Avv. Davide Caiazzo
Il patrocinio a spese dello stato 


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ART. 24 COST.
Associazione per la tutela del diritto di difesa

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

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La difesa è un diritto di tutti.
Tutti hanno diritto alla difesa. Istruzioni per l'uso.

Spesso capita che chi ha necessità di munirsi di una difesa processuale si chieda come fare quando non si hanno redditi sufficienti a reggerne il peso. Per questo i clienti chiedono al loro avvocato cosa possono fare. In questi casi è importante conoscere l'esistenza del gratuito patrocinio, ovvero il patrocinio a spese dello Stato, di quali siano i requisiti richiesti dalla legge per poterne beneficiare e di quali siano le modalità per ottenerlo. Per questa ragione, con il supporto dello team del mio studio, ho voluto offrire "in pillole" quello che si deve sapere attraverso la risposta alle domande dei clienti che più spesso vengono poste. 
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Qui troverai il patrocinio a spese dello stato con tutti gli elementi essenziali per orientarti in una materia fatta di prescrizioni normative, giurisprudenziali e prassi. 

Non c'è tutto quello di cui avrai bisogno per gestire il tuo processo ma, senz'altro, troverai tutto quello che serve per iniziare ad organizzare la tua difesa assistita da un  avvocato abilitato al gratuito patrocinio.

Diffida perciò di chi ti racconterà che in una manciata di pagine si possa condensare tutto il sapere necessario per padroneggiare una disciplina che è il punto di incontro di Diritto Penale, Diritto Civile, Diritto processuale penale, Diritto Processuale Civile, Esecuzione civile, Diritto Tributario, Diritto amministrativo, Diritto processuale amministrativo etc.

Usa quindi questo manuale aggiornato (siamo alla III° edizione) come una road map per orientarti e porre in essere fin dall'inizio le scelte giuste senza commettere errori che possano pregiudicare il buon esito del tuo processo. 

Come avrai già intuito, tutto questo servirà a scegliere l'avvocato giusto per Te ed a fare assieme a lui i passi necessari senza sbagliare.

Alla fine del manuale ho inserito anche due facsimile di domanda di ammissione: una per il patrocinio nel processo civile ed una per il patrocinio nel processo penale.
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IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

Partiamo dal contesto - Cos'è il diritto di difesa?

Il diritto di difesa è considerato dal nostro ordinamento giuridico un diritto universalmente riconosciuto, indipendentemente dalla nazionalità dell'interessato o dal reddito conseguito. 

Per rendere effettivo questo principio, la legge italiana ha istituito il patrocinio a spese dello Stato che consente alle persone prive di risorse finanziarie sufficienti per pagarsi un avvocato di usufruire ugualmente dell'assistenza legale. 

Possono dunque accedere all'istituto i cittadini italiani, quelli comunitari e quelli provenienti da Paesi extra Ue, anche se - come si vedrà in seguito - per questi ultimi si rendono necessarie alcune precisazioni. L'onorario e le spese spettanti al legale, e le spese processuali, infatti, saranno liquidati dal giudice al termine del processo e pagati dallo Stato. 

Il diritto alla difesa è riconosciuto in due documenti fondamentali: la Carta Costituzionale della Repubblica Italiana ed il Trattato per la Costituzione della Comunità Europea. 


La Costituzione Italiana Art. 24. 


Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari. 

Il diritto alla difesa, dunque, oltre ad essere costituzionalmente riconosciuto è anche costituzionalmente garantito a chi non dispone di mezzi sufficienti con il cosiddetto gratuito patrocinio, inserito nella parte III del Testo Unico in materia di spese di giustizia (D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115). 

Il patrocinio a spese dello stato
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Assicurando anche ai non abbienti tale diritto, si vuole impedire, fra l'altro, che l'impossibilità di fare valere le proprie ragioni possa spingere ad atti di ingiustizia arbitraria e privata. 

Inoltre, si porta ad attuazione quel principio di uguaglianza dichiarato all'art. 3, con il quale la Repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che ne minacciano l'attuazione. 

