LIBRO SESTO
DELLA TUTELA DEI DIRITTI
TITOLO I
DELLA TRASCRIZIONE
CAPO I
Della trascrizione degli atti relativi ai beni immobili
Art. 2643 Atti soggetti a trascrizione
Si devono rendere pubblici col mezzo della trascrizione:
1) i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili (812);
2) i contratti (1350, 2651) che costituiscono, trasferiscono o modificano il diritto di usufrutto (978 e
seguenti) su beni immobili, il diritto di superficie (952 e seguenti), i diritti del concedente e
dell'enfiteuta (957 e seguenti);
3) i contratti che costituiscono la comunione (1100 e seguenti) dei diritti menzionati nei numeri
precedenti
4) i contratti che costituiscono o modificano servitù prediali (1027 e seguenti), il diritto di uso sopra
beni immobili, il diritto di abitazione (1021 e seguenti);
5) gli atti tra vivi di rinunzia ai diritti menzionati nei numeri precedenti;
6) i provvedimenti con i quali nell'esecuzione forzata si trasferiscono la proprietà di beni immobili o
altri diritti reali immobiliari (Cod. Proc. Civ. 574, 586, 590), eccettuato il caso di vendita seguita nel
processo di liberazione degli immobili dalle ipoteche a favore del terzo acquirente (2896);
7) gli atti e le sentenze di affrancazione del fondo enfiteutico (971);
8) i contratti di locazione (1571 e seguenti) dei beni immobili che hanno durata superiore a nove
anni (1350, 1599, 2923);
9) gli atti e le sentenze da cui risulta liberazione o cessione di pigioni o di fitti non ancora scaduti
(1605), per un termine maggiore di tre anni (2918);
10) i contratti di società (2247 e seguenti) e di associazione (14 e seguenti, 2549 e seguenti) con i
quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari, quando la durata
della società o dell'associazione eccede i nove anni o è indeterminata (att. 231);
11) gli atti di costituzione dei consorzi (862 e seguenti; 2602 e seguenti) che hanno l'effetto indicato
dal numero precedente (att. 231);
12) i contratti di anticresi (1960 ss; att. 231);
13) le transazioni (1965 e seguenti) che hanno per oggetto controversie sui diritti menzionati nei
numeri precedenti;
14) le sentenze (1032, 2932) che operano la costituzione, il trasferimento o la modificazione di uno
dei diritti menzionati nei numeri precedenti (2932).
Art. 2644 Effetti della trascrizione
Gli atti enunciati nell'articolo precedente non hanno effetto riguardo ai terzi che a qualunque titolo
hanno acquistato diritti sugli immobili in base a un atto trascritto o iscritto (2827, 2848)
anteriormente alla trascrizione degli atti medesimi (2650).
Eseguita la trascrizione, non può avere effetto contro colui che ha trascritto alcuna trascrizione o
iscrizione di diritti acquistati verso il suo autore, quantunque l'acquisto risalga a data anteriore (att.
225).
Art. 2645 Altri atti soggetti a trascrizione
Deve del pari rendersi pubblico, agli effetti previsti dall'articolo precedente, ogni altro atto o
provvedimento che produce in relazione a beni immobili o a diritti immobiliari taluno degli effetti
dei contratti menzionati nell'art. 2643, salvo che dalla legge risulti che la trascrizione non è
richiesta o è richiesta a effetti diversi (Cod. Proc. Civ. 555).
Art. 2646 Trascrizione delle divisioni
Si devono trascrivere le divisioni (713, 1111 e seguenti) che hanno per oggetto beni immobili (812),
come pure i provvedimenti di aggiudicazione degli immobili divisi mediante incanto, i
provvedimenti di attribuzione delle quote tra condividenti e i verbali di estrazione a sorte delle
quote (Cod. Proc. Civ. 788 e seguenti).
Si devono pure trascrivere la domanda di divisione giudiziale (Cod. Proc. Civ. 784) e l'atto di
opposizione indicato dall'art. 1113, per gli effetti ivi enunciati (att. 224).
Art. 2647 Costituzione del fondo patrimoniale e separazione di beni
Devono essere trascritti, se hanno per oggetto beni immobili, la costituzione del fondo patrimoniale,
le convenzioni matrimoniali che escludono i beni medesimi dalla comunione tra i coniugi, gli atti e i
provvedimenti di scioglimento della comunione, gli atti di acquisto di beni personali a norma delle
lett. c), d), e) ed f) dell'art. 179, a carico, rispettivamente, dei coniugi titolari del fondo patrimoniale
o del coniuge titolare del bene escluso o che cessa di far parte della comunione.
Le trascrizioni previste dal precedente comma devono essere eseguite anche relativamente ai beni
immobili che successivamente entrano a far parte del patrimonio familiare o risultano esclusi dalla
comunione tra i coniugi.
La trascrizione del vincolo derivante dal fondo patrimoniale costituito per testamento deve essere
eseguita d'ufficio dal conservatore contemporaneamente alla trascrizione dell'acquisto a causa di
morte.
Art. 2648 Accettazione di eredità e acquisto di legato
Si devono trascrivere l'accettazione della eredità (470 e seguenti) che importi acquisto dei diritti
enunciati nei nn. 1, 2 e 4 dell'art. 2643 o liberazione dai medesimi e l'acquisto del legato (649) che
abbia lo stesso oggetto.
La trascrizione dell'accettazione dell'eredità si opera in base alla dichiarazione del chiamato
all'eredità, contenuta in un atto pubblico ovvero in una scrittura privata (475) con sottoscrizione
autenticata o accertata giudizialmente (Cod. Proc. Civ. 220).
Se il chiamato ha compiuto uno degli atti che importano accettazione tacita dell'eredità (476 e
seguenti), si può richiedere la trascrizione sulla base di quell'atto, qualora esso risulti da sentenza,
da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente
(Cod. Proc. Civ. 220).
La trascrizione dell'acquisto del legato si opera sulla base di un estratto autentico (2703) del
testamento (att. 225, 228).
Art. 2649 Cessione dei beni ai creditori
Deve essere trascritta, qualora comprenda beni immobili, la cessione che il debitore fa dei suoi beni
ai creditori, perché questi procedano alla liquidazione dei medesimi e alla ripartizione del ricavato
(1977 e seguenti; att. 225, 231).
Non hanno effetto, rispetto ai creditori, le trascrizioni o iscrizioni di diritti acquistati verso il
debitore, se eseguite dopo che la cessione è stata trascritta.
Art. 2650 Continuità delle trascrizioni
Nei casi in cui, per le disposizioni precedenti, un atto di acquisto è soggetto a trascrizione, le
successive trascrizioni o iscrizioni a carico dell'acquirente non producono effetto, se non è stato
trascritto l'atto.anteriore di acquisto.
Quando l'atto anteriore di acquisto e stato trascritto, le successive trascrizioni o iscrizioni producono
effetto secondo il loro ordine rispettivo, salvo il disposto dell'art. 2644.
L'ipoteca legale a favore dell'alienante e quella a favore del condividente (2817), iscritte
contemporaneamente alla trascrizione del titolo di acquisto o della divisione, prevalgono sulle
trascrizioni q iscrizioni eseguite anteriormente contro l'acquirente o il condividente tenuto a
conguaglio (att. 225, 229).
Art. 2651 Trascrizione di sentenze
Si devono trascrivere le sentenze da cui risulta estinto per prescrizione (2934 e seguenti) o
acquistato per usucapione (1158 e seguenti) ovvero in altro modo non soggetto a trascrizione uno
dei diritti indicati dai nn. 1, 2 e 4 dell'art. 2643.
Art. 2652 Domande riguardanti atti soggetti a trascrizione. Effetti delle relative trascrizioni
rispetto ai terzi
Si devono trascrivere, qualora si riferiscano ai diritti menzionati nell'art. 2643, le domande
giudiziali (Cod. Proc. Civ. 163) indicate dai numeri seguenti, agli effetti per ciascuna di esse
previsti (att. 225 e seguenti):
1) le domande di risoluzione dei contratti (1453) e quelle indicate dal secondo comma dell'art. 648
e dall'ultimo comma dell'art. 793, le domande di rescissione (1447 e seguenti), le domande di
revocazione delle donazioni (800 e seguenti), nonché quelle indicate dall'art. 524.
Le sentenze che accolgono tali domande non pregiudicano i diritti acquistati dai terzi in base a un
atto trascritto o iscritto (2827 2848) anteriormente alla trascrizione della domanda;
2) le domande dirette a ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo a contrarre (1706,
2932).
La trascrizione della sentenza che accoglie la domanda prevale sulle trascrizioni e iscrizioni
eseguite contro il convenuto dopo la trascrizione della domanda;
3) le domande dirette a ottenere l'accertamento giudiziale (Cod. Proc. Civ. 216 e seguenti) della
sottoscrizione di scritture private (2702 e seguenti) in cui si contiene un atto soggetto a trascrizione
o a iscrizione.
La trascrizione o l'iscrizione dell'atto contenuto nella scrittura produce effetto dalla data in cui e
stata trascritta la domanda;
4) le domande dirette all'accertamento della simulazione (1414 e seguenti) di atti soggetti a
trascrizione (2690).
La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in
base a un atto trascritto o iscritto (2827, 2848) anteriormente alla trascrizione della domanda;
5) le domande di revoca degli atti soggetti a trascrizione, che siano stati compiuti in pregiudizio dei
creditori (2901).
La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di
buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;
6) le domande dirette a far dichiarare la nullità (1418 e seguenti) o a far pronunziare l'annullamento
(1425 e seguenti) di atti soggetti a trascrizione e le domande dirette a impugnare la validità della
trascrizione.
Se la domanda è trascritta dopo cinque anni dalla data della trascrizione dell'atto impugnato, la
sentenza che l'accoglie non pregiudica i diritti acquistati a qualunque titolo dai terzi di buona fede in
base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla domanda. Se però la domanda è diretta a far
pronunziare l'annullamento per una causa diversa dall'incapacità legale, la sentenza che l'accoglie
non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto
anteriormente alla trascrizione della domanda, anche se questa è stata trascritta prima che siano
decorsi cinque anni dalla data della trascrizione dell'atto impugnato, purché in questo caso i terzi
abbiano acquistato a titolo oneroso (1445; att. 227);
7) le domande (533) con le quali si contesta il fondamento di un acquisto a causa di morte (457).
Salvo quanto è disposto dal secondo e dal terzo comma dell'art. 534, se la trascrizione della
domanda è eseguita dopo cinque anni dalla data della trascrizione dell'acquisto, la sentenza che
accoglie la domanda non pregiudica i terzi di buona fede che, in base a un atto trascritto o iscritto
anteriormente alla trascrizione della domanda, hanno a qualunque titolo acquistato diritto da chi
appare erede o legatario (att. 227);
8) le domande di riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie per lesione di legittima
(554 e seguenti).
Se la trascrizione è eseguita dopo dieci anni dall'apertura della successione, la sentenza che accoglie
la domanda non pregiudica i terzi che hanno acquistato a titolo oneroso diritti in base a un atto
trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda (561; att. 227);
9) le domande di revocazione e quelle di opposizione di terzo contro le sentenze soggette a
trascrizione per le cause previste dai nn. 1, 2, 3 e 6 dell'art. 395 Cod. Proc. Civ. e dal secondo
comma dell'art. 404 dello stesso codice.
Se la domanda è trascritta dopo cinque anni dalla trascrizione della sentenza impugnata, la sentenza
che l'accoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o
iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda (att. 226 e seguenti).
Alla domanda giudiziale è equiparato l'atto notificato con il quale la parte, in presenza di
compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all'altra la propria intenzione di promuovere il
procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli
arbitri.
Art. 2653 Altre domande e atti soggetti a trascrizione a diversi effetti
Devono parimenti essere trascritti (att. 225 e seguenti):
1) le domande dirette a rivendicare la proprietà (948 e seguente) o altri diritti reali di godimento
(957, 981, 1021 e seguenti) sui beni immobili e le domande dirette all'accertamento dei diritti stessi.
La sentenza pronunziata contro il convenuto indicato nella trascrizione della domanda ha effetto
anche contro coloro che hanno acquistato diritti dal medesimo in base a un atto trascritto dopo la
trascrizione della domanda;
2) la domanda di devoluzione del fondo enfiteutico (972).
La pronunzia di devoluzione ha effetto anche nei confronti di coloro che hanno acquistato diritti
dall'enfiteuta in base a un atto trascritto posteriormente alla trascrizione della domanda;
3) le domande e le dichiarazioni di riscatto (1500 e seguenti) nella vendita di beni immobili.
Se la trascrizione di tali domande o dichiarazioni è eseguita dopo sessanta giorni dalla scadenza del
termine per l'esercizio del riscatto, restano salvi i diritti acquistati dai terzi dopo la scadenza del
termine medesimo in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della
domanda o della dichiarazione (att. 227);
4) le domande di separazione degli immobili dotali (202 e seguenti) e quelle di scioglimento della
comunione tra coniugi avente per oggetto beni immobili (225).
La sentenza che pronunzia la separazione olo scioglimento non ha effetto a danno dei terzi che,
anteriormente alla trascrizione della domanda, hanno validamente acquistato dal marito diritti
relativi a beni dotali o a beni della comunione;
5) gli atti e le domande (1165 e seguenti) che interrompono il corso dell'usucapione di beni
immobili (2943 e seguenti).
L'interruzione non ha effetto riguardo ai terzi che hanno acquistato diritti dal possessore in base a
un atto trascritto o iscritto, se non dalla data della trascrizione dell'atto o della domanda (att. 226,
231).
Alla domanda giudiziale e equiparato l'atto notificato con il quale la parte, in presenza di
compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all'altra la propria intenzione di promuovere il
procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli
arbitri.
Art. 2654 Annotazione di domande o atti soggetti a trascrizione
La trascrizione degli atti e delle domande indicati dai due articoli precedenti dev'essere anche
annotata in margine alla trascrizione o iscrizione, quando si riferisce a un atto trascritto o iscritto.
Art. 2655 Annotazione di atti e di sentenze
Qualora un atto trascritto o iscritto sia dichiarato nullo (1418 e seguenti) o sia annullato (1425 e
seguenti), risoluto (1453 e seguenti), rescisso (1447 e seguenti) o revocato (2901 e seguenti) o sia
soggetto a condizione risolutiva (1360), la dichiarazione di nullità e, rispettivamente,
l'annullamento, la risoluzione, la rescissione, la revocazione, l'avveramento della condizione devono
annotarsi in margine alla trascrizione o all'iscrizione dell'atto.
Si deve del pari annotare, in margine alla trascrizione della relativa domanda, la sentenza di
devoluzione del fondo enfiteutico (972).
Se tali annotazioni non sono eseguite, non producono effetto le successive trascrizioni o iscrizioni a
carico di colui che ha ottenuto la dichiarazione di nullità o l'annullamento, la risoluzione, la
rescissione, la revoca o la devoluzione o a favore del quale si è avverata la condizione.
Eseguita l'annotazione, le trascrizioni o iscrizioni già compiute hanno il loro effetto secondo l'ordine
rispettivo.
L'annotazione si opera in base alla sentenza o alla convenzione da cui risulta uno dei fatti sopra
indicati; se si tratta di condizione, può eseguirsi in virtù della dichiarazione unilaterale del
contraente in danno del quale la condizione stessa si è verificata (2692).
Art. 2656 Forme per l'annotazione
L'annotazione si esegue secondo le norme stabilite dagli articoli seguenti per la trascrizione in
quanto applicabili.
Art. 2657 Titolo per la trascrizione
La trascrizione non si può eseguire se non in forza di sentenza (Cod. Proc. Civ. 131 e seguenti), di
atto pubblico (2699) o di scrittura privata con sottoscrizione autenticata (2703) o accertata
giudizialmente (Cod. Proc. Civ. 215 e seguenti).
Le sentenze e gli atti seguiti in paese estero (Cod. Proc. Civ. 796 e seguenti; 804) devono essere
legalizzati (2674).
Art. 2658 Atti da presentare al conservatore
La parte che domanda la trascrizione del titolo deve presentare al conservatore dei registri
immobiliari copia autenticata, se si tratta di atti pubblici o di sentenze, e, se si tratta di scritture
private, deve presentare l'originale, salvo che questo si trovi depositato in un pubblico archivio o
negli atti di un notaio. In questo caso basta la presentazione di una copia autenticata dall'archivista o
dal notaio dalla quale risulti che la scrittura ha i requisiti indicati dall'articolo precedente.
Per la trascrizione di una domanda giudiziale occorre presentare copia autentica del documento che
la contiene, munito della relazione di notifica alla controparte.
Art. 2659 Nota di trascrizione
Chi domanda la trascrizione di un atto tra vivi deve presentare al conservatore dei registri
immobiliari, insieme con la copia del titolo, una nota in doppio originale, nella quale devono essere
indicati:
1) il cognome ed il nome, il luogo e la data di nascita e il numero di codice fiscale delle parti,
nonché il regime patrimoniale delle stesse, se coniugate, secondo quanto risulta da loro
dichiarazione resa nel titolo o da certificato dell'ufficiale di stato civile, la denominazione o la
ragione sociale, la sede e il numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle società previste
dai capi II, III e IV del titolo V del libro quinto e delle associazioni non riconosciute, con
l'indicazione, per queste ultime e per le società semplici, anche delle generalità delle persone che le
rappresentano secondo l'atto costitutivo;
2) il titolo di cui si chiede la trascrizione e la data del medesimo;
3) il cognome e il nome del pubblico ufficiale che ha ricevuto l'atto o autenticato le firme, o
l'autorità giudiziaria che ha pronunciato la sentenza;
4) la natura e la situazione dei beni a cui si riferisce il titolo, con le indicazioni richieste dall'art.
2826.
Se l'acquisto, la rinunzia o la modificazione del diritto sono sottoposti a termine o a condizione, se
ne deve fare menzione nella nota di trascrizione (2665). Tale menzione non è necessaria se, al
momento in cui l'atto si trascrive, la condizione sospensiva si è verificata o la condizione risolutiva
è mancata ovvero il termine iniziale è scaduto.
Art. 2660 Trascrizione degli acquisti a causa di morte
Chi domanda la trascrizione di un acquisto a causa di morte deve presentare, oltre l'atto indicato
dall'art. 2648, il certificato di morte dell'autore della successione e una copia o un estratto autentico
del testamento, se l'acquisto segue in base a esso.
Deve anche presentare una nota in doppio originale con le seguenti indicazioni:
1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita dell'erede o legatario e del defunto;
2) la data di morte;
3) se la successione è devoluta per legge il vincolo che univa all'autore il chiamato (536, 565) e la
quota a questo spettante;
4) se la successione è devoluta per testamento, la forma e la data del medesimo, il nome del
pubblico ufficiale che l'ha ricevuto o che l'ha in deposito;
5) la natura e la situazione dei beni con le indicazioni richieste dall'art. 2826;
6) la condizione o il termine qualora siano apposti alla disposizione testamentaria, salvo il caso
contemplato dal secondo comma del precedente articolo nonché la sostituzione fidecommissaria,
qualora sia stata disposta a norma dell'art. 692.
Art. 2661 Ulteriori trascrizioni in base allo stesso titolo
Quando si domanda la trascrizione di un acquisto a causa di morte e per la stessa successione è stato
già trascritto altro acquisto in base allo stesso titolo, basta presentare l'atto di accettazione (470 e
seguenti) se si tratta di acquisto a titolo di erede. Deve essere anche indicata la trascrizione
anteriormente eseguita, se si tratta dello stesso ufficio, e, se si tratta di ufficio diverso, deve essere
presentato il certificato della trascrizione medesima.
Se chi ha trascritto anteriormente ha presentato un estratto del testamento, alla domanda di nuova
trascrizione deve essere allegato, qualora occorra, un altro estratto o la copia dell'intero testamento.
Art. 2662 Trascrizione di acquisto a causa di morte in luogo di altri chiamati
Qualora l'acquisto a causa di morte si colleghi alla rinunzia (519 e seguenti) o alla morte di uno dei
chiamati (479), chi domanda la trascrizione deve presentare il documento comprovante la morte o la
rinunzia, facendone menzione nella nota.
Se invece l'acquisto dipende da altra ragione che impedisce ad alcuno dei chiamati di succedere (70,
463 e seguenti), non è necessario esibire un documento che giustifichi la ragione stessa, ma il
richiedente risponde dei danni, quando le sue dichiarazioni non corrispondono a verità.
Qualora alcuna delle cause di impedimento sopra indicate si sia constatata dopo la trascrizione
dell'acquisto a causa di morte, essa si annota in margine alla trascrizione stessa, purché risulti da
regolare documento.
Art. 2663 Ufficio in cui deve farsi la trascrizione
La trascrizione deve essere fatta presso ciascun ufficio dei registri immobiliari nella cui
circoscrizione sono situati i beni.
Art. 2664 Conservazione dei titoli. Trascrizione e restituzione della nota
Il conservatore dei registri immobiliari deve custodire negli archivi, in appositi volumi, i titoli che
gli sono consegnati e deve inserire, con numerazione progressiva annuale, nella raccolta delle note
costituente il registro particolare delle trascrizioni uno degli originali della nota, indicandovi il
giorno della consegna del titolo e il numero d'ordine assegnato nel registro generale.
Il conservatore deve restituire al richiedente uno degli originali della nota, nel quale deve certificare
l'eseguita trascrizione con le indicazioni sopra accennate.
Art. 2665 Omissioni o inesattezze nelle note
L'omissione o l'inesattezza di alcuna delle indicazioni richieste nelle note menzionate negli artt.
