PRESCRIZIONI


Per quanto riguarda la prescrizione dei crediti vantati dall’agente nei confronti della Casa Mandate, si precisa che il dirittodell’agente alle provvigioni si prescrive in cinque anni.Dopo la nota sentenza n.63/66 della Corte Costituzionale che introduceva il principio della non decorrenza dei termini prescrizionali, laddove non vi è stabilità del rapporto, alcuni studiosi avevano sostenuto che anche nel corso del rapporto di agenzia detta interruzione operava.Questa tesi è stata demolita dalla costante giurisprudenza di legittimità e di merito.E’ stato reiteratamente affermato che il diritto dell’agente alle provvigioni non è sospeso in costanza di rapporto, non potendosi applicare, in via analogica, il principio della sospensione della prescrizione in costanza di rapporto enunciato dalla Corte Costituzionale;le provvigioni dovute all’agente non sono riconducibili al concettodi retribuzione proporzionata e sufficiente. Ciò è avvalorato dal Decreto Legislativo 303/91, emanato in adeguamento alla direttiva CEE in materia di agenzia, in quanto con tale normativa si è inteso privilegiare la certezza dei rapporti tra le parti stabilendo termini brevi per la comunicazione degli estratti conto, ma non si è ritenuto di stabilire la sospensione della prescrizione in costanza di rapporto.La Suprema Corte ha anche precisato che la non applicazione della sospensione dei termini “non può far sorgere alcun dubbio di costituzionalità per violazione del principio di uguaglianza”.L’art.2948 del Codice Civile (comma 5) precisa che si prescrivono in cinque anni le “indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro”.In base a questa norma di legge, deve ritenersi che la prescrizione quinquennale operi, per quanto riguarda gli agenti di commercio,anche in relazione alla “indennità di risoluzione del rapporto” e dalla “indennità suppletiva di clientela”.
Pur essendo chiara la dizione della norma, la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza 10923/94 ha precisato che il comma 5dell’art.2984 C.C. deve essere interpretato nel senso che la prescrizione quinquennale riguarda le indennità spettanti per la cessazione di ogni rapporto di lavoro INDIPENDENTEMENTE DAL CARATTERE SUBORDINATO O NON, DI ESSO.Da una ricerca giurisprudenziale è saltata fuori una singolare sentenza della Cassazione (ovviamente inedita) nella cui massima silegge che “nel rapporto di agenzia il diritto alla indennità sostitutivaè soggetto all’ordinario termine di prescrizione decennale, non essendo incluso tra i diritti per i quali l’art.2948 C.C. prevede la prescrizione quinquennale” (Cass.9438/00).Alcuni sostengono che le indennità spettanti agli agenti, in collegamento con la risoluzione del rapporto, si prescriverebbero neltermine decennale previsto dal 2946 C.C..Trattasi di affermazione non condivisibile.Diversamente saremmo in presenza di una violazione del precettocostituzionale e del principio della “par condicio”.In buona sostanza, si verificherebbe che, mentre il lavoratore subordinato vedrebbe prescritto ogni suo diritto collegato alla risoluzione del rapporto, trascorso il termine di cinque anni dalla cessazione, all’agente di commercio verrebbe accordato (non si capisceper quale ragione) il privilegio del raddoppio di questo termine prescrizionale.Del tutto incoerente l’art. 2935 C.C. che si limita semplicemente, a fissare la data di decorrenza del termine di prescrizione.
 
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