La Costituzione Europea Articolo II-107 Diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale 

Ogni persona i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell'Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto delle condizioni previste nel presente articolo. 

Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente e entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge. 

Ogni persona ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare. 

A coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato, qualora ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia. 

Il patrocinio a spese dello stato
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Informazioni generali

1. Che cos’è il patrocinio a spese dello Stato?
E’ un istituto giuridico disciplinato dal DPR 115/2002 che consente a chi è privo di un reddito minimo (oggi pari a € 10.766,33) ad essere difeso gratuitamente, e quindi a farsi assistere e rappresentare in giudizio da un avvocato senza dover pagare le spese di difesa e le altre spese processuali poiché queste vengono pagate dallo stato o esentate con la prenotazione a debito. 

Il Patrocinio a spese dello Stato è consentito per la sola difesa processuale e non può mai essere autorizzato per l'assistenza extragiudiziale (ad esempio, non può essere concesso per consulenza ed attività del legale prima del giudizio). 

2. In quali giudizi è ammesso? 
Il patrocinio a spese dello stato è ammesso nel processo penale, nel processo civile, nel processo amministrativo, nel processo contabile, nel processo tributario e di volontaria giurisdizione (anche nei processi per separazione e divorzio). 

E' altresì ammesso nel procedimento di esecuzione, nei processi di revisione, revocazione, opposizione di terzo, nei processi di applicazione delle misure di sicurezza o di prevenzione, in cui sia prevista l’assistenza del difensore o del consulente tecnico. 

L’ammissione al gratuito patrocinio vale per ogni grado e per ogni fase e stato del processo ma anche per tutti quei processi, derivati ed incidentali, comunque connessi a quella per cui vi è stata l'ammissione al beneficio del patrocinio (nel penale, salvo che nella fase dell’esecuzione, nel procedimento di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nei processi relativi all’applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione o per quelli di competenza del tribunale di sorveglianza: in questi casi occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio). 

Nel processo civile, se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione e deve perciò proporre una nuova istanza di ammissione per l'appello o il reclamo. 

3. Davanti a quali giudici si può essere ammessi al beneficio?
Come sopra accennato, il patrocinio a spese dello stato viene concesso per ogni fase e stato del processo e davanti ad ogni giurisdizione: quindi innanzi ai tribunali, alle corti d’appello, alla corte di cassazione, ai magistrati e ai tribunali di sorveglianza, ai tribunali amministrativi regionali, al consiglio di Stato, alle commissioni tributarie provinciali e regionali e alla corte dei conti. 

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Condizioni soggettive

4. Chi ne ha diritto?
Tutti, cittadini italiani e non, possono essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato quando si trovano nelle seguenti condizioni:

Nel processo penale
i cittadini italiani, i cittadini comunitari, gli stranieri e gli apolidi residenti nello Stato che ricoprano la veste di indagato, imputato, condannato, responsabile civile o civilmente obbligato per l’ammenda, offeso dal reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile. Può quindi chiedere l'ammissione al beneficio anche la vittima di un reato.

Nel processo civile:
1. i cittadini italiani e degli altri Stati appartenenti all'Unione Europea; 
2. gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del verificarsi del fatto oggetto del processo da 
instaurare;
3. il cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea (extracomunitario) che intende impugnare il provvedimento di espulsione o decisioni in ordine alla 
domanda di asilo, protezione o revoca dello status di rifugiato (art. 16 d.lgs. 28 
gennaio 2008 n. 25);
4. gli apolidi (ovvero chi non abbia alcuna cittadinanza); 
5. gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

• Nella fase precontenziosa civile:
per l'attività di consulenza al fine di giungere ad una soluzione non giudiziale 
delle controversie transfrontaliere in materia civile e commerciale, ovvero delle 
controversie in cui la parte richiedente l'ammissione al patrocinio è domiciliata 
o soggiorna regolarmente in uno Stato dell'unione Europea diverso da quello 
in cui si svolgerebbe il processo o la sentenza dovesse essere eseguita (ad 
esclusione della Danimarca).