2659 e 2660 non nuoce alla validità della trascrizione, eccetto che induca incertezza sulle persone,
sul bene o sul rapporto giuridico, a cui si riferisce l'atto o, rispettivamente, la sentenza o la
domanda.
Art. 2666 Limiti soggettivi dell'efficacia della trascrizione
La trascrizione, da chiunque si faccia, giova a tutti coloro che vi hanno interesse.
Art. 2667 Atti compiuti per persona incapace
I rappresentanti di persone incapaci (320, 357, 409, 424) e coloro che hanno prestato assistenza alle
medesime devono curare che si esegua la trascrizione degli atti, delle sentenze o delle domande
giudiziali che sono soggetti a trascrizione e rispetto ai quali essi hanno esercitato il loro ufficio.
La mancanza della trascrizione può anche essere opposta ai minori, agli interdetti e a qualsiasi altro
incapace (414 e seguenti), salvo ai medesimi il regresso contro i tutori, gli amministratori o i
curatori che avevano l'obbligo della trascrizione.
La mancanza della trascrizione non può essere opposta dalle persone che avevano l'obbligo di
eseguirla per i propri rappresentati o amministrati né dai loro eredi.
Art. 2668 Cancellazione della trascrizione
La cancellazione della trascrizione delle domande enunciate dagli artt. 2652 e 2653 e delle relative
annotazioni si esegue quando è debitamente consentita dalle parti interessate ovvero è ordinata
giudizialmente con sentenza passata in giudicato (Cod. Proc. Civ. 324).
Deve essere giudizialmente ordinata, qualora la domanda sia rigettata o il processo sia estinto per
rinunzia o per inattività delle parti (Cod. Proc. Civ. 306 e seguenti).
Si deve cancellare l'indicazione della condizione (1353 e seguenti) o del termine (1184 e seguenti)
negli atti trascritti, quando l'avveramento o la mancanza della condizione ovvero la scadenza del
termine risulta da sentenza o da dichiarazione, anche unilaterale, della parte in danno della quale la
condizione sospensiva si è verificata o la condizione risolutiva è mancata ovvero il termine iniziale
è scaduto.
Art. 2669 Trascrizione anteriore al pagamento dell'imposta di registro
La trascrizione può essere domandata, quantunque non sia stata ancora pagata l'imposta di registro a
cui è soggetto il titolo, se si tratta di atto pubblico ricevuto nello Stato o di sentenza pronunziata da
un'autorità giudiziaria dello Stato (Cod. Proc. Civ. 131 e seguenti).
(In tal caso però il richiedente deve presentare al conservatore, oltre la nota indicata dall'art. 2659,
una copia della medesima, la quale, a cura del conservatore, deve essere vidimata e trasmessa
immediatamente all'ufficiale incaricato di riscuotere l'imposta suddetta) (2836).
Art. 2670 Spese della trascrizione
Le spese della trascrizione devono essere anticipate da chi la domanda, salvo il diritto al rimborso
verso l'interessato.
Se più sono gli interessati, ciascuno di essi deve rimborsare la persona che ha eseguito la
trascrizione della parte di spesa corrispondente alla quota per cui è interessato.
Art. 2671 Obbligo dei pubblici ufficiali
Il notaio o altro pubblico ufficiale che ha ricevuto o autenticato l'atto soggetto a trascrizione ha
l'obbligo di curare che questa venga eseguita nel più breve tempo possibile, ed è tenuto al
risarcimento dei danni in caso di ritardo, salva l'applicazione delle pene pecuniarie previste dalle
leggi speciali, se lascia trascorrere trenta giorni dalla data dell'atto ricevuto o autenticato.
Rimangono ferme le disposizioni delle leggi speciali che stabiliscono a carico di altre persone
l'obbligo di richiedere la trascrizione di determinati atti e le relative sanzioni (c. p.c. 555).
Art. 2672 Leggi speciali
Sono salve le disposizioni delle leggi speciali che richiedono la trascrizione di atti non contemplati
dal presente capo e le altre disposizioni (484, 507 e seguenti, 854, 1133; Cod. Proc. Civ. 555, 679)
che non sono incompatibili con quelle contenute nel capo medesimo.
CAPO II
Della pubblicità dei registri immobiliari e della responsabilità dei conservatori
Art. 2673 Obblighi del conservatore
Il conservatore dei registri immobiliari deve rilasciare a chiunque ne fa richiesta copia delle
trascrizioni, delle iscrizioni e delle annotazioni, o il certificato che non ve ne è alcuna.
Deve altresì permettere l'ispezione dei suoi registri nei modi e nelle ore fissati dalla legge.
Il conservatore deve anche rilasciare copia dei documenti che sono depositati presso di lui in
originale o i cui originali sono depositati negli atti di un notaio o in pubblico archivio fuori della
circoscrizione del tribunale nella quale ha sede il suo ufficio.
Art. 2674 Divieto di rifiutare gli atti del proprio ufficio
Il conservatore può ricusare di ricevere le note e i titoli, se non sono in carattere intelligibile e non
può riceverli quando il titolo non ha i requisiti stabiliti dagli artt. 2657, 2660, primo comma, 2821,
2835 e 2837 o non è presentato con le modalità previste dall'art. 2658 e quando la nota non
contiene le indicazioni prescritte dagli artt. 2659, 2660 e 2839, nn. 1), 3), 4) e 7).
In ogni altro caso il conservatore non può ricusare o ritardare di ricevere la consegna dei titoli
presentati e di eseguire le trascrizioni, iscrizioni o annotazioni richieste, nonché di spedire le copie o
i certificati. Le parti possono far stendere immediatamente verbale del rifiuto o del ritardo da un
notaio o da un ufficiale giudiziario assistito da due testi moni.
Art. 2674 bis Trascrizione e iscrizione con riserva e impugnazione
Al di fuori dei casi di cui al precedente articolo, qualora emergano gravi e fondati dubbi sulla
trascrivibilità di un atto o sulla iscrivibilità di una ipoteca, il conservatore, su istanza della parte
richiedente, esegue la formalità con riserva.
La parte a favore della quale è stata eseguita la formalità con riserva deve proporre reclamo
all'autorità giudiziaria.
Art. 2675 Responsabilità del conservatore (abrogato)
Art. 2676 Diversità tra registri, copie e certificati
Nel caso di diversità tra i risultati dei registri e quelli delle copie o dei certificati rilasciati dal
conservatore dei registri immobiliari, prevale ciò che risulta dai registri.
Art. 2677 Orario per le domande di trascrizione o di iscrizione
Il conservatore non può ricevere alcuna domanda di trascrizione o di iscrizione fuorché nelle ore,
determinate dalla legge, nelle quali l'ufficio è aperto al pubblico.
Art. 2678 Registro generale
Il conservatore è obbligato a tenere un registro generale d'ordine in cui giornalmente deve annotare,
secondo l'ordine di presentazione, ogni titolo che gli è rimesso perché sia trascritto, iscritto o
annotato.
Questo registro deve indicare il numero d'ordine, il giorno della richiesta ed il relativo numero di
presentazione, la persona dell'esibitore e le persone per cui la richiesta è fatta, i titoli presentati con
la nota, l'oggetto della richiesta, e cioè se questa è fatta per trascrizione, per iscrizione o per
annotazione, e le persone riguardo alle quali la trascrizione, la iscrizione o l'annotazione si deve
eseguire.
Appena avvenuta l'accettazione del titolo e della nota, il conservatore ne deve dare ricevuta in carta
libera all'esibitore, senza spesa; la ricevuta contiene l'indicazione del numero di presentazione.
Art. 2679 Altri registri da tenersi dal conservatore
Oltre al registro generale, il conservatore deve tenere, nei modi previsti dall'art. 2664, i registri
particolari:
1) per le trascrizioni;
2) per le iscrizioni;
3) per le annotazioni.
Deve inoltre tenere gli altri registri che sono ordinati dalla legge.
Art. 2680 Tenuta del registro generale d'ordine
Il registro generale deve essere vidimato in ogni foglio dal presidente o da un giudice del tribunale
nella cui circoscrizione è stabilito l'ufficio, indicando nel relativo processo verbale il numero dei
fogli e il giorno in cui sono stati vidimati.
Questo registro deve essere scritto di seguito, senza spazi in bianco o interlinee e senza aggiunte. Le
cancellature di parole devono essere approvate dal conservatore in fine di ciascun foglio con la sua
firma e con l'indicazione del numero delle parole cancellate.
Il registro, alla fine di ciascun giorno, deve essere chiuso con l'indicazione del numero dei titoli
annotati e firmato dal conservatore.
In esso si deve rigorosamente osservare la serie delle date, dei fogli e dei numeri d'ordine.
Art. 2681 Divieto di rimozione dei registri
I registri sopra indicati non possono essere rimossi dall'ufficio del conservatore, fuorché per ordine
di una corte d'appello, qualora ne sia riconosciuta la necessità, e mediante le cautele determinate
dalla stessa corte.
Art. 2682 Sanzioni contro il conservatore (abrogato)
CAPO III
Della trascrizione degli atti relativi ad alcuni beni mobili
SEZIONE I
Della trascrizione relativamente alle navi, agli aeromobili e agli autoveicoli
Art. 2683 Beni per i quali è disposta la pubblicità
Devono essere resi pubblici col mezzo della trascrizione (2657 e seguenti), osservate le altre forme
di pubblicità stabilite dalla legge (c. Nav. 250 e seguenti, 865 e seguenti), gli atti menzionati negli
articoli seguenti, quando hanno per oggetto:
1) le navi e i galleggianti iscritti nei registri indicati dal codice della navigazione (Cod. Nav. 140 e
seguenti);
2) gli aeromobili iscritti nei registri indicati dallo stesso codice (Cod. Nav. 753 e seguenti);
3) gli autoveicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico.
Art. 2684 Atti soggetti a trascrizione
Sono soggetti alla trascrizione per gli effetti stabiliti dall'art. 2644:
1) i contratti che trasferiscono la proprietà (1480) o costituiscono la comunione (1100; Cod. Nav.
250 e seguenti, 865 e seguenti);
2) i contratti che costituiscono o modificano diritti di usufrutto (978 e seguenti) o di uso (1021 e
seguenti) o che trasferiscono il diritto di usufrutto;
3) gli atti tra vivi di rinunzia ai diritti indicati dai numeri precedenti;
4) le transazioni (1965 e seguenti) che hanno per oggetto controversie sui diritti indicati dai numeri
precedenti;
5) i provvedimenti con i quali nel giudizio di espropriazione si trasferiscono la proprietà o gli altri
diritti menzionati nei numeri precedenti (Cod. Nav. 664, 665,1068);
6) le sentenze (2932) che operano la costituzione, la modificazione o il trasferimento di uno dei
diritti indicati dai numeri precedenti (2688).
Art. 2685 Altri atti soggetti a trascrizione
Si devono trascrivere le divisioni e gli altri atti menzionati nell'art. 2646, la costituzione del fondo
patrimoniale (167) e gli altri atti menzionati nell'art. 2647, l'accettazione dell'eredità e l'acquisto del
legato (470, 649) che importano acquisto dei diritti indicati dai nn. 1 e 2 dell'art. 2684 o liberazione
dai medesimi.
La trascrizione ha gli effetti stabiliti per i beni immobili.
Art. 2686 Sentenze
Devono essere trascritte, agli effetti dell'art. 2644, le sentenze da cui risulta acquistato, modificato
o estinto uno dei diritti indicati dai nn. 1 e 2 dell'art. 2684 in forza di un titolo non trascritto.
Art. 2687 Cessione dei beni ai creditori
Deve essere trascritta, per gli effetti indicati dall'art. 2649, la cessione che il debitore fa dei suoi
beni ai creditori, perché questi procedano alla liquidazione dei medesimi e alla ripartizione del
ricavato (1977 e seguenti; att. 231).
Art. 2688 Continuità delle trascrizioni
Nei casi in cui, per le disposizioni precedenti, un atto di acquisto è soggetto a trascrizione, le
successive trascrizioni o iscrizioni non producono effetto se non e stato trascritto l'atto anteriore di
acquisto.
Quando l'atto anteriore di acquisto è stato trascritto, le successive trascrizioni o iscrizioni producono
il loro effetto secondo l'ordine rispettivo, salvo il disposto dell'art. 2644.
Art. 2689 Usucapione
Devono essere trascritte le sentenze da cui risulta acquistato per usucapione (1162) uno dei diritti
indicati dai nn. 1 e 2 dell'art. 2684.
Art. 2690 Domande relative ad atti soggetti a trascrizione
Devono essere trascritte, qualora si riferiscano ai diritti menzionati dall'art. 2684:
1) le domande indicate dai nn. 1, 2, 3, 4 e 5 dell'art. 2652 per gli effetti ivi disposti;
2) le domande dirette all'accertamento di uno dei contratti indicati dai nn. 1 e 2 dell'art. 2684.
La trascrizione della sentenza che accoglie la domanda prevale sulle trascrizioni e iscrizioni
eseguite contro il convenuto dopo la trascrizione della domanda;
3) le domande dirette a far dichiarare la nullità (1418 e seguenti) o a far pronunziare l'annullamento
(1425 e seguenti) di atti soggetti a trascrizione e le domande dirette a impugnare la validità della
trascrizione.
La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti acquistati a qualunque titolo dai terzi di
buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda
medesima, se questa è stata resa pubblica dopo tre anni dalla data della trascrizione dell'atto che si
impugna. Se pero la domanda è diretta a far pronunziare l'annullamento per una causa diversa
dall'incapacità legale, la sentenza che l'accoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di
buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda, anche
se questa è stata trascritta prima che siano decorsi tre anni dalla data della trascrizione dell'atto
impugnato, purché in questo caso i terzi abbiano acquistato a titolo oneroso (14451;
4) le domande con le quali si contesta il fondamento di un acquisto a causa di morte.
Salvo quanto è disposto dal secondo e dal terzo comma dell'art. 534, se la domanda è trascritta
dopo tre anni dalla data della trascrizione dell'atto impugnato, la sentenza che l'accoglie non
pregiudica i terzi di buona fede che, in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla
trascrizione della domanda, hanno a qualunque titolo acquistato diritti da chi appare erede o
legatario;
5) le domande di riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie per lesione di legittima
(554 e seguenti).
Se la trascrizione è eseguita dopo tre anni dall'apertura della successione, (456) la sentenza che
accoglie la domanda non pregiudica i terzi che hanno acquistato a titolo oneroso diritti in base a un
atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;
6) le domande di revocazione e quelle di opposizione di terzo contro le sentenze soggette a
trascrizione per le cause previste dai nn. 1, 2, 3, e 6 dell'art. 395 Cod. Proc. Civ. e dal secondo
comma dell'art. 404 dello stesso codice.
Se la domanda è trascritta dopo tre anni dalla trascrizione della sentenza impugnata, la sentenza che
l'accoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o
iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda (2654, 2668).
Alla domanda giudiziale è equiparato l'atto notificato con il quale la parte, in presenza di
compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all'altra la propria intenzione di promuovere il
procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli
arbitri.
Art. 2691 Altre domande e atti soggetti a trascrizione
Devono del pari trascriversi, quando si riferiscono ai beni menzionati nell'art. 2683, le domande e
gli atti indicati dai nn. 1, 3, 4 e 5 dell'art. 2653, per gli effetti ivi disposti.
Alla domanda giudiziale e equiparato l'atto notificato con il quale la parte, in presenza di
compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all'altra la propria intenzione di promuovere il
procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli
arbitri.
Art. 2692 Annotazione della trascrizione delle domande e degli atti
La trascrizione delle domande e degli atti indicati dai due articoli precedenti dev'essere anche
annotata secondo le modalità stabilite dall'art. 2654.
Si osservano inoltre le disposizioni del primo, terzo e quarto comma dell'art. 2655 e quelle dell'art.
2656.
Art. 2693 Trascrizione del pignoramento e del sequestro
Deve essere trascritto, dopo la notificazione, il provvedimento che ordina il sequestro conservativo
(Cod. Proc. Civ. 671 e seguenti) per gli effetti disposti dall'art. 2906. Si deve trascrivere del pari
l'atto di pignoramento (Cod. Proc. Civ. 518) per gli effetti disposti dagli artt. 2913, 2914, 2915 e
2916.
Art. 2694 Richiamo di altre leggi
Sono salve le disposizioni del codice della navigazione e delle leggi speciali che richiedono la
trascrizione di atti non contemplati dal presente capo (Cod. Nav. 238 e seguenti, 250 e seguenti, 271
e seguenti, 543, 624, 650, 652, 853 e seguenti, 865 e seguenti, 875, 1009, 1045, 1061, 1063) e le
altre disposizioni non incompatibili con quelle contenute nel capo medesimo.
Art. 2695 Forme e modalità della trascrizione
Le forme e le modalità delle trascrizioni previste in questo capo sono regolate dal codice della
navigazione, per quanto riguarda le navi e gli aeromobili (Cod. Nav. 250 e seguenti; 865 e
seguenti), e dalla legge speciale per quanto riguarda gli autoveicoli.
ln mancanza, si osservano le norme concernenti la trascrizione degli atti relativi ai beni immobili, in
quanto sono applicabili.
SEZIONE II
Della trascrizione relativamente ad altri beni mobili
Art. 2696 Rinvio
Per gli altri beni mobili per cui è disposta la trascrizione di determinati atti si osservano le
disposizioni delle leggi che li riguardano.
TITOLO II
DELLE PROVE
CAPO I
Disposizioni generali
Art. 2697 Onere della prova
Chi vuol far valere un diritto in giudizio (Cod. Proc. Civ. 163) deve provare i fatti che ne
costituiscono il fondamento (Cod. Proc. Civ. 115).
Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve
provare i fatti su cui l'eccezione si fonda.
Art. 2698 Patti relativi all'onere della prova
Sono nulli i patti con i quali è invertito ovvero e modificato l'onere della prova, quando si tratta di
diritti di cui le parti non possono disporre o quando l'inversione o la modificazione (1341) ha per
effetto di rendere a una delle parti eccessivamente difficile l'esercizio del diritto.
CAPO II
Della prova documentale
SEZIONE I
Dell'atto pubblico
Art. 2699 Atto pubblico
L'atto pubblico (2714) è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro
pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto è formato.
Art. 2700 Efficacia dell'atto pubblico
L'atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso (Cod. Proc. Civ. 221 e seguenti; Cod. Pen.
476) della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formata, nonché delle
dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o
da lui compiuti (Cod. Nav. 178, 775).
Art. 2701 Conversione dell'atto pubblico
Il documento formato da ufficiale pubblico incompetente o incapace ovvero senza l'osservanza
delle formalità prescritte, se e stato sottoscritto dalle parti ha la stessa efficacia probatoria della
scrittura privata.
SEZIONE II
Della scrittura privata
Art. 2702 Efficacia della scrittura privata
La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso (Cod. Proc. Civ. 221 e seguenti), della
provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta
ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa e legalmente considerata come riconosciuta (Cod.
Proc. Civ. 214, 215; Cod. Nav. 178, 775).
Art. 2703 Sottoscrizione autenticata
Si ha per riconosciuta la sottoscrizione autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò
autorizzato.
L'autenticazione consiste nell'attestazione da parte del pubblico ufficiale che la sottoscrizione è stata
apposta in sua presenza. Il pubblico ufficiale deve previamente accertare l'identità della persona che
sottoscrive.
Art. 2704 Data della scrittura privata nei confronti dei terzi
La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non e certa e
computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della
morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l'hanno sottoscritta o
dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici (2699) o, infine, dal giorno
in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione
del documento.
La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona
determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova.
Per l'accertamento della data nelle quietanze (1195, 1199) il giudice, tenuto conto delle circostanze,
può ammettere qualsiasi mezzo di prova (2787).
Art. 2705 Telegramma
Il telegramma ha l'efficacia probatoria della scrittura privata, se l'originale consegnato all'ufficio di
partenza e sottoscritto dal mittente, ovvero se e stato consegnato o fatto consegnare dal mittente
medesimo, anche senza sottoscriverlo.
La sottoscrizione può essere autenticata dal notaio.
Se l'identità della persona che ha sottoscritto l'originale del telegramma è stata accertata nei modi
stabiliti dai regolamenti, e ammessa la prova contraria.
Il mittente può fare indicare nel telegramma se l'originale e stato firmato con o senza
autenticazione.
Art. 2706 Conformità tra originale e riproduzione del telegramma
La riproduzione del telegramma consegnata al destinatario si presume, fino a prova contraria,
conforme all'originale.
Il mittente, se ha fatto collazionare il telegramma secondo le disposizioni dei regolamenti, si
presume esente da colpa per le divergenze verificatesi tra originale e riproduzione.
Art. 2707 Carte e registri domestici
Le carte e i registri domestici fanno prova contro chi li ha scritti:
1) quando enunciano espressamente un pagamento ricevuto;
2) quando contengono la menzione espressa che l'annotazione è stata fatta per supplire alla
mancanza di titolo in favore di chi 6 indicato come creditore.
Art. 2708 Annotazione in calce, in margine o a tergo di un documento
L'annotazione fatta dal creditore in calce, in margine o a tergo di un documento rimasto in suo
possesso fa prova, benché non sottoscritta da lui, se tende ad accertare la liberazione del debitore.
Lo stesso valore ha l'annotazione fatta dal creditore in calce, in margine o a tergo di una quietanza o
di un esemplare del documento del debito posseduto dal debitore.
SEZIONE III
Delle scritture contabili delle imprese soggette a registrazione
Art. 2709 Efficacia probatoria contro l'imprenditore
I libri e le altre scritture contabili (2214 e seguenti) delle imprese soggette a registrazione (2195)
fanno prova contro l'imprenditore. Tuttavia chi vuol trarne vantaggio non può scinderne il
contenuto (Cod. Nav. 178).
