Termini processuali

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I TERMINI (ARTT. 152-155 c.p.c.)
La funzione del termine è duplice :
Mantenere le attività processuali sufficientemente concentrate e offrire ai soggetti processuali uno spatium temporis sufficiente per poter adeguatamente compiere gli atti di loro pertinenza. Quando prevale questa funzione i termini si dicono ACCELERATORI o FINALI Quando prevale questa funzione i termini si dicono DILATORI Scopo : non far compiere una attività processuale DOPO un determinato momento Scopo : non far compiere un’attività processuale PRIMA di un determinato momento Es. art. 325 per le impugnazioni Art. 102 per l’integrazione del contraddittorio L’intempestivo compimento dell’atto ne comporta la IRRICEVIBILITA’ (es. caso di termine di comparizione in giudizio).
Il TERMINE è: - Legale stabilito dalla legge. - Giudiziale stabilito dal giudice solo se la legge lo consente. - Perentorio stabilito dalla legge a pena di decadenza. La decadenza comporta la perdita della facoltà di compiere un atto. Deve essere tale per espressa previsione di legge e non può essere abbreviato né prorogato nemmeno in base all’accordo delle parti. (Rif. art. 153 – improrogabilità). È o Iniziale : momento a partire dal quale un atto può essere compiuto o Finale : momento oltre il quale l’atto non può essere compiuto L’attività compiuta dopo la scadenza del termine perentorio è NULLA . - Ordinatoriola cui inosservanza non produce decadenza del potere di compiere l’atto se non a seguito di una valutazione discrezionale del giudice. Infatti l’art. 154 prevede l’abrogazione o la proroga del termine ordinatorio che può essere tra l’altro rinnovata per motivi particolarmente gravi e motivati. Il compimento dell’atto dopo la scadenza o la proroga del termine da luogo a una nullità relativa rilevabile su eccezione di parte. - Dilatorio tempo che deve trascorrere prima che sia compiuto l’atto. - Comminatorio la cui inosservanza la legge non collega alcuna decadenza ma solo delle conseguenze minori es. maggior carico delle spese. - Sanzionatorio la cui inosservanza non è legata alcuna sanzione.
Computo del termine (art. 155) “Nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l'ora iniziali. Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune. I giorni festivi si computano nel termine. Se il giorno di scadenza e' festivo la scadenza e' prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo. […]”
Il termine è LIBERO quando nei casi espressamente previsti non si tiene conto né del giorno iniziale né di quello finale.
È previsto un POTERE MINISTERIALE DI PROROGA DEI TERMINI : il Ministro della Giustizia ha il potere di prorogare di 15 gg. i termini di decadenza per il compimento degli atti presso gli uffici giudiziari qualora essi non siano in grado di funzionare regolarmente per eventi di carattere eccezionale.
Si ha inoltre la SOSPENSIONE DI DIRITTO DEI TERMINI PROCESSUALI NEL PERIODO FERIALE (1 ago./15 sett.). Ovviamente i termini riprendono al decorrere del periodo di sospensione. Se un termine cade nel periodo di sospensione devono essere contati 45 giorni in più.
Eccezione alla sospensione per i processi di:
- particolare URGENZA - cause ALIMENTARI - Controversie individuali di lavoro e previdenziali - Procedimenti cautelari e di opposizione all’esecuzione - Giudizi di sfratto - Revoca di fallimento

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