Chi presenta la domanda deve pertanto essere nelle seguenti posizioni. 

a. Reddito
L'ammissione è riservata a chi è considerato non abbiente al momento della 
presentazione della domanda, e qualora tale condizione permanga per tutta la durata del processo.

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Se l’interessato vive solo, la somma dei suoi redditi non deve superare 10.766,33 euro (il limite di reddito viene aggiornato ogni due anni).

Si considerano tutti i redditi imponibili ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) percepiti nell’ultimo anno, come lo stipendio da lavoro dipendente, la pensione, il reddito da lavoro autonomo, ecc. 

Si tiene conto, inoltre, dei redditi esenti dall’Irpef (es.: pensione di guerra, indennità d’accompagnamento, ecc.), o assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, nonché delle somme ricevute dal richiedente a titolo di liberalità (gratuitamente) ma con carattere continuativo da familiari non conviventi e da terzi. 

Se l’interessato vive con la famiglia, i suoi redditi si sommano a quelli del coniuge e degli altri familiari conviventi. Deve essere sommato anche il reddito dei conviventi non parenti (ad es. convivente more uxorio). 

Al contrario, si considera solo il reddito personale dell’interessato quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (ad es. non si terrà conto del reddito del coniuge nel caso di separazione e/o divorzio oltre che nei procedimenti inerenti i figli). 

In tale caso è sempre opportuno specificare nell'istanza il nome ed il cognome della controparte: l'indicazione serve ad evitare errori nel corso delle verifiche effettuate al momento dell'ammissione. 

Nel giudizio penale: il limite di reddito è aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente. Ad esempio: se la famiglia è composta da 2 persone, il reddito totale non deve superare 10.766,33 + 1.032,91 euro; se la famiglia è composta di 3 persone, il reddito totale non deve superare 10.766,33 + 1.032,91 + 1.032,91 euro, ecc. 

Tuttavia, in sede penale, il Giudice respinge comunque la domanda di ammissione se, in base al tenore di vita, alle condizioni personali e familiari ed alle attività economiche svolte, vi è fondato motivo di ritenere che le condizioni di reddito siano differenti da quelle indicate. 

Diversamente da quanto spesso si crede, la proprietà della sola casa di abitazione ( o di parte di essa) non impedisce l'ammissione al gratuito patrocinio; o meglio, la casa non è inibitoria all'accesso al patrocinio a spese dello Stato quando non vi siano redditi imponibili o, comunque, essi siano inferiori ad € 10.766,33 pur cumulando la rilevanza reddituale dell'immobile medesimo. Per la determinazione del proprio reddito, e per la verifica del rispetto del tetto di legge ai fini dell'ammissione al Patrocinio a spese dello Stato, non si deve fare riferimento all'Isee, ma al proprio reddito imponibile per come risultante dall'ultima dichiarazione o dal CUD, al netto degli oneri deducibili. Indipendentemente dai limiti di reddito, il recente decreto legge del 20 febbraio 2009 n. 11 (cd. Decreto Antistupro), ha previsto l'ammissione al gratuito patrocinio per la costituzione di parte civile delle vittime dei reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e violenza sessuale di gruppo (artt. 609-bis, 609-quater e 609-octies codice penale). 


La vittima di tali fattispecie di reato avrà quindi accesso al patrocinio a spese dello stato senza dover autocertificare il rispetto dei requisiti reddituali previsti dalla normativa generale (non avrà quindi bisogno di aver un reddito inferiore a euro 10.766,33). 

La maggiorazione al limite reddituale prevista in ambito penale è ammessa anche nella fase precontenziosa civile delle controversie transfrontaliere: tuttavia, in questo caso, il patrocinio a spese dello Stato può essere accordato anche al richiedente che supera il limite se egli dimostra di non poter sostenere le spese processuali a causa della differenza del costo della vita tra lo Stato membro del domicilio o della dimora abituale e quello del paese dove si terrà il processo o verrà eseguita la sentenza. 