Art. 2710 Efficacia probatoria tra imprenditori
I libri bollati e vidimati nelle forme di legge (2214 e seguenti), quando sono regolarmente tenuti,
possono fare prova tra imprenditori (2082) per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa.
Art. 2711 Comunicazione ed esibizione
La comunicazione integrale dei libri, delle scritture contabili e della corrispondenza può essere
ordinata dal giudice solo nelle controverse relative allo scioglimento della società, alla comunione
dei beni (1100) e alla successione per causa di morte (456).
Negli altri casi il giudice può ordinare, anche d'ufficio, che si esibiscano i libri per estrarne le
registrazioni concernenti la controversia in corso (Cod. Proc. Civ. 212).
Può ordinare altresì l'esibizione di singole scritture contabili, lettere, telegrammi o fatture
concernenti la controversia stessa.
SEZIONE IV
Delle riproduzioni meccaniche
Art. 2712 Riproduzioni meccaniche
Le riproduzioni (Cod. Proc. Civ. 261) fotografiche o cinematografiche, le registrazioni fotografiche
e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e
delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai
fatti o alle cose medesime.
SEZIONE V
Delle taglie o tacche di contrassegno
Art. 2713 Taglie o tacche di contrassegno
Le taglie o tacche di contrassegno corrispondenti al contrassegno di riscontro formano piena prova
tra coloro che usano provare in tal modo le somministrazioni che fanno o ricevono al minuto.
SEZIONE VI
Delle copie degli atti
Art. 2714 Copie di atti pubblici
Le copie di atti pubblici spedite nelle forme prescritte da depositari pubblici autorizzati fanno fede
come l'originale (Cod. Proc. Civ. 212).
La stessa fede fanno le copie di copie di atti pubblici originali, spedite da depositari pubblici di esse,
a ciò autorizzati.
Art. 2715 Copie di scritture private originali depositate
Le copie delle scritture private depositate presso pubblici uffici e spedite da pubblici depositari
autorizzati hanno la stessa efficacia della scrittura originale da cui sono estratte.
Art. 2716 Mancanza dell'atto originale o di copia depositata
In mancanza dell'originale dell'atto pubblico o di una copia di esso presso un pubblico depositario,
le copie spedite in conformità dell'art. 2714 fanno piena prova; ma se tali copie, o anche la copia
esistente presso un pubblico depositario quando manca l'originale, presentano cancellature,
abrasioni, intercalazioni o altri difetti esteriori, è rimesso al giudice di apprezzarne l'efficacia
probatoria.
In mancanza dell'originale scrittura privata, le copie di essa spedite in conformità dell'art. 2715
fanno egualmente prova; ma se presentano cancellature, abrasioni, intercalazioni o altri difetti
esteriori, è rimesso parimenti al giudice di apprezzarne l'efficacia probatoria. Resta in ogni caso
salva la questione circa l'autenticità dell'originale mancante.
Art. 2717 Valore probatorio di altre copie
Le copie rilasciate da pubblici ufficiali fuori dei casi contemplati dagli articoli precedenti hanno
l'efficacia di un principio di prova per iscritto.
Art. 2718 Valore probatorio di copie parziali
Le copie parziali o le riproduzioni per estratto rilasciate nella forma prescritta da pubblici ufficiali
che ne sono depositari e sono debitamente autorizzati, fanno piena prova solo per quella parte
dell'originale che riproducono letteralmente.
Art. 2719 Copie fotografiche di scritture
Le copie fotografiche di scrittura hanno la stessa efficacia delle autentiche, se la loro conformità con
l'originale è attestata da pubblico ufficiale competente ovvero non è espressamente disconosciuta
(Cod. Proc. Civ. 212).
SEZIONE VII
Degli atti di ricognizione o di rinnovazione
Art. 2720 Efficacia probatoria
L'atto di ricognizione (969, 1309, 1870, 1988) o di rinnovazione fa piena prova delle dichiarazioni
contenute nel documento originale, se non si dimostra, producendo quest'ultimo, che vi e stato
errore (1428 e seguenti) nella ricognizione o nella rinnovazione.
CAPO III
Della prova testimoniale
Art. 2721 Ammissibilità: limiti di valore
La prova per testimoni dei contratti non è ammessa quando il valore dell'oggetto eccede le L. 5.000
(att. 233, Cod. Proc. Civ. 224 e seguenti).
Tuttavia l'autorità giudiziaria può consentire la prova oltre il limite anzidetto, tenuto conto della
qualità delle parti, della natura del contratto e di ogni altra circostanza (Cod. Proc. Civ. 439).
Art. 2722 Patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento
La prova per testimoni non è ammessa se ha per oggetto patti aggiunti o contrari al contenuto di un
documento, per i quali si alleghi che la stipulazione e stata anteriore o contemporanea.
Art. 2723 Patti posteriori alla formazione del documento
Qualora si alleghi che, dopo la formazione di un documento, è stato stipulato un patto aggiunto o
contrario al contenuto di esso, l'autorità giudiziaria può consentire la prova per testimoni soltanto
se, avuto riguardo alla qualità delle parti, alla natura del contratto e a ogni altra circostanza, appare
verosimile che siano state fatte aggiunte o modificazioni verbali.
Art. 2724 Eccezioni al divieto della prova testimoniale
La prova per testimoni e ammessa in ogni caso (1417):
1) quando vi è un principio di prova per iscritto: questo e costituito da qualsiasi scritto, proveniente
dalla persona contro la quale è diretta la domanda o dal suo rappresentante, che faccia apparire
verosimile il fatto allegato;
2) quando il contraente e stato nell'impossibilità morale o materiale di procurarsi una prova scritta;
3) quando il contraente ha senza sua colpa perduto il documento che gli forniva la prova.
Art. 2725 Atti per i quali è richiesta la prova per iscritto o la forma scritta
Quando, secondo la legge o la volontà delle parti, un contratto deve essere provato per iscritto
(1888, 1928, 1967), la prova per testimoni è ammessa soltanto nel caso indicato dal n. 3 dell'articolo
precedente.
La stessa regola si applica nei casi in cui la forma scritta è richiesta sotto pena di nullità (1350 e
seguenti).
Art. 2726 Prova del pagamento e della remissione
Le norme stabilite per la prova testimoniale dei contratti si applicano anche al pagamento (1188 e
seguenti) e alla remissione del debito (1236).
CAPO IV
Delle presunzioni
Art. 2727 Nozione
Le presunzioni sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire a un
fatto ignorato (Cod. Proc. Civ. 115).
Art. 2728 Prova contro le presunzioni legali
Le presunzioni legali dispensano da qualunque prova coloro a favore dei quali esse sono stabilite.
Contro le presunzioni sul fondamento delle quali la legge dichiara nulli certi atti o non ammette
l'azione in giudizio non può essere data prova contraria, salvo che questa sia consentita dalla legge
stessa.
Art. 2729 Presunzioni semplici
Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice, il quale non deve
ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti.
Le presunzioni non si possono ammettere nei casi in cui la legge esclude la prova per testimoni.
CAPO V
Della confessione
Art. 2730 Nozione
La confessione è la dichiarazione che una parte fa della verità di fatti ad essa sfavorevoli e
favorevoli all'altra parte.
La confessione è giudiziale o stragiudiziale.
Art. 2731 Capacità richiesta per la confessione
La confessione non è efficace se non proviene da persona capace di disporre del diritto, a cui i fatti
confessati si riferiscono. Qualora sia resa da un rappresentante, è efficace solo se fatta entro i limiti
e nei modi in cui questi vincola il rappresentato (1388).
Art. 2732 Revoca della confessione
La confessione non può essere revocata se non si prova che è stata determinata da errore (1428 e
seguenti) di fatto o da violenza (1434).
Art. 2733 Confessione giudiziale
E' giudiziale la confessione resa in giudizio (Cod. Proc. Civ. 228).
Essa forma piena prova contro colui che l'ha fatta, purché non verta su fatti relativi a diritti non
disponibili.
In caso di litisconsorzio necessario (Cod. Proc. Civ. 102), la confessione resa da alcuni soltanto
dei.litisconsorti è liberamente apprezzata dal giudice.
Art. 2734 Dichiarazioni aggiunte alla confessione
Quando alla dichiarazione indicata dall'art. 2730 si accompagna quella di altri fatti o circostanze
tendenti a infirmare l'efficacia del fatto confessato ovvero a modificarne o a estinguerne gli effetti,
le dichiarazioni fanno piena prova nella loro integrità se l'altra parte non contesta la verità dei fatti o
delle circostanze aggiunte. In caso di contestazione, e rimesso al giudice di apprezzare, secondo le
circostanze, l'efficacia probatoria delle dichiarazioni.
Art. 2735 Confessione stragiudiziale
La confessione stragiudiziale fatta alla parte o a chi la rappresenta ha la stessa efficacia probatoria
di quella giudiziale. Se è fatta a un terzo o se è contenuta in un testamento (587), e liberamente
apprezzata dal giudice.
La confessione stragiudiziale non può provarsi per testimoni, se verte su un oggetto per il quale la
prova testimoniale non è ammessa dalla legge.
CAPO VI
Del giuramento
Art. 2736 Specie
Il giuramento è di due specie (Cod. Proc. Civ. 241);
1) è decisorio (Cod. Proc. Civ. 233) quello che una parte deferisce all'altra per farne dipendere la
decisione totale o parziale della causa;
2) è suppletorio (Cod. Proc. Civ. 240) quello che è deferito d'ufficio dal giudice a una delle parti al
fine di decidere la causa quando la domanda o le eccezioni non sono pienamente provate, ma non
sono del tutto sfornite di prova, ovvero quello che è deferito al fine di stabilire il valore della cosa
domandata, se non si può accertarlo altrimenti (Cod. Proc. Civ. 241).
Art. 2737 Capacità delle parti
Per deferire o riferire il giuramento si chiedono le condizioni indicate dall'art. 2731.
Art. 2738 Efficacia
Se è stato prestato il giuramento deferito o riferito (Cod. Proc. Civ. 233 e seguenti), l'altra parte non
6 ammessa a provare il contrario, ne può chiedere la revocazione della sentenza qualora il
giuramento sia stato dichiarato falso (Cod. Proc. Civ. 395, n. 2).
Può tuttavia domandare il risarcimento dei danni nel caso di condanna penale per falso giuramento.
Se la condanna penale non può essere pronunziata perché il reato è estinto (Cod. Pen. 150 e
seguenti), il giudice civile può conoscere del reato al solo fine del risarcimento.
In caso di litisconsorzio necessario (Cod. Proc. Civ. 102), il giuramento prestato da alcuni soltanto
dei litisconsorti è liberamente apprezzato dal giudice (1305).
Art. 2739 Oggetto
Il giuramento non può essere deferito o riferito per la decisione di cause relative a diritti di cui le
parti non possono disporre, né sopra un fatto illecito o sopra un contratto per la validità del quale sia
richiesta la forma scritta (1350), ne per negare un fatto che da un atto pubblico risulti avvenuto alla
presenza del pubblico ufficiale che ha formato l'atto stesso (2700).
Il giuramento non può essere deferito che sopra un fatto proprio della parte a cui si deferisce o sulla
conoscenza che essa ha di un fatto altrui e non può essere riferito qualora il fatto che ne è l'oggetto
non sia comune a entrambe le parti.
TITOLO III
DELLA RESPONSABILITA' PATRIMONIALE, DELLE CAUSE Dl PRELAZIONE E DELLA
CONSERVAZIONE DELLA GARANZIA PATRIMONIALE
CAPO I
Disposizioni generali
Art. 2740 Responsabilità patrimoniale
Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.
Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge.
Art. 2741 Concorso dei creditori e cause di prelazione
I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause legittime di
prelazione.
Sono cause legittime di prelazione i privilegi, il pegno (2784 e seguenti) e le ipoteche (2808 e
seguenti).
Art. 2742 Surrogazione dell'indennità alla cosa
Se le cose soggette a privilegio, pegno (2784 e seguenti) o ipoteca (2808 e seguenti) sono perite o
deteriorate, le somme dovute dagli assicuratori per indennità della perdita o del deterioramento
(1905) sono vincolate al pagamento dei crediti privilegiati, pignoratizi o ipotecari, secondo il loro
grado, eccetto che le medesime vengano impiegate a riparare la perdita o il deterioramento (Cod.
Nav. 553, 1026). L'autorità giudiziaria può, su istanza degli interessati, disporre le opportune
cautele per assicurare l'impiego delle somme nel ripristino o nella riparazione della cosa.
Gli assicuratori sono liberati qualora paghino dopo trenta giorni dalla perdita o dal deterioramento,
senza che sia stata fatta opposizione. Quando però si tratta di immobili su cui gravano iscrizioni, gli
assicuratori non sono liberati se non dopo che è decorso senza opposizione il termine di trenta
giorni (2964) dalla notificazione ai creditori iscritti (2844) del fatto che ha dato luogo alla perdita o
al deterioramento.
Sono del pari vincolate al pagamento dei crediti suddetti le somme dovute per causa di servitù
coattive (1032 e seguenti) o di comunione forzosa (1117 e seguenti) o di espropriazione per
pubblico interesse (834), osservate, per quest'ultima, le disposizioni della legge speciale.
Art. 2743 Diminuzione della garanzia
Qualora la cosa data in pegno o sottoposta a ipoteca perisca o si deteriori, anche per caso fortuito, in
modo da essere insufficiente alla sicurezza del creditore, questi può chiedere che gli sia prestata
idonea garanzia su altri beni e, in mancanza, può chiedere l'immediato pagamento del suo credito
(1186).
Art. 2744 Divieto del patto commissorio
E' nullo il patto (1419) col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel
termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore. Il patto è nullo
anche se posteriore alla costituzione dell'ipoteca o del pegno (2796 e seguenti).
CAPO II
Dei privilegi
SEZIONE I
Disposizioni generali
Art. 2745 Fondamento del privilegio
Il privilegio (att. 234) è accordato dalla legge in considerazione della causa del credito. La
costituzione del privilegio può tuttavia dalla legge essere subordinata alla convenzione delle parti;
può anche essere subordinata a particolari forme di pubblicità.
2746 Distinzione dei privilegi
Il privilegio è generale o speciale. Il primo si esercita su tutti i beni mobili del debitore, il secondo
su determinati beni mobili o immobili.
Art. 2747 Efficacia del privilegio
Il privilegio generale non può esercitarsi in pregiudizio dei diritti spettanti ai terzi sui mobili (1153)
che ne formano oggetto, salvo quanto è disposto dagli artt. 2913, 2914, 2915 e 2916.
Se la legge non dispone diversamente, il privilegio speciale sui mobili, sempre che sussista la
particolare situazione alla quale è subordinato (2769), può esercitarsi in pre giudizio dei diritti
acquistati dai terzi posteriormente al sorgere di esso (26837.
Art. 2748 Efficacia del privilegio speciale rispetto al pegno e alle ipoteche
Se la legge non dispone altrimenti, il privilegio speciale sui beni mobili non può esercitarsi in
pregiudizio del creditore pignoratizio (2784 e seguenti; att. 234).
I creditori che hanno privilegio sui beni immobili sono preferiti ai creditori ipotecari se la legge non
dispone diversamente.
Art. 2749 Estensione del privilegio
Il privilegio accordato al credito si estende alle spese ordinarie per l'intervento nel processo di
esecuzione (Cod. Proc. Civ. 47.4 e seguenti). Si estende anche agli interessi dovuti per l'anno in
corso alla data del pignoramento (Cod. Proc. Civ. 491 e seguenti) e per quelli dell'anno precedente.
Gli interessi successivamente maturati hanno privilegio nei limiti della misura legale (1284) fino
alla data della vendita.
Art. 2750 Privilegi marittimi, aeronautici e privilegi stabiliti da leggi speciali
I privilegi sulla nave, sul nolo e sulle cose caricate e i privilegi sull'aeromobile, sul nolo e sulle cose
caricate sono regolati dal codice della navigazione (Cod. Nav. 548 e seguenti, 1022 e seguenti).
Ai privilegi previsti da leggi speciali si applicano le norme di questo capo, se non è diversamente
disposto.
SEZIONE II
Dei privilegi sui mobili
§ 1 Dei privilegi generali sui mobili
Art. 2751 Crediti per spese funebri d'infermità, alimenti
Hanno privilegio generale sui mobili, nell'ordine che segue, i crediti riguardanti:
1) le spese funebri necessarie secondo gli usi;
2) le spese d'infermità fatte negli ultimi sei mesi della vita del debitore;
3) le somministrazioni di vitto, vesti e alloggio, nei limiti della stretta necessità, fatte al debitore per
lui e per la sua famiglia negli ultimi sei mesi;
4) i crediti di alimenti per gli ultimi tre mesi a favore delle persone alle quali gli alimenti sono
dovuti per legge.
Art. 2751 bis Crediti per retribuzioni e provvigioni, crediti dei coltivatori diretti, delle società
od enti cooperativi e delle imprese artigiane
Hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti:
1) le retribuzioni dovute, sotto qualsiasi forma, ai prestatori di lavoro subordinato e tutte le
indennità dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro, nonché il credito del lavoratore
per i danni conseguenti alla mancata corresponsione, da parte del datore di lavoro, dei contributi
previdenziali ed assicurativi obbligatori ed il credito per il risarcimento del danno subito per effetto
di un licenziamento inefficace, nullo o annullabile;
2) le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d'opera intellettuale dovute per gli
ultimi due anni di prestazione;
3) le provvigioni derivanti dal rapporto di agenzia dovute per l'ultimo anno di prestazione e le
indennità dovute per la cessazione del rapporto medesimo;
4) i crediti del coltivatore diretto, sia proprietario che affittuario, mezzadro, colono, soccidario o
comunque compartecipante, per i corrispettivi della vendita dei prodotti nonché i crediti del
mezzadro o del colono indicati dall'art. 2765;
5) i crediti dell'impresa artigiana e delle società od enti cooperativi di produzione e di lavoro, per i
corrispettivi dei servizi prestati e della vendita dei manufatti;
5 bis) i crediti delle società cooperative agricole e dei loro consorzi per i corrispettivi della vendita
dei prodotti.
Art. 2752 Crediti per contributi diretti dello Stato, per imposta sul valore aggiunto e per
tributi degli enti locali
Hanno privilegio generale sui mobili del debitore i crediti dello Stato per l'imposta sul reddito delle
persone fisiche, sul reddito delle persone giuridiche e per l'imposta locale sui redditi, limitatamente
all'imposta o alla quota d'imposta non imputabile ai redditi immobiliari e a quelli di natura fondiaria
non determinabili catastalmente, iscritti nei ruoli principali suppletivi, speciali o straordinari posti in
riscossione nell'anno in cui si procede all'esecuzione e nell'anno precedente.
Se si tratta di ruoli suppletivi, e si procede per imposte relative a periodi d'imposta anteriori agli
ultimi due, il privilegio non può esercitarsi per un importo superiore a quello degli ultimi due anni,
qualunque sia il periodo cui le imposte si riferiscono.
Hanno altresì privilegio generale sui mobili del debitore i crediti dello Stato per le imposte, le pene
pecuniarie e le soprattasse dovute secondo le norme relative all'imposta sul valore aggiunto.
Hanno lo stesso privilegio, subordinatamente a quello dello Stato, i crediti per le imposte, tasse e
tributi dei comuni e delle province previsti dalla legge per la finanza locale e dalle norme relative
all'imposta comunale sulla pubblicità e ai diritti sulle pubbliche affissioni.
Art. 2753 Crediti per contributi di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i
superstiti
Hanno privilegio generale sui mobili del datore di lavoro i crediti derivanti dal mancato versamento
dei contributi ad istituti, enti o fondi speciali, compresi quelli sostitutivi o integrativi, che gestiscono
forme di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.
Art. 2754 Crediti per contributi relativi ad altre forme di assicurazione
Hanno pure privilegio generale sui mobili del datore di lavoro i crediti per i contributi dovuti a
istituti ed enti per forme di tutela previdenziale e assistenziale diverse da quelle indicate dal
precedente articolo, nonché gli accessori, limitatamente al cinquanta per cento del loro ammontare,
relativi a tali crediti ed a quelli indicati dal precedente articolo.
§ 2 Dei privilegi sopra determinati mobili
Art. 2755 Spese per atti conservativi o di espropriazione
I crediti per spese di giustizia fatte per atti conservativi (2905 e seguenti; Cod. Proc. Civ. 671) o per
l'espropriazione di beni mobili (Cod. Proc. Civ. 513 e seguenti) nell'interesse comune dei creditori
hanno privilegio sui beni stessi.
Art. 2756 Crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento
I crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o al miglioramento di beni mobili
hanno privilegio sui beni stessi, purché questi si trovino ancora presso chi ha fatto le prestazioni o le
spese.
Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulla cosa, qualora chi ha fatto
le prestazioni o le spese sia stato in buona fede.
Il creditore può ritenere la cosa soggetta al privilegio finché non è soddisfatto del suo credito e può
anche venderla secondo le norme stabilite per la vendita del pegno.
Art. 2757 Crediti per somministrazioni e lavori occorrenti per la produzione agricola
I crediti per le somministrazioni di sementi, di materie fertilizzanti e antiparassitarie e di acqua per
irrigazione, come pure i crediti per lavori di coltivazione e di raccolta dell'annata agricola (821)
hanno privilegio sui frutti, alla cui produzione abbiano concorso.
Il privilegio si può esercitare finché i frutti si trovano nel fondo o nelle sue dipendenze.
Si applica la disposizione del secondo comma dell'art. 2756.
