I
(Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità)
REGOLAMENTO (CE) N. 139/2004 DEL CONSIGLIO
del 20 gennaio 2004
relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese
(«Regolamento comunitario sulle concentrazioni»)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
gli articoli 83 e 308,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (3),
considerando quanto segue:
(1) Il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21
dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di
concentrazione tra imprese (4) ha subito diverse e sostanziali
modificazioni. In occasione di nuove modificazioni
di detto regolamento è opportuno, per motivi di chiarezza,
procedere alla rifusione delle disposizioni in
questione.
(2) Per la realizzazione delle finalità del trattato l'articolo 3,
paragrafo 1, lettera g), assegna come obiettivo alla
Comunità il compito di creare un regime inteso a garantire
che la concorrenza non sia falsata nel mercato
interno. L'articolo 4, paragrafo 1, del trattato stabilisce
che l'azione degli Stati membri e della Comunità è
condotta conformemente al principio di un'economia di
mercato aperta e in libera concorrenza. Tale principio
risulta essenziale nella prospettiva dell'ulteriore sviluppo
del mercato interno.
(3) Il completamento del mercato interno e dell'Unione
economica e monetaria, l'allargamento dell'Unione
europea e la riduzione degli ostacoli internazionali al
commercio e agli investimenti porteranno ad una serie
di profonde ristrutturazioni delle imprese, specie sotto
forma di concentrazioni.
(4) Tali ristrutturazioni devono essere valutate positivamente
nella misura in cui corrispondono alle esigenze di una
concorrenza dinamica e possono aumentare la competitività
dell'industria europea, migliorare le condizioni
della crescita ed elevare il tenore di vita nella Comunità.
(5) Si dovrebbe tuttavia garantire che il processo di ristrutturazione
non comporti un pregiudizio durevole per la
concorrenza. Il diritto comunitario deve pertanto contenere
disposizioni applicabili alle concentrazioni che
possono ostacolare in modo significativo la concorrenza
effettiva nel mercato comune o in una parte sostanziale
di questo.
(6) Occorre quindi uno strumento giuridico specifico che
consenta un controllo efficace di tutte le concentrazioni
in funzione della loro incidenza sulla struttura della
concorrenza nella Comunità e che sia il solo applicabile
a tali concentrazioni. Il regolamento (CEE) n. 4064/89
ha consentito di sviluppare una politica comunitaria in
questo campo. Oggi, tuttavia, alla luce dell'esperienza
acquisita, è opportuno rifondere detto regolamento in
un atto concepito per far fronte alle sfide di un mercato
più integrato e del futuro allargamento dell'Unione
europea. In base ai principi di sussidiarietà e proporzionalità
sanciti dall'articolo 5 del trattato, il presente regolamento
si limita a quanto è necessario per garantire che
la concorrenza non sia falsata nel mercato comune,
conformemente al principio di un'economia di mercato
aperta e in libera concorrenza.
(7) Gli articoli 81 e 82, pur potendo essere applicati,
secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, a
talune concentrazioni, non sono sufficienti a controllare
tutte le operazioni che rischiano di rivelarsi incompatibili
con il regime di concorrenza non falsata contemplato
dal trattato. Il presente regolamento dovrebbe
pertanto essere basato non soltanto sull'articolo 83 ma
principalmente sull'articolo 308 del trattato, ai sensi del
quale la Comunità può dotarsi dei poteri d'azione
aggiuntivi necessari a realizzare i suoi obiettivi, anche
per quanto riguarda le concentrazioni sui mercati dei
prodotti agricoli di cui all'allegato I del trattato.
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/1
(1) GU C 20 del 28.1.2003, pag. 4.
(2) Parere reso il 9 ottobre 2003 (non ancora pubblicato nella Gazzetta
ufficiale).
(3) Parere reso il 24 ottobre 2003 (non ancora pubblicato nella
Gazzetta ufficiale).
(4) GU L 395 del 30.12.1989, pag. 1. Versione rettificata in GU L 257
del 21.9.1990, pag. 13. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento
(CE) n. 1310/97 (GU L 180 del 9.7.1997, pag. 1). Rettifica
in GU L 40 del 13.2.1998, pag. 17.
(8) Le disposizioni da adottare nel presente regolamento
dovrebbero applicarsi alle modifiche strutturali importanti
il cui effetto sul mercato si estende oltre le frontiere
nazionali di uno Stato membro. Tali concentrazioni
dovrebbero, di norma, essere riesaminate esclusivamente
a livello comunitario, applicando un sistema di sportello
unico e conformemente al principio di sussidiarietà. Le
concentrazioni che non sono previste dal presente regolamento
rientrano in linea di massima nella competenza
degli Stati membri.
(9) Occorre definire il campo d'applicazione del presente
regolamento in funzione dell'estensione geografica
dell'attività delle imprese interessate e limitarlo mediante
soglie quantitative per coprire le concentrazioni che rivestono
dimensione comunitaria. La Commissione
dovrebbe riferire al Consiglio sull'applicazione delle
soglie e dei criteri previsti, affinché il Consiglio, intervenendo
a norma dell'articolo 202 del trattato, sia in grado
di rivederli periodicamente, insieme alle disposizioni
relative al rinvio prima della notificazione, alla luce
dell'esperienza acquisita; occorre quindi che gli Stati
membri comunichino alla Commissione dati statistici
per la preparazione delle sue relazioni e di eventuali
proposte di modifica. Le relazioni e le proposte della
Commissione dovrebbero essere basate sulle pertinenti
informazioni fornite regolarmente dagli Stati membri.
(10) Si dovrebbe considerare che una concentrazione abbia
dimensione comunitaria quando il fatturato totale delle
imprese interessate supera determinate soglie, e ciò indipendentemente
dal fatto che le imprese che attuano la
concentrazione abbiano o no nella Comunità la loro
sede o il loro campo principale di attività, qualora vi
svolgano attività sostanziali.
(11) Le regole che disciplinano il rinvio dell'esame delle
concentrazioni dalla Commissione agli Stati membri e
dagli Stati membri alla Commissione dovrebbero costituire
un efficace meccanismo correttivo alla luce del
principio di sussidiarietà; dette regole tutelano opportunamente
gli interessi degli Stati membri in materia di
concorrenza e tengono conto della necessità della
certezza del diritto e del principio dello sportello unico.
(12) Le concentrazioni che non raggiungono le soglie stabilite
nel presente regolamento sono scrutinabili nell'ambito di
più sistemi nazionali di controllo delle concentrazioni.
La notifica multipla della medesima operazione accresce
l'incertezza del diritto, gli adempimenti e i costi a carico
delle imprese e può condurre a valutazioni divergenti.
Occorre quindi sviluppare ulteriormente il sistema di
rinvio delle concentrazioni dagli Stati membri interessati
alla Commissione.
(13) La Commissione dovrebbe agire in stretto e costante
collegamento con le autorità competenti degli Stati
membri raccogliendone le osservazioni e informazioni.
(14) La Commissione e le autorità competenti degli Stati
membri dovrebbero formare insieme una rete di autorità
pubbliche che esercitano le rispettive competenze in
stretta cooperazione avvalendosi di meccanismi efficienti
di scambio di informazioni e di consultazione al fine di
assicurare che ogni caso sia trattato dall'autorità più
appropriata, alla luce del principio di sussidiarietà, e al
fine di evitare per quanto possibile notifiche multiple di
una stessa concentrazione. Il rinvio di concentrazioni
dalla Commissione agli Stati membri e viceversa
dovrebbe essere effettuato in modo efficiente evitando,
per quanto possibile, situazioni in cui una concentrazione
formi oggetto di rinvio sia prima sia dopo la notificazione.
(15) La Commissione dovrebbe poter rinviare ad uno Stato
membro le concentrazioni notificate di dimensione
comunitaria che rischiano di incidere in misura significativa
sulla concorrenza in un mercato, all'interno del
suddetto Stato membro, che presenta tutte le caratteristiche
di un mercato distinto. Quando la concentrazione
incide sulla concorrenza in un simile mercato, che non
costituisce una parte sostanziale del mercato comune, la
Commissione dovrebbe essere tenuta a rinviare il caso,
interamente o in parte, allo Stato membro interessato, su
sua richiesta. Uno Stato membro dovrebbe poter rinviare
alla Commissione una concentrazione che non ha
dimensione comunitaria ma che incide sul commercio
tra Stati membri e rischia di incidere in misura significativa
sulla concorrenza all'interno del suo territorio. Gli
altri Stati membri altresì competenti per esaminare la
concentrazione dovrebbero avere la facoltà di aderire alla
richiesta. In tale ipotesi, al fine di assicurare l'efficienza e
la prevedibilità del sistema, i termini nazionali dovrebbero
essere sospesi fino a quando non sia stata presa
una decisione in merito al rinvio del caso. La Commissione
dovrebbe avere il potere di esaminare e trattare un
caso di concentrazione per conto di uno o più Stati
membri richiedenti.
(16) Alle imprese interessate dovrebbe essere garantita la
possibilità di chiedere il rinvio alla Commissione o agli
Stati membri prima della notifica della concentrazione
così da migliorare ulteriormente l'efficienza del sistema
di controllo delle concentrazioni nella Comunità. In tale
ipotesi, la Commissione e le autorità nazionali di concorrenza
dovrebbero decidere entro termini brevi e certi se
debba essere effettuato un rinvio alla Commissione o agli
Stati membri, assicurando così l'efficienza del sistema. La
Commissione, su richiesta delle imprese interessate,
dovrebbe poter rinviare ad uno Stato membro una
concentrazione di dimensione comunitaria che può incidere
in misura significativa sulla concorrenza in un
mercato all'interno di tale Stato membro che presenta
tutte le caratteristiche di un mercato distinto; le imprese
interessate non dovrebbero tuttavia essere tenute a dimostrare
che gli effetti della concentrazione sarebbero
pregiudizievoli per la concorrenza. Una concentrazione
non dovrebbe essere rinviata dalla Commissione ad uno
Stato membro che abbia espresso il proprio dissenso a
tale rinvio. Prima della notificazione alle autorità nazionali,
le imprese interessate dovrebbero altresì avere la
facoltà di chiedere il rinvio alla Commissione di una
concentrazione che non ha dimensione comunitaria e
L 24/2 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
può essere esaminata a norma delle legislazioni nazionali
sulla concorrenza di almeno tre Stati membri. Tali
richieste di rinvio alla Commissione prima della notificazione
sarebbero particolarmente pertinenti nei casi in
cui la concentrazione inciderebbe sulla concorrenza oltre
i confini di un solo Stato membro. Quando una concentrazione
che può essere esaminata a norma delle legislazioni
sulla concorrenza di tre o più Stati membri viene
rinviata alla Commissione prima di una notificazione
nazionale e nessuno Stato membro competente per
esaminare il caso esprime il proprio dissenso, la
Commissione dovrebbe acquisire la competenza esclusiva
per l'esame della concentrazione e si dovrebbe ritenere
che quest'ultima abbia dimensione comunitaria.
Tale rinvio dagli Stati membri alla Commissione prima
della notificazione non dovrebbe tuttavia essere effettuato
qualora almeno uno Stato membro competente
per esaminare il caso abbia espresso il proprio dissenso
al rinvio.
(17) È opportuno conferire alla Commissione, fatto salvo il
controllo della Corte di giustizia, una competenza esclusiva
per l'applicazione del presente regolamento.
(18) Gli Stati membri non dovrebbero avere la facoltà di
applicare la legislazione nazionale sulla concorrenza alle
concentrazioni di dimensione comunitaria, a meno che
ciò non sia previsto dal presente regolamento. Occorre
limitare i relativi poteri delle autorità nazionali ai casi in
cui, in mancanza dell'intervento della Commissione, una
concorrenza effettiva rischi di essere ostacolata in modo
significativo nel territorio di uno Stato membro, e in cui
gli interessi di concorrenza di questo Stato membro non
potrebbero altrimenti essere sufficientemente tutelati dal
presente regolamento. Gli Stati membri interessati
devono intervenire rapidamente in tali circostanze; a
causa della diversità delle legislazioni nazionali, il
presente regolamento non può fissare un termine unico
per l'adozione delle decisioni definitive a norma della
legge nazionale.
(19) Inoltre, l'applicazione esclusiva del presente regolamento
alle concentrazioni di dimensione comunitaria lascia
impregiudicato l'articolo 296 del trattato e non osta a
che gli Stati membri prendano misure appropriate per
assicurare la protezione di interessi legittimi diversi da
quelli che sono presi in considerazione nel presente
regolamento, purché queste misure siano compatibili
con i principi generali e le altre disposizioni del diritto
comunitario.
(20) Conviene definire la nozione di concentrazione in modo
da coprire le operazioni che producono una modifica
duratura del controllo delle imprese interessate e
pertanto nella struttura del mercato. È pertanto opportuno
includere nel campo d'applicazione del presente
regolamento tutte le imprese comuni che esercitano
stabilmente tutte le funzioni di una entità economica
autonoma. È inoltre opportuno trattare come un'unica
concentrazione le operazioni che sono strettamente
collegate tra loro con vincolo condizionale o assumono
la forma di una serie di operazioni su valori mobiliari
concluse in un periodo di tempo ragionevolmente breve.
