Alessandro Amaolo -

In via del tutto preliminare, è neccessario osservare che il quadro normativo principale del diritto elettorale viene delineato dal D.P.R.  20 marzo 1967, n. 223(Approvazione del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali).
Proprio a tal proposito, lo scrivente ribadisce, nuovamente, che la tenuta delle liste elettorali dei cittadini aventi diritto al voto (il cd. corpo elettorale) è minuziosamente e rigidamente disciplinata dal sopraccitato decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223.
Tuttavia, il punto di partenza di tutto il diritto elettorale, secondo lo scrivente, viene rappresentato proprio dall’articolo 48 della Costituzione che stabilisce, nel suo primo comma, quanto segue:“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.
Invece, il secondo comma del predetto articolo afferma che: “La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero[1] e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnate seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge”.
In sintesi, lo scrivente osserva che i cittadini hanno garantito il proprio diritto di voto in quanto sussiste, all’interno dello Stato, una organizzazione articolata e complessa in grado di coinvolgere una pluralità di soggetti istituzionali come il Parlamento, il Governo, la Magistratura, le Prefetture ed i Comuni.
Infine, l’ultimo comma dell’articolo 48 della Costituzione stabilisce che: “Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”.
Proprio su quest’ultimo, ovvero in tema di limiti e di incapacità elettorale, la Suprema Corte ha stabilito che: La perdita dell’elettorato, prevista dall’art. 2, primo comma, lett. e), del D.P.R. 20 marzo 1967, n. 223, costituisce non un “effetto penale” della condanna, ma una pena accessoria, in quanto particolare modo di essere della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, di cui segue direttamente ed inscindibilmente la sorte, venendo meno, quindi, soltanto per effetto delle cause che estinguono la pena interdittiva, fra le quali non è compreso l’esito positivo dell’affidamento al servizio sociale che, ai sensi dell’art. 47, comma 12, della legge 26 luglio 1975, n. 354, estingue soltanto la pena detentiva ed ogni altro effetto penale, ma non già le pene accessorie.  (Cassazione  civile, sezione I, sentenza 28 ottobre 2008, n. 25896)
Ancora restando sul tema della perdita della capacità elettorale, merita di essere qui riportata anche una sentenza della Corte di appello civile Lecce, sezione distaccata di Taranto, 8 maggio 2002, che ha stabilito quanto segue:
“Non può ordinarsi la cancellazione dalle liste elettorali di colui al quale sia stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza ove tale provvedimento sia stato impugnato dinanzi alla corte di appello e non sia, pertanto, ancora passato in giudicato, così come richiesto dall’art. 2, comma primo, lett. C del D.P.R. n. 223/1967”.
Il diritto di voto  per  coloro che sono dichiarati falliti
Quanto al diritto di voto, l’art. 2, n. 2, del D.P.R. 20 marzo 1967, n. 223 (Approvazione del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali), escludeva dall’elettorato attivo i commercianti falliti finché dura lo stato di fallimento, ma non oltre i cinque anni dalla sentenza che lo ha dichiarato.
Tuttavia, oggi l’ostacolo giuridico connesso all’esercizio del diritto di elettorato per il fallito è venuto meno con l’espressa abrogazione della sopraccitata disposizione disposta dall’art. 152, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 5 del 2006, con decorrenza dal giorno della pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale nei confronti di tutti i falliti, ancorché dichiarati tali prima della riforma.
In estrema sintesi, lo scrivente osserva come la riforma ha abrogato l’art. 2, lettera a), del D.P.R. 20/03/1967, n. 223 che disponeva la cancellazione dei falliti dalle liste elettorali e, quindi, la loro perdita dell’elettorato attivo e passivo. Con questa riforma, il legislatore ha eliminato una inutile discriminazione nei confronti della persona del fallito ed, inoltre, gli ha opportunamente restituito onore e rispettabilità alla pari di tutti gli altri elettori.
Le liste elettorali
A questo punto, lo scrivente intende affrontare le problematiche connesse alle liste elettorali. Tuttavia, osservo che è stato proprio l’art. 26 della Legge 24 novembre 2000, n. 340 ad istituire, all’interno del nostro ordinamento giuridico, l’Ufficio elettorale e la figura dell’Ufficiale elettorale.
L’iscrizione nelle liste elettorali, pur costituendo un titolo legale, non ha alcuna efficacia costitutiva per l’esercizio del diritto di voto, ma semplicemente un’efficacia dichiarativa. Infatti, l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito non può essere condizionato o subordinato ad alcuna formalità amministrativa.