Tale ammissione non sarà però possibile se il richiedente può disporre nel proprio paese di altra forma di sostegno per le spese processuali.

b. Posizione processuale

Nei giudizi penali: chi è indagato, imputato, condannato, persona offesa dal reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria. 

Negli altri giudizi: chi è parte nel processo, o intende adire il giudice, e non sia già stato condannato nel precedente grado del giudizio (nel quale era stata ammesso al patrocinio), salvo l’azione di risarcimento del danno nel processo penale. 

c. Esclusioni 

Non può tuttavia essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato, nei giudizi penali: chi è indagato, imputato o condannato per reati di evasione fiscale, ma solo quando si è indagati o imputati per il medesimo reato, e chi è difeso da più di un avvocato; negli altri giudizi: chi sostiene ragioni manifestamente infondate e chi è parte in una causa per cessione di crediti e ragioni altrui, quando la cessione non sia in pagamento di crediti preesistenti. Non può inoltre essere ammesso chi sia stato già condannato, con sentenza passata in giudicato, per reati di mafia (ad es. associazione per delinquere di tipo mafioso) e per alcuni delitti in materia di stupefacenti e contrabbando (ad es. associazione a fine di spaccio di stupefacenti). 

Il patrocinio a spese dello stato
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Domanda di ammissione
5. Chi può sottoscrivere la domanda?
Esclusivamente e personalmente l’interessato, a pena di inammissibilità e la firma deve essere autenticata dal difensore o dal funzionario che riceve la domanda. 

Non è ammessa la richiesta in forma orale, nemmeno in udienza. 

6. Chi può presentare la domanda? 
L’interessato, o il difensore, anche con raccomandata postale. Non vi sono impedimenti all’ammissione al gratuito patrocinio anche a favore di di colui che, avendone i requisiti di legge, presenti la propria domanda in assenza di un avvocato già individuato. 

Il richiedente ha infatti diritto di presentare la propria istanza e di essere ammesso in via provvisoria al patrocinio a spese dello Stato anche senza indicare un legale in tale momento: la nomina di un avvocato dovrà comunque essere svolta successivamente. 

7. Quando si presenta la domanda?
La domanda deve sempre essere presentata a procedimento in corso e gli effetti decorrono dalla presentazione: non è infatti consentito chiedere il beneficio dopo la conclusione del processo e l'ammissione vale dal momento della delibera senza retroagire per la precedente attività processuale. 

8. A chi si presenta la domanda?
La domanda di ammissione al patrocinio a spese dello stato va depositata:
nei giudizi penali
o direttamente dalla parte in udienza o presso l’Ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo, e quindi la domanda di ammissione al gratuito patrocinio si presenta: 
1. alla cancelleria del G.I.P., se il procedimento è nella fase delle indagini preliminari; 
2. alla cancelleria del Giudice che procede, se il procedimento è nella fase successiva; 
3. alla cancelleria del Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il procedimento è davanti alla Corte di Cassazione. al direttore del carcere, se l’interessato è detenuto o all’ufficiale di polizia giudiziaria, quando l’interessato è in detenzione domiciliare o in luogo di cura; 

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Nel caso in cui l’azione civile di danni venga esercitata nel processo penale, l’istanza deve essere presentata o deve pervenire all’ufficio del Magistrato procedente che provvederà al riguardo. 
nel giudizio civile:
presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:
1. luogo dove ha sede il Magistrato davanti al quale è in corso il processo;
2. luogo dove ha sede il Magistrato competente a conoscere del merito, se il 
processo non è ancora in corso;
3. luogo dove ha sede il Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti;

nel giudizio amministrativo:
la domanda va presentata al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.)

9. Come si scrive la domanda?
La domanda deve contenere la richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello  Stato; l’indicazione del processo cui si riferisce; le generalità (nome, cognome, data e  luogo di nascita, residenza) e il codice fiscale del richiedente e dei familiari  conviventi. 