Art. 2758 Crediti per tributi indiretti
I crediti dello Stato per i tributi indiretti hanno privilegio sui mobili ai quali i tributi si riferiscono e
sugli altri beni indicati dalle leggi relative, con l'effetto da esse stabilito.
Eguale privilegio hanno i crediti di rivalsa verso il cessionario ed il committente previsti dalle
norme relative all'imposta sul valore aggiunto, sui beni che hanno formato oggetto della cessione o
ai quali si riferisce il servizio.
Il privilegio, per quanto riguarda l'imposta di successione, non ha effetto in pregiudizio dei creditori
che hanno esercitato il diritto di separazione dei beni del defunto da quelli dell'erede (512).
Art. 2759 Crediti per le imposte sul reddito
I crediti dello Stato per l'imposta sul reddito delle persone fisiche, sul reddito delle persone
giuridiche e per l'imposta locale sui redditi, dovuta per i due anni anteriori a quello in cui si
procede, hanno privilegio, limitatamente all'imposta o alla quota d'imposta imputabile al reddito
d'impresa, sopra i mobili che servono all'esercizio di imprese commerciali e sopra le merci che si
trovano nel locale adibito all'esercizio stesso o nell'abitazione dell'imprenditore.
Il privilegio si applica sui beni indicati nel comma precedente ancorché appartenenti a persona
diversa dall'imprenditore salvo che si tratti di beni rubati o smarriti, di merci affidate
all'imprenditore per la lavorazione o di merci non ancora nazionalizzate munite di regolare bolletta
doganale.
Qualora l'accertamento del reddito iscritto a ruolo sia stato determinato sinteticamente ai fini
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, la ripartizione proporzionale dell'imposta, prevista dal
primo comma, viene effettuata sulla base dei redditi iscritti o iscrivibili ai fini dell'imposta locale
sui redditi.
Art. 2760 Crediti dell'albergatore
I crediti dell'albergatore per mercedi e somministrazioni verso le persone albergate hanno privilegio
sulle cose da queste portate nell'albergo e nelle dipendenze e che continuano a trovarvisi (1783 e
seguenti).
Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulle cose stesse, a meno che
l'albergatore fosse a conoscenza di tali diritti al tempo in cui le cose sono state portate nell'albergo.
Art. 2761 Crediti del vettore, del mandatario, del depositano e del sequestratario
I crediti dipendenti dal contratto di trasporto (1678 e seguenti) e quelli per le spese d'imposta
anticipate dal vettore hanno privilegio sulle cose trasportate finché queste rimangono presso di lui
(1702).
I crediti derivanti dall'esecuzione del mandato (1703 e seguenti) hanno privilegio sulle cose del
mandante che il mandatario detiene per l'esecuzione del mandato (1721, 1860).
I crediti derivanti dal deposito (1781) o dal sequestro convenzionale (1802) a favore del depositario
e del sequestratario hanno parimenti privilegio sulle cose che questi detengono per effetto del
deposito o del sequestro.
Si applicano a questi privilegi le disposizioni del secondo e del terzo comma dell'art. 2756.
Art. 2762 Privilegio del venditore di macchine
Chi ha venduto macchine per un prezzo superiore a lire trentamila ha privilegio per il prezzo non
pagato sulle macchine vendute e consegnate, anche se sono incorporate o congiunte all'immobile di
proprietà del compratore o di un terzo.
Il privilegio è subordinato alla trascrizione dei documenti, dai quali la vendita e il credito risultano,
nel registro indicato dal secondo comma dell'art. 1524. La trascrizione è eseguita presso il
tribunale nella giurisdizione del quale è collocata la macchina.
Il privilegio dura per un triennio dalla data della vendita e ha effetto fino a quando la macchina si
trova in possesso del compratore nel luogo dove è stata eseguita la trascrizione, salvo il caso di
sottrazione fraudolenta.
Il privilegio stabilito in questo articolo spetta anche alle banche autorizzate all'esercizio di prestiti
con garanzia sul macchinario, le quali abbiano anticipato al compratore il prezzo per l'acquisto. Il
privilegio sussiste a condizione che il documento rilasciato a prova della sovvenzione indichi lo
scopo, l'ammontare e la scadenza del credito, contenga l'esatta designazione della macchina
soggetta al privilegio e sia trascritto a norma del secondo comma di questo articolo.
Se il privilegio della banca concorre con quello del venditore, è preferito il creditore che ha
trascritto per primo.
Art. 2763 Crediti per canoni enfiteutici
I crediti del concedente per il canone dovuto dall'enfiteuta per l'anno in corso e per il precedente
(960, 972 n. 2) hanno privilegio sui frutti (820) dell'anno e su quelli raccolti anteriormente, purché
si trovino nel fondo o nelle sue dipendenze.
Art. 2764 Crediti del locatore di immobili
Il credito delle pigioni e dei fitti (1571 e seguenti, 1615 e seguenti) degli immobili ha privilegio sui
frutti (820) dell'anno e su quelli raccolti anteriormente, nonché sopra tutto ciò che serve a fornire
l'immobile o a coltivare il fondo locato.
Il privilegio sussiste per il credito dell'anno in corso, dell'antecedente e dei successivi, se la
locazione ha data certa (2704), e, in caso diverso, per quello dell'anno in corso e del susseguente.
Lo stesso privilegio ha il credito dipendente da mancate riparazioni le quali siano a carico del
conduttore (1576, 1609, 1621), il credito per i danni arrecati all'immobile locato, per la mancata
restituzione delle scorte (1640 e seguenti) e ogni altro credito dipendente da inadempimento del
contratto.
Il privilegio sui frutti sussiste finché si trovano nel fondo o nelle sue dipendenze. Esso si può far
valere anche nei confronti del subconduttore (1595).
Il privilegio sulle cose che servono a fornire l'immobile locato o alla coltivazione del fondo sussiste
pure se le cose appartengono al subconduttore, nei limiti in cui il locatore ha azione contro il
medesimo.
Il privilegio sulle cose che servono a fornire l'immobile locato ha luogo altresì nei confronti dei
terzi, finché le cose si trovano nell'immobile, salvo che si provi che il locatore conoscesse il diritto
del terzo al tempo in cui sono state introdotte (Cod. Proc. Civ. 621 e seguenti).
Qualora le cose che servono a fornire la casa o il fondo locato ovvero a coltivare il medesimo
vengano asportate dall'immobile senza il consenso del locatore, questi conserva su di esse il
privilegio, purché ne domandi il sequestro, nei modi stabiliti dal codice di procedura civile per il
sequestro conservativo (Cod. Proc. Civ. 671 e seguenti), entro il termine di trenta giorni
dall'asportazione, se si tratta di mobili che servono a fornire o a coltivare il fondo rustico, e di
quindici giorni, se si tratta di mobili che servono a fornire la casa. Restano salvi in ogni caso i diritti
acquistati dopo l'asportazione dei terzi che ignoravano l'esistenza del privilegio (1519).
Art. 2765 Crediti derivanti dai contratti di mezzadria e di colonia
Colui che concede un fondo a mezzadria (2141 e seguenti) o a colonia (2164 e seguenti) e il
mezzadro o il colono hanno, per i crediti derivanti dal contratto, privilegio sulla rispettiva parte dei
frutti (820) e sulle cose che servono a coltivare o a fornire il fondo dato a mezzadria o a colonia.
Il privilegio sui frutti sussiste finché questi si trovano nel fondo o nelle sue dipendenze.
Si applicano le disposizioni degli ultimi tre commi dell'art. 2764 (1519).
Art. 2766 Crediti degli istituti di credito agrario (abrogato)
Art. 2767 Crediti per risarcimento di danni contro l'assicurato
Nel caso di assicurazione della responsabilità civile (1917), il credito del danneggiato per il
risarcimento ha privilegio, sull'indennità dovuta dall'assicuratore (att. 235).
Art. 2768 Crediti dipendenti da reato
Per i crediti dipendenti da reato hanno privilegio sulle cose sequestrate lo Stato e le altre persone
indicate dal codice penale (Cod. Pen. 188 e seguenti), secondo le disposizioni del codice stesso e
del codice di procedura civile (Cod. Proc. Pen. 488 e seguenti, 612 e seguenti).
Art. 2769 Sequestro della cosa soggetta a privilegio
Il creditore che ha privilegio su una cosa mobile, se ha fondati motivi di temere la rimozione della
cosa dalla particolare situazione alla quale è subordinata la sussistenza del privilegio, può
domandarne il sequestro conservativo (Cod. Proc. Civ. 671).
SEZIONE III Dei privilegi sopra gli immobili
Art. 2770 Crediti per atti conservativi o di espropriazione
I creditori per le spese di giustizia fatte per atti conservativi (2905 e seguente; Cod. Proc. Civ. 671)
o per l'espropriazione di beni immobili (Cod. Proc. Civ. 555 e seguente) nell'interesse comune dei
creditori sono privilegiati sul prezzo degli immobili stessi.
Del pari ha privilegio il credito dell'acquirente di un immobile per le spese fatte per la dichiarazione
di liberazione dell'immobile dalle ipoteche (2889 e seguenti; Cod. Proc. Civ. 792 e seguenti).
Art. 2771 Crediti per le imposte sui redditi immobiliari
I crediti dello Stato per l'imposta sul reddito delle persone fisiche, per l'imposta sul reddito delle
persone giuridiche e per l'imposta locale sui redditi, limitatamente all'imposta o alla quota
proporzionale di imposta imputabile ai redditi immobiliari, compresi quelli di natura fondiaria non
determinabili catastalmente, sono privilegiati sopra gli immobili tutti del contribuente situati nel
territorio del comune in cui il tributo si riscuote e sopra i frutti, i fitti e le pigioni degli stessi
immobili, senza pregiudizio dei mezzi speciali di esecuzione autorizzati dalla legge.
Il privilegio previsto nel comma precedente è limitato alle imposte iscritte nei ruoli principali,
suppletivi, speciali o straordinari posti in riscossione nell'anno in cui si procede all'esecuzione e
nell'anno precedente. Se si tratta di ruoli suppletivi e si procede per imposte relative a periodi
d'imposta anteriori agli ultimi due, il privilegio non può esercitarsi per un importo superiore a
quello degli ultimi due anni, qualunque sia il periodo cui le imposte si riferiscono.
Qualora l'accertamento del reddito iscritto a ruolo sia stato determinato sinteticamente ai fini
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, la ripartizione proporzionale dell'imposta, prevista dal
primo comma, viene effettuata sulla base dei redditi iscritti o iscrivibili ai fini dell'imposta locale
sui redditi.
Art. 2772 Crediti per tributi indiretti
Hanno pure privilegio i crediti dello Stato per ogni tributo indiretto, nonché quelli derivanti
dall'applicazione dell'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili, sopra gli
immobili ai quali il tributo si riferisce.
I crediti dello Stato, derivanti dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, hanno privilegio, in
caso di responsabilità solidale del cessionario, sugli immobili che hanno formato oggetto della
cessione o ai quali si riferisce il servizio prestato.
Eguale privilegio hanno i crediti di rivalsa, verso il cessionario ed il committente, previsti dalle
norme relative all'imposta sul valore aggiunto, sugli immobili che hanno formato oggetto della
cessione o ai quali si riferisce il servizio.
Il privilegio non si può esercitare in pregiudizio dei diritti che i terzi hanno anteriormente acquistato
sugli immobili.
Per le imposte suppletive il privilegio non si può neppure esercitare in pregiudizio dei diritti
acquistati successivamente dai terzi.
Lo stesso privilegio, per quanto riguarda l'imposta di successione, non ha effetto a dan no dei
creditori del defunto che hanno iscritto la loro ipoteca nei tre mesi dalla morte di lui, né ha effetto a
danno dei creditori che hanno esercitato il diritto di separazione dei beni del defunto da quelli
dell'erede (512).
Art. 2773 (abrogato)
Art. 2774 Crediti per concessione di acque
I crediti dello Stato per i canoni dovuti dai concessionari di acque pubbliche o di acque derivate da
canali demaniali ovvero per i lavori eseguiti d'ufficio sono privilegiati sugli impianti, in conformità
delle leggi speciali.
Tale privilegio, per quanto riguarda i canoni, non è opponibile ai terzi che hanno acquistato diritti
sugli immobili anteriormente all'atto di concessione o, trattandosi di crediti per lavori,
anteriormente al sorgere dei crediti stessi.
Art. 2775 Contributi per opera di bonifica e di miglioramento
I crediti per i contributi indicati dall'art. 864 sono privilegiati sugli immobili che traggono
beneficio dalle opere di bonifica o di miglioramento.
La costituzione del privilegio per le opere di miglioramento è subordinata all'osservanza delle leggi
speciali.
Art. 2776 Collocazione sussidiaria sugli immobili
I crediti relativi al trattamento di fine rapporto nonché all'indennità di cui all'art. 2118 sono
collocati sussidiariamente, in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, sul prezzo degli immobili,
con preferenza rispetto ai crediti chirografari.
I crediti indicati dagli artt. 2751 e 2751 bis, ad eccezione di quelli indicati al precedente comma, ed
i crediti per contributi dovuti a istituti, enti o fondi speciali, compresi quelli sostitutivi o integrativi,
che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, di cui
all'art. 2753, sono collocati sussidiariamente, in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, sul
prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari, ma dopo i crediti indicati al
primo comma.
I crediti dello Stato indicati dal 3° comma dell'art. 2752 sono collocati sussidiariamente, in caso di
infruttuosa esecuzione sui mobili, sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti
chirografari, ma dopo i crediti indicati al comma precedente.
SEZIONE IV
Dell'ordine dei privilegi
Art. 2777 Preferenza delle spese di giustizia e di altri crediti
I crediti per spese di giustizia enunciati dagli artt. 2755 e 2770, sono preferiti ad ogni altro credito
anche pignoratizio o ipotecario.
Immediatamente dopo le spese di giustizia sono collocati i crediti aventi privilegio genera le
mobiliare di cui all'art. 2751 bis nell'ordine seguente:
a) i crediti di cui all'art. 2751 bis, n. 1;
b) i crediti di cui all'art. 2751 bis, nn. 2 e 3;
c) i crediti di cui all'art. 2751 bis, nn. 4 e 5.
I privilegi che le leggi speciali dichiarano preferiti ad ogni altro credito sono sempre posposti al
privilegio per le spese di giustizia ed ai privilegi indicati nell'art. 2751 bis.
Art. 2778 Ordine degli altri privilegi sui mobili
Salvo quanto è disposto dall'art. 2777, nel concorso di crediti aventi privilegio generale o speciale
sulla medesima cosa, la prelazione si esercita nell'ordine che segue:
1) i crediti per contributi ad istituti, enti o fondi speciali
compresi quelli sostitutivi o integrativi
che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti,
indicati dall'art. 2753;
2) i crediti per le imposte sui redditi immobiliari, indicati dall'art. 2771, quando il privilegio si
esercita separatamente sopra i frutti, i fitti e le pigioni degli immobili;
3) (i crediti degli istituti esercenti il credito agrario, indicati dai due primi commi dell'art. 2766);
4) i crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento di beni mobili, indicati dall'art.
2756;
5) i crediti per le mercedi dovute ai lavoratori impiegati nelle opere di coltivazione e di raccolta,
indicate dall'art. 2757;
6) i crediti per sementi e materie fertilizzanti e antiparassitarie e per somministrazione di acqua per
irrigazione, nonché i crediti per i lavori di coltivazione e di raccolta indicati dall'art. 2757. Qualora
tali crediti vengano in concorso tra loro, sono preferiti quelli di raccolta, seguono quelli di
coltivazione e, infine, gli altri crediti indicati dallo stesso articolo;
7) i crediti per i tributi indiretti, indicati
dall'art. 2758, salvo che la legge speciale accordi un diverso grado di preferenza, e i crediti per le
imposte sul reddito, indicati dall'art. 2759:
8) i crediti per contributi dovuti a istituti ed enti per forme di tutela previdenziale e assistenziale
indicati dall'art. 27 54, nonché gli accessori, limitatamente al cinquanta per cento del loro
ammontare, relativi a tali crediti ed a quelli indicati dal precedente n. 1 del presente articolo;
9) (i crediti degli istituti esercenti il credito agrario, indicati dal terzo comma dell'art. 2766);
10) i crediti dipendenti da reato, indicati dall'art. 2768, sulle cose sequestrate, nei casi e secondo
l'ordine stabiliti dal codice penale e dal codice di procedura penale;
11) i crediti per risarcimento, indicati dall'art. 2767;
12) i crediti dell'albergatore, indicati dall'art. 2760;
13) i crediti del vettore, del mandatario, del depositario e del sequestratario, indicati dall'art. 2761;
14) i crediti del venditore di macchine o della banca per le anticipazioni del prezzo, indicati dall'art.
2762:
15) i crediti per canoni enfiteutici, indica ti dall'art. 2763;
16) i crediti del locatore e i crediti del concedente dipendenti dai contratti di mezzadria e colonia,
indicati rispettivamente dagli artt. 2764 e 2765;
17) i crediti per spese funebri, d'infermità, per somministrazioni ed alimenti, nell'ordine indicato
dall'art. 2751;
18) i crediti dello Stato per tributi diretti, indicati dal primo comma dell'art. 2752;
19) i crediti dello Stato indicati dal terzo comma dell'art. 2752;
20) i crediti degli enti locali per tributi indicati dal quarto comma dell'art. 2752.
Art. 2779 Concorso dei privilegi con ipoteche sugli autoveicoli
Se i privilegi indicati dall'articolo precedente concorrono con le ipoteche sugli autoveicoli,
menzionate nell'art. 2810, queste sono posposte ai privilegi menzionati nei primi dieci numeri
dell'art. 2778 e sono preferite a tutti gli altri.
Art. 2780 Ordine dei privilegi sugli immobili
Quando sul prezzo dello stesso immobile concorrono più crediti privilegiati, la prelazione ha luogo
secondo l'ordine seguente:
1) i crediti per le imposte sui redditi immobiliari, indicati dall'art. 2771;
2) i crediti per i contributi, indicati dall'art. 2775;
3) i crediti dello Stato per le concessioni di acque, indicati dall'art. 2774;
4) i crediti per i tributi indiretti, indicati dall'art. 2772;
5) i crediti per l'imposta comunale sul l'incremento di valore degli immobili.
Art. 2781 Concorso di privilegi speciali con crediti pignoratizi
Qualora con crediti assistiti da privilegio speciale concorra un credito garantito con pegno (2784 e
seguenti) e uno dei privilegi debba essere preferito rispetto al pegno, tale privilegio prevale su
quegli altri che devono essere posposti al pegno, anche se anteriori di grado (att. 234).
Art. 2782 Concorso di crediti egualmente privilegiati
I crediti egualmente privilegiati concorrono tra loro in proporzione del rispettivo importo.
La stessa disposizione si osserva quando concorrono tra loro più crediti privilegiati ai quali le leggi
speciali attribuiscono genericamente una prelazione su ogni altro credito.
Art. 2783 Preferenza non determinata dalla legge
Quando dalla legge non risulta il grado di preferenza di un determinato privilegio speciale, esso
prende grado dopo ogni altro privilegio speciale regolato nel codice (att. 234).
Art. 2783 bis Crediti derivanti dall'applicazione dei prelievi di cui agli articoli 49 e 50 del
trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio
I crediti derivanti dall'applicazione dei prelievi di cui agli artt. 49 e 50 del Trattato che istituisce la
Comunità europea del carbone e dell'acciaio, nonché dalle relative maggiorazioni di mora, sono
equiparati, ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presente capo, ai crediti dello Stato per
l'imposta sul valore aggiunto.
CAPO III
Del pegno
SEZIONE I
Disposizioni generali
Art. 2784 Nozione
Il pegno è costituito a garanzia dell'obbligazione dal debitore o da un terzo per il debitore.
Possono essere dati in pegno i beni mobili, le universalità di mobili, i crediti e altri diritti aventi per
oggetto beni mobili.
Art. 2785 Rinvio a leggi speciali
Le disposizioni del presente capo non derogano alle leggi speciali concernenti casi e forme
particolari di costituzione di pegno, né a quelle concernenti gli istituti autorizzati a fare prestiti
sopra pegni.
SEZIONE II
Del pegno dei beni mobili
Art. 2786 Costituzione
Il pegno si costituisce con la consegna (2014, 2026) al creditore della cosa o del documento che
conferisce l'esclusiva disponibilità della cosa (1996).
La cosa o il documento possono essere anche consegnati a un terzo designato dalle parti o possono
essere posti in custodia di entrambe, in modo che il costituente sia nell'impossibilità di disporne
senza la cooperazione del creditore.
Art. 2787 Prelazione del creditore pignoratizio
Il creditore ha diritto di farsi pagare con prelazione sulla cosa ricevuta in pegno (2744).
La prelazione non si può far valere se la cosa data in pegno non è rimasta in possesso del creditore o
presso il terzo designato dalle parti.
Quando il credito garantito eccede la somma di lire cinquemila, la prelazione non ha luogo se il
pegno non risulta da scrittura con data certa, la quale contenga sufficiente indicazione del credito e
della cosa (2704, 2800).
Se però il pegno risulta da polizza o da altra scrittura di enti che, debitamente autorizzati, compiono
professionalmente operazioni di credito su pegno, la data della scrittura può essere accertata con
ogni mezzo di prova (att. 237).
Art. 2788 Prelazione per il credito degli interessi
La prelazione ha luogo anche per gli interessi dell'anno in corso alla data del pignoramento (Cod.
Pen. 492, 518) o, in mancanza di questo, alla data della notificazione del precetto (Cod. Proc. Civ.
479 e seguenti). La prelazione ha luogo inoltre per gli interessi successivamente maturati, nei limiti
della misura legale (1284), fino alla data della vendita.