Orbene, le liste elettorali, di ciascun Comune, si distinguono in generali (che comprendono tutto il corpo elettorale) e sezionali (che comprendono solo gli elettori assegnati a ciascuna sezione in cui è ripartito il territorio del Comune); liste aggiunte (Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Parlamento Europeo, Unione Europea). L'iscrizione o la cancellazione dalle liste avviene d'ufficio al verificarsi delle condizioni previste dalla normativa:
  • compimento del 18mo anno di età
  • emigrazione o immigrazione da altro Comune
  • perdita o riacquisto della capacità elettorale, ecc.
Liste elettorali generali
Come disposto dall'art. 5 del T.U. n. 223, ogni Comune deve compilare, in ordine alfabetico e distintamente per maschi e femmine, le liste generali. La lista elettorale generale è l'elenco di tutti gli elettori del Comune e comprende tutti i cittadini italiani maggiorenni o che lo diverranno nel semestre successivo, iscritti nell'anagrafe della popolazione o nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero e per i quali non esistano cause di incapacità elettorale. Le liste devono essere devono essere tenute costantemente aggiornate sia a seguito delle revisioni approvate dalla Commissione elettorale, sia con le variazioni che possono essere apportate direttamente e che vengono comunicate alla Commissione Elettorale Circondariale.
Liste elettorali sezionali
La lista sezionale è l'elenco degli elettori che abitano in una determinata zona, più o meno vasta, del Comune. Sulle liste sono inseriti i nominativi dei cittadini proposti per l'iscrizione in sede di revisione mentre si escludono coloro che devono essere cancellati dalle liste. Particolare attenzione viene prestata nell'attività di tenuta o di ricompilazione delle liste elettorali sezionali in quanto costituiscono la base di controllo e sulla quale si svolge l'intera attività di voto nel seggio elettorale. In occasione delle consultazioni elettorali viene compilato un estratto della lista da consegnare al presidente per l'affissione nel seggio.
La formazione e gli aggiornamenti delle liste elettorali
La formazione e gli aggiornamenti delle liste elettorali sono assicurate da precisi adempimenti che vengono assolti da tutti i Comuni nei medesimi termini. Tali procedure sono definite revisioni e si dividono in semestrali, dinamiche e straordinarie.
Le revisioni semestrali
Lo scopo delle revisioni semestrali è quello di iscrivere nelle liste elettorali i cittadini che compiranno il 18° anno di età nel semestre successivo a quello in cui avviene la revisione e di depennare gli elettori cancellati dall’anagrafe per irreperibilità.
Il Sindaco, in base ai registri dello Stato Civile e dell’Anagrafe e sulla scorta dello schedario elettorale, provvede alla compilazione di un elenco in ordine alfabetico, distinto per uomini e donne:
• entro il mese di febbraiodi coloro che, trovandosi iscritti nell’Anagrafe della Popolazione residente nel Comune o nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, alla data del 15 febbraio compiranno il 18° anno di età dal 1° luglio al 31 dicembre seguenti;
• entro il mese di agostodi coloro che, trovandosi iscritti nell’Anagrafe della Popolazione residente nel Comune o nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, alla data del 15 agosto compiranno il 18° anno di età dal 1° gennaio al 30 giugno seguenti.
Per ciascuno iscritto - che deve essere cittadino italiano, in possesso dei requisiti per essere elettore e non essere incorso nella perdita definitiva o temporanea del diritto elettorale attivo - deve essere predisposto il fascicolo personale con l'acquisizione dei documenti comprovanti il possesso dei requisiti di legge: estratto dell'atto di nascita, certificato del casellario giudiziale, certificato di residenza e cittadinanza.
Successivamente, non oltre  il 10 aprile ed il 10 ottobre, l'Ufficiale Elettorale procede alla formazione, in duplice copia, di due elenchi alfabetici, distinti per uomini e donne, dei cittadini per i quali propone alla Commissione Elettorale Circondariale:
  • nel primo, l'iscrizione di coloro i quali risultano in possesso dei requisiti per essere inclusi nelle liste elettorali;
  • nel secondo, la cancellazione degli iscritti che sono stati eliminati dall'Anagrafe della Popolazione residente nel Comune e dall'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero per irreperibilità.
I due elenchi proposti vengono quindi trasmessi alla Commissione Elettorale Circondariale perché provveda, entro il 10 giugno e rispettivamente il 10 dicembre, alla loro approvazione e alle relative variazioni sull'esemplare delle liste depositate.