Si deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, che si è nelle condizioni di reddito  richieste dalla legge e specificare il reddito totale (le false indicazioni o le omissioni  anche parziali dei dati indicati nelle proprie dichiarazioni comportano la commissione  di un delitto punibile almeno con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da  euro 309,87 a euro 1.549,37, oltre ad eventuali aggravanti). 

Occorre anche impegnarsi a comunicare le variazioni di reddito successive alla 
presentazione della domanda che possono portare a decadere dal beneficio o che  siano comunque rilevanti.

La mancanza di uno solo di questi elementi rende la domanda inammissibile.
I cittadini di stati non appartenenti all’Unione europea, inoltre, devono indicare quali redditi possiedono all’estero.

La domanda deve essere firmata dall’interessato e la firma deve essere autenticata dall’avvocato o dal funzionario dell’ufficio che la riceve.

Nei giudizi extrapenali: si devono anche descrivere i fatti e i motivi della causa che  servono a valutarne la fondatezza, nonché le prove che si vogliono chiedere. 

Questo  perché vi sarà una previa valutazione della fondatezza delle ragioni che si  intendono far valere con la richiesta ammissione.

Nel caso di processo già pendente è opportuno indicare il suo numero di Registro  Generale (R.G.) al fine di consentirne la verifica.

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10. Quali documenti devono allegarsi alla domanda?
Nessuno per i cittadini italiani, che possono autocertificare l’esistenza dei requisiti di  legge. 

I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea devono allegare una 
certificazione del consolato del Paese d’origine che confermi la veridicità del reddito  dichiarato, salvo il ricorso all’autocertificazione qualora si provi l’impossibilità di  documentarlo.

I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea sottoposti a provvedimenti restrittivi della libertà personale possono produrre la certificazione consolare entro il termine di 20 giorni, anche tramite il difensore o un familiare (in caso di impossibilità, quest’ultima può essere sostituita da autocertificazione).

In molti tribunali si ritiene sufficiente la richiesta alla autorità consolare dello stato di appartenenza dello stranieri che attesti la sussistenza / insussistenza di redditi prodotti all’estero. E’ quindi sufficiente dimostrare di avere spedito la richiesta al Consolato mediante raccomandata a.r., o mediante apposita certificazione di ricezione della medesima da parte dell'ufficio destinatario.
Successivamente alla presentazione della domanda, il Giudice o il Consiglio 
dell’ordine degli avvocati, possono chiedere di provare la verità delle dichiarazioni con documenti scritti o, nel caso di impossibilità, con ulteriore autocertificazione.

11. In quanto tempo viene decisa l’ammissione?
Nei processi penali il termine per la decisione non è più immediato e deve tenere conto anche delle risultanze del casellario giudiziale. In ogni caso, ed anche negli altri processi, la decisione dovrà essere presa entro dieci giorni dalla presentazione dell’istanza. La domanda può essere sempre riproposta.

Nei processi civili e di volontaria giurisdizione, Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati accoglie l'istanza di ammissione in via anticipata e provvisoria: il provvedimento è infatti modificabile da parte del Magistrato che ne verifichi la necessità. Il provvedimento provvisorio è comunicato alla competente Agenzia delle Entrate per gli accertamenti sulla veridicità di quanto dichiarato.

12. Cosa si può fare se la domanda non viene accolta?
Nel processo civile: l’interessato può proporre la richiesta di ammissione al Giudice competente per il giudizio, che decide con decreto.

In caso la decisione da parte del Consiglio dell’Ordine non pervenga entro termini ragionevoli, l’interessato può inviare una nota al Consiglio dell’Ordine stesso e per conoscenza al Ministero della Giustizia – Dipartimento Affari di Giustizia – Direzione Generale della Giustizia Civile- Ufficio III.