Art. 2789 Rivendicazione della cosa da parte del creditore pignoratizio
Il creditore che ha perduto il possesso della cosa ricevuta in pegno, oltre le azioni a difesa del
possesso (1168), può anche esercitare l'azione di rivendicazione (948 e seguenti), se questa spetta al
costituente.
Art. 2790 Conservazione della cosa e spese relative
Il creditore è tenuto a custodire la cosa ricevuta in pegno (1770) e risponde, secondo le regole
generali, della perdita e del deterioramento di essa (1218 e seguenti, 1760, 1780).
Colui che ha costituito il pegno è tenuto al rimborso delle spese occorse per la conservazione della
cosa (att. 237).
Art. 2791 Pegno di cosa fruttifera
Se è data in pegno una cosa fruttifera, il creditore, salvo patto contrario, ha la facoltà di fare suoi i
frutti (8211, imputandoli prima alle spese e agli interessi e poi al capitale.
Art. 2792 Divieto di uso e disposizione della cosa
Il creditore non può (Cod. Pen. 646), senza il consenso del costituente, usare della cosa (1770),
salvo che l'uso sia necessario per la conservazione di essa. Egli non può darla in pegno o
concederne ad altri il godimento.
In ogni caso, deve imputare l'utile ricavato prima alle spese e agli interessi e poi al capitale.
Art. 2793 Sequestro della cosa
Se il creditore abusa della cosa data in pegno, il costituente può domandarne il sequestro (Cod.
Proc. Civ. 670 e seguenti).
Art. 2794 Restituzione della cosa
Colui che ha costituito il pegno non può esigerne la restituzione, se non sono stati interamente
pagati il capitale e gli interessi e non sono state rimborsate le spese relative al debito e al pegno
(1204).
Se il pegno è stato costituito dal debitore e questi ha verso lo stesso creditore un altro debito sorto
dopo la costituzione del pegno e scaduto prima che sia pagato il debito anteriore, il creditore ha
soltanto il diritto di ritenzione a garanzia del nuovo credito.
Art. 2795 Vendita anticipata
Se la cosa data in pegno si deteriora in modo da far temere che essa divenga insufficiente alla
sicurezza del creditore, questi, previo avviso a colui che ha costituito il pegno, può chiedere al
giudice l'autorizzazione a vendere la cosa (Cod. Proc. Civ. 502).
Con il provvedimento che autorizza la vendita il giudice dispone anche circa il deposito del prezzo a
garanzia del credito. Il costituente può evitare la vendita e farsi restituire il pegno, offrendo altra
garanzia reale che il giudice riconosca idonea.
Il costituente può del pari, in caso di deterioramento o di diminuzione di valore della cosa data in
pegno, domandare al giudice l'autorizzazione a venderla oppure chiedere la restituzione del pegno,
offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea.
Il costituente può chiedere al giudice l'autorizzazione a vendere la cosa, qualora si presenti
un'occasione favorevole. Con il provvedimento di autorizzazione il giudice dispone le condizioni
della vendita e il deposito del prezzo (Cod. Proc. Civ. 530).
Art. 2796 Vendita della cosa
Il creditore per il conseguimento di quanto gli è dovuto può far vendere la cosa ricevuta in pegno
secondo le forme stabilite dall'articolo seguente (2744; Cod. Proc. Civ. 502).
Art. 2797 Forme della vendita
Prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di ufficiale giudiziario, deve intimare al
debitore di pagare il debito e gli accessori, avvertendo che, in mancanza, si procederà alla vendita.
L'intimazione deve essere notificata anche al terzo che abbia costituito il pegno.
Se entro cinque giorni dall'intimazione non è proposta opposizione, o se questa è rigettata, il
creditore può far vendere la cosa al pubblico incanto, o, se la cosa ha un prezzo di mercato, anche a
prezzo corrente, a mezzo di persona autorizzata a tali atti (1515, att. 83). Se il debitore non ha
residenza o domicilio eletto nel luogo di residenza del creditore, il termine per l'opposizione è
determinato a norma dell'art. 163 bis Cod. Proc. Civ.
Il giudice, sull'opposizione del costituente, può limitare la vendita a quella tra più cose date in
pegno, il cui valore basti a pagare il debito.
Per la vendita della cosa data in pegno le parti possono convenire forme diverse (2744).
Art. 2798 Assegnazione della cosa in pagamento
Il creditore può sempre domandare al giudice che la cosa gli venga assegnata in pagamento (2925 e
seguenti; Cod. Proc. Civ. 505 e seguenti) fino alla concorrenza del debito, secondo la stima da farsi
con perizia o secondo il prezzo corrente, se la cosa ha un prezzo di mercato (2744).
Art. 2799 Indivisibilità del pegno
Il pegno è indivisibile e garantisce il credito finché questo non è integralmente soddisfatto, anche se
il debito o la cosa data in pegno è divisibile (1232).
SEZIONE III
Del pegno di crediti e di altri diritti
Art. 2800 Condizioni della prelazione
Nel pegno di crediti la prelazione non ha luogo, se non quando il pegno risulta da atto scritto (1350,
2725) e la costituzione di esso è stata notificata al debitore del credito dato in pegno ovvero è stata
da questo accettata con scrittura avente data certa (1265, 2704).
Art. 2801 Consegna del documento
Se il credito costituito in pegno risulta da un documento, il costituente è tenuto a consegnarlo al
creditore.
Art. 2802 Riscossione di interessi e di prestazioni periodiche
Il creditore pignoratizio è tenuto a riscuotere gli interessi del credito o le altre prestazioni
periodiche, imputandone l'ammontare in primo luogo alle spese e agli interessi e poi al capitale.
Egli è tenuto a compiere gli atti conservativi del credito ricevuto in pegno.
Art. 2803 Riscossione del credito dato in pegno
Il creditore pignoratizio è tenuto a riscuotere, alla scadenza, il credito ricevuto in pegno e, se questo
ha per oggetto danaro o altre cose fungibili, deve, a richiesta del debitore, effettuarne il deposito nel
luogo stabilito d'accordo o altrimenti determinato dall'autorità giudiziaria. Se il credito garantito è
scaduto, il creditore può ritenere del denaro ricevuto quanto basta per il soddisfacimento delle sue
ragioni e restituire il residuo al costituente o, se si tratta di cose diverse dal danaro, può farle
vendere o chiederne l'assegnazione secondo le norme degli artt. 2797 e 2798.
Art. 2804 Assegnazione o vendita del credito dato in pegno
Il creditore pignoratizio non soddisfatto può in ogni caso chiedere che gli sia assegnato in
pagamento il credito ricevuto in pegno, fino a concorrenza del suo credito (2744, 2928).
Se il credito non e ancora scaduto, egli può anche farlo vendere nelle forme stabilite dall'art. 2797.
Art. 2805 Eccezioni opponibili dal debitore del credito dato in pegno
Il debitore del credito dato in pegno può opporre al creditore pignoratizio le eccezioni che gli
spetterebbero contro il proprio creditore (1250, 1254).
Se il debitore medesimo ha accettato senza riserve la costituzione del pegno, non può opporre al
creditore pignoratizio la compensazione (1248) verificatasi anteriormente.
Art. 2806 Pegno di diritti diversi dai crediti
Il pegno di diritti diversi dai crediti (2352) si costituisce nella forma rispettivamente richiesta per il
trasferimento dei diritti stessi, fermo il disposto del terzo comma dell'art. 2787.
Sono salve le disposizioni delle leggi speciali.
Art. 2807 Norme applicabili al pegno di crediti
Per tutto ciò che non è regolato nella presente Sezione si osservano, in quanto applicabili, le norme
della Sezione precedente (2786 e seguenti).
CAPO IV
Delle ipoteche
SEZIONE I
Disposizioni generali
Art. 2808 Costituzione ed effetti dell'ipoteca
L'ipoteca attribuisce al creditore il diritto di espropriare (1505) anche in confronto del terzo
acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito (Cod. Proc. Civ. 555 e seguenti) e di essere
soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall'espropriazione (518; att. 54, 238; Cod. Proc. Civ.
596 e seguenti).
L'ipoteca può avere per oggetto beni del debitore o di un terzo e si costituisce mediante iscrizione
nei registri immobiliari.
L'ipoteca è legale, giudiziale o volontaria.
Art. 2809 Specialità e indivisibilità dell'ipoteca
L'ipoteca deve essere iscritta su beni specialmente indicati e per una somma determinata in danaro.
Essa è indivisibile e sussiste per intero sopra tutti i beni vincolati, sopra ciascuno di essi e sopra
ogni loro parte.
Art. 2810 Oggetto dell'ipoteca
Sono capaci d'ipoteca:
1) i beni immobili che sono in commercio con le loro pertinenze (812 e seguenti);
2) l'usufrutto dei beni stessi (326, 978 e seguenti);
3) il diritto di superficie (952 e seguenti);
4) il diritto dell'enfiteuta è quello del concedente sul fondo enfiteutico (957 e seguenti).
Sono anche capaci d'ipoteca le rendite dello Stato nel modo determinato dalle leggi relative al
debito pubblico, e inoltre le navi (Cod. Nav. 565 e seguenti), gli aeromobili (Cod. Nav. 1027 e
seguenti) e gli autoveicoli, secondo le leggi che li riguardano (2742 e seguente).
Sono considerati ipoteche i privilegi iscritti sugli autoveicoli a norma della legge speciale.
Art. 2811 Miglioramenti e accessioni
L'ipoteca si estende ai miglioramenti, nonché alle costruzioni e alle altre accessioni (934 e seguenti)
dell'immobile ipotecario, salve le eccezioni stabilite dalla legge (2873).
Art. 2812 Diritti costituiti sulla cosa ipotecata
Le servitù (1027 e seguenti) di cui sia stata trascritta la costituzione (2643) dopo l'iscrizione
dell'ipoteca non sono opponibili al creditore ipotecario, il quale può far subastare la cosa come
libera. La stessa disposizione si applica per i diritti di usufrutto, di uso e di abitazione (978 e
seguenti, 1021 e seguenti).
Tali diritti si estinguono con l'espropriazione del fondo (Cod. Proc. Civ. 555 e seguenti) e i titolari
sono ammessi a far valere le loro ragioni sul ricavato, con preferenza rispetto alle ipoteche iscritte
posteriormente alla trascrizione dei diritti medesimi.
Per coloro che hanno acquistato il diritto di superficie (952 e seguenti) o il diritto d'enfiteusi (957 e
seguenti) sui beni soggetti all'ipoteca e hanno trascritto l'acquisto posteriormente all'iscrizione
dell'ipoteca, si osservano le disposizioni relative ai terzi acquirenti (2858 e seguenti).
Le cessioni e le liberazioni di pigioni e di fitti non scaduti (1605), che non siano trascritte o siano
inferiori al triennio, sono opponibili ai creditori ipotecari solo se hanno data certa (2704) anteriore
al pignoramento e per un termine non superiore a un anno dal giorno del pignoramento (2924).
Le cessioni e le liberazioni trascritte non sono opponibili ai creditori ipotecari anteriori alla
trascrizione, se non per il termine stabilito dal comma precedente (att. 238).
Art. 2813 Pericolo di danno alle cose ipotecate
Qualora il debitore o un terzo compia atti da cui possa derivare il perimento o il deterioramento dei
beni ipotecati, il creditore può domandare all'autorità giudiziaria che ordini la cessazione di tali atti
o disponga le cautele necessarie (Cod. Proc. Civ. 670) per evitare il pregiudizio della sua garanzia
(1186, 2743).
Art. 2814 Ipoteca sull'usufrutto e sulla nuda proprietà
Le ipoteche costituite sull'usufrutto si estinguono col cessare di questo (979, 1014 e seguenti).
Tuttavia, se la cessazione si verifica per rinunzia o per abuso da parte dell'usufruttuario ovvero per
acquisto della nuda proprietà da parte del medesimo, l'ipoteca perdura fino a che non si verifichi
l'evento che avrebbe altrimenti prodotto l'estinzione dell'usufrutto.
Se la nuda proprietà è gravata da ipoteca, questa, avvenendo l'estinzione dell'usufrutto, si estende
alla piena proprietà. Ma nei casi in cui, secondo la disposizione del comma precedente, perdura
l'ipoteca costituita sull'usufrutto, l'estensione non pregiudica il credito garantito con l'ipoteca stessa.
Art. 2815 Ipoteca sul diritto del concedente e sul diritto dell'enfiteuta
Nel caso di affrancazione (971), le ipoteche gravanti sul diritto del concedente si risolvono sul
prezzo dovuto per l'affrancazione; le ipoteche gravanti sul diritto dell'enfiteuta si estendono alla
piena proprietà.
Nel caso di devoluzione o di cessazione dell'enfiteusi (958 e seguenti) per decorso del termine, le
ipoteche gravanti sul diritto dell'enfiteuta si risolvono sul prezzo dovuto per i miglioramenti, senza
deduzione di quanto è dovuto al concedente per i canoni non soddisfatti. Il prezzo dei
miglioramenti, se da atto scritto non risulta concordato con i creditori ipotecari, deve determinarsi
giudizialmente, anche in contraddittorio dei medesimi. Le ipoteche gravanti sul diritto del
concedente si estendono alla piena proprietà.
Quando l'enfiteusi si estingue per prescrizione, si estinguono le ipoteche che gravano sul diritto
dell'enfiteuta.
Se per causa diversa da quelle sopra indicate vengono a riunirsi in una medesima persona il diritto
del concedente e il diritto dell'enfiteuta, le ipoteche gravanti sull'uno e sull'altro continuano a
gravarli separatamente; ma se l'ipoteca grava soltanto sull'uno o sull'altro diritto, essa si estende alla
piena proprietà.
Art. 2816 Ipoteca sul diritto di superficie
Le ipoteche che hanno per oggetto il diritto di superficie (952 e seguenti) si estinguono nel caso di
devoluzione della superficie al proprietario del suolo per decorso del termine. Se però il
superficiario ha diritto a un corrispettivo, le ipoteche iscritte contro di lui si risolvono sul
corrispettivo medesimo. Le ipoteche iscritte contro il proprietario del suolo non si estendono alla
superficie.
Se per altre cause si riuniscono nella medesima persona il diritto del proprietario del suolo e quello
del superficiario, le ipoteche sull'uno e sull'altro diritto continuano a gravare separatamente i diritti
stessi.
SEZIONE II
Dell'ipoteca legale
Art. 2817 Persone a cui compete
Hanno ipoteca legale:
1) l'alienante sopra gli immobili alienati per l'adempimento degli obblighi che derivano dall'atto di
alienazione;
2) i coeredi, i soci e altri condividenti per il pagamento dei conguagli sopra gli immobili assegnati ai
condividenti ai quali incombe tale obbligo;
3) lo Stato sopra i beni dell'imputato e della persona civilmente responsabile, secondo le
disposizioni del codice penale e del codice di procedura penale.
SEZIONE III
Dell'ipoteca giudiziale
Art. 2818 Provvedimenti da cui deriva
Ogni sentenza (Cod. Proc. Civ. 324), che porta condanna al pagamento di una somma o
all'adempimento di altra obbligazione ovvero al risarcimento dei danni da liquidarsi
successivamente è titolo per iscrivere ipoteca sui beni del debitore.
Lo stesso ha luogo per gli altri provvedimenti giudiziali ai quali la legge attribuisce tale effetto
(2836; Cod. Proc. Civ. 655).
Art. 2819 Sentenze arbitrali
Si può iscrivere ipoteca in base al lodo degli arbitri, quando e stato reso esecutivo (Cod. Proc. Civ.
825).
Art. 2820 Sentenze straniere
Si può parimenti iscrivere ipoteca in base alle sentenze pronunziate dalle autorità giudiziarie
straniere, dopo che ne è stata dichiarata l'efficacia dall'autorità giudiziaria italiana (Cod. Proc. Civ.
797) salvo che le convenzioni internazionali dispongano diversamente.
SEZIONE IV
Dell'ipoteca volontaria
Art. 2821 Concessione d'ipoteca
L'ipoteca può essere concessa anche mediante dichiarazione unilaterale. La concessione deve farsi
per atto pubblico (2699 e seguenti) o per scrittura privata (2702 e seguenti), sotto pena di nullità.
Non può essere concessa per testamento (587).
Art. 2822 Ipoteca sui beni altrui
Se l'ipoteca è concessa da chi non è proprietario della cosa, l'iscrizione può essere validamente
presa solo quando la cosa è acquistata dal concedente.
Se l'ipoteca è concessa da persona che agisce come rappresentante senza averne la qualità,
l'iscrizione può essere validamente presa solo quando il proprietario ha ratificato la concessione
(1398 e seguente).
Art. 2823 Ipoteca su beni futuri
L'ipoteca su cosa futura può essere validamente iscritta solo quando la cosa è venuta a esistenza
(458, 1348).
Art. 2824 Ipoteca iscritta in base a titolo annullabile
L'iscrizione d'ipoteca eseguita in virtù di un titolo annullabile (1425 e seguenti) rimane convalidata
con la convalida (1444) del titolo.
2825 Ipoteca su beni indivisi
L'ipoteca costituita sulla propria quota da uno dei partecipanti alla comunione (1103) produce
effetto rispetto a quei beni o a quella porzione di beni che a lui verranno assegnati nella divisione
(757, 1103).
Se nella divisione (1111 e seguenti) sono assegnati a un partecipante beni diversi da quello da lui
ipotecato, l'ipoteca si trasferisce su questi altri beni, col grado derivante dall'originaria iscrizione e
nei limiti del valore del bene in precedenza ipotecato, quale risulta dalla divisione, purché l'ipoteca
sia nuovamente iscritta con l'indicazione di detto valore entro novanta giorni dalla trascrizione della
divisione medesima.
Il trasferimento però non pregiudica le ipoteche iscritte contro tutti i partecipanti, né l'ipoteca legale
spettante ai condividenti per i conguagli (2817 n. 2).
I creditori ipotecari e i cessionari di un partecipante, al quale siano stati assegnati beni diversi da
quelli ipotecati o ceduti, possono far valere le loro ragioni anche sulle somme a lui dovute per
conguagli o, qualora sia stata attribuita una somma di danaro in luogo di beni in natura, possono far
valere le loro ragioni su tale somma, con prelazione determinata dalla data di iscrizione o di
trascrizione dei titoli rispettivi, nel limite però del valore dei beni precedentemente ipotecati o
ceduti.
I debitori delle somme sono tuttavia liberati quando le abbiano pagate al condividente dopo trenta
giorni da che la divisione è stata notificata ai creditori ipotecari o ai cessionari senza che da costoro
sia stata fatta opposizione (757; att. 239).
Art. 2826 Indicazione dell'immobile ipotecato
Nell'atto di concessione dell'ipoteca l'immobile deve essere specificamente designato con
l'indicazione della sua natura, del comune in cui si trova, nonché dei dati di identificazione
catastale; per i fabbricati in corso di costruzione devono essere indicati i dati di identificazione
catastale del terreno su cui insistono.
Sezione V Dell'Iscrizione e rinnovazione delle ipoteche
§1 Dell'Iscrizione
Art. 2827 Luogo dell'iscrizione
L'ipoteca si iscrive nell'ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si trova l'immobile.
Art. 2828 Immobili su cui può iscriversi ipoteca giudiziale
L'ipoteca giudiziale si può iscrivere su qualunque degli immobili appartenenti al debitore e su quelli
che gli pervengono successivamente alla condanna, a misura che egli li acquista.
Art. 2829 Iscrizione sui beni del defunto
L'iscrizione d'ipoteca sui beni di un defunto può eseguirsi con la semplice indicazione della sua
persona, osservate per il resto le regole ordinarie. Se però risulta trascritto l'acquisto dei beni da
parte degli eredi, l'iscrizione deve eseguirsi contro costoro.
Art. 2830 Ipoteca giudiziale sui beni dell'eredità beneficiata e dell'eredità giacente
Se l'eredità è accettata con beneficio d'inventario (484 e seguenti) o se si tratta di eredità giacente
(528 e seguenti), non possono essere iscritte ipoteche giudiziali sui beni ereditari, neppure in base a
sentenze pronunziate anteriormente alla morte del debitore.
Art. 2831 Ipoteca a garanzia di obbligazioni all'ordine o al portatore
Le obbligazioni (241) e seguenti risultanti dai titoli all'ordine (2008 e seguenti) o al portatore (2003
e seguenti) possono essere garantite con ipoteca.
Per i titoli all'ordine l'ipoteca è iscritta a favore dell'attuale possessore e si trasmette ai successivi
possessori; questi non sono tenuti a effettuare l'annotazione prevista dall'art. 2843.
Per i titoli al portatore l'ipoteca a favore degli obbligazionisti è iscritta con l'indicazione
dell'emittente, della data dell'atto di emissione, della serie, del numero e del valore delle
obbligazioni emesse. In margine all'iscrizione deve essere annotato il nome del rappresentante degli
obbligazionisti, appena questo sia nominato. Per l'annotazione deve presentarsi copia della
deliberazione o del provvedimento giudiziale di nomina (2845).
Artt. 2832-2833 (abrogati)
Art. 2834 Iscrizione dell'ipoteca legale dell'alienante e del condividente
Il conservatore dei registri immobiliari, nel trascrivere un atto di alienazione o di divisione, deve
iscrivere d'ufficio l'ipoteca legale che spetta all'alienante o al condividente a norma dei nn. 1 e 2
dell'art. 2817, a meno che gli sia presentato un atto pubblico o una scrittura privata con
sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente, da cui risulti che gli obblighi sono stati
adempiuti o che vi è stata rinunzia all'ipoteca da parte dell'alienante o del condividente.