(21) Il presente regolamento dovrebbe anche applicarsi
quando le imprese interessate accettano restrizioni che
sono direttamente legate e necessarie alla realizzazione
della concentrazione. Le decisioni della Commissione
che dichiarano le concentrazioni compatibili con il
mercato comune in applicazione del presente regolamento
dovrebbero riguardare automaticamente anche
tali restrizioni, senza che la Commissione debba valutare
queste ultime nei singoli casi. Tuttavia, su richiesta delle
imprese interessate, la Commissione dovrebbe, nei casi
che danno adito a reale incertezza perché presentano
quesiti nuovi o non risolti, valutare espressamente se
qualche restrizione sia o no direttamente connessa alla
realizzazione della concentrazione e ad essa necessaria.
Un caso dà adito a tale incertezza allorché presenta un
quesito nuovo o non risolto, se il quesito non è trattato
dalla pertinente comunicazione della Commissione in
vigore o da una decisione della Commissione pubblicata.
(22) Nel regime da instaurare per un controllo delle concentrazioni
e fatto salvo l'articolo 86, paragrafo 2, del trattato,
occorre rispettare il principio di non discriminazione
tra settori pubblico e privato; ne risulta, nel settore
pubblico, che per il calcolo del fatturato di un'impresa
che partecipa alla concentrazione si deve tener conto
delle imprese che costituiscono un insieme economico
dotato di un potere decisionale autonomo, indipendentemente
dalla detenzione del capitale o dalle norme di
controllo amministrativo che sono loro applicabili.
(23) Occorre stabilire se le concentrazioni di dimensione
comunitaria siano compatibili o meno con il mercato
comune in funzione della necessità di preservare e
sviluppare una concorrenza effettiva nel mercato
comune. Ciò facendo, la Commissione deve inquadrare
la propria valutazione nell'ambito generale della realizzazione
degli obiettivi fondamentali di cui all'articolo 2 del
trattato che istituisce la Comunità europea e all'articolo
2 del trattato sull'Unione europea.
(24) Per garantire che nel mercato comune viga un regime di
concorrenza non falsata, in applicazione di una politica
condotta conformemente al principio di un'economia di
mercato aperta e in libera concorrenza, il presente regolamento
deve consentire un controllo efficace di tutte le
concentrazioni sotto il profilo dei loro effetti sulla
concorrenza nella Comunità. A tal fine, il regolamento
(CEE) n. 4064/89 ha sancito il principio secondo cui le
concentrazioni di dimensione comunitaria, che creano o
rafforzano una posizione dominante a causa della quale
risulti ostacolata in modo significativo una concorrenza
effettiva nel mercato comune o in una sua parte sostanziale,
devono essere dichiarate incompatibili con il
mercato comune.
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/3
(25) Date le conseguenze che le concentrazioni possono
avere nelle strutture di mercato oligopolistiche, è ancor
più necessario mantenere una concorrenza effettiva in
tali mercati. Molti mercati oligopolistici presentano una
concorrenza vivace. Tuttavia, in determinate circostanze,
le concentrazioni che comportano l'eliminazione di
importanti vincoli concorrenziali reciprocamente esercitati
dalle imprese partecipanti alla concentrazione, così
come una riduzione della pressione concorrenziale sui
restanti concorrenti possono, anche in assenza di una
probabilità di coordinamento tra i membri dell'oligopolio,
dar luogo ad ostacoli significativi ad una concorrenza
effettiva. Tuttavia, a tutt'oggi gli organi giurisdizionali
comunitari non hanno espressamente interpretato il
regolamento (CEE) n. 4064/89 nel senso che imponga
l'obbligo di dichiarare incompatibili con il mercato
comune le concentrazioni che danno luogo a tali effetti
non coordinati. Pertanto, nell'interesse della certezza del
diritto occorre precisare che il presente regolamento
consente un controllo efficace di tutte le concentrazioni
di questo tipo, prevedendo che qualsiasi concentrazione
che ostacoli in modo significativo una concorrenza effettiva
nel mercato interno o in una sua parte sostanziale
debba essere dichiarata incompatibile con il mercato
comune. La nozione di «ostacolo significativo ad una
concorrenza effettiva», di cui all'articolo 2, paragrafi 2 e
3, dovrebbe essere interpretata come riguardante, al di là
del concetto di posizione dominante, solo gli effetti anticoncorrenziali
di una concentrazione risultante da un
comportamento non coordinato di imprese che non
avrebbero una posizione dominante sul mercato in
questione.
(26) Un ostacolo significativo ad una concorrenza effettiva,
risulta, in linea generale, dalla creazione o dal rafforzamento
di una posizione dominante. Al fine di preservare
gli orientamenti desumibili da precedenti sentenze degli
organi giurisdizionali europei e da decisioni della
Commissione in applicazione del regolamento (CEE) n.
4064/89, mantenendo nel contempo la coerenza con i
criteri di determinazione del pregiudizio concorrenziale
applicati dalla Commissione e dagli organi giurisdizionali
comunitari con riguardo alla compatibilità delle concentrazioni
con il mercato comune, il presente regolamento
dovrebbe pertanto sancire il principio secondo cui le
concentrazioni di dimensione comunitaria che ostacolino
in modo significativo una concorrenza effettiva nel
mercato comune o in una sua parte sostanziale, in particolare
qualora ciò risulti dalla creazione o dal rafforzamento
di una posizione dominante, devono essere
dichiarate incompatibili con il mercato comune.
(27) Inoltre, occorre applicare i criteri di cui all'articolo 81,
paragrafi 1 e 3, del trattato alle imprese comuni che
esercitano stabilmente tutte le funzioni di una entità
economica autonoma, se ed in quanto la loro costituzione
ha come conseguenza una sensibile restrizione
della concorrenza tra imprese che restano indipendenti.
(28) Per chiarire e spiegare il modo in cui la Commissione
valuta le concentrazioni a norma del presente regolamento,
è opportuno che la Commissione pubblichi
orientamenti che stabiliscano un solido quadro economico
di riferimento per la valutazione delle concentrazioni
allo scopo di determinare se queste possano o
meno essere dichiarate compatibili con il mercato
comune.
(29) Per determinare l'impatto di una concentrazione sulla
concorrenza nel mercato comune, è opportuno tener
conto di qualsiasi documentato e probabile guadagno di
efficienza addotto dalle imprese interessate. È possibile
che l'incremento di efficienza prodotto dalla concentrazione
compensi gli effetti sulla concorrenza, e in particolare
il pregiudizio potenziale per i consumatori, che
questa avrebbe potuto altrimenti produrre, e che di
conseguenza la concentrazione stessa non ostacoli in
modo significativo una concorrenza effettiva nel mercato
comune o in una sua parte sostanziale, in particolare a
causa della creazione o del rafforzamento di una posizione
dominante. La Commissione dovrebbe pubblicare
degli orientamenti in merito alle condizioni alle quali è
disposta a tener conto di considerazioni di efficienza nel
valutare una concentrazione.
(30) Quando le imprese interessate modificano un progetto
di concentrazione notificato, in particolare offrendo di
assumere impegni per rendere la concentrazione compatibile
con il mercato comune, la Commissione dovrebbe
poter dichiarare la concentrazione, così modificata,
compatibile con il mercato comune. Gli impegni dovrebbero
essere proporzionati al problema sotto il profilo
della concorrenza e risolverlo interamente. È parimenti
opportuno accettare impegni prima di iniziare un procedimento
nei casi in cui il problema che sorge sotto il
profilo della concorrenza è ben identificabile e può
essere risolto facilmente. Si dovrebbe espressamente
stabilire che la Commissione può subordinare la sua
decisione a condizioni e obblighi destinati a garantire
che le imprese interessate adempiano in modo tempestivo
ed efficace agli impegni assunti per rendere la
concentrazione compatibile con il mercato comune.
Occorre garantire, in tutto il corso del procedimento, la
trasparenza e l'effettiva consultazione degli Stati membri
e dei terzi interessati.
(31) La Commissione dovrebbe avere a sua disposizione strumenti
adeguati per far rispettare gli impegni assunti e
per affrontare le situazioni in cui non vi viene dato
adempimento. In caso di mancato rispetto di una condizione
imposta in una decisione che dichiara la concentrazione
compatibile con il mercato comune, non si verifica
la situazione che rende la concentrazione compatibile
con il mercato comune e la concentrazione, quale
realizzata, non è pertanto autorizzata dalla Commissione.
Di conseguenza, se realizzata, la concentrazione
dovrebbe essere trattata come una concentrazione non
notificata realizzata senza autorizzazione. Inoltre,
qualora la Commissione abbia già constatato che in
mancanza della condizione la concentrazione sarebbe
incompatibile con il mercato comune, essa dovrebbe
avere il potere di ordinare direttamente lo smembramento
della concentrazione, in modo tale da ripristinare
la situazione esistente prima della realizzazione della
concentrazione. In caso di inadempimento di un obbligo
imposto dalla decisione che dichiara la concentrazione
compatibile con il mercato comune, la Commissione
dovrebbe avere la facoltà di revocare la propria decisione.
La Commissione dovrebbe inoltre avere la facoltà
di imporre adeguate sanzioni pecuniarie in caso di
mancato rispetto di condizioni o obblighi.
L 24/4 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
(32) Le concentrazioni possono essere presunte compatibili
con il mercato comune qualora, data la modesta quota
di mercato delle imprese interessate, non siano tali da
ostacolare la concorrenza effettiva. Fatti salvi gli articoli
81 e 82 del trattato, un'indicazione in tal senso sussiste
qualora la quota di mercato delle imprese interessate
non sia superiore al 25 % né nel mercato comune né in
una sua parte sostanziale.
(33) La Commissione dovrebbe essere incaricata di prendere
tutte le decisioni intese a stabilire se le concentrazioni di
dimensione comunitaria siano compatibili o meno con il
mercato comune, nonché le decisioni intese a ripristinare
la situazione esistente prima della realizzazione di una
concentrazione che sia stata dichiarata incompatibile
con il mercato comune.
(34) Per garantire una sorveglianza efficace occorre obbligare
le imprese a notificare preventivamente le concentrazioni
di dimensione comunitaria dopo la conclusione
dell'accordo, la comunicazione dell'offerta pubblica o
l'acquisizione di una partecipazione di controllo.
Dovrebbe essere possibile procedere alla notificazione
anche quando le imprese interessate convincono la
Commissione della loro intenzione di concludere un
accordo per una concentrazione proposta e le dimostrano
che il loro piano per la concentrazione proposta
è sufficientemente concreto, per esempio, presentando
un accordo di principio, un memorandum di intesa o
una lettera di intenti firmati da tutte le imprese interessate
o, in caso di offerta pubblica, quando hanno pubblicamente
annunciato che intendono procedere a tale
offerta, qualora l'accordo o l'offerta previsti dovessero
dar luogo ad una concentrazione di dimensione comunitaria.
La realizzazione della concentrazione dovrebbe
essere sospesa fino all'adozione di una decisione definitiva
della Commissione. Tuttavia dovrebbe essere possibile
concedere una deroga dall'obbligo di sospensione,
su domanda delle imprese interessate, se del caso. Nel
decidere se concedere o meno una deroga la Commissione
dovrebbe tener conto di tutti i fattori pertinenti,
quali la natura e la gravità dei danni che ne possono
derivare per le imprese interessate dalla concentrazione
o per terzi e la portata del pregiudizio che l'operazione
potrebbe arrecare alla concorrenza. Nell'interesse della
certezza del diritto, la validità delle transazioni deve
nondimeno essere tutelata per quanto necessario.
(35) Si dovrebbero prevedere i termini entro i quali la
Commissione è tenuta ad avviare il procedimento nei
confronti di una concentrazione notificata, nonché i
termini entro i quali la Commissione deve pronunciarsi
in via definitiva sulla compatibilità o incompatibilità col
mercato comune della concentrazione stessa. Questi
termini dovrebbero essere prorogati quando le imprese
interessate offrono di assumere impegni per rendere la
concentrazione compatibile con il mercato comune,
affinché vi sia tempo sufficiente per l'analisi e la verifica
di mercato degli impegni proposti e per la consultazione
degli Stati membri e dei terzi interessati. Dovrebbe anche
essere possibile una proroga limitata dei termini entro i
quali la Commissione deve pronunciarsi in via definitiva,
affinché vi sia tempo sufficiente per l'esame del caso e la
verifica dei fatti e degli argomenti presentati alla
Commissione.
(36) La Comunità rispetta i diritti fondamentali e osserva i
principi riconosciuti segnatamente nella Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea (1). Il presente regolamento
dovrebbe quindi essere interpretato ed applicato
facendo riferimento a tali diritti e principi.
(37) Alle imprese interessate va dato il diritto ad essere sentite
dalla Commissione una volta avviato il procedimento; i
membri degli organi di direzione o di vigilanza e i
rappresentanti riconosciuti dai lavoratori delle imprese
interessate, nonché i terzi interessati, devono anch'essi
avere l'occasione di essere ascoltati.
(38) Per poter valutare adeguatamente le concentrazioni, la
Commissione deve disporre del potere di esigere tutte le
informazioni e di svolgere tutte le ispezioni necessarie in
tutta la Comunità. A tal fine, allo scopo di tutelare efficacemente
la concorrenza, occorre ampliare i poteri d'indagine
della Commissione. La Commissione dovrebbe in
particolare avere la facoltà di sentire chiunque possa
disporre di informazioni utili e di verbalizzarne le dichiarazioni.
