte, che non si tratta "di un'imposizione "coatta" di una residenza alla madre, versandosi nella specie nella ben diversa situazione della prospettiva dell'utile perseguimento dell'interesse di una bambina (di otto mesi), che, laddove allontanata per lunghi periodi dalla figura paterna, avrebbe finito col sopportare effetti irreversibili nel funzionale rapporto con la figura paterna, di fatto esclusa per la condotta della madre".
3) PROCEDIMENTI CAMERALI DI VOLONTARIA GIURISDIZIONE E LEGITTIMITA' DELLA CONDANNA ALLE SPESENel corso di una controversia condominiale, si chiede alla Corte di stabilire se l'art. 91 c.p.c. (condanna alle spese) sia o meno applicabile ai procedimenti camerali di volontaria giurisdizione aventi ad oggetto la revoca di amministratore ex art. 1129 c.c. e 64 disp. att. c.p.c.. Richiamando, sul punto, la pacifica giurisprudenza, la Corte di Cassazione, sez. II Civile, con sentenza 19 aprile - 22 ottobre 2013, n. 23955, Presidente Bucciante, Relatore Manna, ha ribadito che "l'art. 91 c.p.c. si riferisce ad ogni processo, senza distinzioni di natura e di rito, e che il termine "sentenza" e' usato in tale norma nell'accezione di provvedimento che, nel risolvere contrapposte posizioni, chiude il procedimento stesso innanzi al Giudice che lo emette, e dunque anche se tale provvedimento sia emesso nella forma dell'ordinanza o del decreto" (cfr. Cass. nn. 2986/12 e 14742/06, nonche', in materia di ricorso ex art. 26 legge fall., Cass. n. 19979/08; v. anche, S.U., sentenza n. 20957/04, seguita da nn. 8085/05, 25928/05 e 14524/11)
4) NEL PROCEDIMENTO DI REVOCA DELL'AMMINISTRATORE E' INAMMISSIBILE L'INTERVENTO DEL CONDOMINIO Tizio instaura procedimento ex art. 1129 c.c. per la revoca dell'amministratore. Si costituisce l'amministratore e, ad adiuvandum di quest'ultimo, interviene in giudizio il Condominio. La domanda viene rigettata, con condanna del ricorrente alle spese. La Cassazione e' investita del quesito se il principio della soccombenza possa valere anche in favore di una parte processuale (Condominio) intervenuta ad adiuvandum benche' priva di interesse ad agire o a contraddire, ben potendo in ogni tempo l'assemblea condominiale nominare e revocare l'amministratore indipendentemente dall'esito del procedimento di cui all'art. 1129 c.c.
Accogliendo il ricorso di Tizio, la Corte di Cassazione, sez. II Civile, con sentenza 19 aprile - 22 ottobre 2013, n. 23955, Presidente Bucciante, Relatore Manna, ha ribadito il principio che "nel giudizio promosso da alcuni condomini, per la revoca dell'amministratore per violazione del mandato, interessato e legittimato a contraddire e' soltanto l'amministratore e non anche il condominio il quale non e' tenuto ne' ad autorizzare ne' a ratificare la resistenza in giudizio dell'amministratore medesimo trattandosi di ipotesi estranea a quelle previste negli articoli 1130 e 1131 c.c. e cio', malgrado le ripercussioni nei confronti del condominio degli effetti della pronuncia giudiziale (Cass. nn. 8837/99, 12636/95 e 1274/89). Sicche', nella specie, l'intervento ad adiuvandum del condominio (rappresentato dallo stesso amministratore), e' inammissibile, con conseguente esclusione di qualsivoglia ipotesi di estensione in suo favore della condanna alle spese.
5) DEDUCIBILITA' DELLA COMPENSAZIONE DEL CONTRO-CREDITO SUB IUDICEDopo aver rilevato che "la deduzione della compensazione e' un mezzo di difesa contro la pretesa creditoria altrui ed e' ammessa anche quando tale pretesa viene fatta valere in giudizio", la Corte di Cassazione, sez. III Civile, con sentenza 17 settembre - 17 ottobre 2013, n. 23573, Presidente Massera, Relatore Frasca, ha affrontato il controverso problema della possibilita' o meno di dedurre in compensazione un credito ancora sub iudice, enunciando il principio che "la circostanza che l'accertamento di un credito sia oggetto di altro giudizio pendente e non ancora definito con il suo riconoscimento in forza di cosa giudicata non e' d'ostacolo alla possibilita' che il suo titolare lo eccepisca in compensazione nel giudizio che contro di lui il suo debitore introduca per far valere un proprio credito. Ove il giudizio sul controcredito penda davanti allo stesso ufficio giudiziario, il coordinamento fra i due giudizi cosi' connessi ai fini dell'operare della compensazione deve avvenire tramite il meccanismo della riunione dei procedimenti ed all'esito di essa, il giudice davanti al quale i processi sono riuniti potra' procedere nei modi indicati dal secondo comma dell'art. 1243 c.c. Ove nel caso precedente la riunione non sia possibile ed ove il giudizio nel quale e' in discussione il credito eccepito in compensazione penda davanti ad altro giudice (e non sia possibile una rimessione ad esso ai sensi dell'art. 40 c.p.c., a seguito della quale il coordinamento avverra' nei modi su indicati) oppure penda in grado di impugnazione, il coordinamento dovra' avvenire con la pronuncia sul credito principale di una condanna con riserva all'esito della decisione sul credito eccepito in compensazione e la rimessione sul ruolo della decisione sulla sussistenza delle condizioni della compensazione, seguita da sospensione del giudizio ai sensi dell'art. 295 c.p.c. o 337, secondo comma, c.p.c. fino alla definizione del giudizio di accertamento del controcredito" (v.Cass. n. 539 del 1999, tra l'altro estesa dallo steso relatore di Cass. n. 325 del 1992, secondo cui Il titolare di un credito ammesso in via definitiva al passivo fallimentare, se convenuto in giudizio dal curatore o dal commissario liquidatore, per il pagamento di un credito dovuto all'imprenditore insolvente, puo' opporre in compensazione, fino a concorrenza, il proprio credito, senza che gli si possa eccepire la rinuncia tacita alla compensazione, quale automatica conseguenza della domanda di ammissione al passivo, o l'efficacia preclusiva del provvedimento di ammissione al passivo in via definitiva. In senso conforme Cass. n. 2423 de 1994; 9912 del 2007; 19045 del 2005; 6728 del 2002).
