Esclusione. (Rd 267/1942, articoli 10 e 22) Il decreto con cui la Corte d’Appello rigetta il reclamo avverso il provvedimento di reiezione dell’istanza di fallimento emesso dal tribunale, in quanto inidoneo ad acquistare efficacia di giudicato in ordine all’esistenza del credito fatto valere, alla qualità di soggetto fallibile in capo al debitore e alla sussistenza dello stato d’insolvenza, è privo di carattere decisorio e definitivo, e non è pertanto impugnabile con il ricorso per cassazione ai sensi dell’articolo 111 della Costituzione, neppure nel caso in cui il rigetto dell’istanza di fallimento trovi giustificazione in un elemento di fatto incontrovertibile e non suscettibile di mutamento, quale l’avvenuta cancellazione della società debitrice dal registro delle imprese, a seguito del trasferimento della sede all’estero. 
Sezione I, sentenza 10 novembre 2011 n. 23478 - Pres. Carnevale; Rel. Mercolino; Pm (conf.) Apice; Ric. Immobilier Caraibique S. a Rl; Controric. B & C. Finanziaria Sarl
 
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