(39) Nel corso delle ispezioni, gli agenti incaricati dalla
Commissione dovrebbero poter chiedere qualsiasi informazione
in relazione all'oggetto e allo scopo dell'ispezione
stessa; essi dovrebbero anche poter apporre sigilli
durante le ispezioni, in particolare qualora vi siano
ragionevoli motivi per sospettare che sia stata realizzata
una concentrazione senza notificazione della medesima,
che siano state fornite informazioni inesatte, incomplete
o fuorvianti alla Commissione o che le imprese o
persone interessate non abbiano rispettato una delle
condizioni o degli obblighi imposti con decisione della
Commissione. In ogni caso, i sigilli dovrebbero essere
apposti solo in circostanze eccezionali e per il tempo
strettamente necessario per l'ispezione, di norma non
più di 48 ore.
(40) Fatta salva la giurisprudenza della Corte di giustizia, è
inoltre utile definire la portata del controllo che l'autorità
giudiziaria nazionale può esercitare quando autorizza,
come previsto dalla legislazione nazionale a titolo cautelativo,
il ricorso alla forza pubblica allo scopo di superare
l'eventuale opposizione di un'impresa a un'ispezione,
compresa l'apposizione di sigilli, ordinata
mediante decisione della Commissione. Dalla giurisprudenza
si evince che l'autorità giudiziaria nazionale può
chiedere alla Commissione ulteriori informazioni che le
sono necessarie per esercitare il suo controllo e senza le
quali potrebbe rifiutare la sua autorizzazione. La giurisprudenza
conferma inoltre la competenza dei giudici
nazionali a vigilare sull'applicazione delle disposizioni
nazionali che disciplinano il ricorso a misure coercitive.
Le autorità competenti degli Stati membri dovrebbero
prestare la loro attiva collaborazione all'esercizio dei
poteri d'indagine della Commissione.
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/5
(1) GU C 364 del 18.12.2000, pag. 1.
(41) Nell'ottemperare alle decisioni della Commissione, le
imprese e persone interessate non possono essere
costrette ad ammettere di aver commesso delle infrazioni,
ma sono in ogni caso tenute a rispondere a quesiti
concreti e a fornire documenti, anche se tali informazioni
possono essere utilizzate per accertare, a loro
carico o a carico di altri, l'esistenza di un'infrazione.
(42) Nell'interesse della trasparenza, a tutte le decisioni della
Commissione che non siano di natura puramente procedurale
andrebbe assicurata un'ampia pubblicità. Pur
garantendo l'esercizio dei diritti di difesa delle imprese
interessate, e in particolare il diritto di accesso al fascicolo,
è al tempo stesso indispensabile tutelare il segreto
aziendale. Si dovrebbe inoltre garantire la riservatezza
delle informazioni scambiate in seno alla rete e con le
autorità competenti di paesi terzi.
(43) L'osservanza delle disposizioni del presente regolamento
dovrebbe poter essere assicurata, se del caso, mediante
ammende e penalità di mora periodiche. Al riguardo si
dovrebbe attribuire alla Corte di giustizia, in conformità
dell'articolo 229 del trattato, una competenza giurisdizionale
anche di merito.
(44) Si dovrebbe prestare attenzione alle condizioni in cui si
realizzano nei paesi terzi le concentrazioni alle quali
partecipano imprese che hanno la loro sede o il loro
campo principale di attività nella Comunità. Si dovrebbe
altresì prevedere la possibilità per la Commissione di
ricevere dal Consiglio un mandato di negoziazione
appropriato allo scopo di ottenere un trattamento non
discriminatorio per dette imprese.
(45) Il presente regolamento non pregiudica assolutamente i
diritti collettivi dei lavoratori quali sono riconosciuti
nelle imprese interessate, in particolare per quanto
riguarda l'obbligo di informare o consultare i loro
rappresentanti riconosciuti a norma del diritto comunitario
e nazionale.
(46) La Commissione dovrebbe avere la facoltà di stabilire le
disposizioni di esecuzione del presente regolamento
conformemente alle modalità per l'esercizio delle competenze
di esecuzione conferite alla Commissione. Per
l'adozione di tali disposizioni di esecuzione, la Commissione
dovrebbe essere assistita da un comitato consultivo
composto dai rappresentanti degli Stati membri, secondo
quanto specificato all'articolo 23,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Campo d'applicazione
1. Il presente regolamento si applica a tutte le concentrazioni
di dimensione comunitaria come definite dal presente
articolo, fatti salvi l'articolo 4, paragrafo 5, e l'articolo 22.
2. Una concentrazione è di dimensione comunitaria quando:
a) il fatturato totale realizzato a livello mondiale dall'insieme
delle imprese interessate è superiore a 5 miliardi di EUR e
b) il fatturato totale realizzato individualmente nella Comunità
da almeno due delle imprese interessate è superiore a 250
milioni di EUR;
salvo che ciascuna delle imprese interessate realizzi oltre i due
terzi del suo fatturato totale nella Comunità all'interno di un
solo e medesimo Stato membro.
3. Una concentrazione che non supera le soglie stabilite al
paragrafo 2 è tuttavia di dimensione comunitaria quando:
a) il fatturato totale realizzato a livello mondiale dall'insieme
delle imprese interessate è superiore a 2,5 miliardi di EUR;
b) in ciascuno di almeno tre Stati membri, il fatturato totale
realizzato dall'insieme delle imprese interessate è superiore a
100 milioni di EUR;
c) in ciascuno di almeno tre degli Stati membri di cui alla
lettera b), il fatturato totale realizzato individualmente da
almeno due delle imprese interessate è superiore a 25
milioni di EUR e
d) il fatturato totale realizzato individualmente nella Comunità
da almeno due delle imprese interessate è superiore a 100
milioni di EUR;
salvo che ciascuna delle imprese interessate realizzi oltre i due
terzi del suo fatturato totale nella Comunità all'interno di un
solo e medesimo Stato membro.
4. Sulla base di dati statistici che possono essere comunicati
regolarmente dagli Stati membri, la Commissione presenta al
Consiglio una relazione sull'applicazione delle soglie e dei
criteri di cui ai paragrafi 2 e 3 entro il 1o luglio 2009 e può
presentare proposte a norma del paragrafo 5.
5. In seguito alla relazione di cui al paragrafo 4 e su
proposta della Commissione, il Consiglio, deliberando a
maggioranza qualificata, può riesaminare le soglie e i criteri di
cui al paragrafo 3.
Articolo 2
Valutazione delle concentrazioni
1. Le concentrazioni di cui al presente regolamento sono
valutate conformemente agli obiettivi del presente regolamento
e alle seguenti disposizioni per stabilire se siano compatibili o
meno con il mercato comune.
In tale valutazione la Commissione tiene conto:
a) della necessità di preservare e sviluppare una concorrenza
effettiva nel mercato comune alla luce, segnatamente, della
struttura di tutti i mercati interessati e della concorrenza
effettiva o potenziale di imprese situate all'interno o esterno
della Comunità;
L 24/6 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
b) della posizione sul mercato delle imprese partecipanti, del
loro potere economico e finanziario, delle possibilità di
scelta dei fornitori e degli utilizzatori, del loro accesso alle
fonti di approvvigionamento o agli sbocchi, dell'esistenza di
diritto o di fatto di ostacoli all'entrata, dell'andamento
dell'offerta e della domanda dei prodotti e dei servizi in
questione, degli interessi dei consumatori intermedi e finali
nonché dell'evoluzione del progresso tecnico ed economico
purché essa sia a vantaggio del consumatore e non costituisca
impedimento alla concorrenza.
2. Le concentrazioni che non ostacolino in modo significativo
una concorrenza effettiva nel mercato comune o in una
parte sostanziale di esso, in particolare a causa della creazione
o del rafforzamento di una posizione dominante, sono dichiarate
compatibili con il mercato comune.
3. Le concentrazioni che ostacolino in modo significativo
una concorrenza effettiva nel mercato comune o in una parte
sostanziale di esso, in particolare a causa della creazione o del
rafforzamento di una posizione dominante, sono dichiarate
incompatibili con il mercato comune.
4. Se e in quanto la costituzione di un'impresa comune che
costituisce una concentrazione ai sensi dell'articolo 3 ha per
oggetto o per effetto il coordinamento del comportamento
concorrenziale di imprese che restano indipendenti, detto coordinamento
viene valutato sulla base dei criteri di cui all'articolo
81, paragrafi 1 e 3, del trattato, al fine di stabilire se l'operazione
sia compatibile o meno con il mercato comune.
5. In tale valutazione, la Commissione tiene conto segnatamente:
— della presenza significativa e simultanea di due o più
imprese fondatrici sullo stesso mercato dell'impresa
comune, o su un mercato situato a monte o a valle di tale
mercato, ovvero su un mercato contiguo strettamente
legato a detto mercato,
— della possibilità offerta alle imprese interessate, attraverso il
loro coordinamento risultante direttamente dalla costituzione
dell'impresa comune, di eliminare la concorrenza per
una parte sostanziale dei prodotti e servizi di cui trattasi.
Articolo 3
Definizione di concentrazione
1. Si ha una concentrazione quando si produce una modifica
duratura del controllo a seguito:
a) della fusione di due o più imprese precedentemente indipendenti
o parti di imprese; oppure
b) dell'acquisizione, da parte di una o più persone che già
detengono il controllo di almeno un'altra impresa, o da
parte di una o più imprese, sia tramite acquisto di partecipazioni
nel capitale o di elementi del patrimonio, sia tramite
contratto o qualsiasi altro mezzo, del controllo diretto o
indiretto dell'insieme o di parti di una o più altre imprese.
2. Si ha controllo in presenza di diritti, contratti o altri
mezzi che conferiscono, da soli o congiuntamente, e tenuto
conto delle circostanze di fatto o di diritto, la possibilità di esercitare
un'influenza determinante sull'attività di un'impresa; trattasi
in particolare di:
a) diritti di proprietà o di godimento sulla totalità o su parti
del patrimonio di un'impresa;
b) diritti o contratti che conferiscono un'influenza determinante
sulla composizione, sulle deliberazioni o sulle decisioni
degli organi di un'impresa.
3. Il controllo è acquisito dalla persona o dall'impresa o dal
gruppo di persone o di imprese:
a) che siano titolari dei diritti o beneficiari dei contratti
suddetti; o
b) che, pur non essendo titolari di tali diritti o beneficiari di tali
contratti, abbiano il potere di esercitare i diritti che ne derivano.
4. La costituzione di un'impresa comune che esercita stabilmente
tutte le funzioni di una entità economica autonoma, è
considerata come una concentrazione ai sensi del paragrafo 1,
lettera b).
5. Non si ha concentrazione quando:
a) un istituto di credito, un altro istituto finanziario o una
società d'assicurazioni, la cui normale attività comprende la
compravendita o la mediazione di titoli per conto proprio o
per conto terzi, detiene temporaneamente partecipazioni nel
capitale di un'impresa acquisite onde rivenderle, purché non
eserciti i diritti di voto inerenti alle partecipazioni stesse al
fine di determinare il comportamento concorrenziale di tale
impresa, ovvero purché eserciti detti diritti soltanto per
preparare la vendita dell'impresa o di elementi del patrimonio
della stessa o la vendita di tali partecipazioni e la
vendita avvenga entro un anno a decorrere dal momento
dell'acquisizione; previa richiesta, la Commissione può
prorogare detto termine, ove l'istituto o le società giustifichino
l'impossibilità ragionevole di effettuare la vendita nei
termini stabiliti;
b) il controllo sia acquisito da una persona che abbia ricevuto
mandato dalla pubblica autorità in virtù della legislazione di
uno Stato membro relativa alla liquidazione, al fallimento,
all'insolvenza, alla cessazione dei pagamenti, al concordato
o ad altre procedure analoghe;
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/7
c) le operazioni di cui al paragrafo 1, lettera b), sono realizzate
da società di partecipazione finanziaria di cui all'articolo 5,
paragrafo 3, della quarta direttiva 78/660/CEE del Consiglio,
del 25 luglio 1978, basata sull'articolo 54, paragrafo 3,
lettera g), del trattato e relativa ai conti annuali di taluni tipi
di società (1) purché tuttavia i diritti di voto inerenti alle
partecipazioni detenute siano esercitati, in particolare
tramite la nomina dei membri degli organi direttivi e di vigilanza
delle imprese di cui esse detengono partecipazioni,
unicamente per salvaguardare il pieno valore di tali investimenti
e non per determinare direttamente o indirettamente
il comportamento concorrenziale di tali imprese.
Articolo 4
Notificazione preventiva delle concentrazioni e rinvio
prima della notificazione su richiesta delle parti notificanti
1. Le concentrazioni di dimensione comunitaria di cui al
presente regolamento sono notificate alla Commissione prima
della loro realizzazione e dopo la conclusione dell'accordo, la
comunicazione dell'offerta d'acquisto o di scambio o l'acquisizione
di una partecipazione di controllo.
La notificazione è ammessa anche quando le imprese interessate
dimostrano alla Commissione che hanno in buona fede
intenzione di concludere un accordo o, in caso di offerta
pubblica, quando hanno pubblicamente annunciato che intendono
procedere a tale offerta, qualora l'accordo o l'offerta
previsti dovessero dar luogo ad una concentrazione di dimensione
comunitaria.
Ai fini del presente regolamento il termine «concentrazione
notificata» comprende anche i progetti di concentrazione notificati
ai sensi del secondo comma. Ai fini dei paragrafi 4 e 5 del
presente articolo, il termine «concentrazione» comprende anche
i progetti di concentrazione ai sensi del secondo comma.
2. Le concentrazioni consistenti in una fusione ai sensi
dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), o nell'assunzione di un
controllo comune ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b),
sono notificate congiuntamente dalle parti che intervengono
nell'operazione di fusione o nell'instaurazione di un controllo
comune. Negli altri casi la notificazione incombe alla persona o
all'impresa che acquisisce il controllo dell'insieme o di parti di
una o più imprese.