6) AUTOSUFFICIENZA DEL RICORSO PER CASSAZIONERichiamando la costante giurisprudenza in tema di delibere di enti, la Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 20 giugno - 16 ottobre 2013, n.23438, Presidente Salme', Relatore Bisogni, ha ribadito il principio che "qualora con il ricorso per cassazione si sollevino censure che comportino l'esame di delibere, e' necessario - in virtu' del principio di autosufficienza del ricorso stesso - che il testo di tali atti sia interamente trascritto e che siano, inoltre, dedotti i criteri di ermeneutica asseritamente violati, con l'indicazione delle modalita' attraverso le quali il giudice di merito se ne sia discostato, non potendo la relativa censura limitarsi ad una mera prospettazione di un risultato interpretativo diverso da quello accolto nella sentenza (cfr. fra le altre Cass. sezione lavoro n. 29322 del 15 dicembre 2008 e n. 13711 del 12 giugno 2007).
7) PUBBLICITA' VENDITE IMMOBILIARI: ILLEGITTIMI ACCORDI CHE LIMITANO L'AUTONOMIA DEI SINGOLI GIUDICIIl Coordinamento del settore civile del Tribunale (in sostanza l'assemblea di tutti i giudici dell'esecuzione e i giudici delegati per i fallimenti, in servizio presso il Tribunale) indiceva una gara per licitazione privata per la scelta della testata giornalistica da incaricare per la pubblicita' delle vendite immobiliari. La procedura si concludeva con un verbale di riunione dei giudici del Coordinamento, con il quale si dichiarava "allo stato piu' conveniente l'offerta di Alfa s.p.a.". Insorgevano dinanzi al TAR le altre societa' concorrenti, proponendo una serie di censure ruotanti intorno al potere di procedere nel modo descritto, nonche' al modus procedendi rispetto ai principi dettati dal codice dei contratti pubblici. Il TAR rigettava. Dopo aver premesso che "la sommatoria dei giudici e l'esercizio congiunto e preventivo delle prerogative che l'ordinamento singolarmente riconosce loro, non da' luogo a mera sommatoria degli effetti, ma costituisce attivita' eterogenea, strumentale, non sussumibile nell'alveo dell'art. 490 c.p.c.", il Consiglio di Stato, Sezione IV, con sentenza 6 agosto 2013 n. 1741, Pres. Virgilio, Est. Veltri, ha accolto il ricorso e dichiarato illegittimi i provvedimenti assunti e la procedura, evidenziando che, in assenza di specifiche disposizioni di legge che a cio' autorizzino, ne' un'assemblea di giudici (ne' altri), possono interferire sull'autonomia dei singoli giudici, spogliandoli dei poteri di direzione delle singole procedure a ciascun d'essi conferiti dall'ordinamento (artt. 484 e 490 c.p.c.). Ne' rileva che alla decisione "autolimitativa" abbiano concorso tutti i giudici.
Commento: Al di la' della concreta vicenda, la decisione pone seri dubbi sulla legittimita' di talune attivita' "manageriali" e di "accordi commerciali" intrapresi, con buone intenzioni ma senza il sostegno della legge, da alcuni uffici giudiziari.
8) LA NOTIFICA DEL RICORSO OLTRE IL TERMINE DI 10 GIORNIRichiamando l'indirizzo interpretativo secondo cui l'appellante, se deposita il ricorso nel termine, ma omette la notifica del ricorso medesimo e del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza di discussione, non puo' chiedere poi nel corso dell'udienza medesima l'assegnazione di altro termine per procedere alla notificazione, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., impedendolo il principio della ragionevole durata del processo di cui all'art. 111, secondo comma, Cost.(cfr. Corte di cassazione, sezioni unite civ., sentenza 30 luglio 2008 n. 20604), la Corte di appello dichiarava improcedibile l'appello proposto da Tizio contro la sentenza del Tribunale che aveva respinto la domanda di risarcimento dei danni conseguenti alla risoluzione di un contratto di locazione, perche' il decreto presidenziale di fissazione dell'udienza di discussione era stato notificato all'appellato oltre il termine di dieci giorni di cui all'art. 435, 2 comma, c.p.c., pur se nel rispetto del termine a comparire di cui al terzo comma della stessa norma. Accogliendo il ricorso di Tizio, la Corte di Cassazione, sez. VI Civile, con ordinanza 26 settembre - 16 ottobre 2013, n. 23424, Presidente Finocchiaro,  Relatore Lanzillo, ha ritenuto improprio il richiamo giurisprudenziale operato dalla Corte d'Appello, discutendosi, nella specie, non di mancata notifica, ma di notificazione oltre il termine di dieci giorni di cui all'art. 435, 2 comma, cod. proc. civ., e "la consolidata giurisprudenza di questa Corte e' nel senso che detto termine non e' perentorio, mentre tale e' il termine a difesa di cui al terzo comma, per cui l'appellato deve ricevere notizia dell'impugnazione almeno venticinque giorni prima della data dell'udienza di discussione" (cfr. fra le tante Cass. civ. Sez. Lav., 15 ottobre 2010 n. 21358; Idem, 30 dicembre 2010 n. 26489; Cass. civ. Sez. 6 - 3, Ord. 12 aprile 2011 n. 8411; Cass. civ. Sez. lav. 31 maggio 2012 n. 8685). Secondo la Corte, "la norma di cui al 2 comma non risponde ad alcuna esigenza imprescindibile e la perentorieta' del termine avrebbe il solo effetto di ostacolare la difesa dell'appellante a fronte delle possibili lungaggini della burocrazia giudiziaria - senza arrecare alcun sostanziale beneficio all'appellato. L'assegnazione di carattere ordinatorio e non perentorio di un termine non equivale all'implicita abrogazione della norma che lo prevede. Significa solo che l'inosservanza del termine non produce automaticamente gli effetti tipici che si ricollegano ai termini perentorii"; in particolare, "non giustifica l'improcedibilita' dell'appello. Ma ben potrebbe giustificare altri effetti, qualora si dimostrasse che il mancato rispetto del termine ha concretamente arrecato un qualunque pregiudizio ai diritti della controparte od al sollecito svolgimento del processo".
9) IL PRINCIPIO DI ULTRATTIVITA' DEL RITOConfermando il generale principio di ultrattivita' del rito, la Corte di Cassazione, sez. III Civile, con sentenza 19 settembre - 7 ottobre 2013, n. 22821, Presidente Trifone, Relatore D’Alessandro ha osservato che  "qualora una causa in materia di locazione sia stata trattata con il rito ordinario, l'atto di appello va proposto con citazione, a norma dell'art. 342 cod. proc. civ., da notificare entro trenta giorni dalla notifica della sentenza o nel termine lungo". In altri termini "il giudizio deve proseguire nelle stesse forme".
10) PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: IL DANNO DA RITARDOTizio, chiedeva la condanna dell'Amministrazione comunale al risarcimento dei danni causati dal ritardo (7 anni) con cui gli era stata assentita la concessione edilizia per la costruzione di un magazzino per la stagionatura del formaggio. Il TAR, pur ritenendo la domanda astrattamente ammissibile, la dichiarava infondata, sia perche' era sopraggiunta una variante al PRG, sia perche' il ricorrente aveva omesso di impugnare il silenzio-rifiuto formatosi ex art. 31, comma 6, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, sia perche' difettava l'elemento psicologico della colpa dell'amministrazione, mai ritualmente diffidata e messa in mora.
Accogliendo l'appello di Tizio, il Consiglio di Stato sez. V, con decisione 23 luglio - 09 ottobre 2013 n.4968, presidente Volpe, estensore Saltelli, dopo aver rilevato che "l'attivita' amministrativa deve essere ispirata a criteri di economicita', efficacia, imparzialita', pubblicita' e trasparenza; che l'amministrazione non puo' aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dalla doverosa attivita' istruttoria; che tutti i procedimenti amministrativi devono concludersi con un provvedimento espresso e che tutti i provvedimenti amministrativi devono essere motivati" e che "i principi di legalita', imparzialita' e buon andamento, predicati dall'articolo 97 della Costituzione, sono stati sempre ritenuti immediatamente cogenti e direttamente applicabili all'azione della pubblica amministrazione", ha ritenuto sussistente ""la ingiustificata violazione dell'art. 31, comma 5, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, secondo cui "le determinazioni del sindaco sulle domande di licenza di costruzione devono essere notificate all'interessato non oltre 60 giorni dalla data di ricevimento delle domande stesse o da quella di presentazione di documenti aggiuntivi richiesti dal sindaco"" (cfr. C.d.S., sez. V, 20 febbraio 1990, n. 158; 11 gennaio 1989, n. 1; 20 ottobre 1988, n. 580, che ha ritenuto illegittimi gli atti e/o provvedimenti, sfavorevoli agli interessi dei privati, che hanno determinato un ingiustificato arresto procedimentale o rinvio sine die, senza adeguata motivazione; v. anche C.d.S., sez. VI, 2 luglio 1987, che ha affermato la violazione dei principi di imparzialita' e buon andamento in caso di ingiustificato ritardo a provvedere su istanza legittimamente proposta). Ne', "ai fini della configurabilita' dell'illecito aquiliano (e dell'ammissibilita' della domanda risarcitoria)" assume rilievo il "mancato esercizio da parte dell'interessato del diritto di impugnazione del silenzio - rifiuto formatosi, ai sensi del comma 6 del citato articolo 31 della legge n. 1150 del 1942". E', infatti, "sufficiente ricordare che il decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione della richiesta di concessione edilizia non consuma il potere - dovere dell'amministrazione di provvedere sulla domanda del privato (C.d.S., sez. V, 28 novembre 2005, n. 6623; sez. IV, 1° ottobre 1993, n. 818), costituendo piuttosto il silenzio - rifiuto un provvedimento fittizio (C.d.S., sez. V, 23 agosto 2000, n. 4564) con finalita' acceleratorie del procedimento di rilascio del titolo concessorio e di semplificazione, in particolare attribuendo al privato la facolta' di liberarsi dell'inerzia dell'amministrazione e dell'onere della diffida e messa in mora di quest'ultima indispensabile per adire il giudice amministrativo (C.d.S., sez. V, 25 settembre 1998, n. 1326; sez. IV, 1° ottobre 1993, n. 818); cosi' che la mancata impugnazione del silenzio rifiuto rileva sotto il diverso profilo della sua eventuale efficacia causale alla produzione del danno (concausa) e della concreta determinazione del danno risarcibile (ex artt. 1227 c.c. e 30, comma 3, c.p.a.)".
11) PRG E MISURE DI SALVAGUARDIAPremesso che "le misure di salvaguardia hanno, per loro intrinseca natura, carattere eccezionale e temporaneo", in quanto secondo la espressa previsione dell'articolo unico, comma 3, della legge n. 1902 del 1952 (come sostituito dall'art. 1 della legge 5 luglio 1966, n. 517), "...non potranno essere protratte oltre tre anni dalla data di deliberazione" del piano, il Consiglio di Stato sez. V, con decisione 23 luglio - 09 ottobre 2013 n.4968, presidente Volpe, estensore Saltelli, ha osservato che "intervenuta l'approvazione dello strumento urbanistico (o della sua variante) ovvero scaduto il termine massimo di durata, l'amministrazione ha l'obbligo - e non gia' una mera facolta' - di procedere all'esame delle richieste di concessione edilizia sospese, proprio per la doverosa applicazione della stessa legge n. 1902 del 1952 e dei fondamentali principi sanciti nell'articolo 97 della Costituzione".
12) COLPEVOLE RITARDO DELL'AMMINISTRAZIONE E AMMISSIBILITA' DELL'AZIONE RISARCITORIAOccupandosi di un caso di colpevole ritardo dell'Amministrazione nell'emissione di un provvedimento amministrativo, il Consiglio di Stato sez. V, con decisione 23 luglio - 09 ottobre 2013 n.4968, presidente Volpe, estensore Saltelli, ha osservato che, ai fini dell'ammissibilita' dell'azione risarcitoria, non e' sufficiente il solo annullamento del provvedimento lesivo ovvero la sola riscontrata ingiustificata o illegittima inerzia dell'amministrazione o il ritardato esercizio della funzione amministrativa, dovendo anche accertarsi se l'adozione o la mancata o ritardata adozione del provvedimento amministrativo lesivo sia conseguenza della grave violazione delle regole di imparzialita', correttezza e buona fede, alle quali deve essere costantemente ispirato l'esercizio della funzione, e si sia verificata in un contesto di fatto ed in un quadro di riferimento normativo tale da palesare la negligenza e l'imperizia degli uffici o degli organi dell'amministrazione ovvero se per converso la predetta violazione sia ascrivibile all'ipotesi dell'errore scusabile, per la ricorrenza di contrasti giurisprudenziali, per l'incertezza del quadro normativo o per la complessita' della situazione di fatto (tra le piu' recenti, C.d.S., sez. V, 7 giugno 2013, n. 3133; sez. VI, 6 maggio 2013, n. 2419; sez. IV, 7 marzo 2013, n. 1406).
