La riforma del diritto societario
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Tuttocamere – I patti parasociali – 3 Marzo 2004 – Pag. 1/6
I PATTI PARASOCIALI
di Claudio Venturi
Sommario: - 1. La natura e l’oggetto dei patti parasociali. – 2. La durata dei patti
parasociali. – 3. La pubblicità nel Registro delle imprese. – 4. Le sanzioni per la
violazione degli obblighi pubblicitari. – 5. I patti parasociali nella Srl.
TABELLA RIEPILOGATIVA.
1. La natura e l’oggetto dei patti sociali.
La riforma del diritto societario introduce per la prima volta nel Codice civile la
disciplina dei patti parasociali, dando così piena attuazione all’art. 4, comma
7, lett. c) della legge delega 3 ottobre 2001, n. 366, dove si invita il governo a
“prevedere una disciplina dei patti parasociali, concernenti le società per azioni
o le società che le controllano, che ne limiti a cinque anni la durata temporale
massima e, per le società di cui al comma 2, lettera a), ne assicuri il necessario
grado di trasparenza attraverso forme adeguate di pubblicità”.
La legge delega n. 366/2001 detta, pertanto, due principi fondamentali nella
disciplina dei patti parasociali concernenti le società per azioni: quello della
durata e, per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio,
quello della pubblicità.
Nella Relazione si puntualizza che si è innanzitutto ritenuto di dover
individuare quali sono i patti che devono essere presi in considerazione dalla
norma e, nello spirito della norma, “sono stati considerati non rilevanti tutti
quegli accordi tra i soci che non incidono sulla vita della società e non possono
quindi influire sull’affidamento e sui diritti degli altri soci o dei terzi”.
La nuova norma non prende in considerazione qualsiasi tipologia di patto
sociale, ma limita la sua attenzione a determinate fattispecie, le più importanti
e le più ricorrenti, e precisamente quelli che hanno il fine di stabilizzare gli
assetti proprietari e il governo della società.
Tre sono le tipologie di patti parasociali presi in considerazione:
a) Quelli che hanno per oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle SpA e
nelle società che esercitano attività di direzione e coordinamento;
b) Quelli che pongono limiti al trasferimento delle azioni delle stesse
società o delle loro controllanti, ovvero
c) Quelli che hanno per oggetto o per effetto l’esercizio anche congiunto di
un’influenza dominante su tali società.
Tutti i patti che non hanno le finalità sopra previste, ovvero che non
riguardano tali oggetti, non sono soggetti alla nuova disposizione.
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L’ampia dizione accolta dall’art. 2341-bis C.C. e la ratio della normativa
portano a ricomprendere nell’ambito di applicazione della nuova normativa
non solo tutte le convenzioni attinenti all’esercizio del voto, ma anche quelle
relative alla titolarità del voto. Possono quindi rientrare nell’ambito del
novellato, salvo quanto si preciserà in seguito, anche gli accordi, redatti ai
sensi dell’art. 2352 C.C., che assegnano al proprietario, anziché
all’usufruttuario o al creditore pignoratizio, il diritto di voto sulle azioni date in
usufrutto o in pegno 1.
La lettera b) del 1° comma dell’art. 2341-bis fa rientrare nei patti parasociali
anche gli accordi che pongono limiti al trasferimento delle azioni, noti
comunemente con il nome di “patti” o “sindacati di blocco”.
2. La durata dei patti parasociali
Conformemente a quanto stabilito per le società quotate, l’unico vincolo che il
legislatore ha ritenuto opportuno porre all’autonomia privata nella
stipulazione dei patti parasociali è quello relativo alla durata degli accordi.
Per le società quotate, i patti parasociali, se stipulati a tempo determinato,
non possono avere durata superiore a tre anni e si intendono stipulati per
tale durata anche se le parti hanno previsto un termine maggiore; i patti sono
rinnovabili alla scadenza.
Nel caso i patti siano stipulati a tempo indeterminato, ciascun contraente ha
diritto di recedere con un preavviso di sei mesi.
Per le società non quotate, i patti parasociali, secondo quanto stabilito
nell’articolo 2341-bis, se stipulati a tempo determinato, non possono avere
una durata superiore a cinque anni e sono rinnovabili alla scadenza.