3. La Commissione, quando constata che una concentrazione
notificata rientra nel campo di applicazione del presente
regolamento, pubblica l'avvenuta notificazione, precisando i
nomi delle imprese interessate, il loro paese d'origine, il tipo di
concentrazione, nonché i settori economici interessati. La
Commissione tiene conto del legittimo interesse delle imprese a
che non vengano divulgati i segreti relativi ai loro affari.
4. Prima di notificare una concentrazione ai sensi del paragrafo
1, le persone o le imprese di cui al paragrafo 2 possono
informare la Commissione, presentando una richiesta motivata,
che la concentrazione può incidere in misura significativa sulla
concorrenza in un mercato all'interno di uno Stato membro
che presenta tutte le caratteristiche di un mercato distinto e che
dovrebbe quindi essere esaminata, interamente o in parte, dallo
Stato membro in questione.
La Commissione trasmette senza ritardo la richiesta a tutti gli
Stati membri. Lo Stato membro di cui alla richiesta motivata,
entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta,
esprime il suo consenso o il suo dissenso in merito al rinvio del
caso. Se tale Stato membro non prende posizione entro questo
termine, si considera che abbia espresso il suo consenso.
A meno che detto Stato membro non esprima il suo dissenso,
la Commissione, se ritiene che un simile mercato distinto esista
effettivamente e che la concentrazione possa incidere in misura
significativa sulla concorrenza in tale mercato può decidere di
rinviare il caso, interamente o in parte, alle autorità competenti
dello Stato membro interessato, per l'applicazione della legislazione
nazionale sulla concorrenza del suddetto Stato.
La decisione di rinviare o meno il caso a norma del terzo
comma è adottata entro 25 giorni lavorativi a decorrere dal
ricevimento della richiesta motivata da parte della Commissione.
La Commissione informa della sua decisione gli altri Stati
membri e le persone o le imprese interessate. Se la Commissione
non prende una decisione entro tale termine, si considera
che abbia adottato una decisione di rinvio del caso come
chiesto dalle persone o imprese interessate.
Se la Commissione decide o si considera che abbia deciso,
conformemente ai commi terzo e quarto, di rinviare interamente
il caso non si procede alla notificazione di cui al paragrafo
1 e si applica la legislazione nazionale sulla concorrenza.
Si applicano mutatis mutandis i paragrafi da 6 a 9 dell'articolo
9.
5. Con riferimento ad una concentrazione, quale definita
all'articolo 3, che non ha dimensione comunitaria ai sensi
dell'articolo 1 e che può essere esaminata a norma delle legislazioni
nazionali sulla concorrenza di almeno tre Stati membri, le
persone o imprese di cui al paragrafo 2 possono, prima di qualsiasi
notificazione alle autorità competenti, informare la
Commissione, presentando una richiesta motivata, che la
concentrazione dovrebbe essere esaminata dalla Commissione.
La Commissione trasmette senza ritardo la richiesta a tutti gli
Stati membri.
Qualsiasi Stato membro competente ad esaminare la concentrazione
a norma della propria legislazione nazionale sulla concorrenza
può, entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento della
richiesta motivata, esprimere il suo dissenso in merito alla
richiesta di rinvio del caso.
Qualora almeno uno di tali Stati membri abbia espresso il
proprio dissenso a norma del terzo comma entro il termine di
15 giorni lavorativi, il caso non viene rinviato. La Commissione
informa senza ritardo tutti gli Stati membri e le persone o
imprese interessate dei casi in cui sia stato espresso un
dissenso.
L 24/8 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
(1) GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11. Direttiva modificata da ultimo
dalla direttiva 2003/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
(GU L 178 del 17.7.2003, pag. 16).
Qualora nessuno Stato membro abbia espresso il proprio
dissenso a norma del terzo comma entro 15 giorni lavorativi,
si considera che la concentrazione abbia dimensione comunitaria
e si procede alla sua notificazione alla Commissione
conformemente ai paragrafi 1 e 2. In questi casi, nessuno Stato
membro applica alla concentrazione la propria legislazione
nazionale sulla concorrenza.
6. Entro il 1o luglio 2009, la Commissione presenta al
Consiglio una relazione sull'applicazione dei paragrafi 4 e 5. In
seguito a tale relazione e su proposta della Commissione, il
Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può rivedere i
paragrafi 4 e 5.
Articolo 5
Calcolo del fatturato
1. Il fatturato totale ai sensi del presente regolamento
comprende gli importi ricavati dalla vendita di prodotti e dalla
prestazione di servizi realizzati dalle imprese interessate nell'ultimo
esercizio e corrispondenti alle loro normali attività, previa
detrazione degli sconti concessi sulle vendite nonché dell'imposta
sul valore aggiunto e di altre imposte direttamente legate
al fatturato. Il fatturato totale di una impresa interessata non
tiene conto delle transazioni avvenute tra le imprese di cui al
paragrafo 4 del presente articolo.
Il fatturato realizzato, nella Comunità o in uno Stato membro,
comprende i prodotti venduti ed i servizi forniti ad imprese o a
consumatori nella Comunità o nello Stato membro in
questione.
2. In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, quando la
concentrazione ha luogo con l'acquisizione di parti, indipendentemente
dal fatto che tali parti abbiano o meno personalità
giuridica, di una o più imprese, è computato per il cedente o i
cedenti il solo fatturato che riguarda le parti oggetto della
concentrazione.
Tuttavia, due o più transazioni del tipo di quelle contemplate
dal primo comma, concluse tra le stesse persone o imprese in
un periodo di due anni, sono da considerarsi un'unica concentrazione
realizzata il giorno dell'ultima transazione.
3. Il fatturato è sostituito:
a) per gli enti creditizi e gli altri istituti finanziari, dalla somma
delle seguenti voci di provento così come definite nella
direttiva 86/635/CEE del Consiglio (1), al netto, se del caso,
dell'imposta sul valore aggiunto e di altre imposte direttamente
associate ai suddetti proventi:
i) interessi e proventi assimilati;
ii) proventi su titoli:
— proventi di azioni, quote ed altri titoli a reddito
variabile,
— proventi di partecipazioni,
— proventi di partecipazioni in imprese collegate;
iii) proventi per commissioni;
iv) profitti da operazioni finanziarie;
v) altri proventi di gestione.
Il fatturato di un ente creditizio o istituto finanziario nella
Comunità o in uno Stato membro comprende gli elementi
dei proventi, così come definiti sopra, che sono imputati ad
una succursale o ad una unità operativa dell'istituto interessato
avente sede nella Comunità o nello Stato membro in
questione, a seconda del caso;
b) per le imprese di assicurazioni, dal valore di premi lordi
emessi, che comprendono tutti gli importi incassati o da
incassare a titolo di contratti d'assicurazione stipulati direttamente
da dette imprese o per loro conto, inclusi i premi
ceduti ai riassicuratori, previa detrazione delle imposte o
tasse parafiscali riscosse sull'importo dei premi o sul relativo
volume complessivo; per quanto riguarda l'articolo 1, paragrafo
2, lettera b), e l'articolo 1, paragrafo 3, lettere b), c) e
d), e la frase conclusiva di tali due paragrafi, vengono
computati rispettivamente i premi lordi versati da persone
residenti nella Comunità e da persone residenti in uno Stato
membro.
4. Salvo restando il paragrafo 2, il fatturato di un'impresa
interessata ai sensi del presente regolamento risulta dalla
somma dei fatturati delle imprese seguenti:
a) l'impresa interessata;
b) quelle nelle quali l'impresa interessata dispone, direttamente
o indirettamente;
i) o di oltre la metà del capitale o del capitale di esercizio;
o
ii) del potere di esercitare più della metà dei diritti di voto;
o
iii) del potere di designare più della metà dei membri del
consiglio di vigilanza o d'amministrazione o degli organi
che rappresentano legalmente l'impresa; o
iv) del diritto di gestire gli affari dell'impresa;
c) quelle che dispongono, in un'impresa interessata, dei diritti
o poteri menzionati alla lettera b);
d) quelle nelle quali o sulle quali un'impresa di cui alla lettera
c) dispone dei diritti o poteri menzionati alla lettera b);
e) quelle imprese nelle quali una o più imprese ai sensi delle
lettere da a) a d) dispongono congiuntamente dei diritti o
poteri di cui alla lettera b).
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/9
(1) GU L 372 del 31.12.1986, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo
dalla direttiva 2003/51/CE del Parlamento europeo e della Commissione.
5. Se talune imprese partecipanti alla concentrazione
dispongono congiuntamente dei diritti o poteri di cui al paragrafo
4, lettera b), occorre, ai fini del calcolo del fatturato delle
imprese interessate ai fini del presente regolamento:
a) non tener conto del fatturato risultante dalla vendita di
prodotti e dalla prestazione di servizi realizzati tra l'impresa
comune e ciascuna delle imprese interessate o qualsiasi altra
impresa legata a una di esse ai sensi del paragrafo 4, lettere
da b) ad e);
b) tener conto del fatturato risultante dalla vendita di prodotti
e dalla prestazione di servizi realizzati tra l'impresa comune
e qualsiasi impresa terza. Questo fatturato viene imputato in
parti uguali alle imprese interessate.
Articolo 6
Esame della notificazione e avvio del procedimento
1. La Commissione procede all'esame della notificazione
non appena questa le è pervenuta:
a) se essa conclude che la concentrazione notificata non rientra
nel presente regolamento, lo constata mediante decisione;
b) se essa constata che la concentrazione notificata, pur rientrando
nel presente regolamento, non suscita seri dubbi per
quanto riguarda la sua compatibilità con il mercato comune,
decide di non opporvisi e la dichiara compatibile con il
mercato comune.
Si considera che la decisione che dichiara la concentrazione
compatibile riguarda anche le restrizioni direttamente
connesse alla realizzazione della concentrazione e ad essa
necessarie;
c) fatto salvo il paragrafo 2, se la Commissione constata che la
concentrazione notificata rientra nel presente regolamento e
suscita seri dubbi per quanto riguarda la sua compatibilità
con il mercato comune, decide di avviare il procedimento.
Fatto salvo l'articolo 9, ciascun procedimento si conclude
mediante una decisione conformemente all'articolo 8, paragrafi
da 1 a 4, a meno che le imprese interessate non
abbiano dimostrato, in maniera soddisfacente per la
Commissione, di aver abbandonato la concentrazione.
2. Se la Commissione constata che, a seguito di modifiche
apportate dalle imprese interessate, una concentrazione notificata
non suscita più seri dubbi ai sensi del paragrafo 1, lettera
c), dichiara la concentrazione compatibile con il mercato
comune a norma del paragrafo 1, lettera b).
La decisione adottata a norma del paragrafo 1, lettera b), può
essere subordinata dalla Commissione a condizioni ed oneri
destinati a garantire che le imprese interessate adempiano agli
impegni assunti nei confronti della Commissione per rendere la
concentrazione compatibile con il mercato comune.
3. La Commissione ha facoltà di revocare le decisioni adottate
a norma del paragrafo 1, lettera a) o b):
a) quando la decisione sia fondata su indicazioni inesatte di cui
sia responsabile una delle imprese interessate, o sia stata
ottenuta con frode;
o
b) qualora le imprese partecipanti non osservino uno degli
oneri di cui è corredata la decisione.
4. Nei casi di cui al paragrafo 3, la Commissione può adottare
una decisione a norma del paragrafo 1, senza essere vincolata
al termine di cui all'articolo 10, paragrafo 1.
5. La Commissione informa senza indugio della sua decisione
le imprese interessate, nonché le autorità competenti
degli Stati membri.
Articolo 7
Sospensione della concentrazione
1. Una concentrazione di dimensione comunitaria, quale è
definita all'articolo 1, o che è destinata ad essere esaminata
dalla Commissione a norma dell'articolo 4, paragrafo 5, non
può essere realizzata prima di essere notificata, né prima di
essere stata dichiarata compatibile con il mercato comune da
una decisione adottata a norma dell'articolo 6, paragrafo 1,
lettera b), o dell'articolo 8, paragrafo 1 o paragrafo 2, ovvero
sulla base della presunzione di cui all'articolo 10, paragrafo 6.
2. Il paragrafo 1 non osta alla esecuzione di un'offerta
pubblica o di una serie di transazioni su valori mobiliari,
compresi quelli convertibili in altri valori mobiliari ammessi
alla negoziazione in un mercato, quale una borsa valori, per
effetto delle quali si acquisisce il controllo, ai sensi dell'articolo
3, rilevandolo da più venditori, a condizione che:
a) la concentrazione sia notificata senza ritardo alla Commissione
a norma dell'articolo 4; e
b) l'acquirente non eserciti i diritti di voto inerenti ai valori
mobiliari in questione o li eserciti soltanto ai fini di mantenere
il pieno valore dei suoi investimenti in base a una
deroga accordata dalla Commissione conformemente al
paragrafo 3.
3. La Commissione può accordare, su domanda, una deroga
agli obblighi di cui ai paragrafi 1 o 2. La domanda di deroga
deve essere debitamente motivata. Nel decidere se accogliere
tale domanda, la Commissione tiene conto tra l'altro degli
effetti che la sospensione può produrre su una o più delle
imprese interessate dalla concentrazione e sui terzi e del pregiudizio
che la concentrazione può arrecare alla concorrenza. La
deroga può essere subordinata a condizioni ed oneri destinati a
garantire condizioni di effettiva concorrenza. Essa può essere
chiesta e accordata in qualsiasi momento, sia prima della notifica
che dopo la transazione.