Art. 2835 Iscrizione in base a scrittura privata
Se il titolo per l'iscrizione risulta da scrittura privata (2702 e seguenti), la sottoscrizione di chi ha
concesso l'ipoteca deve essere autenticata o accertata giudizialmente (Cod. Proc. Civ. 214 e
seguenti).
Il richiedente deve presentare la scrittura originale o, se questa è depositata in pubblico archivio o
negli atti d'un notaio, una copia autenticata, con la certificazione che ricorrono i requisiti innanzi
indicati.
L'originale o la copia (2774) rimane in deposito nell'ufficio dei registri immobiliari (2663).
Art. 2836 Iscrizione in base ad atto pubblico o a sentenza
Se il titolo per l'iscrizione risulta da un atto pubblico (2699) ricevuto nello Stato o dia una sentenza
(Cod. Proc. Civ.131 e seguenti) o da altro provvedimento giudiziale ad essa parificato (Cod. Proc.
Civ. 655), si deve presentare copia del titolo.
(Se non è stata ancora pagata l'imposta di registro, si osservano le disposizioni dell'art. 2669)
Art. 2837 Atti formati all'estero
Gli atti formati in paese estero (Cod. Proc. Civ. 804) che si presentano per l'iscrizione devono essere
legalizzati.
Art. 2838 Somma per cui l'iscrizione è eseguita
Se la somma di danaro non è altrimenti determinata negli atti in base ai quali è eseguita l'iscrizione
o in atto successivo, essa è determinata dal creditore nella nota per l'iscrizione.
Qualora tra la somma enunciata nell'atto e quella enunciata nella nota vi sia divergenza, l'iscrizione
ha efficacia per la somma minore.
Art. 2839 Formalità per l'iscrizione dell'ipoteca
Per eseguire l'iscrizione deve presentarsi il titolo costitutivo insieme con una nota sottoscritta dal
richiedente in doppio originale.
La nota deve indicare:
1) il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita e il numero di codice fiscale del creditore, del
debitore e dell'eventuale terzo datore di ipoteca; la denominazione o la ragione sociale, la sede e il
numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle società previste dai Capi II, III e IV del
Titolo V del Libro quinto e delle associazioni non riconosciute, con l'indicazione, per queste ultime
e per le società semplici, anche delle generalità delle persone che le rappresentano secondo l'atto
costitutivo.
Per le obbligazioni all'ordine o al portatore si devono osservare le norme dell'art. 2831. Per le
obbligazioni all'ordine si deve inoltre esibire il titolo al conservatore, il quale vi annota l'eseguita
iscrizione dell'ipoteca. Per le obbligazioni al portatore si deve presentare copia dell'atto di emissione
e del piano di ammortamento;
7) il domicilio eletto dal creditore nella circoscrizione del tribunale in cui ha sede l'ufficio dei
registri immobiliari;
3) il titolo, la sua data e il nome del pubblico ufficiale che lo ha ricevuto o autenticato;
4) l'importo della somma per la quale l'iscrizione è presa;
5) gli interessi e le annualità che il credito produce;
6) il tempo della esigibilità;
7) la natura e la situazione dei beni gravati, con le indicazioni prescritte dall'art. 2826.
Art. 2840 Certificato dell'iscrizione
Eseguita l'iscrizione, il conservatore restituisce al richiedente uno degli originali della nota,
certificando, in calce al medesimo, la data e il numero d'ordine dell'iscrizione.
I titoli consegnati al conservatore sono custoditi secondo quanto è disposto dall'art. 2664.
Art. 2841 Omissioni e inesattezze nei titoli o nelle note
L'omissione o l'inesattezza di alcune delle indicazioni nel titolo, in base al quale è presa l'iscrizione,
o nella nota non nuoce alla validità dell'iscrizione, salvo che induca incertezza sulla persona del
creditore o del debitore o sull'ammontare del credito ovvero sulla persona del proprietario del bene
gravato, quando l'indicazione ne è necessaria, o sull'identità dei singoli beni gravati.
Nel caso di altre omissioni o inesattezze, si può ordinare la rettificazione a istanza e a spese della
parte interessata.
Art. 2842 Variazione del domicilio eletto
E in facoltà del creditore, del suo mandatario o del suo erede o avente causa di variare il domicilio
eletto nell'iscrizione, sostituendone un altro nella stessa circoscrizione.
Il cambiamento deve essere annotato dal conservatore in margine o in calce all'iscrizione.
La dichiarazione circa il cambiamento del domicilio deve risultare da atto ricevuto o autenticato
(2703) da notaio e deve rimanere depositata nell'ufficio del conservatore.
Art. 2843 Annotazione di cessione, di surrogazione e di altri atti dispositivi del credito
La trasmissione o il vincolo dell'ipoteca per cessione (1260 e seguenti), surrogazione (2856, 1201 e
seguenti), pegno (2800 e seguenti), postergazione di grado o costituzione in dote (l’inciso "o
costituzione in dote" è stato abrogato) del credito ipotecario, nonché per sequestro (2905 e seguente;
Cod. Proc. Civ. 671 e seguenti), pignoramento (Cod. Proc. Civ. 492 e seguenti) o assegnazione
(2925 e seguenti; Cod. Proc. Civ. 505 e seguenti) del credito medesimo si deve annotare in margine
all'iscrizione dell'ipoteca.
La trasmissione o il vincolo dell'ipoteca non ha effetto finché l'annotazione non sia stata eseguita.
Dopo l'annotazione l'iscrizione non si può cancellare senza il consenso dei titolari dei diritti indicati
nell'annotazione medesima 2879) e le intimazioni o notificazioni che occorrono in dipendenza
dell'iscrizione devono essere loro fatte nel domicilio eletto.
Per l'annotazione deve essere consegnata al conservatore copia del titolo e, qualora questo sia una
scrittura privata o un atto formato in paese estero, si applicano le disposizioni degli artt. 2835 e
2837.
Art. 2844 Azioni e notificazioni
Le azioni cui le iscrizioni possono dar luogo contro i creditori sono promosse davanti all'autorità
giudiziaria competente, per mezzo di citazione (Cod. Proc. Civ. 163) da farsi alla persona in mani
proprie (Cod. Proc. Civ. 138) o all'ultimo domicilio da essi eletto.
La stessa disposizione si applica per ogni altra notificazione relativa alle dette iscrizioni.
Se non è stata fatta elezione di domicilio o se è morta la persona ovvero e cessato l'ufficio presso
cui si era eletto il domicilio, le citazioni e le notificazioni possono essere fatte all'ufficio presso il
quale l'iscrizione e stata presa.
Se si tratta di giudizio promosso dal debitore contro il suo creditore per la riduzione dell'ipoteca o
per la cancellazione totale o parziale dell'iscrizione, il creditore deve essere citato nei modi ordinari
stabiliti dal codice di procedura civile.
Art. 2845 Notificazioni relative a iscrizioni per obbligazioni all'ordine e al portatore
Se l'iscrizione è presa per obbligazioni risultanti da titoli all'ordine (2008 e seguenti), le citazioni e
notificazioni previste dall'articolo precedente devono farsi nei confronti di chi ha preso l'iscrizione a
norma degli artt. 2831 e 2839, salvo che dai registri risulti l'annotazione a favore di un possessore
successivo.
Se si tratta di obbligazioni al portatore (2003 e seguenti, 2413 e seguenti), le citazioni e le
notificazioni devono essere fatte al rappresentante degli obbligazionisti (2410) il cui nome è
annotato in margine all'iscrizione (2831). Le citazioni e le notificazioni devono essere iscritte nel
registro delle imprese (2188 e seguenti) e pubblicate per estratto in un giornale quotidiano designato
dall'autorità giudiziaria.
Se manca per qualsiasi causa il rappresentante o il nome di lui non è stato annotato in margine
all'iscrizione dell'ipoteca, le citazioni e le notificazioni sono fatte nei confronti di un curatore da
nominarsi dall'autorità giudiziaria. Il decreto di nomina del curatore deve essere pubblicato con le
modalità prescritte nel comma precedente.
Art. 2846 Spese d'iscrizione
Le spese d'iscrizione dell'ipoteca sono a carico del debitore, se non vi è patto contrario, ma devono
essere anticipate dal richiedente.
§ 2 Della Innovazione
Art. 2847 Durata dell'efficacia dell'iscrizione
L'iscrizione conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L'effetto cessa se l'iscrizione non è
rinnovata prima che scada detto termine (att. 240).
Art. 2848 Nuova iscrizione dell'ipoteca
Nonostante il decorso del termine indicato dall'articolo precedente, il creditore può procedere a
nuova iscrizione; in tal caso l'ipoteca prende grado dalla data della nuova iscrizione.
La nuova iscrizione non può essere presa contro i terzi acquirenti dell'immobile ipotecato che hanno
trascritto il loro titolo (2644).
Art. 2849 (abrogato)
Art. 2850 Formalità per la rinnovazione
Per ottenere la rinnovazione si presenta al conservatore una nota in doppio originale conforme a
quella della precedente iscrizione, in cui si dichiari che s'intende rinnovare l'iscrizione originaria.
In luogo del titolo si può presentare la nota precedente.
Il conservatore deve osservare le disposizioni dell'art. 2840.
Art. 2851 Rinnovazione rispetto a beni trasferiti agli eredi o aventi causa
Se al tempo della rinnovazione gli immobili ipotecati risultano dai registri delle trascrizioni passati
agli eredi del debitore o ai suoi aventi causa, la rinnovazione deve essere fatta anche nei confronti
degli eredi o aventi causa e la nota deve contenere le indicazioni stabilite dall'art. 2839, se queste
risultano dai registri medesimi.
SEZIONE VI
Dell'ordine delle ipoteche
Art. 2852 Grado dell'ipoteca
L'ipoteca prende grado dal momento della sua iscrizione, anche se è iscritta per un credito
condizionale. La stessa norma si applica per i crediti che possano eventualmente nascere in
dipendenza di un rapporto già esistente.
Art. 2853 Richieste contemporanee d'iscrizione
Il numero d'ordine delle iscrizioni determina il loro grado. Nondimeno, se più persone presentano
contemporaneamente la nota per ottenere iscrizione contro la stessa persona o sugli stessi immobili,
iscrizioni sono eseguite sotto lo stesso numero, e di ciò si fa menzione nella ricevuta spedita dal
conservatore a ciascuno dei richiedenti.
Art. 2854 Ipoteche iscritte nello stesso grado
I crediti con iscrizione ipotecaria dello stesso grado sugli stessi beni concorrono tra loro in
proporzione dell'importo relativo.
Art. 2855 Estensione degli effetti dell'iscrizione
L'iscrizione del credito fa collocare nello stesso grado le spese dell'atto di costituzione d'ipoteca,
quelle dell'iscrizione e rinnovazione e quelle ordinarie occorrenti per l'intervento nel processo di
esecuzione. Per il credito di maggiori spese giudiziali le parti possono estendere l'ipoteca con patto
espresso, purché sia presa la corrispondente iscrizione.
Qualunque sia la specie d'ipoteca, l'iscrizione di un capitale che produce interessi fa collocare nello
stesso grado gli interessi dovuti, purché ne sia enunciata la misura nell'iscrizione. La collocazione
degli interessi è limitata alle due annate anteriori e a quella in corso al giorno del pignoramento
(Cod. Proc. Civ. 491 e seguenti), ancorché sia stata pattuita l'estensione a un maggior numero di
annualità; le iscrizioni particolari prese per altri arretrati hanno effetto dalla loro data.
L'iscrizione del capitale fa pure collocare nello stesso grado gli interessi maturati dopo il
compimento dell'annata in corso alla data del pignoramento, però soltanto nella misura legale
(1284) e fino alla data della vendita att. 2411.
Art. 2856 Surrogazione del creditore perdente
Il creditore che ha ipoteca sopra uno o più immobili, qualora si trovi perdente perché sul loro prezzo
si è in tutto o in parte soddisfatto un creditore anteriore, la cui ipoteca si estendeva ad altri beni
dello stesso debitore, può surrogarsi nell'ipoteca iscritta a favore del creditore soddisfatto, al fine di
esercitare l'azione ipotecaria su questi altri beni con preferenza rispetto ai creditori posteriori alla
propria iscrizione. Lo stesso diritto spetta ai creditori perdenti in seguito alla detta surrogazione.
Questa disposizione si applica anche ai creditori perdenti per causa di privilegi immobiliari (2770 e
seguenti).
Art. 2857 Limiti della surrogazione
La surrogazione non si può esercitare sui beni dati in ipoteca da un terzo (2008), ne sui beni alienati
dal debitore, quando l'alienazione è stata trascritta anteriormente all'iscrizione del creditore
perdente.
Trattandosi di beni acquistati dal debitore posteriormente a detta iscrizione, se il creditore
soddisfatto aveva esteso a essi la sua ipoteca giudiziale (2828), il creditore perdente può esercitare
la surrogazione anche su tali beni.
Per far valere il diritto alla surrogazione deve essere eseguita annotazione in margine all'ipoteca del
creditore soddisfatto; per l'annotazione deve presentarsi al conservatore copia dello stato di
graduazione dal quale risulta l'incapienza.
SEZIONE VII
Degli effetti dell'ipoteca rispetto al terzo acquirente
Art. 2858 Facoltà del terzo acquirente
Il terzo acquirente dei beni ipotecati, che ha trascritto (2643; att. 242) il suo titolo di acquisto e non
è personalmente obbligato, se non preferisce pagare i creditori iscritti (2827 e seguenti), può
rilasciare i beni stessi ovvero liberarli dalle ipoteche, osservando le norme contenute nella Sezione
XII di questo Capo. In mancanza, l'espropriazione segue contro di lui secondo le forme prescritte
dal codice di procecedura civile (Cod. Proc. Civ. 602 e seguenti).
Art. 2859 Eccezioni opponibili dal terzo acquirente
Se la domanda diretta a ottenere la condanna del debitore è posteriore alla trascrizione del titolo del
terzo acquirente, questi, ove non abbia preso parte al giudizio, può opporre al creditore procedente
tutte le eccezioni non opposte dal debitore e quelle altresì che spetterebbero a questo dopo la
condanna.
Le eccezioni suddette però non sospendono il corso dei termini stabiliti per la liberazione del bene
dalle ipoteche.
Art. 2860 Capacità per il rilascio
Può procedere al rilascio (2861 e seguenti) soltanto chi ha la capacità di alienare.
Art. 2861 Termine ed esecuzione del rilascio
Il rilascio dei beni ipotecati si esegue con dichiarazione alla cancelleria del tribunale competente per
l'espropriazione (Cod. Proc. Civ. 26). La dichiarazione deve essere fatta non oltre i dieci giorni dalla
data del pignoramento (Cod. Proc. Civ. 555 e seguenti, 604).
Il certificato della cancelleria attestante la dichiarazione deve, a cura del terzo, essere annotato in
margine alla trascrizione del l'atto di pignoramento e deve essere notificato, entro cinque giorni
dalla sua data, al creditore procedente.
Sull'istanza di questo o di qualunque altro interessato, il tribunale provvede alla nomina di un
amministratore, in confronto del quale prosegue il processo di espropriazione.
Il terzo rimane responsabile della custodia dell'immobile fino alla consegna all'amministratore.
Art. 2862 Ipoteche e altri diritti reali a carico e a favore del terzo
Il rilascio non pregiudica le ipoteche, le servitù e gli altri diritti reali resi pubblici contro il terzo
prima dell'annotazione del rilascio.
Le ipoteche, le servitù e gli altri diritti reali che già spettavano al terzo prima dell'acquisto
riprendono efficacia dopo il rilascio o dopo la vendita all'incanto eseguita contro di lui (Cod. Proc.
Civ. 576 e seguenti).
Del pari riprendono efficacia le servitù che al momento dell'iscrizione dell'ipoteca esistevano a
favore del fondo ipotecato e a carico di altro fondo del terzo. Esse sono comprese
nell'espropriazione del fondo ipotecato.
Art. 2863 Ricupero dell'immobile rilasciato e abbandono dell'esecuzione
Finché non sia avvenuta la vendita, il terzo può ricuperare l'immobile rilasciato, pagando i crediti
iscritti e i loro accessori, oltre le spese.
Qualora la vendita sia avvenuta e, dopo pagati i creditori iscritti, vi sia un residuo del prezzo, questo
spetta al terzo acquirente.
Il rilascio non ha effetto se il processo di esecuzione si estingue per rinunzia o per inattività delle
parti (Cod. Proc. Civ. 629 e seguenti).
Art. 2864 Danni causati dal terzo e miglioramenti
Il terzo è tenuto a risarcire i danni (2043 e seguenti) che da sua colpa grave sono derivati
all'immobile in pregiudizio dei creditori iscritti (2827 e seguenti).
Egli non può ritenere l'immobile per causa di miglioramenti (1152); ma ha il diritto di far separare
dal prezzo di vendita la parte corrispondente ai miglioramenti eseguiti dopo la trascrizione del suo
titolo, fino a concorrenza del valore dei medesimi al tempo della vendita.
Se il prezzo non copre il valore dell'immobile nello stato in cui era prima dei miglioramenti e
insieme quello dei miglioramenti, esso deve dividersi in due parti proporzionali ai detti valori.
Art. 2865 Frutti dovuti dal terzo
I frutti (820) dell'immobile ipotecato sono dovuti dal terzo (1148) a decorrere dal giorno in cui è
stato eseguito il pignoramento (Cod. Proc. Civ. 555 e seguenti).
Nel caso di liberazione dell'immobile dalle ipoteche i frutti sono del pari dovuti dal giorno del
pignoramento o, in mancanza di pignoramento, dal giorno della notificazione eseguita in conformità
dell'art. 2890.
Art. 2866 Diritti del terzo nei confronti del debitore e di altri terzi acquirenti
Il terzo che ha pagato i creditori iscritti ovvero ha rilasciato l'immobile o sofferto l'espropriazione ha
ragione d'indennità verso il suo autore, anche se si tratta di acquisto a titolo gratuito (1483 e
seguenti).
Ha pure diritto di subingresso nelle ipoteche costituite a favore del creditore soddisfatto sugli altri
beni del debitore; se questi sono stati acquistati da terzi, non ha azione che contro coloro i quali
hanno trascritto il loro acquisto in data posteriore alla trascrizione del suo titolo. Per esercitare il
subingresso deve fare eseguire la relativa annotazione in conformità dell'art. 2843.
Il subingresso non pregiudica l'esercizio del diritto di surrogazione stabilito dall'art. 2856 a favore
dei creditori che hanno un'iscrizione anteriore alla trascrizione del Titolo del terzo acquirente.
Art. 2867 Terzo debitore di somma in dipendenza dell'acquisto
Se il terzo acquirente, che ha trascritto il suo titolo, è debitore, in dipendenza dell'acquisto (1498),
di una somma attualmente esigibile, la quale basti a soddisfare tutti i creditori iscritti contro il
precedente proprietario, ciascuno di questi può obbligarlo al pagamento.
Se il debito del terzo non è attualmente esigibile, o e minore o diverso da ciò che è dovuto ai detti
creditori, questi, purché di comune accordo, possono egualmente richiedere che venga loro pagato,
fino alla rispettiva concorrenza, ciò che il terzo deve nei modi e termini della sua obbligazione.
Nell'uno e nell'altro caso l'acquirente non può evitare di pagare, offrendo il rilascio dell'immobile,
ma, eseguito il pagamento, l'immobile è liberato da ogni ipoteca, non esclusa quella che spetta
all'alienante (2817 n. 1), e il terzo ha diritto di ottenere che si cancellino le relative iscrizioni (2882
e seguenti).
SEZIONE VIII
Degli effetti dell'ipoteca rispetto al terzo datore
Art. 2868 Beneficio di escussione
Chi ha costituito un'ipoteca a garanzia del debito altrui non può invocare il beneficio della
preventiva escussione del debitore, se il beneficio non è stato convenuto (2910).
Art. 2869 Estinzione dell'ipoteca per fatto del creditore
L'ipoteca costituita dal terzo si estingue se, per fatto del creditore, non può avere effetto la
surrogazione del terzo nei diritti, nel pegno, nelle ipoteche e nei privilegi del creditore (1203).
Art. 2870 Eccezioni opponibili dal terzo datore
Il terzo datore che non ha preso parte al giudizio diretto alla condanna del debitore può opporre al
creditore le eccezioni indicate dall'art. 2859.
Art. 2871 Diritti del terzo datore che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto
l'espropriazione
Il terzo datore che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto l'espropriazione ha regresso contro il
debitore. Se vi sono più debitori obbligati in solido il terzo che ha costituito l'ipoteca a garanzia di
tutti ha regresso contro ciascuno per l'intero (1292 e seguenti).
Il terzo datore ha regresso contro i fideiussori (1936 e seguenti) del debitore. Ha inoltre regresso
contro gli altri terzi datori per la loro rispettiva porzione (1299) e può esercitare, anche nei confronti
dei terzi acquirenti, il subingresso previsto dal secondo comma dell'art. 2866.
SEZIONE IX
Della riduzione delle ipoteche
Art. 2872 Modalità della riduzione
La riduzione delle ipoteche si opera riducendo la somma per la quale è stata presa l'iscrizione o
restringendo l'iscrizione a una parte soltanto dei beni (Cod. Proc. Civ. 652).
Questa restrizione può aver luogo anche se l'ipoteca ha per oggetto un solo bene, qualora questo
abbia parti distinte o tali che si possano comodamente distinguere (att. 243).
Art. 2873 Esclusione della riduzione
Non è ammessa domanda di riduzione riguardo alla quantità dei beni né riguardo alla somma, se la
quantità dei beni o la somma è stata determinata per convenzione o per sentenza.