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Nel processo penale: contro il provvedimento di rigetto, l’interessato può presentare ricorso al presidente del Tribunale o della Corte di Appello entro 20 giorni dal  momento in cui ne è venuto a conoscenza. Il ricorso è notificato all’Ufficio delle  Entrate. 

L’ordinanza che decide sul ricorso è notificata entro 10 giorni all’interessato e 
all’Ufficio delle Entrate che, nei 20 giorni successivi, possono proporre ricorso in Cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato.

13. Cosa devi fare dopo l'ammissione?
Devi comunicare entro 30 giorni dalla fine di ogni anno, dopo la presentazione della  domanda di ammissione o dalla comunicazione precedente, e fino alla conclusione  cesso, ogni eventuale variazione del reddito avvenuta nell'anno trascorso. Se  vi sono state variazioni che hanno comportato il superamento del tetto massimo  reddituale statuito, il patrocinio a spese dello Stato verrà revocato.


Scelta del difensore

14. Come si sceglie il difensore?
1. La scelta dell'avvocato resta sempre al soggetto ammesso al patrocinio (il Tuo  avvocato lo scegli Tu), ma si può nominare un solo difensore.

L'art. 80 D.P.R. 115/2002, sostituito dall'art. 1, L. 24.02.2005, n. 25 stabilisce ora che  chi è ammesso al patrocinio può nominare un difensore scelto tra gli iscritti negli  elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato, istituiti presso i consigli  dell'ordine del distretto di Corte di Appello nel quale ha sede il magistrato competente a conoscere del merito o il magistrato davanti al quale pende il processo. 

2. Se si procede avanti la Corte di cassazione, il Consiglio di Stato, o la Corte dei conti, gli elenchi sono quelli istituiti presso i consigli dell'ordine del distretto di Corte di Appello del luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. 

3. Colui che è ammesso al patrocinio può nominare un difensore di sua scelta iscritto negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato optando anche fra i professionisti fuori dal distretto di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 80 (qualora si scelga un avvocato al di fuori del Distretto di Corte di Appello competente, il costo delle trasferte non sarà sostenuto dal Patrocinio a Spese dello Stato). 

Il difensore nominato con il beneficio potrà avere un sostituto processuale anche non iscritto all'albo speciale degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato.

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Spese

15. Cosa si deve pagare?
Niente. Tutte le spese vengono pagate dallo Stato, o sono prenotate a debito, e non si deve pagare l’avvocato o il consulente tecnico. 
Ogni patto contrario è nullo!

L’avvocato e i consulenti che chiedono l’anticipazione dei compensi incorrono in 
grave sanzione disciplinare.Il patrocinio a spese dello Stato vale per il contenzioso per cui vi è stata ammissione: 
le attività processuali ulteriori, ovvero eventuali altre cause autonome e le 
impugnazioni, dovranno vedere nuova domanda di ammissione. 

Restano a carico del richiedente le attività professionali erogatigli al di fuori del 
patrocinio a spese dello Stato (ad es. le consulenze e l'attività stragiudiziale estranea alla causa per cui vi ammissione al beneficio).

16. Cosa succede se si è ammessi per errore?
Si devono sostenere e rifondere tutte le spese, anche quelle anticipate dallo Stato o  prenotate a debito. 

Ciò accade anche se non si è data comunicazione di aver variato il proprio reddito in  modo così rilevante da impedire il persistere l'ammissione al patrocinio a spese dello  Stato.

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Sanzioni
17. Cosa succede se si dichiara il falso?
Le persone ammesse al patrocinio possono essere sottoposte al controllo della 
guardia di finanza, anche tramite indagini presso le banche e le agenzie di 
finanziamento.

Le dichiarazioni false od omissive e la mancata comunicazione degli aumenti di 
reddito sono punite con la pena della reclusione in carcere da 1 a 6 anni e 8 mesi di  reclusione in carcere e con la multa da 309,87 a 1.549,37 euro; la condanna  comporta la revoca dall'ammissione al patrocinio a Spese dello Stato con effetto  retroattivo, oltre al pagamento a carico del richiedente di tutte le somme corrisposte  dallo Stato.

