Una sentenza importante per l'avvocato on line e per le sue consulenze legali on line: gli arresti domiciliari si devono scontare in casa, né in cortile, né
in giardino. Solo le mura domestiche sono adibite alla pena. Troppo comodo passeggiare in giardino o curare l'orto di
famiglia. Lo ha stabilito la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione con la sentenza 13 febbraio 2012, n. 5436. Secondo tale sentenza, agli effetti dell'art. 385 c.p. (cioè del reato di evasione, che scatta nel momento in cui la persona agli arresti domiciliari esce, evade appunto, dai luoghi autorizzati), deve intendersi per abitazione solo il luogo in cui la persona conduce la propria vita domestica e privata, con esclusione di ogni altra appartenenza, quali aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili che non ne costituiscano parte integrante. Di conseguenza, il cortile davanti casa o il giardino ombreggiato per l'estate non può considerarsi luogo consentito di arresto. Per il detenuto nel calduccio di casa, e non al fresco del carcere, l'unico refrigerio permesso è l'aria condizionata.



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