Carmine Lattarulo -
In tema di competenza per territorio, importanti arresti sono stati emessi dalla Suprema Corte di Cassazione, che assumono rilievo soprattutto in tema di controversie attinenti la circolazione stradale.
Un automobilista residente a Reggio Calabria che subisce un sinistro a Milano, potrebbe incardinare il processo a Milano, ovvero presso il foro della sede legale dell'impresa assicuratrice (e della residenza del responsabile), giammai a Reggio Calabria. Ma alla luce dei recenti arresti della Suprema Corte, il danneggiato residente a Reggio Calabria potrebbe promuovere un'azione giudiziaria proprio a Reggio Calabria e non già perchè detto foro coincida con quello del consumatore, ex art. 1469 cc. Il danneggiato di Reggio Calabria potrebbe promuovere la causa presso il foro del luogo ove risiede, laddove la compagnia assicuratrice abbia una sede secondaria, ovvero uno stabilimento con un rappresentante abilitato a stare in giudizio. Infatti, “in tema di competenza territoriale derogabile, la parte che sollevi l'eccezione di incompetenza è tenuta a dimostrare che la stessa sia fondata con riferimento a qualunque possibile criterio di collegamento previsto dalla legge rispetto al foro di cui si contesti la competenza, sicché, ove sia convenuta una società per azioni, per negare la competenza in relazione al luogo di residenza del convenuto, ai sensi dell'art. 19 c.p.c., la società deve provare non solo che la propria sede principale si trovi altrove, ma anche che essa non abbia alcuna sede secondaria, né alcuno stabilimento con un rappresentante abilitato a stare in giudizio, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza del giudice adito”[1].
Deve ritenersi che le imprese assicuratrici, poiché hanno un’organizzazione capillare su tutto il territorio nazionale, con uffici di liquidazione danni e professionisti fiduciari, sovente hanno una sede ovvero uno stabilimento presso il foro del danneggiato. Si rilevi che la società deve provare di non avere dette sedi secondarie e, pertanto, la causa resterebbe inardinata davanti al giudice adìto anche per mancanza di prova, se non già di allegazione, da parte della società convenuta.
Infatti, è inossidabile il principio secondo il quale il giudice non abbia alcun potere suppletivo per colmare le lacune difensive delle parti in tema di eccezione di incompetenza per territorio fuori dai casi contemplati dall'art. 28 cpc. Il diritto conosce, infatti, una competenza statica, ossia quella dettata dalle regole del codice di procedura civile, ma anche una competenza dinamica, in forza della quale il giudice adìto diventa competente, facendo affidamento sulla irritualità dell'eccezione sollevata. La possibilità di rilevare d'ufficio l'incompetenza per territorio, vale solo nei casi previsti dall'art. 28 cpc (dove interviene il pubblico ministero ex art. 70 cpc, esecuzione forzata, di opposzione alla stessa, di procedimenti cautelari e possessori, di procedimenti in camera di consiglio e per ogni altro caso in cui la inderogabilità sia prevista dalla legge, così come espressamente convenuto dall'art. 38 cpc). Pertanto, fuori da questi casi, il giudice è spogliato dal rilevare d'ufficio l'incompetenza per territorio e non può mai supplire alla lacunosità delle eccezioni sollevate dalle parti.
L'art. 38 cpc ritiene l'eccezione non proposta se non contiene l'indicazione del giudice che la parte ritiene competente. L’eccezione d’incompetenza per territorio presuppone la necessaria contestazione di tutti i concorrenti criteri previsti agli artt. 18, 19 e 20 cpc, restando escluso che il giudice adìto possa supplire alla genericità od alla incompletezza dell’eccezione, rimanendo la competenza radicata in base al profilo non efficacemente contestato. La disciplina di cui all'art. 38 c.p.c. impone, quindi, di considerare l'eccezione come non proposta se non contiene l'indicazione del giudice competente con riferimento a tutti i concorrenti criteri previsti dagli art. 18, 19 e 20 c.p.c., indicando specificamente in relazione ai criteri medesimi quale sia il giudice che ritiene competente, senza che, verificatasi la suddetta decadenza o risultata comunque inefficace l'eccezione, il giudice possa rilevare d'ufficio profili di incompetenza non proposti, restando la competenza del giudice adito radicata in base al profilo non (o non efficacemente) contestato[2].
Pertanto, la possibilità che il danneggiato adisca un'azione giudiziaria davanti il foro del luogo di propria residenza è altamente plausibile, laddove l'impresa assicuratrice abbia una sede secondaria, ovvero non la abbia, ma la stessa impresa non provi di non averla, rilevando la semplice omessa sollecitazione del rilievo.
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[1] Cass. Civ. Sez. VI ordinanza 11 luglio 2012 n. 11691; Cass.. Civ. sez. VI 14 ottobre  2011 n. 21253; Cass. Civ. Sez. VI 16 giugno 2011 n. 13202.
[2] Cass. Civ. Sez. VI ordinanza 16 febbraio 2012 n. 2266; Cass. Civ. Sez. II 23 maggio 2011 n. 11305; Cass. Civ. Sez. VI 4 agosto 2011 n. 17020; Cass. Civ. Sez. II ordinanza 18 febbraio 2011 n. 3989; Cass. Civ. Sez. I, 27 ottobre 2005 n. 20929; Cass. Civ. Sez. III, 30 agosto 2004 n. 17371; Cass. Civ. Sez. III, 7 giugno 2004 n. 10812; Cass. Civ. Sez. III, 9 giugno 2002 n. 9192; Cass. Civ. Sez. III, 15 Febbraio 2003 n. 2346; Cass. Civ. Sez. III, 29 gennaio 2002, n. 1177; Cass. Civ. Sez. II, 23 agosto 2002 n. 12465; Cass. Civ. Sez. III, 16 ottobre 2001, n. 12645; Cass. Civ. Sez. II, 16 febbraio 1999, n. 1278; Cass. Civ. Sez. III 24 Ottobre 1998 n. 10577; Cass. Civ. Sez. I 25 Ottobre 1997 n. 10532; Cass. Civ. Sez. I 7 Settembre 1995 n. 9408.

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