Tuttavia, se sono stati eseguiti pagamenti parziali così da estinguere almeno il quinto del debito
originario, si può chiedere una riduzione proporzionale per quanto riguarda la somma.
Nel caso d'ipoteca iscritta su un edificio, il costituente che dopo l'iscrizione ha eseguito
sopraelevazioni può chiedere che l'ipoteca sia ridotta, per modo che le sopraelevazioni ne restino
esenti in tutto o in parte, osservato il limite stabilito dall'art. 2876 per il valore della cautela (att.
243).
Art. 2874 Riduzione dell'ipoteca legale e dell'ipoteca giudiziale
Le ipoteche legali, eccettuate quelle indicate dai nn. 1 e 2 dell'art. 2817, e le ipoteche giudiziali
(2818 e seguenti) devono ridursi su domanda degli interessati, se i beni compresi nell'iscrizione
hanno un valore che eccede la cautela da somministrarsi o se la somma determinata dal creditore
nell'iscrizione eccede di un quinto quella che l'autorità giudiziaria dichiara dovuta.
Art. 2875 Eccesso nel valore dei beni
Si reputa che il valore dei beni ecceda la cautela da somministrarsi, se tanto alla data dell'iscrizione
dell'ipoteca, quanto posteriormente, supera di un terzo l'importo dei crediti iscritti, accresciuto degli
accessori a norma dell'art. 2855.
Art. 2876 Limiti della riduzione
La riduzione si opera rispettando l'eccedenza del quinto per ciò che riguarda la somma del credito e
l'eccedenza del terzo per ciò che riguarda il valore della cautela.
Art. 2877 Spese della riduzione
Le spese necessarie per eseguire la riduzione anche se consentita dal creditore, sono sempre a carico
del richiedente, a meno che la riduzione abbia luogo per eccesso nella determinazione del credito
fatta dal creditore, nel qual caso sono a carico di quest'ultimo.
Se la riduzione è stata ordinata con sentenza, le spese del giudizio sono a carico del soccombente,
salvo che siano compensate tra le parti (Cod. Proc. Civ. 91 e seguenti).
SEZIONE X
Dell'estinzione delle ipoteche
Art. 2878 Cause di estinzione
L'ipoteca si estingue (1232):
1) con la cancellazione dell'iscrizione;
2) con la mancata rinnovazione dell'iscrizione entro il termine indicato dall'art. 2847;
3) con l'estinguersi dell'obbligazione (1176 e seguenti, 1230 e seguenti, 2930);
4) col perimento del bene ipotecato, salvo quanto è stabilito dall'art. 2742;
5) con la rinunzia del creditore;
6) con lo spirare del termine a cui l'ipoteca è stata limitata o col verificarsi della condizione
risolutiva (1353);
7) con la pronunzia del provvedimento che trasferisce all'acquirente il diritto espropriato e ordina la
cancellazione delle ipoteche (Cod. Proc. Civ. 586).
Art. 2879 Rinunzia all'ipoteca
La rinunzia del creditore all'ipoteca deve essere espressa e deve risultare da atto scritto, sotto pena
di nullità (1350).
La rinunzia non ha effetto di fronte ai terzi che anteriormente alla cancellazione dell'ipoteca abbiano
acquistato il diritto all'ipoteca medesima ed eseguito la relativa annotazione a termini dell'art. 2843.
Art. 2880 Prescrizione rispetto a beni acquistati da terzi
Riguardo ai beni acquistati da terzi, l'ipoteca si estingue per prescrizione indipendentemente dal
credito, col decorso di venti anni dalla data della trascrizione del titolo di acquisto, salve le cause di
sospensione e d'interruzione (2934 e seguenti).
Art. 2881 Nuova iscrizione dell'ipoteca
Salvo diversa disposizione di legge (1276, 2926, 2927), se la causa estintiva dell'obbligazione è
dichiarata nulla o altrimenti non sussiste ovvero è dichiarata nulla la rinunzia fatta dal creditore
all'ipoteca, e l'iscrizione non è stata conservata, si può procedere a nuova iscrizione e questa prende
grado dalla sua data (2852).
SEZIONE XI
Della cancellazione dell'iscrizione
Art. 2882 Formalità per la cancellazione
La cancellazione consentita dalle parti interessate deve essere eseguita dal conservatore in seguito a
presentazione dell'atto contenente il consenso del creditore.
Per quest'atto devono essere osservate le forme prescritte dagli artt. 2821, 2835 e 2837 (2725).
Art. 2883 Capacità per consentire la cancellazione
Chi non ha capacità (320, 374, 394, 424) richiesta per liberare il debitore non può consentire la
cancellazione dell'iscrizione, se non è assistito dalle persone il cui intervento è necessario per la
liberazione.
Il rappresentante legale dell'incapace e ogni altro amministratore, anche se autorizzati a esigere il
credito e a liberare il debitore, non possono consentire la cancellazione dell'iscrizione, ove il credito
non sia soddisfatto.
Art. 2884 Cancellazione ordinata con sentenza
La cancellazione deve essere eseguita dal conservatore quando è ordinata con sentenza passata in
giudicato (Cod. Proc. Civ. 324) o con altro provvedimento definitivo emesso dalle autorità
competenti (Cod. Proc. Civ. 586).
Art. 2885 Cancellazione sotto conduzione
Se è stato convenuto od ordinato che la cancellazione non debba aver luogo che sotto la condizione
di nuova ipoteca, di nuovo impiego o sotto altra condizione, la cancellazione non può esser eseguita
se non si fa constare al conservatore che la condizione è stata adempiuta (499, 2675).
Art. 2886 Formalità per la cancellazione
Chi richiede la cancellazione totale o parziale deve presentare al conservatore l'atto su cui la
richiesta è fondata.
La cancellazione di un'iscrizione o la rettifica deve essere eseguita in margine all'iscrizione
medesima, con l'indicazione del titolo dal quale è stata consentita od ordinata e della data in cui si
esegue, e deve portare la sottoscrizione del conservatore.
Art. 2887 Cancellazione delle ipoteche a garanzia dei titoli all'ordine
La cancellazione della ipoteca costituita a garanzia dell'obbligazione risultante da un titolo
all'ordine è consentita dal creditore risultante nei registri immobiliari e l'atto di consenso deve
essere presentato al conservatore insieme con il titolo, il quale è restituito dopo che il conservatore
vi ha eseguito l'annotazione della cancellazione.
La cancellazione dell'ipoteca importa la perdita del diritto di regresso contro i giranti anteriori alla
cancellazione medesima.
Art. 2888 Rifiuto di cancellazione
Qualora il conservatore rifiuti di procedere alla cancellazione di un'iscrizione, il richiedente può
proporre reclamo all'autorità giudiziaria (att. 113; Cod. Proc. Civ. 737).
SEZIONE XII
Del modo di liberare i beni dalle ipoteche
Art. 2889 Facoltà di liberare i beni dalle ipoteche
Il terzo acquirente dei beni ipotecati, che ha trascritto il suo titolo e non è personalmente obbligato a
pagare i creditori ipotecari, ha facoltà di liberare i beni da ogni ipoteca iscritta anteriormente alla
trascrizione del suo titolo di acquisto (att. 244).
Tale facoltà spetta all'acquirente anche dopo il pignoramento (Cod. Proc. Civ. 555 e seguenti),
purché nel termine di trenta giorni (2892) proceda in conformità dell'articolo che segue (Cod. Proc.
Civ. 792).
Art. 2890 Notificazione
L'acquirente deve far notificare, per mezzo di ufficiale giudiziario (Cod. Proc. Civ. 131), ai creditori
iscritti (2827 e seguenti), nel domicilio da essi eletto (2844), e al precedente proprietario un atto nel
quale siano indicati:
1) il titolo, la data del medesimo e la data della sua trascrizione;
2) la qualità e la situazione dei beni col numero del catasto o altra loro designazione, quale risulta
dallo stesso titolo;
3) il prezzo stipulato o il valore da lui stesso dichiarato, se si tratta di beni pervenutigli a titolo
lucrativo o di cui non sia stato determinato il prezzo.
In ogni caso, il prezzo o il valore dichiarato non può essere inferiore a quello stabilito come base
degli incanti dal codice di procedura civile in caso di espropriazione (Cod. Proc. Civ. 568).
Nell'atto della notificazione il terzo acquirente deve eleggere domicilio nel comune dove ha sede il
tribunale competente per l'espropriazione (Cod. Proc. Civ. 26) e deve offrire di pagare il prezzo o il
valore dichiarato.
Un estratto sommario della notificazione è inserito nel giornale degli annunzi giudiziari.
Art. 2891 Diritto dei creditori di far vendere i beni
Entro il termine di quaranta giorni dalla notificazione indicata dall'articolo precedente, qualunque
dei creditori iscritti (2827 e seguenti) o dei relativi fideiussori (1936 e seguenti) ha diritto di
richiedere l'espropriazione dei beni con ricorso al presidente del tribunale competente a norma del
codice di procedura civile (Cod. Proc. Civ. 792 e seguenti), purché adempia le condizioni che
seguono:
1) che la richiesta sia notificata al terzo acquirente nel domicilio da lui eletto a norma dell'articolo
precedente e al proprietario anteriore;
2) che contenga la dichiarazione del richiedente di aumentare di un decimo il prezzo stipulato o il
valore dichiarato;
3) che contenga l'offerta di una cauzione per una somma eguale al quinto del prezzo aumentato
come sopra;
4) che l'originale e le copie della richiesta siano sottoscritti dal richiedente o da un suo procuratore
munito di mandato speciale.
L'omissione di alcuna di queste condizioni produce nullità della richiesta.
Art. 2892 Divieto di proroga dei termini
I termini fissati dal secondo comma dell'art. 2889 e dal primo comma dell'art. 2891 non possono
essere prorogati.
Art. 2893 Mancata richiesta dell'incanto
Se l'incanto non è domandato nel tempo e nel modo prescritti dall'art. 2891, il valore del bene
rimane definitivamente stabilito nel prezzo, che l'acquirente ha posto a disposizione dei creditori a
norma dell'art. 2890, n. 3.
La liberazione del bene dalle ipoteche avviene dopo che è stato depositato il prezzo e si è
provveduto nei modi indicati dal codice di procedura civile (Cod. Proc. Civ. 792 e seguenti).
Art. 2894 Effetti del mancato deposito del prezzo
Se il terzo acquirente non deposita il prezzo entro il termine stabilito dall'art. 792 Cod. Proc. Civ.,
la richiesta di liberazione del bene dalle ipoteche rimane senza effetto, salva la responsabilità del
richiedente per i danni verso i creditori iscritti.
Art. 2895 Desistenza del creditore
La desistenza del creditore che ha richiesto l'incanto non può impedire l'espropriazione a meno che
vi consentano espressamente gli altri creditori iscritti.
Art. 2896 Aggiudicazione al terzo acquirente
Se l'aggiudicazione segue a favore del terzo acquirente (Cod. Proc. Civ. 604), il decreto di
trasferimento deve essere annotato in margine alla trascrizione dell'atto di acquisto (2643).
Art. 2897 Regresso dell'acquirente divenuto compratore all'incanto
Il terzo acquirente al quale è stato aggiudicato l'immobile ha regresso contro il venditore per il
rimborso di ciò che eccede il prezzo stipulato nel contratto di vendita (2866).
Art. 2898 Beni non ipotecati per il credito per il quale si procede
Nel caso in cui il titolo d'acquisto del terzo acquirente comprende mobili e immobili (812 e
seguenti), o comprende più immobili, gli uni ipotecati e gli altri libe, ovvero non tutti gravati dalle
stesse iscrizioni, situati nella giurisdizione dello stesso tribunale o in diverse giurisdizioni di
tribunali, alienati per un unico prezzo ovvero per prezzi distinti, il prezzo di ciascun immobile
assoggettato a particolari e separate iscrizioni deve dichiararsi nella notificazione, ragguagliato al
prezzo totale espresso nel titolo.
Il creditore che richiede l'espropriazione non può in nessun caso essere costretto a estendere la sua
domanda ai mobili, o ad altri immobili, fuori di quelli che sono ipotecati per il suo credito, salvo il
regresso del terzo acquirente contro il suo autore per il risarcimento del danno che venga a soffrire.a
causa della separazione dei beni compresi nell'acquisto e delle relative coltivazioni.
SEZIONE XIII
Della rinunzia e dell'astensione del creditore nell'espropriazione forzata
Art. 2899 Divieto di rinunzia a una ipoteca a danno di altro creditore
Il creditore, che ha ipoteca su vari immobili, dopo che gli è stata atta la notificazione indicata
dall'art. 2890 si tratta del processo di liberazione dalle ipoteche, o dopo la notificazione del
provvedimento che dispone la vendita, in caso di espropriazione, non può rinunziare alla sua ipoteca
sopra uno di quegli immobili né astenersi dall'intervenire nel giudizio di espropriazione (Cod. Proc.
Civ. 563 e seguenti), qualora sia con ciò favorito un creditore a danno di altro creditore
anteriormente iscritto (2852 .), se egli rinunzia o si astiene, è responsabile dei danni, a meno che vi
siano giusti motivi.
La stessa disposizione si applica nel caso in cui la rinunzia o l'astensione favorisca un terzo
acquirente a danno di un creditore con ipoteca anteriore o di un altro terzo acquirente che abbia un
titolo anteriormente trascritto.
CAPO V
Dei mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale
SEZIONE I
Dell'azione surrogatoria
Art. 2900 Condizioni, modalità ed effetti
Il creditore, per assicurare che siano soddisfatte o conservate le sue ragioni (2740), può esercitare i
diritti e le azioni che spettano verso i terzi al proprio debitore e che questi trascura di esercitare,
purché i diritti e le azioni abbiano contenuto patrimoniale e non si tratti di diritti o di azioni che, per
loro natura o per disposizione di legge, non possono essere esercitati se non dal loro titolare (187,
324, 447, 470, 524, 557, 713, 802, 974, 1015, 1113, 1416, 2789, 2939).
Il creditore, qualora agisca giudizialmente, deve citare anche il debitore al quale intende surrogarsi
(Cod. Proc. Civ. 102, 163).
SEZIONE II
Dell'azione revocatoria
Art. 2901 Condizioni
Il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione (13531 o a termine, può domandare che
siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio coi quali il
debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni (206, 1113, 2740) quando concorrono le seguenti
condizioni:
1) che il debitore conoscesse il pregiudizio che l'atto arrecava alle ragioni del creditore o, trattandosi
di atto anteriore al sorgere del credito, l'atto fosse dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne
il soddisfacimento;
2) che, inoltre, trattandosi di atto a titolo oneroso, il terzo fosse consapevole del pregiudizio, e, nel
caso di atto anteriore al sorgere del credito, fosse partecipe della dolosa preordinazione.
Agli effetti della presente norma, le prestazioni di garanzia (1936, 1960, 2784, 2808), anche per
debiti altrui, sono considerate atti a titolo oneroso, quando sono contestuali al credito garantito.
Non è soggetto a revoca l'adempimento di un debito scaduto.
L'inefficacia dell'atto non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede, salvi
gli effetti della trascrizione (2652) della domanda di revocazione.
Art. 2902 Effetti
Il creditore, ottenuta la dichiarazione di inefficacia, può promuovere nei confronti dei terzi
acquirenti le azioni esecutive o conservative sui beni che formano oggetto dell'atto impugnato.
Il terzo contraente, che abbia verso il debitore ragioni di credito dipendenti dall'esercizio dell'azione
revocatoria, non può concorrere sul ricavato dei beni che sono stati oggetto dell'atto dichiarato
inefficace, se non dopo che il creditore è stato soddisfatto.
Art. 2903 Prescrizione dell'azione
L'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto (2934 e seguenti).
Art. 2904 Rinvio
Sono salve le disposizioni sull'azione revocatoria in materia fallimentare e in materia penale (c.p.
192 e seguenti).
SEZIONE III
Del sequestro conservativo
Art. 2905 Sequestro nei confronti del debitore o del terzo
Il creditore può chiedere il sequestro conservativo (2770) dei beni del debitore, secondo le regole
stabilite dal codice di procedura civile (Cod. Proc. Civ. 671 e seguenti).
Il sequestro può essere chiesto anche nei confronti del terzo acquirente dei beni del debitore,
qualora sia stata proposta l'azione per far dichiarare l'inefficacia dell'alienazione.
Art. 2906 Effetti
Non hanno effetto il pregiudizio del creditore sequestrante le alienazioni e gli altri atti che hanno
per oggetto la cosa sequestrata, in conformità delle regole stabilite per il pignoramento.
Non ha parimenti effetto in pregiudizio del creditore opponente il pagamento eseguito dal debitore,
qualora l'opposizione sia stata proposta nei casi e con le forme stabilite dalla legge (2742, 2825).
TITOLO IV
DELLA TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI
CAPO I
Disposizioni generali
Art. 2907 Attività giurisdizionale
Alla tutela giurisdizionale dei diritti provvede l'autorità giudiziaria su domanda di parte (Cod. Proc.
Civ. 99 e seguenti) e, quando la legge lo dispone, anche su istanza del pubblico ministero o d'ufficio
(Cod. Proc. Civ. 69).
La tutela giurisdizionale dei diritti, nell'interesse delle categorie professionali, è attuata su domanda
delle associazioni legalmente riconosciute, nei casi determinati dalla legge e con le forme da questa
stabilite (Cod. Proc. Civ. 409 e seguenti).
Art. 2908 Effetti costitutivi delle sentenze
Nei casi previsti dalla legge, l'autorità giudiziaria può costituire, modificare o estinguere rapporti
giuridici, con effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa.
Art. 2909 Cosa giudicata
L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro
eredi o aventi causa (1306, 1595; Cod. Proc. Civ. 324).
CAPO II
Dell'esecuzione forzata
SEZIONE I
Dell'espropriazione
§1 Disposizioni generali
Art. 2910 Oggetto dell'esproprazione
Il creditore, per conseguire quanto gli é dovuto, può fare espropriare i beni del debitore, secondo le
regole stabilite dal codice di procedura civile (Cod. Proc. Civ. 483 e seguenti).
Possono essere espropriati anche i beni di un terzo quando sono vincolati a garanzia del credito o
quando sono oggetto di un atto che è stato revocato perché compiuto in pregiudizio del creditore.
Art. 2911 Beni gravati da pegno o ipoteca
Il creditore che ha pegno su beni del debitore non può pignorare altri beni del debitore medesimo, se
non sottopone a esecuzione anche i beni gravati da pegno. Non può parimenti, quando ha ipoteca,
pignorare altri immobili, se non sottopone a pignoramento anche gli immobili gravati dall'ipoteca
(Cod. Proc. Civ. 502, 544)
La stessa disposizione si applica se il creditore ha privilegio speciale su determinati beni.
§ 2 Degli effetti del pignoramento
Art. 2912 Estensione del pignoramento
Il pignoramento (Cod. Proc. Civ. 491 e seguenti, 513 e seguenti, 555 e seguenti) comprende gli
accessori, le pertinenze (817) e i frutti (820) della cosa pignorata.
Art. 2913 Inefficacia delle alienazioni del bene pignorato
Non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono
nell'esecuzione (Cod. Proc. Civ. 498 e seguenti) gli atti di alienazione dei beni sottoposti a
pignoramento, salvi gli effetti del possesso di buona fede per i mobili (1153 e seguenti) non iscritti
in pubblici registri.
Art. 2914 Alienazioni anteriori al pignoramento
Non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono
nell'esecuzione (Cod. Proc. Civ. 498 e seguenti), sebbene anteriori al pignoramento:
1) le alienazioni di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri (812 e seguenti), che
siano state trascritte successivamente al pignoramento;
2) le cessioni di crediti (1260 e seguenti) che siano state notificate al debitore ceduto o accettate dal
medesimo successivamente al pignoramento;
3) le alienazioni di universalità di mobili che non abbiano data certa (2704);
4) le alienazioni di beni mobili di cui non sia stato trasmesso il possesso anteriormente al
pignoramento, salvo che risultino da atto avente data certa.
Art. 2915 Atti che limitano la disponibilità dei beni pignorati
Non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono
nell'esecuzione (Cod. Proc. Civ. 498) gli atti che importano vincoli di indisponibilità (169, 187,
220, 1980), se non sono stati trascritti prima del pignoramento, quando hanno per oggetto beni
immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri (2647 e seguenti, 2685 e seguenti, 2693), e, negli
altri casi, se non hanno data certa (2704) anteriore al pignoramento.
Non hanno del pari effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono
nell'esecuzione (Cod. Proc. Civ. 498) gli atti e le domande per la cui efficacia rispetto ai terzi
acquirenti la legge richiede la trascrizione (2643 e seguenti), se sono trascritti successivamente al
pignoramento.
Art. 2916 Ipoteche e privilegi
Nella distribuzione della somma ricavata dall'esecuzione (Cod. Proc. Civ. 509 e seguenti) non si
tiene conto:
1) delle ipoteche (2808 e seguenti), anche se giudiziali, iscritte dopo il pignoramento;
2) dei privilegi per la cui efficacia e necessaria l'iscrizione (2762), se questa ha luogo dopo il
pignoramento (2745);
3) dei privilegi per crediti sorti dopo il pignoramento.
Art. 2917 Estinzione del credito pignorato
Se oggetto del pignoramento è un credito, l'estinzione di esso per cause verificatesi in epoca
successiva al pignoramento non ha effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che
intervengono nell'esecuzione (Cod. Proc. Civ. 498 e seguenti).