13) CONCORSO NOTARILE ED ESAME DI AVVOCATO: UNA INGIUSTIFICATA DISPARITA' Dopo aver premesso che "l'art. 11 comma 5, del D.Lgs. 24/2006, n. 166 - il quale dispone che il giudizio di non idoneita' deve essere motivato - costituisce una "normativa speciale applicabile soltanto ai concorsi relativi alla materia notarile disciplinata dal decreto citato (fra le tante, C.G.A. in s.g., n. 653 del 27 ottobre 2006; n. 198 del 21 maggio 2003, n. 245 del 22 aprile 2002; n. 298 del 20 giugno 2001), dalla quale non e' possibile trarre un principio di ordine generale applicabile a tutte le valutazioni di tipo concorsuale", il Cons. giust. amm. Sicilia  sez. giurisd., con decisione 19 giugno - 09 ottobre 2013 n. 782, Presidente De Lipsis, Estensore Ciani, ha osservato che "il prevalente orientamento del giudice di appello amministrativo, e' univoco nel ritenere che, dopo l'entrata in vigore dell'art. 3 della legge n. 241/1990, i provvedimenti della commissione esaminatrice - che affermano l'inidoneita' delle prove scritte e non ammettono all'esame orale il partecipante agli esami per l'abilitazione all'esercizio di avvocato - vanno di per se' considerati adeguatamente motivati, quando si fondano su voti numerici" (Cons. Stato, sez. IV, 19 settembre 2008, n. 4512; 7 luglio 2008, n. 3383; 12 maggio 2008, n. 2190; 19 febbraio 2008, n. 540; 4 febbraio 2008, n. 294; 31 ottobre 2006, n. 7284; 7 marzo 2005, n. 900; 27 maggio 2002, n. 29).
14) REQUISITI SOGGETTIVI: IL PATTEGGIAMENTO VALE CONDANNAPremesso che secondo l'art. 5 D.Lgs. n. 114/1998 (oggi art. 71 D.Lgs. 59/2010) non possono esercitare l'attivita' commerciale, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione, "coloro che hanno riportato una condanna a pena detentiva, accertata con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti di cui al titolo II e VIII del libro II del codice penale, ovvero di ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina", e' sorto contrasto fra l'interessato e il Comune se nella nozione di condanna rientri anche quella emessa su richiesta delle parti (pattegiamento). Accogliendo la tesi del Comune, il Consiglio di Stato  sez. V, con decisione 30 aprile - 07 ottobre 2013 n.4921, Presidente Pajno, Estensore Bianchi, dopo aver rilevato che, ai sensi dell'art. 445 c.p.p., "la sentenza prevista dall'articolo 444, comma 2, anche quando e' pronunciata dopo la chiusura del dibattimento, non ha efficacia nei giudizi civili o amministrativi. Salve diverse disposizioni di legge, la sentenza e' equiparata a una pronuncia di condanna", ha osservato che "dal tenore letterale della citata disposizione, emerge chiaramente la volonta' del legislatore di escludere l'efficacia della sentenza patteggiata solo nell'ambito dei giudizi civili ed amministrativi, restando, per converso, ferma la sua equiparazione alla pronuncia di condanna ad ogni altro fine. Sicche', secondo il Collegio, va ribadito "l'insegnamento giurisprudenziale ormai consolidato e coerente al citato dato normativo, secondo cui "quando una norma assume l'esistenza di una condanna penale come presupposto (piu' o meno vincolante) per l'adozione di un provvedimento amministrativo, ovvero quale preclusione all'esercizio di determinate facolta' o diritti, a questi fini vale come sentenza di condanna anche quella emessa a seguito di patteggiamento" (cfr. da ultimo e per tutte: Cons. Stato, Sez. III, 27 marzo 2012, n. 1781).
15) LA MOTIVAZIONE PER RELATIONEM DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVORigettando la doglianza di nullita' del provvedimento amministrativo che, ai fini della motivazione, avrebbe richiamato un atto del procedimento, senza tuttavia renderlo disponibile come richiesto dall'art. 3 legge 7 agosto 1990, n.241, il Consiglio di Stato sez. VI, con decisione 4 giugno - 04 ottobre 2013 n.4896, Presidente Severini, Estensore Lopilato, dopo aver rammentato che "il provvedimento amministrativo preceduto da atti istruttori o da pareri puo' ritenersi adeguatamente motivato per relationem anche con il mero richiamo ad essi, giacche' tale richiamo sottintende l'intenzione dell'Autorita' emanante di farli propri, assumendoli a causa giustificativa della determinazione adottata, ma a condizione che dal complesso degli atti del procedimento siano evincibili le ragioni giuridiche che supportano la decisione, onde consentire al destinatario di contrastarle con gli strumenti offerti dall'ordinamento e al giudice amministrativo, ove investito della relativa controversia, di sindacarne la fondatezza" (Cons. Stato, VI, 24 febbraio 2011, n. 1156; IV, 3 agosto 2010, n. 5150; IV, 23 novembre 2002, n. 6444), ha precisato ""il citato articolo 3 "nella parte in cui afferma che la motivazione per relationem e' legittima a condizione che siano indicati e resi disponibili gli atti cui si fa rinvio, va inteso semplicemente nel senso che all'interessato deve essere possibile di prenderne visione, di richiederne ed ottenerne copia in base alla normativa sul diritto di accesso ai documenti amministrativi e di chiederne la produzione in giudizio, con la conseguenza che non sussiste per l'Amministrazione l'obbligo di notificare all'interessato tutti gli atti richiamati nel provvedimento, ma soltanto di indicarne gli estremi e di metterli a disposizione su richiesta dell'interessato"" (Cons. Stato, IV, 22 marzo 2103, n. 1632).
16) I PROVVEDIMENTI SANZIONATORI IN MATERIA EDILIZIARigettando la doglianza di difetto di motivazione dell'ordinanza di demolizione di una veranda realizzata dall'appellante alcuni anni addietro, il Consiglio di Stato  sez. VI, decisione 02 luglio - 04 ottobre 2013 n.4907, Presidente Severini, Estensore Lopilato, ha rammentato che "l'ordine di demolizione, come tutti i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, e' atto vincolato e, quindi, non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, ne' una comparazione di quest'ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, ne' una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione. Non puo' ammettersi alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva che il tempo non puo' avere legittimato, ne' l'interessato puo' dolersi del fatto che l'amministrazione non abbia emanato in data antecedente i dovuti atti repressivi" (es. Cons. Stato, VI, 31 maggio 2013, n. 3010; 11 maggio 2011, n. 2781). In particolare, nel caso di abusi edilizi vi e' "un soggetto che pone in essere un comportamento contrastante con le prescrizioni dell'ordinamento, che confida nell'omissione dei controlli o comunque nella persistente inerzia dell'amministrazione nell'esercizio del potere di vigilanza". In questi caso il "fattore tempo non agisce qui in sinergia con l'apparente legittimita' dell'azione amministrativa favorevole, a tutela di un'aspettativa conforme alle statuizioni amministrative pregresse" (Cons. Stato, VI, n. 3010 del 2013; IV, 4 maggio 2012, n. 2592).