Nel caso le parti contraenti abbiano stabilito un termine di durata maggiore, i
patti si intendono stipulati per questa data.
E’ prevista la possibilità che i patti vengano stipulati a tempo indeterminato;
in questo caso, ciascun contraente ha diritto di recedere con preavviso di sei
mesi.
Secondo quanto stabilito all’art. 223-unvicies delle norme di attuazione e
transitorie “Il limite di cinque anni previsto dall'articolo 2341-bis si applica ai
patti parasociali stipulati prima del 1° gennaio 2004 e decorre dalla medesima
data”.
3. La pubblicità dei patti parasociali
Nelle società quotate, i patti parasociali sono soggetti, a norma dell’articolo
122 del D. Lgs. n. 58/1998 ad un regime di trasparenza che si articola in una
serie di adempimenti necessari per la validità degli stessi.
1 G. SEMINO, I patti parasociali nella riforma delle società di capitale: prime considerazioni, La rivista Le società –
IPSOA Editore.
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Al comma 1, di tale articolo si stabilisce che i patti, in qualunque forma
stipulati, aventi per oggetto l'esercizio del diritto di voto nelle società con azioni
quotate e nelle società che le controllano devono essere:
a) comunicati alla CONSOB entro cinque giorni dalla stipulazione;
b) pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana entro dieci giorni dalla
stipulazione;
c) depositati presso il Registro delle imprese del luogo ove la società ha la
sede legale entro quindici giorni dalla stipulazione.
Le modalità e i contenuti della comunicazione, dell'estratto e della
pubblicazione sono stati stabiliti con Delibera della CONSOB del 14 maggio
1999, n. 11971.
Per quanto riguarda le società non quotate, le forme di pubblicità dei patti
parasociali sono richieste solo per le società per azioni che fanno ricorso al
mercato dei capitali di rischio.
La scelta di prevedere un regime pubblicitario solo per i patti che delle società
che fanno ricorso al mercato de capitale di rischio trova fonte nella precisa
esigenza di tutelare il pubblico dei risparmiatori e gli azionisti di minoranza.
Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i patti
parasociali devono:
a) essere comunicati alla società;
b) essere dichiarati in apertura di ogni assemblea;
c) la dichiarazione relativa ai patti parasociali deve essere trascritta nel
verbale assembleare;
d) il verbale contenente la trascrizione deve essere depositato presso l’ufficio
del Registro delle imprese.
4. La sanzione per la violazione degli obblighi di pubblicità
Nessuna sanzione viene prevista nel caso di inosservanza dell’obbligo di
comunicazione.
Nel caso, invece, di mancanza della dichiarazione prevista in apertura di ogni
assemblea, i possessori delle azioni cui si riferisce il patto parasociale non
possono esercitare il diritto di voto.
Nel caso poi, nonostante il divieto, il voto venga comunque esercitato, le
deliberazioni assembleari adottate con il loro voto determinante dei possessori
delle azioni cui si riferisce il patto sociale sono impugnabili a norma
dell’articolo 2377 e pertanto annullabili (art. 2341-ter).
5. I patti parasociali nella Srl
In merito alla Srl il legislatore non ha disposti nessuna specifica disciplina in
merito ai patti parasociali, ma ragioni di ordine sistematico portano a non
poter dubitare sulla possibilità che anche tipi di società diversi dalle Spa
possano stipulare patti parasociali.
La stessa Relazione chiarisce tale punto laddove si legge che “La disciplina,
inserita nel capo relativo alle società per azioni, ha inteso regolare la fattispecie
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con riferimento a quel tipo sociale, perché in esso è più sentita l'esigenza di
garantire regole certe e definite in considerazione della maggiore rilevanza per il
pubblico e per il mercato finanziario; essa, ovviamente, non intende escludere la
possibilità che analoghi patti riguardino altre forme di società, per le quali
ovviamente resterà applicabile la disciplina generale dell'autonomia privata e
dei contratti, così per esempio per le società a responsabilità limitata, come
anche per le società di persone”.
Dunque, anche le Srl e le società di persone potranno stipulare patti
parasociali.