Art. 2918 Cessioni e liberazioni di pigioni e di fitti
Le cessioni e le liberazioni di pigioni e di fitti (1605) non ancora scaduti per un periodo eccedente i
tre anni non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono
nell'esecuzione (Cod. Proc. Civ. 498 e seguenti), se non sono trascritte anteriormente al
pignoramento (2643 n. 9). Le cessioni e le liberazioni per un tempo inferiore ai tre anni e le cessioni
e le liberazioni superiori ai tre anni non trascritte non hanno effetto, se non hanno data certa (2704)
anteriore al pignoramento e, in ogni caso, non oltre il termine di un anno dalla data del
pignoramento.
§ 3 Effetti della vendita forzata e dell'assegnazione
Art. 2919 Effetto traslativo della vendita forzata
La vendita forzata (Cod. Proc. Civ. 503 e seguenti) trasferisce all'acquirente i diritti che sulla cosa
spettavano a colui che ha subito l'espropriazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede (1147).
Non sono però opponibili all'acquirente diritti acquistati da terzi sulla cosa, se i diritti stessi non
hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante (2913) e dei creditori intervenuti
nell'esecuzione (Cod. Proc. Civ. 498 e seguenti).
Art. 2920 Diritti di terzi sulla cosa mobile venduta
Se oggetto della vendita è una cosa mobile (812), coloro che avevano la proprietà o altri diritti reali
su di essa, ma non hanno fatto valere le loro ragioni sulla somma ricavata dall'esecuzione (Cod.
Proc. Civ. 541 e seguenti), non possono farle valere nei confronti dell'acquirente di buona fede
(1147), né possono ripetere dai creditori la somma distribuita. Resta ferma la responsabilità del
creditore procedente di mala fede per i danni e per le spese.
Art. 2921 Evizione
L'acquirente della cosa espropriata, se ne subisce l'evizione, può ripetere il prezzo non ancora
distribuito, dedotte le spese, e, se la distribuzione è già avvenuta, può ripeterne da ciascun creditore
la parte che ha riscossa e dal debitore l'eventuale residuo, salva la responsabilità del creditore
procedente per i danni e per le spese.
Se l'evizione è soltanto parziale, l'acquirente ha diritto di ripetere una parte proporzionale del
prezzo. La ripetizione ha luogo anche se l'aggiudicatario, per evitare l'evizione, ha pagato una
somma di danaro.
In ogni caso l'acquirente non può ripetere il prezzo nei confronti dei creditori privilegiati o ipotecari
ai quali la causa di evizione non era opponibile.
Art. 2922 Vizi della cosa. Lesione
Nella vendita forzata non ha luogo la garanzia per i vizi della cosa (1490).
Essa non può essere impugnata per causa di lesione (1448).
Art. 2923 Locazioni
Le locazioni (1571 e seguenti) consentite da chi ha subito l'espropriazione sono opponibili
all'acquirente se hanno data certa (2704) anteriore al pignoramento (1599), salvo che, trattandosi di
beni mobili, l'acquirente ne abbia conseguito il possesso in buona fede (1147).
Le locazioni immobiliari eccedenti i nove anni che non sono state trascritte anteriormente al
pignoramento (2643 n. 8) non sono opponibili all'acquirente, se non nei limiti di un novennio
dall'inizio della locazione (1599).
In ogni caso l'acquirente non è tenuto a rispettare la locazione qualora il prezzo convenuto sia
inferiore di un terzo al giusto prezzo o a quello risultante da precedenti locazioni.
Se la locazione non ha data certa (2704), ma la detenzione del conduttore è anteriore al
pignoramento della cosa locata, l'acquirente non è tenuto a rispettare la locazione che per la durata
corrispondente a quella stabilita per le locazioni a tempo indeterminato (1574).
Se nel contratto di locazione è convenuto che esso possa risolversi in caso di alienazione,
l'acquirente può intimare licenza al conduttore secondo le disposizioni dell'art. 1603.
Art. 2924 Cessioni e liberazioni di pigioni e di fitti
Le cessioni e le liberazioni di pigioni e di fitti (1605) non ancora scaduti non sono opponibili
all'acquirente, salvo che si tratti di cessioni o di liberazioni eccedenti il triennio e trascritte
anteriormente al pignoramento (2643 n. 9) o si tratti di anticipazioni fatte in conformità degli usi
locali.
Art. 2925 Norme applicabili all'assegnazione forzata
Le norme concernenti la vendita forzata si applicano anche all'assegnazione forzata (Cod. Proc. Civ.
505 e seguenti), salvo quanto è disposto negli articoli seguenti.
Art. 2926 Diritti dei terzi sulla cosa assegnata
Se l'assegnazione ha per oggetto beni mobili, i terzi che ne avevano la proprietà possono, entro il
termine di sessanta giorni dall'assegnazione, rivolgersi contro l'assegnatario che ha ricevuto in
buona fede il possesso (1147), al solo scopo di ripetere la somma corrispondente al suo credito
soddisfatto con l'assegnazione. La stessa facoltà spetta ai terzi che avevano sulla cosa altri diritti
reali, nei limiti del valore del loro diritto.
L'assegnatario conserva le sue ragioni nei confronti del debitore, ma si estinguono le garanzie
prestate da terzi.
Art. 2927 Evizione della cosa assegnata
L'assegnatario, se subisce l'evizione della cosa, ha diritto di ripetere quanto ha pagato agli altri
creditori, salva la responsabilità del creditore procedente per i danni e per le spese.
L'assegnatario conserva le sue ragioni nei confronti del debitore espropriato, ma non le garanzie
prestate da terzi.
Art. 2928 Assegnazione di crediti
Se oggetto dell'assegnazione è un credito, il diritto dell'assegnatario verso il debitore che ha subito
l'espropriazione non si estingue che con la riscossione del credito assegnato.
Art. 2929 Nullità del processo esecutivo
La nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita o l'assegnazione non ha effetto
riguardo all'acquirente o all'assegnatario, salvo il caso di collusione con il creditore procedente. Gli
altri creditori non sono in nessun caso tenuti a restituire quanto hanno ricevuto per effetto
dell'esecuzione.
SEZIONE II
Dell'esecuzione forzata in forma specifica
Art. 2930 Esecuzione forzata per consegna o rilascio
Se non e adempiuto l'obbligo di consegnare una cosa determinata, mobile o immobile, l'avente
diritto può ottenere la consegna o il rilascio forzati a norma delle disposizioni del codice di
procedura civile (Cod. Proc. Civ. 605 e seguenti).
Art. 2931 Esecuzione forzata degli obblighi di fare
Se non è adempiuto un obbligo di fare, l'avente diritto può ottenere che esso sia eseguito a spese
dell'obbligato nelle forme stabilite dal codice di procedura civile (Cod. Proc. Civ. 612 e seguenti).
Art. 2932 Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto
Se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l'obbligazione, l'altra parte, qualora
sia possibile e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del
contratto non concluso (2908).
Se si tratta di contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata
o la costituzione o il trasferimento di un altro diritto, la domanda non può essere accolta, se la parte
che l'ha proposta non esegue la sua prestazione (1208 e seguenti) o non ne fa offerta nei modi di
legge, a meno che la prestazione non sia ancora esigibile (att. 246).
Art. 2933 Esecuzione forzata degli obblighi di non fare
Se non è adempiuto un obbligo di non fare, l'avente diritto può ottenere che sia distrutto, a spese
dell'obbligato, ciò che è stato fatto in violazione dell'obbligo (Cod. Proc. Civ. 612 e seguenti).
Non può essere ordinata la distruzione della cosa e l'avente diritto può conseguire solo il
risarcimento dei danni, se la distruzione della cosa e di pregiudizio all'economia nazionale.
TITOLO V
DELLA PRESCRIZIONE E DELLA DECADENZA
CAPO I
Della prescrizione
SEZIONE I
Disposizioni generali
Art. 2934 Estinzione dei diritti
Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato
dalla legge.
Non sono soggetti alla prescrizione i diritti indisponibili e gli altri diritti indicati dalla legge (248 e
seguente, 263, 272, 533, 715, 948,1422).
Art. 2935 Decorrenza della prescrizione
La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.
Art. 2936 Inderogabilità delle norme sulla prescrizione
E' nullo ogni patto diretto a modificare la disciplina legale della prescrizione (1418 e seguenti).
Art. 2937 Rinunzia alla prescrizione
Non può rinunziare alla prescrizione chi non può disporre validamente del diritto.
Si può rinunziare alla prescrizione solo quando questa è compiuta.
La rinunzia può risultare da un fatto incompatibile con la volontà di valersi della prescrizione
(1310).
Art. 2938 Non rilevabilità d'ufficio
Il giudice non può rilevare d'ufficio la prescrizione non opposta.
Art. 2939 Opponibilità della prescrizione da parte dei terzi
La prescrizione può essere opposta dai creditori e da chiunque vi ha interesse, qualora la parte non
la faccia valere. Può essere opposta anche se la parte vi ha rinunziato (2900).
Art. 2940 Pagamento del debito prescritto
Non è ammessa la ripetizione di ciò che è stato spontaneamente pagato in adempimento di un debito
prescritto (2034).
SEZIONE II
Della sospensione della prescrizione
Art. 2941 Sospensione per rapporti tra le parti
La prescrizione rimane sospesa (1310):
1) tra i coniugi;
2) tra chi esercita la potestà di cui all'art. 316 o i poteri a essa inerenti (260, 409) e le persone che vi
sono sottoposte;
3) tra il tutore e il minore (346 e seguenti) o l'interdetto (424) soggetti alla tutela, finché non sia
stato reso e approvato il conto finale (386), salvo quanto e disposto dall'art. 387 per le azioni
relative alla tutela;
4) tra il curatore e il minore emancipato (390 e seguenti) o l'inabilitato (424);
5) tra l'erede e l'eredità accettata con beneficio d'inventario (484 e seguenti);
6) tra le persone i cui beni sono sottoposti per legge o per provvedimento del giudice
all'amministrazione altrui e quelle da cui l'amministrazione è esercitata, finché non sia stato reso e
approvato definitivamente il conto;
7) tra le persone giuridiche e i loro amministratori, finché sono in carica, per le azioni di
responsabilità contro di essi (18, 2393, 2487);
8) tra il debitore che ha dolosamente occultato l'esistenza del debito e il creditore, finché il dolo non
sia stato scoperto (att. 247 e seguente).
Art. 2942 Sospensione per la condizione del titolare
La prescrizione rimane sospesa:
1) contro i minori non emancipati (316) e gli interdetti per infermità di mente (414 e seguenti), per
il tempo in cui non hanno rappresentante legale e per sei mesi successivi alla nomina del medesimo
o alla cessazione dell'incapacità;
2) in tempo di guerra, contro i militari in servizio e gli appartenenti alle forze armate dello Stato e
contro coloro che si trovano per ragioni di servizio al seguito delle forze stesse, per il tempo
indicato dalle disposizioni delle leggi di guerra.
SEZIONE III
Dell'interruzione della prescrizione
Art. 2943 Interruzione da parte del titolare
La prescrizione è interrotta (1310) dalla notificazione dell'atto con il quale si inizia un giudizio, sia
questo di cognizione (Cod. Proc. Civ. 163, 638) ovvero conservativo (Cod. Proc. Civ. 670 e
seguente, 688, 700, 703) o esecutivo (Cod. Proc. Civ. 474 e seguenti).
E' pure interrotta dalla domanda proposta nel corso di un giudizio.
L'interruzione si verifica anche se il giudice adito è incompetente.
La prescrizione è inoltre interrotta da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore e
dall'atto notificato con il quale una parte, in presenza di compromesso o clausola compromissoria,
dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e
procede per quanto le spetta alla nomina degli arbitri.
Art. 2944 Interruzione per effetto di riconoscimento
La prescrizione è interrotta dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto
stesso può essere fatto valere.
Art. 2945 Effetti e durata dell'interruzione
Per effetto dell'interruzione s'inizia un nuovo periodo di prescrizione.
Se l'interruzione è avvenuta mediante uno degli atti indicati dai primi due commi dell'art. 2943, la
prescrizione non corre fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce il
giudizio (Cod. Proc. Civ. 324).
Se il processo si estingue (Cod. Proc. Civ. 306), rimane fermo l'effetto interruttivo e il nuovo
periodo di prescrizione comincia dalla data dell'atto interruttivo.
Nel caso di arbitrato la prescrizione non corre dal momento della notificazione dell'atto contenente
la domanda di arbitrato sino al momento in cui il lodo che definisce il giudizio non è più
impugnabile o passa in giudicato la sentenza resa sull'impugnazione.
SEZIONE IV
Del termine della prescrizione
§1 Della prescrizione ordinaria
Art. 2946 Prescrizione ordinaria
Salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, i diritti si estinguono per prescrizioni con il
decorso di dieci anni (att. 248 e seguenti).
§ 2 Delle prescrizioni brevi
Art. 2947 Prescrizione del diritto al risarcimento del danno
Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito (2043 e seguenti) si prescrive in cinque
anni dal giorno in cui il il fatto si è verificato.
Per il risarcimento del danno prodotto a circolazione dei veicoli di ogni specie (2054) il diritto si
prescrive in due anni.
In ogni caso, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione
più lunga, questa si applica anche all'azione civile. Tuttavia, se il reato è estinto per causa diversa
dalla prescrizione (Cod. Pen. 150 e seguenti) o e intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio
penale (Cod. Proc. Pen. 576), il diritto al risarcimento del danno si prescrive termini indicati dai
primi due commi con decorrenza dalla data di estinzione del lato o dalla data in cui la sentenza è
divenuta irrevocabile.
Art.2948 Prescrizione di cinque anni
Si prescrivono in cinque anni:
1) le annualità delle rendite perpetue (1861) o vitalizie (1872);
1 bis) il capitale nominale dei titoli del debito pubblico emessi al portatore;
2) le annualità delle pensioni alimentari 33 e seguenti)
3) le pigioni delle case, i fitti dei beni rustici e ogni altro corrispettivo di locazioni (1571)
4) gli interessi (1282) e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno in termini
più brevi (dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale);
5) le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro (1751, 2118 e seguenti).
Art. 2949 Prescrizione in materia di società
Si prescrivono in cinque anni i diritti che derivano dai rapporti sociali, se la società è iscritta nel
registro delle imprese (2188 e seguenti).
Nello stesso termine si prescrive l'azione di responsabilità che spetta ai creditori sociali verso gli
amministratori nei casi stabiliti dalla legge (2394, 2487).
Art. 2950 Prescrizione del diritto del mediatori
Si prescrive in un anno il diritto del mediatore al pagamento della provvigione (1755).
Art. 2951 Prescrizione in materia di spedizione e di trasporto
Si prescrivono in un anno i diritti derivanti dal contratto di spedizione (1737) e dal contratto di
trasporto (1678).
La prescrizione si compie con il decorso di diciotto mesi se il trasporto ha inizio o termine fuori
d'Europa.
Il termine decorre dall'arrivo a destinazione della persona o, in caso di sinistro, dal giorno di questo,
ovvero dal giorno in cui è avvenuta o sarebbe dovuta avvenire la riconsegna della cosa al luogo di
destinazione.
Si prescrivono parimenti in un anno dalla richiesta del trasporto i diritti verso gli esercenti pubblici
servizi di linea indicati dall'art. 1679.
Art. 2952 Prescrizione in materia di assicurazione
Il diritto al pagamento delle rate di premio si prescrive in un anno dalle singole scadenze (1882 e
seguenti).
Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione (1882 e seguenti) si prescrivono in un anno e
quelli derivanti dal contratto di riassicurazione (1928 e seguenti) in due anni dal giorno in cui si è
verificato il fatto su cui il diritto si fonda.
Nell'assicurazione della responsabilità civile (1917), il termine decorre dal giorno in cui il terzo ha
richiesto il risarcimento all'assicurato o ha promosso contro di questo l'azione.
La comunicazione all'assicuratore della richiesta del terzo danneggiato o dell'azione da questo
proposta sospende il corso della prescrizione finché il credito del danneggiato non sia divenuto
liquido ed esigibile oppure il diritto del terzo danneggiato non sia prescritto.
La disposizione del comma precedente si applica all'azione del riassicurato verso il riassicuratore
per il pagamento dell'indennità (1928 e seguenti).
Art. 2953 Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi
I diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad
essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato (Cod. Proc. Civ. 324), si prescrivono
con il decorso di dieci anni.
§3 Delle prescrizioni presuntive
Art. 2954 Prescrizione di sei mesi
Si prescrive in sei mesi il diritto degli albergatori e degli osti per l'alloggio e il vitto che
somministrano, e si prescrive nello stesso termine il diritto di tutti coloro che danno alloggio con o
senza pensione.
Art. 2955 Prescrizione di un anno
Si prescrive in un anno il diritto:
1) degli insegnanti, per la retribuzione delle lezioni che impartiscono a mesi o a giorni o a ore;
2) dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi non superiori al mese (2099)
(dichiarato illegittimo dalla Corte Cost.);
3) di coloro che tengono convitto o casa di educazione e di istruzione per il prezzo della pensione e
dell'istruzione;
4) degli ufficiali giudiziari, per il compenso degli atti compiuti nella loro qualità;
5) dei commercianti, per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio;
6) dei farmacisti, per il prezzo dei medicinali.
Art. 2956 Prescrizione di tre anni
Si prescrive in tre anni il diritto:
1) dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese (2099);
2) dei professionisti, per il compenso dell'opera prestata e per il rimborso delle spese correlative
(2233 e seguenti);
3) dei notai, per gli atti del loro ministero;
4) degli insegnanti, per la retribuzione delle lezioni impartite a tempo più lungo di un mese.
Art. 2957 Decorrenza delle prescrizioni presuntive
Il termine della prescrizione decorre dalla scadenza della retribuzione periodica o compimento della
prestazione.
Per le competenze dovute agli avvocati, ai procuratori e ai patrocinatori legali il termine e decorre
dalla decisione della lite (Cod. Proc. Civ. 324), dalla conciliazione delle parti o dalla revoca del
mandato (Cod. Proc. Civ. 85); per gli affari non terminati, la prescrizione decorre dalla l'ultima
prestazione.
Art. 2958 Corso della prescrizione
La prescrizione decorre anche se vi è stata continuazione di somministrazioni o di prestazioni.
Art. 2959 Ammissioni di colui che oppone la prescrizione
L'eccezione è rigettata, se chi oppone la prescrizione nei casi indicati dagli artt. 2954, 2955 e 2956
ha comunque ammesso in giudizio che l'obbligazione non è stata estinta.
Art. 2960 Delazione di giuramento
Nei casi indicati dagli artt. 2954, 2955 e 2956, colui al quale la prescrizione è stata opposta può
deferire all'altra parte il giuramento per accertare se si è verificata l'estinzione del debito (2736 e
seguenti; Cod. Proc. Civ. 233).
Il giuramento può essere deferito al coniuge superstite e agli eredi o ai loro rappresentanti legali per
dichiarare se hanno notizia dell'estinzione del debito.
Art. 2961 Restituzione di documenti
I cancellieri, gli arbitri, gli avvocati, i procuratori e i patrocinatori legali sono esonerati dal rendere
conto degli incartamenti relativi alle liti dopo tre anni da che queste sono state decise o sono
altrimenti terminate.
Tale esonero si verifica, per gli ufficiali giudiziari, dopo due anni dal compimento degli atti ad essi
affidati.
Anche alle persone designate in questo articolo può essere deferito il giuramento perché dichiarino
se ritengono o sanno dove si trovano gli atti o le carte.
Si applica in questo caso il disposto dell'art. 2959.
§ 4 Del computo dei termini
Art. 2962 Compimento della prescrizione
In tutti i casi contemplati dal presente codice e dalle altre leggi, la prescrizione si verifica quando è
compiuto l'ultimo giorno del termine.
Art. 2963 Computo dei termini di prescrizione
I termini di prescrizioni contemplati dal presente codice e dalle altre leggi si computano secondo il
calendario comune (Cod. Proc. Civ. 155).
Non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione
si verifica con lo spirare dell'ultimo istante del giorno finale.
Se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo (1187).
La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al
giorno del mese iniziale.
Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con l'ultimo giorno dello stesso
mese.
CAPO II
Della decadenza
Art. 2964 Inapplicabilità di regole della prescrizione
Quando un diritto deve esercitarsi entro un dato termine sotto pena di decadenza, non si applicano
le norme relative all'interruzione della prescrizione (2943 e seguenti). Del pari non si applicano le
norme che si riferiscono alla sospensione (2941 e seguenti), salvo che sia disposto altrimenti (245,
489, 802).
Art. 2965 Decadenze stabilite contrattualmente
E' nullo il patto (1418 e seguenti) con cui si stabiliscono termini di decadenza che rendono
eccessivamente difficile a una delle parti l'esercizio del diritto.
Art. 2966 Cause che impediscono la decadenza
La decadenza non è impedita se non dal compimento dell'atto previsto dalla legge o dal contratto.
Tuttavia, se si tratta di un termine stabilito dal contratto o da una norma di legge relativa a diritti
disponibili, la decadenza può essere anche impedita dal riconoscimento del diritto proveniente dalla
persona contro la quale si deve far valere il diritto soggetto a decadenza.
Art. 2967 Effetto dell'impedimento della decadenza
Nei casi in cui la decadenza è impedita, il diritto rimane soggetto alle disposizioni che regolano la
prescrizione (2934 e seguenti).
Art. 2968 Diritti indisponibili
Le parti non possono modificare la disciplina legale della decadenza né possono rinunziare alla
decadenza medesima, se questa è stabilita dalla legge in materia sottratta alla disponibilità delle
parti.
Art. 2969 Rilievo d'ufficio
La decadenza non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, salvo che, trattandosi di materia sottratta
alla disponibilità delle parti, il giudice debba rilevare le cause d'improponibilità dell'azione.
 
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