17) IL RICORSO AVVERSO IL DINIEGO DI ACCESSO AGLI ATTI
Occupandosi di un ricorso avverso il diniego di accesso agli atti concorsuali, il Consiglio di Stato  sez. VI, con decisione 30 luglio - 04 ottobre 2013 n. 4912, presidente Maruotti, estensore Meschino, ha osservato che "il termine previsto dalla normativa per la proposizione del ricorso in sede giurisdizionale avverso le determinazioni dell'Amministrazione sull'istanza di accesso, stabilito oggi dall'art. 116 c.p.a., come gia' prima dall'art. 25 della legge n. 241 del 1990, in trenta giorni dalla conoscenza del diniego o dalla formazione del silenzio significativo, e' a pena di decadenza". Conseguentemente, "la mancata impugnazione del diniego nel termine non consente la reiterabilita' dell'istanza e la conseguente impugnazione del successivo diniego laddove a questo possa riconoscersi carattere meramente confermativo del primo", cio' che non e' quando il cittadino reiteri l'istanza di accesso in presenza di fatti nuovi non rappresentati nell'istanza originaria o prospetti in modo diverso la posizione legittimante all'accesso ovvero l'Amministrazione proceda autonomamente ad una nuova valutazione della situazione (Adunanza plenaria, sentenze nn. 6 e 7 del 2006). Da quanto sopra deriva altresi' che, una volta impugnata la determinazione di diniego, la determinazione successiva che sia meramente confermativa della precedente non deve essere impugnata". In particolare, "sulla base del principio di effettivita' della tutela e del principio di economicita' dei mezzi giuridici, ..quando sia stata proposta una domanda di accesso e l'amministrazione la accolga con due distinti atti di accoglimento parziale (dapprima per una parte e poi per un'altra parte in assenza di una diversa motivazione), l'interessato - se ha impugnato il primo atto - non ha l'onere di impugnare anche l'ulteriore atto di accoglimento parziale, in quanto questo va qualificato come atto che determina la parziale cessazione della materia del contendere, che lascia integro l'interesse ad ottenere la condanna all'ostensione di tutti gli atti richiesti".
18) CARENZE STRUTTURALI E CATTIVO FUNZIONAMENTO: RESPONSABILITA' DIVERSEDopo aver premesso che "e' principio di diritto consolidato quello secondo il quale, delle carenze strutturali degli immobili rispondono gli organi apicali ("l'organo politico di vertice", secondo il dictum di Cass. 21010/2006..)", la Corte di Cassazione, Sezione III, con sent. 3.10.2013 n. 22585, pres. Uccella, rel. Travaglino, ha osservato che "al fine di affermare la responsabilita' di un dipendente amministrativo addetto ad un determinato servizio gestito da una pubblica amministrazione, occorre considerare la ripartizione interna ed istituzionale delle specifiche competenze, i limiti della delega ottenuta e le funzioni in concreto esercitate, e distinguere tra carenze strutturali, addebitabili ai vertici dell'ente, e deficienze derivanti dall'ordinario buon funzionamento, delle quali e' tenuto a rispondere il funzionario addetto al settore... (ex multis, Cass. pen. 5407/1996; SS.UU. pen. 9874/1992)".
19) DANNO NON PATRIMONIALE: IL VALORE UOMO, FRA SOFFERENZA MORALE E ALTERAZIONE DELLA VITA QUOTIDIANAAl di la' dei sofismi e delle sottili elaborazioni teoriche, alla fine, e' sempre la mutevole realta' della vita che si impone alla coscienza dei giudici, guidando la giurisprudenza.
In un drammatico caso di gravissime lesioni personali, con totale compromissione della vita lavorativa, affettiva e sessuale, la Corte di cassazione, Sezione III, con sent. 3.10.2013 n. 22585, pres. Uccella, rel. Travaglino, ha accolto la doglianza di omessa valutazione autonoma del danno morale, evidenziando come la stessa Corte "in piu' di una occasione (cass. 28407/2008; 29191/2008; 5770/2010; 18641/2011) abbia avuto modo di predicare l'autonomia fra danno morale e danno relazionale". Dopo aver osservato che "la necessita' di una integrale riparazione del danno parentale (secondo i principi indicati da Cass. SS.UU. 26972/08) comporta che la relativa quantificazione debba essere tanto piu' elevata quanto piu' grave risulti il vulnus alla situazione soggettiva tutelata dalla Costituzione.. e tanto piu' articolata quanto piu' esso abbia comportato un grave o gravissimo, lungo o irredimibile sconvolgimento della qualita' e della quotidianita' della vita stessa" e dopo aver ribadito la "autonomia del danno morale rispetto non soltanto a quello biologico,.. ma anche a quello dinamico relazionale", la Corte ha "affrontato e risolto la questione.. della legittimita' di un risarcimento di danni esistenziali", rinvenendo risposte affermative sia nelle sentenze del 2008, nella parte in cui si "discorre di centralita' della persona e di integralita' del risarcimento del valore uomo", sia, indirettamente, "nel disposto dell'art. 612-bis del codice penale che, sotto la rubrica Atti persecutori, dispone che sia punito" chi cagiona "un perdurante e grave stato di ansia o di paura" o ingenera "un fondato timore per l'incolumita' propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva", ovvero costringe "ad alterare le proprie abitudini di vita". Afferma, infine, la Corte la necessita' di "una lettura delle sentenze delle sezioni unite del 2008 condotta ..attraverso una ermeneutica di tipo deduttivo che, dopo aver identificato l'indispensabile situazione soggettiva a livello costituzionale (il rapporto familiare e parentale, l'onore, la reputazione, la liberta' religiosa,...), consenta poi al giudice del merito una rigorosa analisi ed una conseguentemente rigorosa valutazione tanto dell'aspetto interiore del danno (la sofferenza morale) quanto del suo impatto modificativo in pejus con la vita quotidiana (il danno esistenziale)". Categoria di danno, quest'ultima, "indefinita e atipica"; ma, osserva amaramente la Corte, "cio' e' la probabile conseguenza dell'essere la stessa dimensione della sofferenza umana, a sua volta, indefinita e atipica"
20)  EVENTI FORMATIVI (Gratuiti o quasi)
Tutti i martedi' ore 12:00 - Sala Consiglio dell'Ordine avvocati di Bari: Seminario permanente di deontologia - crediti: 2 (deontologici)
Tutti i giovedi' ore 12:00 - Sala Consiglio dell'Ordine avvocati di Bari: Seminario permanente sulle novita' legislative: crediti: 2
  