4. La validità di ogni transazione realizzata non rispettando
il paragrafo 1 dipende dalla decisione presa in applicazione
dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), o dell'articolo 8, paragrafi
1, 2 o 3, o dalla presunzione di cui all'articolo 10, paragrafo 6.
L 24/10 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
Tuttavia il presente articolo non ha alcun effetto sulla validità
delle operazioni su valori mobiliari, compresi quelli convertibili
in altri valori mobiliari ammessi alla negoziazione in un
mercato, ad esempio una borsa valori, salvo che gli acquirenti e
i venditori sappiano o siano in grado di sapere che la transazione
è realizzata non rispettando il paragrafo 1.
Articolo 8
Poteri di decisione della Commissione
1. Se la Commissione accerta che una concentrazione notificata
soddisfa il criterio di cui all'articolo 2, paragrafo 2, e, nei
casi contemplati dall'articolo 2, paragrafo 4, i criteri di cui
all'articolo 81, paragrafo 3, del trattato, essa, mediante decisione,
dichiara la concentrazione compatibile con il mercato
comune.
Si considera che la decisione che dichiara la concentrazione
compatibile riguarda anche le restrizioni direttamente connesse
alla realizzazione della concentrazione e ad essa necessarie.
2. Se la Commissione accerta che, a seguito di modifiche
apportate dalle imprese interessate una concentrazione notificata
soddisfa il criterio di cui all'articolo 2, paragrafo 2, e, nei
casi contemplati dall'articolo 2, paragrafo 4, i criteri di cui
all'articolo 81, paragrafo 3, del trattato, essa, mediante decisione,
dichiara la concentrazione compatibile con il mercato
comune.
La Commissione può subordinare la decisione a condizioni e
obblighi destinati a garantire che le imprese interessate adempiano
gli impegni assunti nei confronti della Commissione per
rendere la concentrazione compatibile con il mercato comune.
Si considera che la decisione che dichiara la concentrazione
compatibile riguarda anche le restrizioni direttamente connesse
alla realizzazione della concentrazione e ad essa necessarie.
3. Se la Commissione accerta che una concentrazione
soddisfa il criterio di cui all'articolo 2, paragrafo 3, o, nei casi
contemplati dall'articolo 2, paragrafo 4, non risponde ai criteri
di cui all'articolo 81, paragrafo 3, del trattato, essa, mediante
decisione, dichiara la concentrazione incompatibile con il
mercato comune.
4. Se la Commissione accerta che una concentrazione
a) è già stata realizzata e che tale concentrazione è stata dichiarata
incompatibile con il mercato comune; o
b) è stata realizzata contravvenendo ad una condizione
imposta in una decisione adottata a norma del paragrafo 2
secondo la quale, in mancanza della condizione, la concentrazione
soddisfarebbe il criterio di cui all'articolo 2, paragrafo
3, o, nei casi contemplati dall'articolo 2, paragrafo 4,
non soddisfarebbe i criteri di cui all'articolo 81, paragrafo 3
del trattato.
La Commissione può:
— ordinare alle imprese interessate di dissolvere la concentrazione,
in particolare mediante lo scioglimento dell'entità
nata dalla fusione o la cessione di tutte le azioni o le parti
del patrimonio acquisite, in modo da ripristinare la situazione
esistente prima della realizzazione della concentrazione.
Qualora la situazione esistente prima della realizzazione
della concentrazione non possa essere ripristinata
dissolvendo la concentrazione, la Commissione può prendere
qualsiasi altra misura atta a ripristinare per quanto
possibile tale situazione,
— ordinare qualsiasi altra misura opportuna per assicurare che
le imprese smembrino la concentrazione o prendano altri
provvedimenti di ripristino della situazione anteriore come
ordinato nella sua decisione.
Nei casi rientranti nel primo comma, lettera a), le misure di cui
al primo comma possono essere imposte in una decisione adottata
a norma del paragrafo 3 o in una decisione distinta.
5. La Commissione può adottare misure provvisorie idonee
a ripristinare o mantenere una concorrenza effettiva se una
concentrazione:
a) è stata realizzata contravvenendo all'articolo 7 e non è stata
ancora presa una decisione in merito alla sua compatibilità
con il mercato interno;
b) è stata realizzata contravvenendo ad una condizione
imposta in una decisione adottata a norma dell'articolo 6,
paragrafo 1, lettera b), o del paragrafo 2, del presente articolo;
c) è già stata realizzata ed è dichiarata incompatibile con il
mercato comune.
6. La Commissione ha facoltà di revocare le decisioni adottate
a norma del paragrafo 1 o 2:
a) quando la dichiarazione di compatibilità sia fondata su indicazioni
inesatte di cui sia responsabile una delle imprese
interessate, o sia stata ottenuta con frode; o
b) qualora le imprese partecipanti non osservino uno degli
oneri di cui è corredata la decisione.
7. La Commissione può adottare una decisione a norma dei
paragrafi da 1 a 3 senza essere vincolata ai termini di cui all'articolo
10, paragrafo 3, nei casi in cui:
a) accerta che una concentrazione è stata realizzata:
i) contravvenendo ad una condizione imposta in una decisione
adottata a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera
b); o
ii) contravvenendo ad una condizione imposta in una decisione
adottata a norma del paragrafo 2 e conformemente
all'articolo 10, paragrafo 2, secondo la quale, in
mancanza della condizione, la concentrazione susciterebbe
seri dubbi per quanto riguarda la sua compatibilità
con il mercato comune; o
b) è stata revocata una decisione a norma del paragrafo 6.
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/11
8. La Commissione informa senza ritardo della sua decisione
le imprese interessate, nonché le autorità competenti degli Stati
membri.
Articolo 9
Rinvio alle autorità competenti degli Stati membri
1. La Commissione può, mediante decisione che essa notifica
senza indugio alle imprese interessate e che porta a conoscenza
delle autorità competenti degli altri Stati membri,
rinviare alle autorità competenti dello Stato membro interessato
un caso di concentrazione notificata, alle seguenti condizioni.
2. Entro 15 giorni lavorativi a decorrere dalla data di ricezione
della copia della notifica uno Stato membro, di sua iniziativa
o su invito della Commissione, può comunicare alla
Commissione, che a sua volta ne informa le imprese interessate,
che una concentrazione.
a) rischia di incidere in misura significativa sulla concorrenza
in un mercato all'interno del suddetto Stato membro che
presenta tutte le caratteristiche di un mercato distinto; o
b) incide sulla concorrenza in un mercato all'interno del
suddetto Stato membro che presenta tutte le caratteristiche
di un mercato distinto e non costituisce una parte sostanziale
del mercato comune.
3. Se la Commissione ritiene che, tenuto conto del mercato
dei prodotti o servizi in questione e del mercato geografico di
riferimento ai sensi del paragrafo 7, tale mercato distinto e tale
minaccia esistano:
a) tratta essa stessa il caso conformemente al presente regolamento;
o
b) rinvia il caso, interamente o in parte, alle autorità competenti
dello Stato membro interessato, per l'applicazione della
legislazione nazionale sulla concorrenza del suddetto Stato.
Se al contrario ritiene che tale mercato distinto o tale minaccia
non esista, la Commissione prende una decisione al riguardo
indirizzandola allo Stato membro interessato e provvede a trattare
essa stessa il caso conformemente al presente regolamento.
Se uno Stato membro informa la Commissione, a norma del
paragrafo 2, lettera b), che una concentrazione incide sulla
concorrenza in un mercato distinto all'interno del suo territorio,
che non costituisce una parte sostanziale del mercato
comune, la Commissione rinvia tutto il caso o la parte di esso
riguardante detto mercato distinto, se essa ritiene che un tale
mercato distinto è interessato.
4. La decisione relativa al rinvio o al rifiuto del rinvio a
norma del paragrafo 3 interviene:
a) di norma entro il termine previsto all'articolo 10, paragrafo
1, secondo comma, se la Commissione, ai sensi dell'articolo
6, paragrafo 1, lettera b), non ha avviato un procedimento;
o
b) entro il termine di 65 giorni lavorativi a decorrere dalla
notifica dell'operazione in questione, se la Commissione ha
avviato il procedimento ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1,
lettera c), senza intraprendere i passi preliminari per predisporre
l'adozione delle misure necessarie ai sensi dell'articolo
8, paragrafi 2, 3 o 4, per preservare o ripristinare una
concorrenza effettiva sul mercato in questione.
5. Se, entro il termine di 65 giorni lavorativi di cui al paragrafo
4, lettera b), la Commissione, nonostante un sollecito da
parte dello Stato membro interessato, non ha preso la decisione
relativa al rinvio o al rifiuto di rinvio ai sensi del paragrafo 3,
né ha intrapreso i passi preliminari di cui al paragrafo 4, lettera
b), si considera che essa abbia deciso di rinviare il caso allo
Stato membro interessato conformemente al paragrafo 3,
lettera b).
6. L'autorità competente dello Stato membro interessato
decide sul caso senza indebito ritardo.
Entro 45 giorni lavorativi a decorrere dal rinvio da parte della
Commissione, l'autorità competente dello Stato membro interessato
informa le imprese interessate dell'esito di una valutazione
preliminare sotto il profilo della concorrenza e delle
eventuali ulteriori misure che propone di adottare. Lo Stato
membro interessato può, in via eccezionale, sospendere tale
termine qualora le imprese interessate non gli abbiano fornito
le informazioni necessarie, come previsto dalla legislazione
nazionale sulla concorrenza.
Se la legislazione nazionale richiede una notifica, il termine di
45 giorni lavorativi decorre dal giorno lavorativo successivo a
quello del ricevimento di una notifica completa da parte dell'autorità
competente di detto Stato membro.
7. Il mercato geografico di riferimento è costituito da un
territorio in cui le imprese interessate intervengono nell'offerta
e nella domanda di beni e di servizi, nel quale le condizioni di
concorrenza sono sufficientemente omogenee e che può essere
distinto dai territori vicini, in particolare a motivo delle condizioni
di concorrenza notevolmente diverse da quelle che prevalgono
in quei territori. In questa valutazione occorre tener conto
segnatamente della natura e delle caratteristiche dei prodotti o
servizi in questione, dell'esistenza di ostacoli all'entrata, di
preferenze dei consumatori, nonché dell'esistenza, tra il territorio
in oggetto e quelli vicini, di differenze notevoli di parti di
mercato delle imprese o di sostanziali differenze di prezzi.
8. Per l'applicazione del presente articolo, lo Stato membro
interessato può prendere soltanto le misure strettamente necessarie
per preservare o ripristinare una concorrenza effettiva nel
mercato interessato.
9. Conformemente alle disposizioni pertinenti del trattato,
ogni Stato membro può proporre ricorso alla Corte di giustizia
e chiedere in particolare l'applicazione dell'articolo 243 del trattato,
ai fini dell'applicazione della propria legislazione nazionale
in materia di concorrenza.
L 24/12 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
Articolo 10
Termini per l'avvio del procedimento e per le decisioni
1. Fatto salvo l'articolo 6, paragrafo 4, le decisioni di cui
all'articolo 6, paragrafo 1, intervengono entro 25 giorni lavorativi.
Tale termine inizia a decorrere dal giorno lavorativo
successivo a quello della ricezione della notifica o, qualora le
informazioni che devono essere fornite all'atto della notifica
siano incomplete, dal giorno lavorativo successivo a quello
della ricezione delle informazioni complete.
Il suddetto termine è portato a 35 giorni lavorativi se la
Commissione riceve una richiesta da parte di uno Stato
membro conformemente all'articolo 9, paragrafo 2, o se le
imprese interessate offrono di assumere impegni a norma
dell'articolo 6, paragrafo 2, per rendere la concentrazione
compatibile con il mercato comune.
2. Le decisioni a norma dell'articolo 8, paragrafo 1 o 2, relative
alle concentrazioni notificate devono intervenire non
appena risultino eliminati i seri dubbi di cui all'articolo 6, paragrafo
1, lettera c), segnatamente a seguito delle modifiche
apportate dalle imprese interessate ed al più tardi entro il
termine di cui al paragrafo 3.
3. Fatto salvo l'articolo 8, paragrafo 7, le decisioni a norma
dell'articolo 8, paragrafi da 1 a 3, relative alle concentrazioni
notificate, intervengono entro il termine massimo di 90 giorni
lavorativi a decorrere dalla data dell'avvio del procedimento. Il
suddetto termine è portato a 105 giorni lavorativi se le imprese
interessate offrono di assumere impegni, a norma dell'articolo
8, paragrafo 2, secondo comma, per rendere la concentrazione
compatibile con il mercato comune, a meno che tali impegni
siano stati proposti entro 55 giorni lavorativi dall'avvio del
procedimento.
I termini di cui al primo comma sono inoltre prorogati se le
parti notificanti presentano una richiesta in tal senso entro 15
giorni lavorativi dall'avvio del procedimento ai sensi dell'articolo
6, paragrafo 1, lettera c). Le parti notificanti possono
presentare una sola richiesta in tal senso. Parimenti, in qualsiasi
momento dopo l'avvio del procedimento, i termini di cui al
primo comma possono essere prorogati dalla Commissione con
l'accordo delle parti notificanti. La durata totale di qualsiasi
proroga o insieme di proroghe concesse a norma del presente
comma non può superare i 20 giorni lavorativi.