Con riferimento alla Srl, un ulteriore spunto può essere rinvenuto all’art. 3, 1°
comma, lett. a), della legge -delega n. 366/2001, dove si prevede quale criterio
direttivo il principio della rilevanza centrale del socio “e dei rapporti contrattuali
tra i soci”. Quest’ultima espressione può senza dubbio riferirsi anche ai patti
parasociali e serve ulteriormente a rafforzare l’ampia autonomia che deve
essere riconosciuta alle parti nella stipulazione di tali accordi nell’ambito di
questo tipo sociale.
Quello che ci si chiede è se possa essere applicata per analogia la medesima
disciplina prevista per le Spa.
E’ necessario fare un distinguo iniziale: qualora la Srl risulti soggetto
controllante di una Spa o di una società quotata non ci sono dubbi che dovrà
essere applicata la normativa prevista all’articolo 2341-bis C.C. e, nel secondo
caso, l’art. 122 del D. Lgs. n. 58/1998.
In tutti gli altri tipi di Srl non sembra sia possibile applicare la normativa in
merito alla durata temporale e agli obblighi pubblicitari prevista per le Spa
negli articoli 2341-bis e 2341-ter C.C.
Senza dubbio l’argomento merita un approfondimento.
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TABELLA RIEPILOGATIVA
SOCIETA’ QUOTATE SOCIETA’ NON QUOTATE
Fonti normative ·  Artt. 122 e ss., D. Lgs. n. 58/1998
·  Delibere CONSOB n. 11771 del
14.05.1999; n. 13198 del 17.07.2001; n.
13616 del 12.06.2002.
·  L. 03.10.2001,, n. 366. Art. 4, comma 7;
·  Artt. 2341-bis e 2341-ter C.C.
Oggetto a) l'esercizio del diritto di voto nelle
società con azioni quotate e nelle società
che le controllano;
b) istituzione di obblighi di preventiva
consultazione per l’esercizio del diritto
di voto nelle società con azioni quotate e
nelle società che le controllano;
c) introduzione di limiti al trasferimento
delle relative azioni o di strumenti
finanziari che attribuiscono diritti di
acquisto o di sottoscrizione delle stesse;
d) previsione di acquisto delle azioni;
e) esercizio anche congiunto di un’influenza
dominante su tali società.
a) l’esercizio del diritto di voto nelle SpA
e nelle società che esercitano attività di
direzione e coordinamento;
b) la limitazione al trasferimento delle
azioni delle stesse società o delle loro
controllanti, ovvero
c) l’esercizio anche congiunto di
un’influenza dominante su tali società.
Pubblicità a) Comunicati alla CONSOB entro
cinque giorni dalla stipulazione;
b) Pubblicati per estratto sulla stampa
quotidiana entro dieci giorni dalla
stipulazione;
c) Depositati presso il Registro delle
imprese del luogo ove la società ha la
sede legale entro quindici giorni dalla
stipulazione.
In caso di inosservanza degli obblighi
previsti di cui sopra i patti sono nulli.
Il diritto di voto inerente alle azioni quotate
per le quali non sono stati adempiuti i
previsti obblighi non può essere esercitato.
In caso di inosservanza, la deliberazione
assembleare è impugnabile.
L'impugnazione può essere proposta anche
dalla CONSOB entro il termine di sei mesi
dalla data della deliberazione ovvero, se
questa è soggetta a iscrizione nel Registro
delle imprese, entro sei mesi dall'iscrizione.
Nelle società che fanno ricorso al mercato
del capitale di rischio i patti parasociali
devono essere:
a) Comunicati alla società;
b) Dichiarati in apertura di ogni
assemblea.
c) La dichiarazione deve essere trascritta
nel verbale e questo deve essere
depositato presso l'ufficio del Registro
delle imprese.
In caso di mancanza della dichiarazione di
cui sopra i possessori delle azioni cui si
riferisce il patto parasociale non possono
esercitare il diritto di voto e le deliberazioni
assembleari adottate con il loro voto
determinante sono impugnabili a norma
dell'articolo 2377.
Durata Non possono avere durata superiore a tre
anni.
Non possono avere durata superiore a cinque
anni.
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Recesso Ciascun contraente ha diritto di recedere con
un preavviso di sei mesi, qualora i patti siano
stipulati a tempo indeterminato.
Senza preavviso qualora le azioni della
società siano oggetto di particolari offerte
pubbliche di acquisto.
Qualora il patto non preveda un termine di
durata, ciascun contraente ha diritto di
recedere con un preavviso di sei mesi.
 
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