Mercoledi' 30 Ottobre 2013, ore 15:00 - 20:00 - SALA CONSILIARE PROVINCIA DI BARI - DOVE, COME E QUANDO MEDIARE: LE NOVITA' INTRODOTTE DALLA L. 98/13 - crediti: 5 - info: ANPAR

Mercoledi' 30 Ottobre 2013, ore 16:30 - 19:30 - SALA CONVEGNI CONFINDUSTRIA VIA AMENDOLA 172/R - VERSO UNA NUOVA GOVERNANCE NELLE IMPRESE A PROPRIETA' FAMILIARE - crediti: 3 - info: NEDCOMMUNITY - ASSOCIAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI NON ESECUTIVI E INDIPENDENTI

Giovedi' 31 Ottobre 2013, ore 12:00 - 14:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - SEMINARIO PERMANENTE SULLE NOVITA' LEGISLATIVE E GIURISPRUDENZIALI: LA RIFORMA DELLA LEGGE PINTO AD OPERA DELLA LEGGE N. 134/12 - crediti: 2

Giovedi' 07 Novembre 2013, ore 17:00 - 20:00 - BIBLIOTECA Ordine Avvocati Bari - COMUNIONE E DIRITTO: CONVEGNO SULL'ETICA PROFESSIONALE - PRESENTAZIONE DEL LIBRO LA SAPIENZA DEL CUORE - VITA DELL'AVV. LUIGI MARTINO - crediti obbligatori: 4
Venerdi' 08 Novembre 2013, 15:00 - 18:00 - luogo: DA DEFINIRE - LA NUOVA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE ALLA LUCE DELLE RECENTI MODIFICHE LEGISLATIVE - Crediti: 3 - info: RISORSA CITTADINO SOC.COOP. SOCIALE ONLUS; per informazioni e iscrizioni: www.risorsacittadino.org