4. I termini di cui ai paragrafi 1 e 3 sono eccezionalmente
sospesi qualora la Commissione, per circostanze delle quali è
responsabile una delle imprese che partecipa alla concentrazione,
abbia dovuto chiedere un'informazione mediante decisione
in applicazione dell'articolo 11 o ad ordinare un'ispezione
mediante decisione in virtù dell'articolo 13.
Il primo comma si applica anche al termine di cui all'articolo 9,
paragrafo 4, lettera b).
5. Se la Corte di giustizia emette una sentenza che annulla
totalmente o parzialmente una decisione della Commissione
assoggettata al termine fissato dal presente articolo, la Commissione
riesamina l'operazione di concentrazione al fine di adottare
una decisione a norma dell'articolo 6, paragrafo 1.
La concentrazione è riesaminata alla luce delle condizioni
attuali del mercato.
Le parti notificanti procedono ad una nuova notificazione o
integrano la notifica originaria, senza ritardo, se la notifica
originaria è diventata incompleta perché si sono verificati
cambiamenti nelle condizioni di mercato o riguardo alle informazioni
fornite. Se non si sono verificati cambiamenti del
genere, le parti lo dichiarano formalmente senza ritardo.
I termini di cui al paragrafo 1 decorrono dal giorno lavorativo
successivo alla data di ricevimento delle informazioni complete
mediante una nuova notificazione, una notificazione integrativa
o una dichiarazione ai sensi del terzo comma.
I commi secondo e terzo si applicano anche nei casi di cui
all'articolo 6, paragrafo 4, e all'articolo 8, paragrafo 7.
6. Se la Commissione non ha preso una decisione in virtù
dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b) o c), o in virtù dell'articolo
8, paragrafi 1, 2 o 3, entro i termini rispettivamente stabiliti ai
paragrafi 1 e 3 del presente articolo, si considera che la concentrazione
sia stata dichiarata compatibile con il mercato
comune, fatto salvo l'articolo 9.
Articolo 11
Richiesta di informazioni
1. Per l'assolvimento dei compiti affidatile dal presente regolamento,
la Commissione può, mediante semplice domanda o
mediante decisione, chiedere alle persone di cui all'articolo 3,
paragrafo 1, lettera b), nonché alle imprese e associazioni di
imprese di fornire le informazioni necessarie.
2. Nell'inviare una semplice domanda di informazioni ad
una persona, ad un'impresa o ad un'associazione di imprese, la
Commissione indica le basi giuridiche e lo scopo della
domanda, precisa le informazioni richieste e stabilisce il
termine entro il quale le informazioni devono essere trasmesse,
nonché le sanzioni previste dall'articolo 14 del presente regolamento
nel caso in cui siano fornite informazioni inesatte o
fuorvianti.
3. Quando la Commissione chiede mediante decisione ad
una persona, ad un'impresa o ad un'associazione di imprese di
comunicare informazioni, essa indica le basi giuridiche e lo
scopo della domanda, precisa le informazioni richieste e stabilisce
il termine entro il quale le informazioni devono essere
trasmesse. Essa indica inoltre le sanzioni previste dall'articolo
14 e indica o commina le sanzioni di cui all'articolo 15. Essa
indica infine che contro la decisione può essere proposto
ricorso alla Corte di giustizia.
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/13
4. L'obbligo di fornire le informazioni richieste incombe, a
nome delle imprese interessate, ai proprietari delle imprese o ai
loro rappresentanti e, se si tratta di persone giuridiche, di
società, di imprese o di associazioni sprovviste di personalità
giuridica, a coloro che, per legge, o in base allo statuto, ne
hanno la rappresentanza. Le persone debitamente autorizzate
possono fornire le informazioni richieste a nome dei loro
clienti. Questi ultimi restano pienamente responsabili qualora le
informazioni fornite siano incomplete, inesatte o fuorvianti.
5. La Commissione trasmette senza ritardo copia di ogni
decisione adottata a norma del paragrafo 3 alle autorità competenti
dello Stato membro nel cui territorio risiede la persona o
ha sede l'impresa o l'associazione di imprese e all'autorità
competente dello Stato membro il cui territorio è interessato.
Su specifica richiesta dell'autorità competente di uno Stato
membro, la Commissione trasmette altresì a tale autorità le
copie delle semplici domande di informazioni riguardanti una
concentrazione notificata.
6. Su richiesta della Commissione i governi e le autorità
competenti degli Stati membri forniscono alla Commissione
tutte le informazioni necessarie per l'assolvimento dei compiti
affidatile dal presente regolamento.
7. Per l'assolvimento dei compiti affidatile dal presente regolamento,
la Commissione può sentire ogni persona fisica o
giuridica che vi acconsenta per raccogliere informazioni relative
all'oggetto di un'indagine. All'inizio dell'audizione, che può
avvenire per telefono o mediante altri mezzi elettronici, la
Commissione indica le basi giuridiche e lo scopo del colloquio.
Se l'audizione non si svolge nei locali della Commissione o per
telefono o mediante altri mezzi elettronici, la Commissione ne
informa in anticipo l'autorità competente dello Stato membro
nel cui territorio ha luogo l'audizione. Se l'autorità competente
dello Stato membro interessato lo richiede, i funzionari di tale
autorità possono assistere gli agenti della Commissione e le
altre persone da essa autorizzate a svolgere l'audizione.
Articolo 12
Ispezioni effettuate dalle autorità degli Stati membri
1. Su richiesta della Commissione, le autorità competenti
degli Stati membri procedono alle ispezioni che la Commissione
ritiene opportune a norma dell'articolo 13, paragrafo 1, o
che essa ha ordinato mediante decisione presa in applicazione
dell'articolo 13, paragrafo 4. I funzionari delle autorità competenti
degli Stati membri incaricati di procedere alle ispezioni o
le persone da esse autorizzate o nominate esercitano i loro
poteri conformemente alla loro legislazione nazionale.
2. Gli agenti e le altre persone che li accompagnano incaricati
dalla Commissione possono, su richiesta di questa o dell'autorità
competente dello Stato membro nel cui territorio deve
essere compiuta l'ispezione, assistere i funzionari dell'autorità
interessata.
Articolo 13
Poteri di ispezione della Commissione
1. Per l'assolvimento dei compiti affidatile dal presente regolamento,
la Commissione può procedere a tutte le ispezioni
necessarie presso le imprese e associazioni di imprese.
2. Gli agenti e le altre persone che li accompagnano incaricati
dalla Commissione di procedere a un'ispezione dispongono
dei seguenti poteri:
a) accedere a tutti i locali, terreni e mezzi di trasporto di
imprese e associazioni di imprese;
b) esaminare i libri e qualsiasi altro documento relativo all'attività
dell'azienda, su qualsiasi forma di supporto;
c) prendere o ottenere sotto qualsiasi forma copie o estratti dei
suddetti libri e documenti;
d) apporre sigilli su tutti i locali, libri e documenti aziendali
per la durata dell'ispezione e nella misura necessaria al suo
espletamento;
e) chiedere a qualsiasi rappresentante o membro del personale
dell'impresa o dell'associazione di imprese spiegazioni su
fatti o documenti relativi all'oggetto e allo scopo dell'ispezione
e verbalizzarne le risposte.
3. Gli agenti e le altre persone che li accompagnano incaricati
dalla Commissione di procedere a un'ispezione esercitano i
loro poteri su presentazione di un mandato scritto che precisa
l'oggetto e lo scopo dell'ispezione stessa, nonché le sanzioni
previste dall'articolo 14 per il caso in cui i libri e gli altri documenti
relativi all'attività dell'azienda richiesti siano presentati in
modo incompleto e per il caso in cui le risposte fornite alle
domande poste in applicazione del paragrafo 2 del presente
articolo siano inesatte o fuorvianti. La Commissione, in tempo
utile prima dell'ispezione, ne dà annuncio all'autorità competente
dello Stato membro nel cui territorio essa deve essere
compiuta.
4. Le imprese e le associazioni di imprese sono obbligate a
sottoporsi alle ispezioni ordinate dalla Commissione mediante
decisione. La decisione precisa l'oggetto e lo scopo dell'ispezione,
ne fissa la data di inizio ed indica le sanzioni previste
dall'articolo 14 e 15, nonché che contro la decisione può essere
proposto ricorso alla Corte di giustizia. La Commissione adotta
tali decisioni dopo aver sentito l'autorità competente dello Stato
membro nel cui territorio deve essere effettuata l'ispezione.
5. Gli agenti dell'autorità competente dello Stato membro
nel cui territorio deve essere effettuata l'ispezione o le persone
da essa autorizzate o incaricate devono, su domanda di tale
autorità o della Commissione, prestare attivamente assistenza
agli agenti e alle altre persone che li accompagnano incaricati
dalla Commissione. Essi dispongono a tal fine dei poteri definiti
al paragrafo 2.
L 24/14 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
6. Qualora gli agenti e le altre persone che li accompagnano
incaricati dalla Commissione constatino che un'impresa si
oppone a un'ispezione, compresa l'apposizione di sigilli su
locali, libri o documenti aziendali, ordinata a norma del
presente articolo, lo Stato membro interessato presta loro l'assistenza
necessaria per l'esecuzione dell'ispezione, ricorrendo se
del caso alla forza pubblica o a un'autorità equivalente incaricata
dell'applicazione della legge.
7. Se la legislazione nazionale richiede l'autorizzazione
dell'autorità giudiziaria per consentire l'assistenza prevista dal
paragrafo 6, si provvede a chiedere tale autorizzazione. L'autorizzazione
può essere chiesta anche in via preventiva.
8. Quando viene chiesta l'autorizzazione di cui al paragrafo
7, l'autorità giudiziaria nazionale controlla l'autenticità della
decisione della Commissione e verifica che gli atti coercitivi
previsti non siano né arbitrari né sproporzionati rispetto allo
scopo dell'ispezione. Nel verificare la proporzionalità delle
misure coercitive l'autorità giudiziaria nazionale può chiedere
alla Commissione, direttamente o tramite l'autorità competente
dello Stato membro interessato, spiegazioni dettagliate riguardanti
l'oggetto dell'ispezione. Tuttavia l'autorità giudiziaria
nazionale non può né mettere in discussione la necessità dell'ispezione
né chiedere che le siano fornite informazioni contenute
nel fascicolo della Commissione. Il controllo della legittimità
della decisione della Commissione è riservato alla Corte di
giustizia.
Articolo 14
Ammende
1. La Commissione può, mediante decisione, infliggere alle
persone di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), alle imprese
o alle associazioni di imprese ammende il cui importo può
giungere fino all'1 % del fatturato totale dell'impresa o associazione
di imprese interessata ai sensi dell'articolo 5 quando,
intenzionalmente o per negligenza:
a) forniscano indicazioni inesatte o fuorvianti in una richiesta,
dichiarazione, notificazione o integrazione ad una notificazione
presentata in conformità dell'articolo 4, dell'articolo
10, paragrafo 5, o dell'articolo 22, paragrafo 3;
b) forniscano indicazioni inesatte o fuorvianti in risposta ad
una domanda rivolta a norma dell'articolo 11, paragrafo 2;
c) forniscano informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti in
risposta a una richiesta presentata mediante decisione adottata
a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, o non forniscano
le informazioni entro il termine stabilito;
d) presentino in maniera incompleta, nel corso delle ispezioni
effettuate a norma dell'articolo 13, i libri o altri documenti
relativi all'attività dell'azienda richiesti o rifiutino di sottoporsi
ad un'ispezione ordinata mediante decisione adottata a
norma dell'articolo 13, paragrafo 4;
e) in risposta ad una domanda rivolta a norma dell'articolo 13,
paragrafo 2, lettera e):
— forniscano una risposta inesatta o fuorviante,
— omettano di correggere entro il termine fissato dalla
Commissione una risposta inesatta, incompleta o fuorviante
data da un loro dipendente, o
— non forniscano o si rifiutino di fornire una risposta
completa su fatti inerenti all'oggetto e allo scopo di un'ispezione
ordinata mediante decisione adottata a norma
dell'articolo 13, paragrafo 4;
f) siano stati infranti i sigilli apposti dagli agenti o dalle
persone che li accompagnano incaricati dalla Commissione
in applicazione dell'articolo 13, paragrafo 2, lettera d).
2. La Commissione può, mediante decisione, infliggere alle
persone di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), o alle
imprese interessate ammende fino a concorrenza del 10 % del
fatturato totale realizzato dall'impresa interessata, quale definita
all'articolo 5, quando intenzionalmente o per negligenza:
a) omettano di notificare una concentrazione conformemente
all'articolo 4 e all'articolo 22, paragrafo 3, prima della sua
realizzazione, a meno che vi siano espressamente autorizzate
dall'articolo 7, paragrafo 2, o mediante decisione adottata
a norma dell'articolo 7, paragrafo 3,
b) realizzino una concentrazione violando l'articolo 7,
c) realizzino una concentrazione dichiarata incompatibile con
il mercato comune mediante una decisione adottata in applicazione
dell'articolo 8, paragrafo 3, o non si conformino alle
misure ordinate con decisione presa in applicazione dell'articolo
8, paragrafo 4 o 5,
d) non osservino una condizione o un onere imposti mediante
decisione in forza dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b),
dell'articolo 7, paragrafo 3, o dell'articolo 8, paragrafo 2,
secondo comma.
3. Nel determinare l'ammontare dell'ammenda occorre tener
conto del tipo, della gravità e della durata dell'infrazione.
4. Le decisioni adottate in forza dei paragrafi 1, 2 e 3 non
hanno carattere penale.
