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TAX E LEGAL? ADELANTE, CON JUICIO

Tax e legal. L’unione delle due anime della consulenza alle imprese in molti casi si è rivelato un matrimonio difficile, che ha accelerato negli studi che hanno deciso di giocare la loro fortuna su questo connubio una necessaria fase di ripensamento del modello. Eppure, da ieri, sul mercato legale si è affacciata una nuova realtà che coniuga assistenza legale e fiscale. Si tratta di Legalitax, spin off di Cba.
L’annuncio della nascita di questa nuova insegna ci induce a diverse riflessioni. Anzitutto, è legittimo pensare che – se 60 professionisti provenienti da uno studio che offre consulenza legale e tributaria hanno deciso di replicare lo stesso modello dell’insegna da cui si sono scissi – a dover essere messo in discussione non sia il modello tax e legal in sé. In effetti, seppur in ritardo rispetto a quanto accade all’estero, anche gli studi italiani negli ultimi tempi hanno iniziato ad agire rispondendo a logiche imprenditoriali, studiando il mercato e cercando di offrire un prodotto in grado di soddisfarne la domanda. E il connubio di tax e legal risponde a una domanda ben precisa: garantire ai propri clienti una consulenza continuativa a 360 gradi.
Se il problema non è nel mercato, allora, non può che dipendere dalle scelte di governance degli studi. In particolare, a dimostrarsi inefficaci sono stati quei modelli che hanno imposto un’integrazione forzata: non tenere nella dovuta considerazione  l’importanza di una cultura interna condivisa è un errore che rischia di presentare agli studi un conto salato. L’ultimo anno e mezzo della storia di Cba – alle prese con il tentativo di ricomporre una delicata situazione interna, nella quale ha giocato certamente un ruolo critico la contrapposizione delle sue due anime – rappresenta un esempio emblematico della difficoltà di trovare una quadratura al cerchio.
Questa quadra, oggi, è individuata dall’insegna proprio nella necessità di raggiungere la giusta coesione interna, formando una squadra di professionisti che facciano lo stesso tipo di lavoro e parlino sostanzialmente la stessa lingua. E questa lingua per Cba è quella delle grandi operazioni straordinarie, di cui Milano si conferma la piazza privilegiata. Non a caso la quasi totalità delle uscite registrate dallo studio, culminate nello spin off che ha dato origine a Legalitax, hanno riguardato Roma e – soprattutto –  Padova, dove la fusione con Lca nel 2009 aveva dato i natali a Cba. Eppure, è proprio a Padova che oggi l’insegna guidata da Angelo Bonissoni registra la totale assenza di una compagine tributaria.
Questo ci porta a un’ulteriore riflessione. Avvocati d’affari e commercialisti in Italia appartengono tradizionalmente a mondi lontani. È per questo che provare a posizionarsi al contempo come studio tax e legal sembra una strada tutta in salita. Basti pensare alle scelte intraprese nel Bel Paese dalle cosiddette big four (Pwc, Deloitte, Kpmg ed Ernst & Young) che – pur dominando il settore della revisione legale e contabile – in Italia, a differenza di quanto accade in altri Paesi, non hanno ancora percorso la strada della fusione con grandi studi legali.
La ragione presumibilmente risiede nel gap culturale tutto italiano tra i due mondi. Un gap che aumenta spostandosi in provincia, dove il commercialista è per lo più impegnato sul fronte della consulenza ordinaria e continuativa tipica dell’assistenza alle piccole e medie imprese, tanto da essere considerato da molti imprenditori il consigliere per eccellenza.
Allora, la nascita di Legalitax da un lato e la riformulazione della governance di Cba, dall’altro, sono un ennesimo segnale che il mercato legale oggi impone agli studi una scelta di modello a monte, calibrata sulla base del business di riferimento. Lo zoccolo duro di Cba, radicato a Milano, ha scelto di puntare sulle operazioni straordinarie. I professionisti di Legalitax, invece, sembrano più orientati alle pmi.
Dire quale scelta sarà premiante non è facile. Così come non è semplice trovare una ricetta univoca in grado di garantire il perfetto equilibrio tra tax e legal: ogni studio sarà chiamato a mettere a punto la propria ricetta, sulla base degli ingredienti funzionali ai contenuti del servizio offerto e alle caratteristiche del mercato di riferimento.  Quella tra tax e legal, quindi, può essere una convivenza possibile? Secondo noi sì. Adelante, con juicio.

di Maria Buonsanto
maria.buonsanto@toplegal.it
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