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NEWSLETTER N.169
29 ottobre 2013
Consiglio Nazionale Forense

    INDICE 
  Assicurazione obbligatoria, il CNF convoca una riunione con gli Ordini per scegliere la soluzione più conveniente per gli avvocati 
  Società tra avvocati, il presidente Alpa sul Corriere della Sera: Nulle se costituite secondo principi incompatibili con la legge forense 
  Pubblicità informativa degli avvocati: dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione l’indicazione a rispettare contenuti, modalità e scopi informativi e non commerciali 
  Elenco Associazioni specialistiche maggiormente rappresentative: iscrizione per AMI, S.I.A.A., U.N.C.M., A.I.D.L.A.S.S. 
  I magistrati Ue: Il rispetto della missione dell’avvocato è una condizione essenziale per lo Stato di diritto e per una società democratica 
  Nuovi parametri e società tra avvocati; l’intervento del presidente Alpa al Congresso dell’Aiga; Perfetti a Radio 1 Rai sulla mediazione; Mascherin a Controcampus sulle abilitazioni estere facili: la voce dell’Avvocatura sui Media 
 
 

Assicurazione obbligatoria, il CNF convoca una riunione con gli Ordini per scegliere la soluzione più conveniente per gli avvocati

Il Consiglio Nazionale Forense, nella seduta amministrativa del 25 ottobre scorso, ha deliberato di convocare per il 15 novembre una riunione con i presidenti degli Ordini distrettuali delle Unioni e della Cassa per definire la soluzione più conveniente ai fini dell’adempimento da parte degli avvocati dell’obbligo di assicurazione obbligatoria.
La convocazione è partita ieri con la circolare CNF 23-C-2013, a forma del presidente Guido Alpa, in allegato alla quale il consigliere tesoriere Lucio Del Paggio ripercorre il dato normativo e le ipotesi finora analizzate dal CNF, coadiuvato dal broker Aon.
La circolare ricorda che per gli avvocati l’adempimento dell’obbligo di stipulare una polizza assicurativa è subordinato all’adozione del decreto ministeriale previsto dall’articolo 12 della legge di riforma dell’ordinamento professionale che, con carattere di specialità, ha superato la previsione contenuta nel Decreto legge cosiddetto Salva- Italia, n. 138/2011.
In ogni caso, e per essere immediatamente operativi una volta adottato il decreto ministeriale il CNF, con il broker Aon individuato con gara europea, ha già avviato una istruttoria per dare concreta attuazione alla disposizione di legge nel senso del migliore assolvimento dell’obbligo di legge alle condizioni più favorevoli  e convenienti per gli Avvocati.
Le opzioni individuate, di cui si riportato tutti i pro e i contro, sono tre: a) previa gara europea, stipula da parte del CNF di una polizza collettiva a favore di tutti gli avvocati; b) previa gara europea, sottoscrizione di una Convenzione quadro alla quale i singoli Ordini possano rifarsi nella stipula di proprie polizze collettive; c) sottoscrizione di una o più Convenzioni per permettere ai singoli avvocati di accedere a polizze più convenienti, ovviamente su base volontaria.
Nella stessa circolare il CNF  specifica che alcune garanzie minime sono considerate irrinunciabili qualsiasi sia la soluzione individuata insieme agli Ordini: la retroattività della polizza (a copertura di eventuali danni pregressi) e la sua ultrattività decennale; la indicazione di alcuni massimali e franchigia minimi; il divieto di recesso per le assicurazioni per sinistrosità.
Vai alla circolare CNF 23-C-2013 L'Assicurazione obbligatoria per gli avvocati

 
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Società tra avvocati, il presidente Alpa sul Corriere della Sera: Nulle se costituite secondo principi incompatibili con la legge forense

Il presidente Guido Alpa è intervenuto sul Corriere della Sera per puntualizzare la posizione del CNF in merito alle società tra avvocati, a seguito dell’articolo pubblicato martedì 22 ottobre “Società tra avvocati? C’è convenuto chiuderle”.
Alpa ha ribadito che l’Avvocatura ha subìto un danno dal mancato esercizio da parte del Governo della delega contenuta nell’articolo 5 della nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, che disegna una società tra avvocati nel rispetto sia della funzione di difesa, che deve sempre rimanere indipendente, che delle esigenze di mercato che richiedono organizzazioni più strutturate, anche di capitali ma di proprietà di avvocati.
In ogni caso, quei principi di delega mantengono piena la loro vigenza, rendendo nulle le società tra avvocati costituite sulla base di norme regolamentari previgenti, come il DPR 34/2013, incompatibili con quelle primarie.

