Dlgs 231/01 e Dlgs 81/08, come far convivere due modelli organizzativi: profili di rischio, responsabilità e adeguamenti possibiliL'estensione del Dlgs 231/01 ai reati in materia di salute e sicurezza (art. 25 septies, vedi tutti gli articoli di approfondimento) impone ai datori di lavoro la necessità di rivedere i modelli di organizzazione e gestione e i meccanismi di controllo e autotutela in caso di incidenti.La rivisitazione del modello di organizzazione, gestione e controllo impone alcune riflessioni:

* come cambiano i rapporti di dipendenza e di collaborazione tra Organismo di Vigilanza, Internal Audit e Sicurezza?
* quali posizioni di garanzia devono essere associate al processo di delega in materia di Safety?
* quali standard seguire nell'implementazione del Sistema di Gestione della sicurezza sul lavoro?
* qual è il valore aggiunto dell'Audit Sicurezza nell'ambito della Corporate Governance?Business International presenta il 17 giugno a Roma la prima giornata di approfondimento sugli adempimenti richiesti alle imprese dal binomio Dlgs 231/01 - Dlgs 81/08.Nel corso della giornata saranno affrontati i seguenti argomenti:* Revisione dei modelli organizzativi 231 dopo il Testo Unico Sicurezza* Compatibilità tra reati colposi ex 81/08 e reati presuposto ex 231/01 (leggi anche "Relazioni tra programmi di prevenzione degli infortuni (ex D.Lgs. 81/08) e programmi di prevenzione dei rischi-reato (ex D.Lgs. 231/01)")* ODV, IA e Sicurezza: riorganizzazione di ruoli funzioni e responsabilità (leggi anche "La cooperazione dell'OdV nel delitto colposo" e "Rapporti tra Organismo di Vigilanza e SPP")* Sistemi di Gestione SSL: implementazione o integrazione?* Integrazione dei sistemi gestionali e ricadute dal punto di vista procedurale e documentale* Risk assessment sicurezza sul lavoro: Documento di valutazione dei rischi e documento unico di valutazione dei rischi da interferenza (leggi anche "Appalti e rischi dell'ambiente ospitante" e "Strumenti per la valutazione dei rischi nelle piccole imprese").Che relazioni esistono tra la 231 e la normativa sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro?Tra i reati sanzionati dalla 231 ci sono i reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime occorsi sul luogo di lavoro e resi possibili dall’azienda o ente in genere a causa della sua inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. In altri termini, affinché si origini la responsabilità dell’azienda o ente in genere, è necessario non solo che si configurino tutti gli elementi di tali reati (l’evento che le norme penali dell’omicidio colposo o delle lesioni gravi o gravissime puniscono), ma occorre la colpa specifica (la condotta commissiva o omissiva cui è associabile un interesse o vantaggio dell’ente) che l’evento si sia verificato a causa dell’inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Ciò detto si pone per le società o enti in genere:* l’obbligo di dare seguito innanzitutto alle misure minime e cogenti per rispondere all’esigenza di prevenzione e gestione dei rischi di infortunio e malattie sviluppabili nei luoghi di lavoro;* la possibilità di eliminare o limitare la propria responsabilità anche nel caso di occorrenza dell’omicidio colposo o delle lesioni gravi o gravissime sul luogo di lavoro, dimostrando la propria diligenza organizzativa (mediante il Modello 231) nell’assicurare che le misure obbligatorie sono state adottate ed operativamente attuate.In ogni caso le componenti del Modello 231 generalmente non si esauriscono con quelle disegnate per prevenire i reati a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che rappresentano, pertanto, una parte e non il tutto.
 
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