La sanzione penale è prevista anche per chi omette di comunicare le variazione del  reddito entro il termine di 30 giorni dalla scadenza di un anno dalla presentazione  della domanda di ammissione o dalla presentazione della precedente dichiarazione.

Dal dire al fare
Con questa "Guida Breve" ognuno potrà avere in sue mani gli elementi essenziali  della disciplina del patrocinio a spese dello Stato e capire se il suo caso specifico  consente di ottenere l'ammissione al beneficio ed avere l'avvocato pagato dallo  Stato. 

Ricordate che per proporre la domanda correttamente, evitare di vedersela 
respingere perché incompleta e/o non incorrere in sanzioni patrimoniali o penali, è  bene rivolgersi sempre, e da subito, al proprio avvocato o, in mancanza, al  Consiglio dell’Ordine degli Avvocati della propria città.

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Esempio di domanda di ammissione al patrocinio nel processo civile

Onorevole Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di ............................

ISTANZA DI AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO IN MATERIA CIVILE

Ill.mo Consiglio,

Il sottoscritto________________________nato s _________________ il___________ residente a________________________ Prov./Naz 
_______________ Cap_________ Via ________________ _____________ di cittadinanza ________________________ Cod. Fisc. ____________ 
_____________ Rec. Tel. ____________________________

Dichiara

Ai sensi dell’art. 46 D.P.R. 445/00 e a conoscenza delle sanzioni previste dall’art. 26 della L. 15/68 e dal 3° comma dell’art. 11 D.P.R. 403/1998 in caso di dichiarazione false (nota 2)- che lo scrivente è componente di un nucleo familiare composto da:

--_________________________________ nato a____________________ 
il_________________residente a_________________________________ Via _________ ____________ C.F. _______ ___________ _____ ________

--_________________________________ nato a____________________ 
il_________________residente a_________________________________ Via _____________________ C.F. _________ ____________ __________

--_________________________________ nato a____________________ 
il_________________residente a_________________________________ Via _________ ____________ C.F. _______ ___________ _____ ________

--_________________________________ nato a____________________ 
il_________________residente a_________________________________ Via _____________________ C.F. _________ ____________ __________


(Deve essere allegato lo stato di famiglia)

2)- che lo scrivente versa nelle condizioni di reddito previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato avendo percepito, nell’anno_________ reddito complessivo di Euro_____________________ inferiore ai limiti di legge fissati per l’ammissione al patrocinio a spese dello stato;

3)- che i familiari ed i conviventi componenti il nucleo familiare sono / non sono  percettori di reddito nella misura rispettivamente di:
-
-
-

4)- che lo scrivente è stato messo a conoscenza dell’obbligo di comunicare entro 30  giorni dalla scadenza del termine di un anno, a far tempo dalla resentazione della  istanza presente e fino a che il procedimento non sia definito, le eventuali variazioni  dei limiti di reddito che dovessero intervenire, rilevanti ai fini dell’ammissione al  patrocinio a spese dello Stato;

5)- che il sottoscritto intende esporre, qui di seguito, le enunciazioni in fatto e in diritto  atte a delineare la fondatezza della pretesa nonché i mezzi di prova di cui intende  avvalersi

Enunciazioni in fatto e in diritto:
- …........................
- ….........................
- ............................

Specifica indicazione delle prove di cui si chiede l’ammissione:
- …....................................
- ….....................................
- ….....................................


Tutto ciò premesso,
C H I E D E

di essere ammesso in via provvisoria e anticipata al patrocinio a spese dello Stato  per il procedimento pendente avanti ____________________________ avente il nr.___________ .

oppure per il procedimento che intende avviare nei confronti di _____________ da instaurarsi avanti ___________.