 
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Pubblicità informativa degli avvocati: dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione l’indicazione a rispettare contenuti, modalità e scopi informativi e non commerciali 

Est modus in rebus. Anche nella pubblicità informativa degli avvocati. Dopo che è venuto meno, con il decreto Bersani (dl n.223/2006),  il divieto  di svolgere pubblicità  per le attività professionali,  la Corte di Cassazione ha contribuito in maniera significativa a definire il perimetro nel quale essa può ritenersi legittima nelle modalità e nei contenuti, alla luce e nel rispetto della normativa comunitaria, delle leggi nazionali e del codice deontologico forense.
Quest’ultimo, in particolare, sin dal 2006 ha affermato il principio della libertà di forme nella comunicazione di informazioni sull’attività professionale purché non si travalichi nella vera e propria pubblicità “commerciale”.
Un catalogo ragionato della giurisprudenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione e del Consiglio Nazionale Forense, unitamente ai pareri resi da quest’ultimo (tra cui quello sull’utilizzo deisocial network), è contenuta nella scheda dell’Ufficio Studi La pubblicità dell’avvocato- 22 ottobre 2013, qui in allegato.
Che la pubblicità degli avvocati non debba assumere i contorni della pubblicità commerciale, tipicamente basata su messaggi volti a suggestionare sul piano emozionale le persone, e non debba tendere all’accaparramento della clientela, lo ha d’altra parte stabilito l’Unione europea in diverse direttive.
La direttiva c.d. Bolkestein, CE n. 123 d.d. 12/12/2006, relativa ai servizi nel mercato interno, con riferimento ai professionisti non usa il termine pubblicità, bensì l’espressione «comunicazioni commerciali emananti dalle professioni regolamentate», distinguendole nettamente dalla pubblicità strettamente commerciale.
Pur sopprimendo in via generale ogni divieto in materia di comunicazione informativa, prevede un temperamento che impone la conformità del messaggio alle regole professionali, tenendo conto della specificità della professione, nonché della indipendenza, della integrità, della dignità e del segreto professionale.
Prima di essa, la direttiva 2000/31/CE (attuata con il d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70) in materia di commercio elettronico, valorizza i codici di autoregolamentazione prevedendo che la comunicazione commerciale nelle professioni regolamentate «deve essere conforme alle regole di deontologia professionale e in particolare all’indipendenza, alla dignità, all’onore della professione, al segreto professionale e alla lealtà verso clienti e colleghi».
Importanti concetti in tema di pubblicità sono ribaditi anche dalla direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali c.d. sleali (attuata con il d.lgs. 2 agosto 2007, n. 146): di qui il divieto della pubblicità ingannevole, della pubblicità molesta e della pubblicità contraria alle norme di diligenza professionale. È proprio la diligenza professionale a costituire un principio cardine, definita come «il normale grado della specifica competenza ed attenzione che ragionevolmente i consumatori attendono da un professionista nei loro confronti rispetto ai principi generali di correttezza e di buona fede nel settore di attività del professionista».
Vai alla Scheda Ufficio Studi La pubblicità dell’avvocato-ottobre 2013

 
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Elenco Associazioni specialistiche maggiormente rappresentative: iscrizione per AMI, S.I.A.A., U.N.C.M., A.I.D.L.A.S.S.

Il Consiglio Nazionale Forense ha deliberato, nella seduta amministrativa del 25 ottobre, di iscrivere quattro associazioni nell’elenco delle associazioni specialistiche maggiormente rappresentative, previsto dall’articolo 35, comma 1, lettera s della legge di riforma dell’ordinamento forense (l.n. 247/2012).
Si tratta, in particolare, dell’Associazione matrimonialisti italiani (AMI); della Società Italiana Avvocati Amministrativisti (S.I.A.A.); dell’Unione Nazionale Camere Minorili (U.N.C.M); dell’Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale.
Le delibere di iscrizione danno conto dell'esistenza in capo alle Associazioni richiedenti dei requisiti indicati dal regolamento CNF n. 1-aprile 2013 ( lo scopo formativo specialistico-un numero di iscritti significativo-un sede nazionale e un organismo di coordinamento-ordinamento interno su base democratica-esperienza formativa già espletata-mancanza scopo di lucro e gratuità attività di formazione).
Le quattro associazione si aggiungono alle otto già iscritte da aprile scorso.
Tutte queste Associazioni potranno contribuire alla predisposizione dei corsi di formazione universitaria per il rilascio degli attestati di avvocato specialista.
Le delibere di iscrizione, una volta comunicate alle Associazioni, saranno pubblicate nell’apposito elenco nel sito istituzionale del Consiglio.