Nel contesto delle operazioni per le revisioni semestrali delle liste elettorali, l'Ufficiale Elettorale può effettuare, sempre entro il 10 aprile e il 10 ottobre, il risezionamento, ossia, rideterminare:
  • la ripartizione del Comune in sezioni elettorali;
  • la circoscrizione delle singole sezioni e del luogo in cui sono ubicate;
  • l'assegnazione degli elettori alle singole sezioni.
Inoltre possono essere ricompilate le liste sezionali.
In sintesi,      osservo come le revisioni semestrali implicano l’iscrizione anticipata nelle liste             dei      cittadini che non    sono ancora elettori e   che    mancano, momentaneamente, proprio del requisito dell’età. Preciso, inoltre, che anche se si vota il giorno di lunedì, avranno diritto al voto soltanto coloro i quali compiranno il diciottesimo anno di età nella giornata di domenica. Infatti, la legge ha posto il limite inderogabile del  “primo giorno” fissato per la votazione.
Le revisioni dinamiche
Le revisioni dinamiche vengono effettuate, ad ogni semestre, dall’Ufficiale Elettorale che successivamente le comunica alla Commissione Elettorale Circondariale per l’aggiornamento delle liste ivi depositate, nei mesi di gennaio e luglio, in due fasi dette tornate.
In particolare, nella prima tornata (entro, rispettivamente, il 10 gennaio e il 10 luglio) si procede alle cancellazioni per:
• trasferimento della residenza in altro Comune;
• rientro dall’estero in altro Comune.
Invece, nella seconda tornata  (entro, rispettivamente, il 31 gennaio e il 31 luglio) si procede alle iscrizioni per:
• trasferimento della residenza da altro Comune;
• acquisto della cittadinanza;
• riacquisto del diritto elettorale;
• rientro dall’Estero;
• iscrizione a domanda;
• iscrizione anagrafica da irreperibilità;
• ammissione al voto deliberata dalla Commissione Elettorale Circondariale;
• cambio di abitazione che comporta cambio di sezione elettorale;
• omissione;
• cambiamento di sesso
E alle cancellazioni per:
• perdita della capacità elettorale;
• perdita della cittadinanza;
• rettifica generalità;
• decisione della Commissione Elettorale Circondariale;
• d’ufficio;
• decesso.
Infine, c’è da precisare, altresì, che le revisioni dinamiche straordinarie delle liste elettorali si svolgono nella imminenza delle consultazioni elettorali e referendarie, per le quali di volta in volta vengono emanate specifiche disposizioni dal Ministero dell’Interno, diramate agli Uffici Comunali tramite le competenti Prefetture.
La prima tornata deve svolgersi, in linea di massima, nella settimana che precede la convocazione dei comizi elettorali (che avviene il 45° giorno antecedente la data della votazione), per la cancellazione dalle liste degli elettori trasferiti in altri Comuni.
Quindi, in forza degli artt. 4 e 32 del D.P.R. 20 marzo 1967, n. 223, come sono iscritti di ufficio nelle liste elettorali tutti i cittadini che, possedendo i requisiti per essere elettori, sono compresi nel registro della popolazione stabile del comune, così devono essere cancellati dalle liste coloro che per qualsiasi motivo (non esclusa l’irreperibilità accertata attraverso le operazioni di censimento generale: art. 11, lett. C) del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223), vengono cancellati dal registro della popolazione.
Orbene, si può correttamente affermare, secondo lo scrivente, che l’esercizio del voto è un diritto pubblico soggettivo autonomo perfetto ed anche indisponibile per il cittadino. In particolare, l’esercizio del voto politico rientra nell’ampio genus dei diritti fondamentali dell’uomo e, proprio in quanto tale, è imprescrittibile, intrasmissibile ed irrinunciabile oltre che insopprimibile da parte dello Stato o di qualsiasi altro soggetto pubblico o privato. Di conseguenza, con il predetto diritto viene assicurata al singolo la possibilità di partecipare liberamente e senza condizionamenti di sorta all’attività politica, economica e sociale della collettività.
Infine, lo scrivente ritiene utile puntualizzare che tutte le controversie relative alla iscrizione (ovvero cancellazione) nelle liste elettorali rientrano nella giurisdizione della magistratura ordinaria e non di quella amministrativa in quanto l’ iscrizione nelle liste elettorali costituisce un vero e proprio diritto soggettivo del cittadino. Inoltre, i ricorsi avverso le decisioni dell'Ufficiale elettorale comunale sono presentati alla Commissione elettorale circondariale, contro le cui decisioni è ammesso il ricorso in Corte d'appello, che decide in unica istanza.

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