Con osservanza.
Luogo e data,

______________________________________________________________


La firma , se non autenticata dal difensore, deve essere apposta davanti al 
dipendente delegato o al Consigliere dell’Ordine degli Avvocati

Il/la sottoscritto/a ___________________________ delega l’avv. ___________ _______________ con studio in ____________________ 
alla presentazione e/o al ritiro di ogni comunicazione inerente la presente 
istanza.

________________

Con riferimento alle disposizioni di cui al D.Lgs n. 196/2003, il sottoscritto presta il  proprio consenso al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, affinché questi provveda  nello svolgimento delle sue funzioni istituzionali al trattamento dei dati personali  sopra forniti e alle eventuali comunicazioni a terzi.

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Esempio di domanda di ammissione al patrocinio nel processo penale


TRIBUNALE DI ….......
(Presentazione dell’istanza al magistrato competente)
ISTANZA DI AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO
Art. 74 e seg. T.U. 115/02


Il sottoscritto _____________________nato a _______________il __________ res. _________________ via __________________ C.F. __________________ imputato nel proc. pen. N. ______


CHIEDE

di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato per il procedimento 
sopraindicato.


SI IMPEGNA

a comunicare, fino a che il procedimento non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito, verificatesi nell’anno precedente, entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno, dalla data di presentazione dell’istanza o della eventuale precedente comunicazione di variazione;


DICHIARA

consapevole delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni mendaci, 
falsità di atti ed uso di atti falsi, così come stabilito dall’art. 76 del D.P.R. 28 
dicembre 2000, n. 445,

• che il proprio reddito ammonta a __________________________________
- redditi da lavoro dipendente: .............................................................
- redditi diversi da quelli da lavoro:.....................................................
- beni immobili o mobili registrati su cui gode di diritti reali:......................

• che i componenti della propria famiglia sono:

a) __________ ____________ nato a ________ ____________ il 
______________C.F.___________ parentela/affinità con il 
richiedente______________,reddito ___________________ eventuali 
proprietà immobiliari___________________ eventuali proprietà di beni 
mobili o mobili registrati_______________________________

b) __________ ____________ nato a __________ __________ il 
______________C.F.___________ parentela/affinità con il 
richiedente______________,reddito___________________eventuali 
proprietà immobiliari___________________eventuali proprietà di beni 
mobili o mobili registrati_______________________________

c) __________ ____________ nato a ____________________ il 
______________C.F.___________ parentela/affinità con il richiedente______________,reddito___________________eventuali 
proprietà immobiliari___________________eventuali proprietà di beni 
mobili o mobili registrati_______________________________

• che pertanto il REDDITO COMPLESSIVO da computare ai fini della presente 
istanza ammonta ad €___________________ perciò sussistendo le condizioni 
di reddito previste dalla norma per l’ammissione.

• che il sottoscritto ha nominato proprio difensore di fiducia l’avv. ___________
del foro di______________ , iscritto agli elenchi degli Avvocati abilitati al 
Patrocinio a Spese dello Stato. 

Lo scrivente chiede un termine di due mesi per per eventuale integrazione della documentazione che dovesse essergli richiesta ex art. 79 (L), co. 3, D.P.R. 
30/05/02 n. 115 

La presente vale come dichiarazione sostitutiva di certificazione ex art. 46, 
comma 1, lett. o) D.P.R. 28/12/00 n. 445.

Allega:
1) copia documento di identità del ricorrente (come previsto dal D.P.R, 445/00);
2) copia ultima dichiarazione dei redditi del ricorrente.

Luogo e data,

Firma

____________________

E' Autentica

avv. ________________

______________________________________________________________

RicordaTi che, per non commettere errori che complichino la gestione della propria posizione, è bene rivolgersi sempre, e da subito, al proprio avvocato o, in mancanza, al Consiglio dell’Ordine Forense della propria città per la consultazione degli elenchi degli avvocati abilitati al Patrocinio a spese dello Stato e la scelta di un professionista di fiducia.
______________________________________________________________

Associazione Art. 24 Cost. da avvocatogratis.comIl patrocinio a spese dello stato 

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