 
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I magistrati europei: Il rispetto della missione dell’avvocato è una condizione essenziale per lo Stato di diritto e per una società democratica
Il CNF ha promosso con successo il dialogo tra Ccbe e il Consiglio consultivo dei giudici europei del Consiglio d’Europa in vista del Parere sui rapporti tra Avvocatura e Magistratura

Riconoscimento del ruolo essenziale degli avvocati come soggetti indispensabili dell’amministrazione della giustizia; promozione della loro indipendenza e autonomia, così come per i magistrati;  costante dialogo tra avvocati e magistrati fuori e dentro il processo per lavorare insieme, anche attraverso le buone pratiche, all’obiettivo della efficienza del sistema giudiziario al servizio dei diritti dei cittadini. 
La bozza di Parere sulle Relazioni tra i giudici e gli avvocati in vista della qualità e l’efficienza della giustizia, redatta dal gruppo di lavoro del Consiglio consultivo dei giudici europei del Consiglio d’Europa e che dovrebbe essere approvata a metà novembre, può essere annoverato come un piccolo- grande successo diplomatico del CNF.
I contenuti di questo Parere, infatti,  danno atto dell’impegno del Consiglio nel senso di un dialogo tra Avvocatura e Magistratura nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, portato avanti in occasione della promozione della partecipazione dell’avvocato nei consigli giudiziarie e attraverso il colloquio con il Csm.
“Il lavoro svolto dal gruppo di lavoro CNF sui consigli giudiziari, nel costante dialogo con il CSM,  è stato un volano importante per far riconoscere al CCBE, la rappresentanza europea dei Consigli nazionali forensi della quale fa parte il CNF con una propria delegazione, lo stato di osservatore presso il Consiglio consultivo dei giudici europei (CCJE) del Consiglio d’Europa. A cui è seguita una interlocuzione per la messa a punto del Parere sulle relazioni tra magistrati e avvocati”, spiega Ettore Tacchini, coordinatore del gruppo di lavoro sui consigli giudiziari, che ricorda la conferenza del 13 giugno a Roma, organizzata proprio da CNF, CSM e CCJE.
Il testo del Parere, ancora in bozza, ha passaggi molto significativi laddove, per esempio, sottolinea che nella diversità di ruoli, avvocati e magistrati sono essenziali per la elaborazione di una soluzione efficace in tutte le procedure giudiziarie. L’avvocato, che difende i diritti e gli interessi del proprio assistito, gioca un ruolo essenziale nell’amministrazione della giustizia.
La bozza di Parere ricorda che i Principi di base delle Nazioni Unite sul ruolo degli avvocati precisano che la adeguata protezione delle libertà fondamentali e  dei diritti dell’uomo esigono che ciascuno abbia accesso alla giustizia tramite avvocati indipendenti, e che gli avvocati sono tenuti a preservare in ogni momento  il decoro e la dignità della loro professione.
Il CNF, su incarico del CCBE, ha contribuito alla formulazione della bozza del Parere proponendo diversi emendamenti che sono stati accolti. Tra questi, rilevante quello che chiede al legislatore di tener conto, nella predisposizione delle regole procedurali, dei principi del giusto processo- tra i quali quello della ragionevole durata- senza sacrificare il pieno diritto alla difesa che si declina attraverso tutti i mezzi che l’ordinamento mette a disposizione dei cittadini.

 
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Nuovi parametri e società tra avvocati; l’intervento del presidente Alpa al Congresso dell’Aiga; il vicepresidente Perfetti a Radio 1 Rai sulla mediazione, il consigliere segretario Mascherin a Controcampus sulle abilitazioni estere facili: la voce dell’Avvocatura sui media

La consultazione avviata dal CNF sullo schema di decreto ministeriale sui parametri e la vicenda relativa alle società tra avvocati sulla stampaRassegna stampa web consultazione sui Parametri
Rassegna stampa Società tra avvocati

Il presidente Alpa ai giovani avvocati dell’Aiga: Attuare la riforma forense e puntare alla consulenza preventiva
Sole 24 Ore, I giovani avvocati vogliono le società
Il vicepresidente Perfetti ha partecipato alla trasmissione radiofonica di Radio 1 Rai La radio ne parla, dedicata alla mediazione.
Ascolta la trasmissione Mediazione-La radio ne parlaAscolta la trasmissione Mediazione-La radio ne parla

Il consigliere segretario Andrea Mascherin affronta con una intervista al portale Controcampus il tema delle abilitazioni facili acquisite all’estero 
ControCampus, Mascherin: Libera circolazione si; no a scorciatoie illegittime
Il CNF ha espresso cordoglio per la scomparsa di Alberto Musy, avvocato stimato nel mondo forense e accademicoRassegna stampa Musy



 
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 A cura dell’Ufficio Comunicazione e Media


 
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