Venerdi' 08 Novembre 2013, ore 15:30 - 19:00 - SALA BIBLIOTECA Ordine Avvocati Bari - GLI STRUMENTI DI CONTRASTO PATRIMONIALE ALLA CRIMINALITA' E LA TUTELA DEI DIRITTI DEI TERZI ALLA LUCE DEL D.DLS. N.159/2011, IV INCONTRO: IL SEQUESTRO PREVENTIVO FINALIZZATO ALLA CONFISCA PER EQUIVALENTE -  crediti: 4

Venerdi' 08 Novembre 2013, ore 15:30 - 19:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - STATO DI DIRITTO E GIURISDIZIONE - crediti: 4 - info: ADGI - ASSOCIAZIONE DONNE GIURISTE ITALIA

Venerdi' 08 Novembre 2013, ore 15:30 - 17:30 - UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI - IL COMMENTARIO DEL MERITO: LA RESPONSABILITA' MEDICA - crediti: 3

Venerdi' 08 Novembre 2013, ore 15:00 - 19:00 - AULA MAGNA CORTE D'APPELLO BARI - TAVOLA ROTONDA: RAPPORTI TRA PROCEDURE ESECUTIVE, PROCEDURE FALLIMENTARI E SEQUESTRI PENALI - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO E DELL'ATTIVO E MISURE DI PREVENZIONE - crediti: 4

Sabato 09 Novembre 2013, ore 09:00 - 13:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - STATO DI DIRITTO E GIURISDIZIONE, II PARTE- crediti: 4 - info: ADGI - ASSOCIAZIONE DONNE GIURISTE ITALIA

Sabato 09 Novembre 2013, ore 09:00 - 12:00 - AULA MAGNA CORTE D'APPELLO BARI - TAVOLA ROTONDA: RAPPORTI TRA PROCEDURE ESECUTIVE, PROCEDURE FALLIMENTARI E SEQUESTRI PENALI. I SEQUESTRI PENALI E I DIRITTI DEI TERZI - crediti: 4

Giovedi' 14 Novembre 2013, ore 15:30 - 19:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - GLI STRUMENTI DI CONTRASTO PATRIMONIALE ALLA CRIMINALITA' E LA TUTELA DEI DIRITTI DEI TERZI ALLA LUCE DEL D.DLS. N.159/2011. V INCONTRO: TUTELA DEI TERZI TITOLARI DI DIRITTI SUI BENI IMMOBILI NEI PROCEDIMENTI DI SEQUESTRO PENALE E CONFISCA - crediti: 4

Venerdi' 15 Novembre 2013, ore 15:00 - 19:00 - Grand Hotel "RIVA del SOLE" - XXX CONVEGNO NAZIONALE "DUEGIORNI GIURIDICA": ATTIVITA' PROCESSUALE E RESPONSABILITA' DEL MAGISTRATO - crediti: 5

Venerdi' 15 Novembre 2013, ore 12:00 - 14:00 - sala consiglio Ordine Avvocati Bari - Processo Civile Telematico, LABORATORIO DI ESERCITAZIONI PRATICHE A CURA DELLA COMMISSIONE INFORMATICA - crediti: 2

Sabato 16 Novembre 2013, ore 09:30 - 16:00 - GRAND HOTEL RIVA DEL SOLE - XXX CONVEGNO NAZIONALE "DUEGIORNI GIURIDICA". ATTIVITA' PROCESSUALE E RESPONSABILITA' DEL MAGISTRATO - crediti: 5

Giovedi' 21 Novembre 2013, ore 16:00 - 20:00 - SALA CONFERENZE DEL PALAZZO COMUNALE, CASTELLANA GROTTE - SOLIDARIETA' - SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE: "DALLO S-CONTRO ALL'IN-CONTRO...CONTINUARE A MEDIARE" - crediti: 4

Giovedi' 21 Novembre 2013, ore 12:00 - 14:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - Processi Civile Telematico, LABORATORIO DI ESERCITAZIONI PRATICHE A CURA DELLA COMMISSIONE INFORMATICA - crediti 2

Venerdi' 22 Novembre 2013, ore 18:00 - 20:00 - HOTEL MERCURE, VILLA ROMANAZZI CARDUCCI - FINALITA' SOCIALI COME CONSEGUIRLE - Crediti: 2 - info: CENTRO DI SERVIZIO AL VOLONTARIATO SAN NICOLA