Articolo 15
Penalità di mora
1. La Commissione può, mediante decisione, infliggere alle
persone di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), alle imprese
e alle associazioni di imprese penalità di mora il cui importo
può giungere fino al 5 % del fatturato medio giornaliero realizzato
dall'impresa o associazione di imprese interessata, ai sensi
dell'articolo 5, per ogni giorno lavorativo di ritardo a decorrere
dalla data fissata nella decisione, al fine di costringerle a:
a) fornire in maniera completa ed esatta un'informazione
richiesta mediante decisione presa ai sensi dell'articolo 11,
paragrafo 3;
b) sottoporsi ad un'ispezione che essa ha ordinato mediante
decisione adottata ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 4;
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/15
c) osservare un onere imposto mediante decisione in forza
dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), dell'articolo 7, paragrafo
3, o dell'articolo 8, paragrafo 2, secondo comma; o
d) conformarsi alle misure imposte da una decisione adottata
in applicazione dell'articolo 8, paragrafo 4 o 5.
2. Quando le persone di cui all'articolo 3, paragrafo 1,
lettera b), hanno adempiuto all'obbligo per l'osservanza del
quale era stata inflitta la penalità di mora, la Commissione può
fissare l'ammontare totale definitivo di questa in una misura
inferiore a quella che risulta dalla decisione originaria.
Articolo 16
Controllo della Corte di giustizia
La Corte di giustizia ha competenza giurisdizionale anche di
merito ai sensi dell'articolo 229 del trattato per decidere sui
ricorsi presentati avverso le decisioni con le quali la Commissione
stabilisce un'ammenda o una penalità di mora; essa può
sopprimere, ridurre o maggiorare l'ammenda o la penalità di
mora inflitta.
Articolo 17
Segreto d'ufficio
1. Le informazioni raccolte in applicazione del presente
regolamento possono essere utilizzate soltanto per lo scopo,
per l'indagine o per l'audizione per il quale sono state richieste.
2. Fatti salvi l'articolo 4, paragrafo 3, e gli articoli 18 e 20,
la Commissione e le autorità competenti degli Stati membri,
nonché i loro funzionari ed altri agenti e le altre persone che
lavorano sotto il controllo di dette autorità, così come i funzionari
e gli agenti di altre autorità degli Stati membri, sono tenuti
a non divulgare le informazioni raccolte a norma del presente
regolamento e che, per la loro natura, sono protette dal segreto
d'ufficio.
3. I paragrafi 1 e 2 non ostano alla pubblicazione di informazioni
di carattere generale o di studi nei quali non
compaiano indicazioni su singole imprese o associazioni di
imprese.
Articolo 18
Audizione degli interessati e dei terzi
1. Prima di adottare le decisioni contemplate dall'articolo 6,
paragrafo 3, dall'articolo 7, paragrafo 3, dall'articolo 8, paragrafi
da 2 a 6, nonché dagli articoli 14 o 15, la Commissione
dà modo alle persone, alle imprese e associazioni di imprese
interessate di manifestare in ogni fase del procedimento sino
alla consultazione del comitato consultivo il proprio punto di
vista relativamente alle obiezioni a loro carico.
2. In deroga al paragrafo 1 le decisioni a norma dell'articolo
7, paragrafo 3, e dell'articolo 8, paragrafo 5, possono essere
prese a titolo provvisorio, senza fornire alle persone, imprese e
associazioni di imprese interessate l'occasione di far conoscere
preliminarmente il loro punto di vista, a condizione che la
Commissione ne dia loro l'occasione al più presto possibile una
volta presa la sua decisione.
3. La Commissione fonda le proprie decisioni soltanto sulle
obiezioni in merito alle quali gli interessati hanno potuto fare
osservazioni. Nello svolgimento del procedimento i diritti della
difesa sono pienamente garantiti. Almeno le parti direttamente
interessate possono prendere conoscenza del fascicolo, rispettando
l'interesse legittimo delle imprese a che non vengano
divulgati i segreti relativi ai loro affari.
4. Ove lo ritengano necessario, la Commissione o le autorità
competenti degli Stati membri possono sentire anche altre
persone fisiche o giuridiche. Qualora persone fisiche o giuridiche
che dimostrino di avervi interesse, e segnatamente
membri di organi di amministrazione o di direzione delle
imprese interessate nonché rappresentanti riconosciuti dei lavoratori
delle medesime, chiedano di essere sentiti, la loro
domanda viene accolta.
Articolo 19
Collegamento con le autorità degli Stati membri
1. La Commissione trasmette entro 3 giorni lavorativi alle
autorità competenti degli Stati membri copia delle notifiche e,
quanto prima, i documenti più importanti che le sono presentati
o che essa ha emesso a norma del presente regolamento.
Questi documenti comprendono gli impegni che le imprese
hanno offerto di assumere nei confronti della Commissione per
rendere la concentrazione compatibile con il mercato comune
a norma sull'articolo 6, paragrafo 2, o sull'articolo 8, paragrafo
2, secondo comma.
2. La Commissione conduce i procedimenti previsti dal
presente regolamento in collegamento stretto e costante con le
autorità competenti degli Stati membri, le quali sono autorizzate
a formulare osservazioni su tali procedimenti. Ai fini
dell'applicazione dell'articolo 9, essa raccoglie le comunicazioni
delle autorità competenti degli Stati membri di cui al paragrafo
2 del succitato articolo e fornisce loro l'occasione di rendere
nota la loro opinione in tutte le fasi del procedimento fino all'adozione
di una decisione ai sensi del paragrafo 3 del suddetto
articolo, consentendo loro a questo scopo di avere accesso al
fascicolo.
L 24/16 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
3. Un comitato consultivo in materia di concentrazioni di
imprese deve essere sentito prima di ogni decisione adottata a
norma dell'articolo 8, paragrafi da 1 a 6, e degli articoli 14 o
15 ad eccezione delle decisioni provvisorie prese conformemente
all'articolo 18, paragrafo 2.
4. Il comitato consultivo è composto di rappresentanti delle
autorità competenti degli Stati membri. Ciascuno Stato
membro designa uno o due rappresentanti che, in caso di
impedimento, possono essere sostituiti da un altro rappresentante.
Almeno uno dei rappresentanti di ciascuno Stato
membro deve essere competente in materia di intese e posizioni
dominanti.
5. La consultazione viene effettuata nel corso di una
riunione comune, convocata su invito della Commissione, che
la presiede. A tale invito devono essere allegati un'esposizione
della questione con l'indicazione dei documenti più importanti
e un progetto preliminare della decisione per ciascun caso da
esaminare. La riunione ha luogo non prima di 10 giorni lavorativi
dall'invio della convocazione. In via eccezionale la Commissione
può abbreviare tale termine in maniera adeguata per
evitare un danno grave ad una o più imprese interessate alla
concentrazione.
6. Il comitato consultivo emette il suo parere sul progetto di
decisione della Commissione, eventualmente procedendo a
votazione. Il comitato consultivo può emettere il suo parere
anche se alcuni membri sono assenti e non si sono fatti rappresentare.
Il parere è redatto in forma scritta ed è allegato al
progetto di decisione. La Commissione tiene in massima considerazione
il parere espresso dal comitato ed informa quest'ultimo
del seguito che vi ha dato.
7. La Commissione comunica il parere del comitato consultivo,
insieme alla decisione, ai destinatari della decisione. Essa
rende pubblico il parere unitamente alla decisione, rispettando
l'interesse legittimo delle imprese a che non vengano divulgati i
segreti relativi ai loro affari.
Articolo 20
Pubblicazione delle decisioni
1. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea le decisioni che adotta a norma dell'articolo 8, paragrafi
da 1 a 6, e degli articoli 14 e 15, ad eccezione delle decisioni
provvisorie prese conformemente all'articolo 18, paragrafo 2,
unitamente al parere del comitato consultivo.
2. La pubblicazione indica le parti interessate e il contenuto
essenziale della decisione; essa deve tener conto dell'interesse
delle imprese a che non vengano divulgati i segreti relativi ai
loro affari.
Articolo 21
Applicazione del presente regolamento e competenza
1. Il presente regolamento è il solo applicabile alle concentrazioni
quali definite dall'articolo 3, e i regolamenti (CE) n. 1/
2003 (1), (CEE) n. 1017/68 (2), (CEE) n. 4056/86 (3) e (CEE) n.
3975/87 del Consiglio (4) non sono applicabili, fuorché per
imprese comuni che non hanno dimensione comunitaria ed
hanno per oggetto o per effetto il coordinamento del comportamento
concorrenziale di imprese che restano indipendenti.
2. Fatto salvo il controllo da parte della Corte di giustizia, la
Commissione ha competenza esclusiva per adottare le decisioni
previste dal presente regolamento.
3. Gli Stati membri non applicano la loro normativa nazionale
sulla concorrenza alle concentrazioni di dimensione comunitaria.
Il primo comma lascia impregiudicato il potere degli Stati
membri di procedere alle indagini necessarie all'applicazione
dell'articolo 4, paragrafo 4, e dell'articolo 9, paragrafo 2, e di
prendere, dopo il rinvio, conformemente all'articolo 9, paragrafo
3, primo comma, lettera b), o paragrafo 5, le misure strettamente
necessarie in applicazione dell'articolo 9, paragrafo 8.
4. Nonostante i paragrafi 2 e 3, gli Stati membri possono
adottare opportuni provvedimenti per tutelare interessi legittimi
diversi da quelli presi in considerazione dal presente regolamento
e compatibili con i principi generali e le altre disposizioni
del diritto comunitario.
Sono considerati interessi legittimi ai sensi del primo comma la
sicurezza pubblica, la pluralità dei mezzi di informazione, le
norme prudenziali.
Qualsiasi altro interesse pubblico è comunicato dallo Stato
membro interessato alla Commissione ed accettato dalla stessa,
previo esame della sua compatibilità con i principi generali e le
altre disposizioni del diritto comunitario, prima che i provvedimenti
de cui sopra possano essere presi. La Commissione notifica
la sua decisione allo Stato membro interessato entro 25
giorni lavorativi dalla data della suddetta comunicazione.
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/17
(1) GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1.
(2) GU L 175 del 23.7.1968, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo
dal regolamento (CE) n. 1/2003.
(3) GU L 378 del 31.12.1986, pag. 4. Regolamento modificato da
ultimo dal regolamento (CE) n. 1/2003.
(4) GU L 374 del 31.12.1987, pag. 1. Regolamento modificato da
ultimo dal regolamento (CE) n. 1/2003.
Articolo 22
Rinvio alla Commissione
1. Uno o più Stati membri possono chiedere alla Commissione
di esaminare qualsiasi concentrazione, secondo la definizione
dell'articolo 3, che non ha dimensione comunitaria ai
sensi dell'articolo 1 ma incide sul commercio fra Stati membri
e rischia di incidere in misura significativa sulla concorrenza
nel territorio dello Stato o degli Stati membri che presentano la
richiesta.
La richiesta va presentata al più tardi entro 15 giorni lavorativi
dalla data in cui la concentrazione è stata notificata o, se non è
prescritta la notificazione, resa nota in altro modo allo Stato
membro interessato.
2. La Commissione informa senza ritardo le autorità competenti
degli Stati membri e le imprese interessate di qualsiasi
richiesta ricevuta ai sensi del paragrafo 1.
Tutti gli altri Stati membri hanno facoltà di aderire alla richiesta
iniziale entro il termine di 15 giorni lavorativi dalla data in cui
la Commissione li ha informati della richiesta iniziale.
Tutti i termini nazionali relativi alla concentrazione in
questione sono sospesi fino a quando non sia stato deciso,
secondo la procedura di cui al presente articolo, dove deve
essere esaminata la concentrazione. Non appena uno Stato
membro abbia informato la Commissione e le imprese interessate
del fatto che non intende aderire alla richiesta, cessa la
sospensione dei suoi termini nazionali.
3. La Commissione può, al più tardi entro 10 giorni lavorativi
a decorrere dalla scadenza del termine stabilito al paragrafo
2, decidere di esaminare la concentrazione se ritiene che incida
sul commercio fra Stati membri e rischi di incidere in misura
significativa sulla concorrenza nel territorio dello Stato o degli
Stati membri che presentano la richiesta. Se la Commissione
non prende una decisione entro tale termine, si considera che
abbia deciso di esaminare la concentrazione conformemente
alla richiesta.
La Commissione informa della sua decisione tutti gli Stati
membri e le imprese interessate e può chiedere che venga effettuata
una notificazione in applicazione dell'articolo 4.
Lo Stato o gli Stati membri che hanno presentato la richiesta
alla Commissione si astengono dall'applicare ulteriormente alla
concentrazione la loro legislazione nazionale sulla concorrenza.
4. Quando la Commissione esamina una concentrazione in
applicazione del paragrafo 3, si applicano l'articolo 2, l'articolo
4, paragrafi 2 e 3, e gli articoli 5, 6 e da 8 a 21. L'articolo 7 si
applica nella misura in cui l'operazione di concentrazione non
è stata realizzata alla data nella quale la Commissione informa
le imprese interessate che la richiesta è stata presentata.
Se non è prescritta una notificazione in applicazione dell'articolo
4, il termine stabilito all'articolo 10, paragrafo 1, per
l'avvio di un procedimento decorre dal giorno lavorativo
successivo a quello in cui la Commissione ha informato le
imprese interessate della sua decisione di esaminare la concentrazione
in applicazione del paragrafo 3.
