Giuseppina Mattiello - 

Tribunale Firenze, sez. II civile, sentenza 31.07.2013 
La sentenza 31 luglio 2013 del Tribunale di Firenze verte in tema di ammissibilità della costituzione in giudizio da parte della Compagnia di assicurazioni gestionaria per conto della Compagnia mandante.
In particolare, nella vicenda in esame, il danneggiato aveva citato avanti al Giudice di Pace il danneggiante e la sua assicurazione.
Si era costituita, tuttavia, l’assicurazione del danneggiato sia in proprio sia quale mandataria dell’assicurazione del danneggiante, adducendo che con l'art. 1 bis della convenzione CARD 2011 (sottoscritta da entrambe le imprese assicuratrici) le società si erano impegnate a ritenere la procedura di risarcimento diretto come obbligatoria, indipendentemente dalla scelta operata dal danneggiato di esercitare l'azione nei confronti dell'assicurazione del danneggiante. In sostanza, le due assicurazioni si erano rilasciate reciproco e irrevocabile mandato ex art. 77 c.p.c. affinché la Compagnia gestionaria del sinistro assumesse la difesa in nome e per conto della Compagnia del danneggiante in tutte le cause intentate contro di essa.
L’attore chiedeva, quindi, venisse dichiarata l’inammissibilità dell'intervento della propria assicurazione sottolineando, in particolare, il contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale n. 180/2009 che ha sancito la libertà di scelta del danneggiato tra l'azione diretta nei confronti della propria assicurazione o quella nei confronti dell'assicurazione del danneggiante, e che la convenzione Card era un mero atto negoziale, inidoneo a produrre effetti nei confronti dei terzi. Pertanto, l’intervento, ad avviso dell’attore, si pone in contrasto con l'art. 77 c.p.c., che impone che alla procura processuale si accompagni quella sostanziale (a suo dire assente), e con l'art. 81 c.p.c. che vieta la sostituzione processuale nei casi non previsti dalla legge.
L’assicurazione gestionaria precisava di essersi costituita non in proprio, ma solo quale mandataria dell’assicurazione del danneggiante, ai sensi dell'art. 77 c.p.c. (rappresentanza processuale volontaria), sottolineando che il nostro ordinamento giuridico riconoscerebbe a ciascun soggetto la facoltà di conferire a un terzo (chiunque esso sia) il potere di agire e difendersi in giudizio a tutela di un diritto proprio.
Il Tribunale di Firenze, quale giudice dell’appello, confermando la decisione del giudice di pace ha sostenuto che l'orientamento della Corte Costituzionale sulla facoltatività dell'azione diretta non esclude che le assicurazioni si accordino tra loro in tema di gestione dei sinistri, come avvenuto nel caso di specie con il conferimento del mandato irrevocabile tramite la sottoscrizione della Convenzione CARD.
In particolare, il giudice dell’appello ha sottolineato che il potenziale conflitto tra la posizione di garante dell'assicurato e di rappresentante del garante del danneggiante si risolve sul piano della valutazione della condotta contrattuale della compagnia del danneggiato, problematica che non interferisce sui presupposti di legge di cui all'art. 77 c.p.c.
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