Venerdi' 22 Novembre 2013, ore 15:00 - 18:00 - AULA MAGNA CORTE D'APPELLO - "ESPROPRIAZIONE DEI BENI IN COMUNIONE LEGALE TRA CONIUGI" - crediti: 3 - info: ADVG, ASSOCIAZIONE DELEGATI VENDITE GIUDIZIARIE
Sabato 23 Novembre 2013, ore 09:30 - 12:30 - UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA - I BILANCI NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE - Crediti: 4 - info: COLLOQUI BARESI DI DIRITTO COMMERCIALE A CURA DI SABINO FORTUNATO
Mercoledi' 27 Novembre 2013 - ore 08:30 - 18:30 - UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI SALONE DEGLI AFFRESCHI - UN TU PIU' AFFETTUOSO. LA QUESTIONE ANIMALE TRA ANALISI DEL PRESENTE E PROSPETTIVE FUTURE - crediti: 7 - info: UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BARI: DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE, PSICOLOGIA, COMUNICAZIONE
Giovedi' 28 Novembre 2013, 14:00 - 18:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - LA COSTITUZIONE E L'AMMINISTAZIONE DI SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA DI DIRITTO INGLESE - Crediti: 3 - info: AVV. IACOVAZZI + SCHOOL OF LAW INT. GROUP SRL

Giovedi' 28 Novembre 2013, ore 15:30 - 19:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - GLI STRUMENTI DI CONTRASTO PATRIMONIALE ALLA CRIMINALITA' E LA TUTELA DEI DIRITTI DEI TERZI ALLA LUCE DEL D.DLS. N.159/2011 - VI INCONTRO: INDAGINI PATRIMONIALI E STANDARD PROBATORI NEI MODULI ABLATIVI PREVENZIONALI DOPO IL D.DGL. 159/2011 - crediti: 4
Martedi' 03 Dicembre 2013, ore 15:00 - 18:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - MUTUI E TASSI USURAI - CASA CAMBIA DOPO LA SENTENZA CASSAZIONE CIVILE 9 GENNAIO 2013 n. 350 - crediti. 3 - info: Avvocati Ora

Giovedi' 05 Dicembre 2013, ore 15:00 - 19:00 - VILLA ROMANAZZI CARDUCCI VIA CAPRUZZI 326, BARI - FORUM FISCALE: LE NOVITA' IN MATERIA DI IMPOSTA DI REGISTRO E LA LEGGE DI STABILITA' - crediti: 4 - info: A.N.T.I. PUGLIA (ASSOCIAZIONE NAZIONALE TRIBUTARISTI ITALIANI)
Venerdi' 06 Dicembre 2013, ore 12:00 - 14:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - PROCESSO CIVILE TELEMATICO, LABORATORIO DI ESERCITAZIONI PRATICHE A CURA DELLA COMMISSIONE INFORMATICA - crediti: 2

Martedi' 10 Dicembre 2013, ore 16:00 - 20:00 - CENTRO RISORSE PER LE FAMIGLIE C.DA TRITO LOCOROTONDO - SOLIDARIETA' - SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE:
"DALLO S-CONTRO ALL'IN-CONTRO...CONTINUARE A MEDIARE" - crediti: 4 -

Mercoledi' 11 Dicembre 2013, ore 16:00 - 19:30 - SALA CONVEGNI "TOMMASO FIORE" EX MONASTERO DEL SOCCORSO DI ALTAMURA - MINORI: INNOVAZIONE ALLA POLITICHE DEL WELFARE, CRITICITA', PROFILI GIURIDICI,A ASPETTI SOCIALI - crediti: 4 - info: ASSOCIAZIONE AVVOCATI "F. SANTORO PASSARELLI"

Giovedi' 12 Dicembre 2013, ore 15:30 - 19:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - GLI STRUMENTI DI CONTRASTO PATRIMONIALE ALLA CRIMINALITA' E LA TUTELA DEI DIRITTI DEI TERZI ALLA LUCE DEL D.DLS. N.159/2011. VII INCONTRO: SEQUESTRO PENALE A FINI DI CONFISCA E PROCEDURE CONCORSUALI - crediti: 4

Venerdi' 13 Dicembre 2013, ore 12:00 - 14:00 - SALA CONSIGLIO Ordine Avvocati Bari - PROCESSO CIVILE TELEMATICO. LABORATORIO DI ESERCITAZIONI PRATICHE A CURA DELLA COMMISSIONE INFORMATICA - crediti: 2

Venerdi' 13 Dicembre 2013, ore 10:00 - 13:30 - HOTEL PARCO DEI PRINCIPI, BARI - BREAKING POINT - ORGANIZZIAMO NUOVE RETI - F.I.M.A.A. FEDERAZIONE ITALIANA MEDIATORI D'AFFARI - crediti: 4
21)  AVVERTENZE
21.1) ERRORI E MANCHEVOLEZZEVi prego di perdonare gli inevitabili errori ed omissioni e di comunicarmi eventuali anomalie nella ricezione o nella lettura del documento.
Le cose scritte, nonostante siano il piu' possibile aderenti al testo delle decisioni, vanno considerate solo appunti personali, spunti di riflessione e invito alla lettura del testo originale.
Copyright? Nessuno. Solo l'obbligo di citare la fonte: "Notiziario dell'avv. Gaetano Di Muro"
21.2) COME RICEVERE / NON RICEVERE IL NOTIZIARIOAlcune e-mail tornano non recapitate a causa di indirizzo errato o mail-box pieno ("full").
Chi non riceve il Notiziario e intende riceverlo, dovra' solo chiederlo, inviandomi il suo indirizzo elettronico.
Chi invece non intende riceverlo deve solo avvertirmi con una e-mail.
21.3) LASCIAMO CHE ALMENO I NOSTRI PENSIERI...Chi intende dare o ricevere notizie o comunque comunicare qualcosa, potra' farlo via e-mail o a mezzo telefono.
Se gli impegni e gli affanni quotidiani non ci consentono di incontrarci, lasciamo che almeno i nostri pensieri si incontrino.
Basta poco: solo una e-mail.
-------------------------------------------
Buona notte
nino di muro

___________
avv. Gaetano Di Muro
ninodimuro@fastwebnet.it
cell. 336.824043
 
Top