5. La Commissione può informare uno o più Stati membri
che ritiene che una concentrazione soddisfi i criteri di cui al
paragrafo 1. In questi casi la Commissione può invitare lo Stato
o gli Stati membri in questione a presentare una richiesta ai
sensi del paragrafo 1.
Articolo 23
Disposizioni d'esecuzione
1. La Commissione è autorizzata a stabilire, secondo la
procedura di cui al paragrafo 2:
a) disposizioni di esecuzione riguardanti la forma, il contenuto
e le altre modalità di presentazione delle notificazioni e delle
richieste di cui all'articolo 4;
b) disposizioni di esecuzione riguardanti i termini di cui all'articolo
4, paragrafi 4 e 5, e degli articoli 7, 9, 10 e 22;
c) la procedura e i termini per la presentazione e l'adempimento
degli impegni ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2, e
dell'articolo 8, paragrafo 2;
d) disposizioni di esecuzione riguardanti le audizioni a norma
dell'articolo 18.
2. La Commissione è assistita da un comitato consultivo
composto di rappresentanti degli Stati membri.
a) La Commissione sente il comitato consultivo prima di
pubblicare progetti di disposizioni di esecuzione e prima di
adottare tali disposizioni.
b) La consultazione viene effettuata nel corso di una riunione
convocata su invito della Commissione, che la presiede. A
tale invito deve essere allegato un progetto delle disposizioni
di esecuzione. La riunione ha luogo non prima di 10 giorni
lavorativi dall'invio della convocazione.
c) Il comitato consultivo emette un parere sul progetto di
disposizioni di esecuzione, eventualmente procedendo a
votazione. La Commissione tiene in massima considerazione
il parere espresso dal comitato.
Articolo 24
Relazioni con i paesi terzi
1. Gli Stati membri informano la Commissione delle difficoltà
di carattere generale che le rispettive imprese incontrano
nelle concentrazioni, quali sono definite all'articolo 3, in un
paese terzo.
2. La Commissione elabora, per la prima volta entro un
anno dall'entrata in vigore del presente regolamento e in
seguito periodicamente, una relazione concernente il trattamento
riservato alle imprese che hanno la loro sede o il loro
campo principale di attività nella Comunità, ai sensi dei paragrafi
3 e 4, per quanto riguarda le concentrazioni nei paesi
terzi. La Commissione trasmette al Consiglio tali relazioni,
corredandole all'occorrenza di raccomandazioni.
L 24/18 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
3. Se la Commissione constata, sulla base delle relazioni di
cui al paragrafo 2 o sulla base di altre informazioni, che un
paese terzo non concede alle imprese che hanno la loro sede o
il loro campo principale di attività nella Comunità un trattamento
analogo a quello che la Comunità riserva alle imprese di
tale paese terzo, essa può sottoporre al Consiglio proposte volte
a ricevere un mandato di negoziato appropriato per ottenere
possibilità di trattamento analoghe per le imprese che hanno la
loro sede o il loro campo principale di attività nella Comunità.
4. Fatto salvo l'articolo 307 del trattato, le misure adottate ai
sensi del presente articolo saranno conformi agli obblighi che
incombono alla Comunità o agli Stati membri in virtù di
accordi internazionali sia bilaterali che multilaterali.
Articolo 25
Abrogazioni
1. Fatto salvo l'articolo 26, paragrafo 2, il regolamento (CEE)
n. 4064/89 e il regolamento (CE) n. 1310/97 sono abrogati
con effetto dal 1o maggio 2004.
2. I riferimenti ai regolamenti abrogati si intendono fatti al
presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza
in allegato.
Articolo 26
Entrata in vigore e disposizioni transitorie
1. Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Il presente regolamento è applicabile dal 1o maggio 2004.
2. Il regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio continua
ad applicarsi alle concentrazioni che siano state oggetto di un
accordo, siano state rese note o siano state realizzate mediante
acquisizione del controllo ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1,
di detto regolamento prima della data di applicazione del
presente regolamento, fatte salve, in particolare, le disposizioni
in materia di applicabilità di cui all'articolo 25, paragrafi 2 e 3,
del regolamento (CEE) n. 4064/89 e all'articolo 2 del regolamento
(CEE) n. 1310/97.
3. Per le concentrazioni alle quali il presente regolamento si
applica in virtù di un accordo di adesione, la data di adesione
sostituisce la data di applicazione del presente regolamento.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì 20 gennaio 2004.
Per il Consiglio
Il Presidente
C. McCREEVY
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/19
ALLEGATO
Tabella di concordanza
Regolamento (CEE) n. 4064/89 Presente regolamento
Articolo 1, paragrafo 1, paragrafo 2 e paragrafo 3 Articolo 1, paragrafi 1, 2 e 3
Articolo 1, paragrafo 4 Articolo 1, paragrafo 4
Articolo 1, paragrafo 5 Articolo 1, paragrafo 5
Articolo 2, paragrafo 1 Articolo 2, paragrafo 1
— Articolo 2, paragrafo 2
Articolo 2, paragrafo 2 Articolo 2, paragrafo 3
Articolo 2, paragrafo 3 Articolo 2, paragrafo 4
Articolo 2, paragrafo 4 Articolo 2, paragrafo 5
Articolo 3, paragrafo 1 Articolo 3, paragrafo 1
Articolo 3, paragrafo 2 Articolo 3, paragrafo 4
Articolo 3, paragrafo 3 Articolo 3, paragrafo 2
Articolo 3, paragrafo 4 Articolo 3, paragrafo 3
— Articolo 3, paragrafo 4
Articolo 3, paragrafo 5 Articolo 3, paragrafo 5
Articolo 4, paragrafo 1, prima frase Articolo 4, paragrafo 1, primo comma
Articolo 4, paragrafo 1, seconda frase —
— Articolo 4, paragrafo 1, secondo e terzo comma
Articolo 4, paragrafi 2 e 3 Articolo 4, paragrafi 2 e 3
— Articolo 4 da paragrafo 4 a paragrafo 6
Articolo 5 da paragrafo 1 a paragrafo 3 Articolo 5 da paragrafo 1 a paragrafo 3
Articolo 5, paragrafo 4, parole introduttive Articolo 5, paragrafo 4, parole introduttive
Articolo 5, paragrafo 4, lettera a) Articolo 5, paragrafo 4, lettera a)
Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), parole introduttive Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), parole introduttive
Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), primo trattino Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), punto i)
Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), secondo trattino Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), punto ii)
Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), terzo trattino Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), punto iii)
Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), quarto trattino Articolo 5, paragrafo 4, lettera b), punto iv)
Articolo 5, paragrafo 4, lettere c), d) ed e) Articolo 5, paragrafo 4, lettere c), d) ed e)
Articolo 5, paragrafo 5 Articolo 5, paragrafo 5
Articolo 6, paragrafo 1, parole introduttive Articolo 6, paragrafo 1, parole introduttive
Articolo 6, paragrafo 1, lettere a) e b) Articolo 6, paragrafo 1, lettere a) e b)
Articolo 6, paragrafo 1, lettera c) Articolo 6, paragrafo 1, lettera c), prima frase
Articolo 6 da paragrafo 2 a paragrafo 5 Articolo 6 da paragrafo 2 a paragrafo 5
Articolo 7, paragrafo 1 Articolo 7, paragrafo 1
Articolo 7, paragrafo 3 Articolo 7, paragrafo 2
Articolo 7, paragrafo 4 Articolo 7, paragrafo 3
Articolo 7, paragrafo 5 Articolo 7, paragrafo 4
Articolo 8, paragrafo 1 Articolo 6, paragrafo 1, lettera c), seconda frase
Articolo 8, paragrafo 2 Articolo 8, paragrafi 1 e 2
Articolo 8, paragrafo 3 Articolo 8, paragrafo 3
L 24/20 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
Regolamento (CEE) n. 4064/89 Presente regolamento
Articolo 8, paragrafo 4 Articolo 8, paragrafo 4
— Articolo 8, paragrafo 5
Articolo 8, paragrafo 5 Articolo 8, paragrafo 6
Articolo 8, paragrafo 6 Articolo 8, paragrafo 7
— Articolo 8, paragrafo 8
Articolo 9 da paragrafo 1 a paragrafo 9 Articolo 9 da paragrafo 1 a paragrafo 9
Articolo 9, paragrafo 10 —
Articolo 10, paragrafi 1 e 2 Articolo 10, paragrafi 1 e 2
Articolo 10, paragrafo 3 Articolo 10, paragrafo 3, primo comma, prima frase
— Articolo 10, paragrafo 3, primo comma, seconda frase
— Articolo 10, paragrafo 3, secondo comma
Articolo 10, paragrafo 4 Articolo 10, paragrafo 4, primo comma
— Articolo 10, paragrafo 4, secondo comma
Articolo 10, paragrafo 5 Articolo 10, paragrafo 5, primo e quarto comma
— Articolo 10, paragrafo 5, secondo, terzo e quinto comma
Articolo 10, paragrafo 6 Articolo 10, paragrafo 6
Articolo 11, paragrafo 1 Articolo 11, paragrafo 1
Articolo 11, paragrafo 2 —
Articolo 11, paragrafo 3 Articolo 11, paragrafo 2
Articolo 11, paragrafo 4 Articolo 11, paragrafo 4, prima frase
— Articolo 11, paragrafo 4, seconda e terza frase
Articolo 11, paragrafo 5, prima frase —
Articolo 11, paragrafo 5, seconda frase Articolo 11, paragrafo 3
Articolo 11, paragrafo 6 Articolo 11, paragrafo 5
— Articolo 11, paragrafi 6 e 7
Articolo 12 Articolo 12
Articolo 13, paragrafo 1, primo comma Articolo 13, paragrafo 1
Articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, parole introduttive
Articolo 13, paragrafo 2, parole introduttive
Articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, lettera a) Articolo 13, paragrafo 2, lettera b)
Articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, lettera b) Articolo 13, paragrafo 2, lettera c)
Articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, lettera c) Articolo 13, paragrafo 2, lettera e)
Articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, lettera d) Articolo 13, paragrafo 2, lettera a)
— Articolo 13, paragrafo 2, lettera d)
Articolo 13, paragrafo 2 Articolo 13, paragrafo 3
Articolo 13, paragrafo 3 Articolo 13, paragrafo 4, prima e seconda frase
Articolo 13, paragrafo 4 Articolo 13, paragrafo 4, terza frase
Articolo 13, paragrafo 5 Articolo 13, paragrafo 5, prima frase
— Articolo 13, paragrafo 5, seconda frase
Articolo 13, paragrafo 6, prima frase Articolo 13, paragrafo 6
Articolo 13, paragrafo 6, seconda frase —
— Articolo 13, paragrafi 7 e 8
Articolo 14, paragrafo 1, parole introduttive Articolo 14, paragrafo 1, parole introduttive
Articolo 14, paragrafo 1, lettera a) Articolo 14, paragrafo 2, lettera a)
Articolo 14, paragrafo 1, lettera b) Articolo 14, paragrafo 1, lettera a)
Articolo 14, paragrafo 1, lettera c) Articolo 14, paragrafo 1, lettere b) e c)
29.1.2004 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/21
Regolamento (CEE) n. 4064/89 Presente regolamento
Articolo 14, paragrafo 1, lettera d) Articolo 14, paragrafo 1, lettera d)
— Articolo 14, paragrafo 1, lettere e) e f)
Articolo 14, paragrafo 2, parole introduttive Articolo 14, paragrafo 2, parole introduttive
Articolo 14, paragrafo 2, lettera a) Articolo 14, paragrafo 2, lettera d)
Articolo 14, paragrafo 2, lettere b) e c) Articolo 14, paragrafo 2, lettere b) e c)
Articolo 14, paragrafo 3 Articolo 14, paragrafo 3
Articolo 14, paragrafo 4 Articolo 14, paragrafo 4
Articolo 15, paragrafo 1, parole introduttive Articolo 15, paragrafo 1, parole introduttive
Articolo 15, paragrafo 1, lettere a) e b) Articolo 15, paragrafo 1, lettere a) e b)
Articolo 15, paragrafo 2, parole introduttive Articolo 15, paragrafo 1, parole introduttive
Articolo 15, paragrafo 2, lettera a) Articolo 15, paragrafo 1, lettera c)
Articolo 15, paragrafo 2, lettera b) Articolo 15, paragrafo 1, lettera d)
Articolo 15, paragrafo 3 Articolo 15, paragrafo 2
Articoli da 16 a 20 Articoli da 16 a 20
Articolo 21, paragrafo 1 Articolo 21, paragrafo 2
Articolo 21, paragrafo 2 Articolo 21, paragrafo 3
Articolo 21, paragrafo 3 Articolo 21, paragrafo 4
Articolo 22, paragrafo 1 Articolo 21, paragrafo 1
Articolo 22, paragrafo 3 —
— Articolo 22 da paragrafo 1 a paragrafo 3
Articolo 22, paragrafo 4 Articolo 22, paragrafo 45
Articolo 22, paragrafo 5 —
— Articolo 22, paragrafo 5
Articolo 23 Articolo 23, paragrafo 1
— Articolo 23, paragrafo 2
Articolo 24 Articolo 24
— Articolo 25
Articolo 25, paragrafo 1 Articolo 26, paragrafo 1, primo comma
— Articolo 26, paragrafo 1, secondo comma
Articolo 25, paragrafo 2 Articolo 26, paragrafo 2
Articolo 25, paragrafo 3 Articolo 26, paragrafo 3
— Allegati
L 24/22 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 29.1.2004
 
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